Franciacorta Pas Dosé Corteaura

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
7


Franciacorta2015ExtraBrut 078
Ovvero, quando il Franciacorta è “da barca”…

Solitamente quando ricevo comunicati stampa del genere, come questo che ho ricevuto qualche giorno fa e che si qualificava proponendo quel vino, un Franciacorta, come “il vino ideale per la cambusa estiva”, e poi quando analizzo il tono, insopportabilmente declamatorio e autogratificante, del comunicato e rifletto sul fatto che a comunicare non è qualcuno dell’azienda, ma una p.r. di uno studio lontano dalla zona di produzione, in questo caso Napoli, inevitabilmente li cestino.

vino in barca a vela

In questo caso, invece, per esclusivo merito dei risultati della maxi degustazione di Franciacorta Extra Brut e Dosaggio zero che ho fatto, grazie alla collaborazione dei responsabili del Consorzio Franciacorta, a fine giugno, non ho destinato, come sarebbe stato naturale, al cestino il comunicato, anche se scorrendo il sito Internet dell’azienda, che si chiama Corteaura, mi sarebbe venuto naturale, visto che testualmente leggo in home page, in pieno 2015!, che “L’Azienda Agricola Corte Aura nasce dalla volontà di dar vita a uno spumante che prima di tutto sia un vino di grande qualità. Un prodotto di nicchia curato nei minimi particolari, non solo buono ma anche salubre, genuino, sincero” Ed è davvero un capolavoro usare toni tanto zuccherosi e autocelebrativi e soprattutto definire “spumante” un Franciacorta Docg.

Ma poiché le degustazioni alla cieca forniscono risultati che solo i cialtroni non rispettano o manipolano ed in quella degustazione un vino, di tipologia Pas Dosé, mi aveva favorevolmente impressionato, eccomi qui a parlare del Franciacorta Pas Dosé di Corteaura, “nuova cantina in Franciacorta nata per volontà di Federico Fossati (classe 1978, già commercialista di successo, ndr) e con la consulenza tecnica di Pierangelo Bonomi, forte di una lunga esperienza nel campo della spumantizzazione”.

Ne parlo perché è nuova, e perché mi sono un po’ rotto le… scatole di parlare dei soliti noti, alcuni dei quali trovano comunque modo, tra il lusco e il brusco, perché sanno curare bene le pubbliche relazioni, perché sono furbi, o pensano di essere tali, e credono di essere imprescindibili (ma non lo sono, o quantomeno questo blog non li avverte come tali…), e perché mi diverte segnalare, sperando che migliorino, almeno nella comunicazione, nuove realtà.

La cantina “si trova alle pendici del comune di Adro in provincia di Brescia e nasce da una sapiente opera di ristrutturazione di un antico edificio rurale, nel rispetto del territorio e dei vigneti che lo circondano”. E “il progetto Corteaura mira alla costanza qualitativa, all’identità di territorio e alla facilità di beva pur in una architettura rigorosa e strutturata, allungando i tempi di affinamento delle bottiglie sui lieviti (25 mesi minimo anziché 18 previsti dal Consorzio Franciacorta)”.

Poi ci sono le ingenuità, un modo di comunicare, un po’ stile Expo (proprio quello che a me fa venire l’orticaria…), secondo il quale il vino dell’azienda, “per la sua gamma trasversale, ben si presta ad essere il vino ideale per l’estate in barca o per ogni occasione di celebrazione”.

Champabarca

Oppure, cito testualmente il comunicato, la prosa non è certo mia, “Corteaura è un vino complesso ma facile da bere, come in una festa invita alla gioia e alla spensieratezza. Il Brut io lo definisco il vino da “barca” ideale da portare nei piccoli cabotaggi. E’ da consumarsi con gli appetizer o in un pranzo veloce di pesce a bordo del natante”, commenta Federico Fossati che crede nella qualità come punto imprescindibile per realizzare un prodotto che duri nel tempo. Pur non avendo una tradizione alle spalle nel campo enologico è animato dalla passione del fare e nel progetto di Corteaura sta investendo tutte le sue risorse”.

Giovane di storia, l’azienda Corteaura produce già 100.000 bottiglie e lavora 6 ettari di vigneto, la maggior parte di proprietà, scegliendo di acquistare uve in tutta la Franciacorta per conferire ai propri vini la più ampia gamma di sentori e di aromi.

Franciacorta2015ExtraBrut 077

Venendo al nostro Pas Dosé assaggiato alla cieca a fine giugno, quello che so è che si tratta di una cuvée, non millesimata, composta per l’80% Chardonnay e per il 20% da Pinot nero con sboccatura del giugno 2014, che l’azienda sul sito definisce “ottimo all’aperitivo con salumi e perfetto negli abbinamenti di cibi saporiti e importanti . Primi piatti di pesce e ragù bianchi, piatti a base di molluschi e crostacei, ideale con pesce crudo”.

Niente di eccezionale, altri sono ancora i Pas Dosé ed i Dosaggio zero di riferimento in terra franciacortina, ma questo, per essere all’esordio o quasi non è male, con il suo colore paglierino piuttosto intenso dorato, il perlage abbastanza sottile, il naso molto maturo, mediterraneo caldo, con tendenza al sovramaturo, con sfumature di liquirizia e frutta secca tostata, la bocca ricca, ben strutturata, ampia, ma un po’ spenta e carente di scatto, che vorrei più ricca di slancio, di freschezza ed energia e tende a sedersi quando invece dovrebbe assicurare una verticalità e un finale lungo.

Però seguiamola questa Corteaura, speriamo che impari a comunicare meglio e che renda più eleganti i propri Franciacorta, almeno questo che ho assaggiato….

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

 

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