Inizia la vendemmia 2015 in Franciacorta

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Il 50 per cento della superficie coltivata destinata a uve biologiche 

Ricevo dal Consorzio Franciacorta e per completezza dell’informazione, trattandosi della zona spumantistica metodo classico più importante d’Italia per numero di bottiglie prodotte e per qualità diffusa, pubblico.   

Erbusco (BS), 3 agosto 2015 Al via la vendemmia in Franciacorta. La situazione meteorologica degli ultimi mesi ha determinato ottime condizioni per la raccolta delle uve. I primi vigneti a raggiungere la giusta maturazione sono quelli localizzati sul versante esposto a Sud del Monte Orfano grazie ad un microclima più caldo.

I tecnici del Consorzio affermano che la stagione vegetativa 2015 è cominciata senza intoppi con il germogliamento intorno alla prima decade di aprile. Da aprile a luglio la stagione 2015 è stata la meno piovosa degli ultimi anni. L’andamento meteorologico del mese di luglio, caratterizzato da pioggia quasi assente e temperature medie giornaliere piuttosto alte, ha rallentato l’attività metabolica delle vigne, riportando la progressione della maturazione ad un andamento più regolare.

“Il potenziale produttivo del vigneto Franciacorta è quest’anno tornato ad essere quantitativamente piuttosto generoso dopo ben tre stagioni meno munifiche” – dichiara con soddisfazione Silvano Brescianini, Vicepresidente Consorzio Franciacorta – “e anche sul piano della qualità le premesse sono estremamente positive”. “Le soddisfazioni inoltre aumentano grazie al grande impegno nella ricerca del continuo miglioramento della qualità delle uve e del rispetto dell’ambiente e della natura. – Prosegue Silvano Brescianini – Quest’anno raggiungeremo il 50% della superficie coltivata a uve biologiche, risultato di cui siamo molto fieri.”

E non basta. L’impegno del Franciacorta nella sostenibilità si arricchisce di un innovativo progetto sviluppato in partnership con il CIRVE dell’Università di Padova (Centro Interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia). Grazie a una strumentazione messa a punto ad hoc e sistemata nei vigneti, si analizzano ininterrottamente i flussi di CO2 sul vigneto stesso; lo strumento non aspira aria e non la muove, semplicemente esamina il flusso spontaneo dell’aria che rotola appena sopra la massa fogliare del vigneto.

In Franciacorta misuriamo il respiro del vigneto al fine di conoscere quanta C02 assorbe il vigneto ed avere riscontro oggettivo del nostro virtuosismo nella riduzione dell’impronta carbonica. Possiamo di certo affermare che nessun territorio al mondo è mai sceso ad un tale livello di dettaglio nella misurazione delle proprie emissioni, chiude Silvano Brescianini, Vicepresidente del Consorzio Franciacorta.

Vice-presidente_ConsorzioFranciacorta Silvano Bresciani

I dati rilevati consentiranno al Consorzio Franciacorta di calibrare gli interventi in vigna e in cantina nell’ottica di una qualità che per la Franciacorta non è più solo quella organolettica dei propri vini, ma anche quella del territorio nel senso più ampio del termine.

Segno positivo per il Franciacorta nel primo semestre 2015 che cresce, rispetto al primo semestre del 2014, del 10,6% in Italia e all’estero, registrando un volume totale di bottiglie di 5.855.781. L’export incide del 12,4% sul totale delle bottiglie vendute e sale dell’8,4%. Il Giappone si riconferma il primo mercato estero per il Franciacorta.”
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11 commenti

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11 commenti

  1. Giorgio

    agosto 4, 2015 alle 9:09 am

    ma non le sembra un po’ presto per iniziare a raccogliere le uve?
    E che vendemmia sarà, tipo quella del 2003?
    Anche in Champagne raccolgono così in anticipo?

  2. Marcello

    agosto 4, 2015 alle 3:42 pm

    nel comunicato del Consorzio Franciacorta che lei ha pubblicato leggo:
    “Quest’anno raggiungeremo il 50% della superficie coltivata a uve biologiche, risultato di cui siamo molto fieri”.
    Domanda: si possono avere notizie più dettagliate su questi ettari vitati bio? Lei ha maggiori dettagli?
    E tra gli ettari bio vanno considerati anche quei vigneti, in larga parte proprietà di una nota azienda di Erbusco, posti giusto a bordo autostrada A 4?

    • redazione

      agosto 4, 2015 alle 3:50 pm

      grazie per la domanda Marcello. Io stesso sono interessato a saperne di più sugli ettari vitati bio in Franciacorta e oggi stesso contatterò via mail il Consorzio e l’ufficio tecnico per avere dei dati precisi che non mancherò, se mi sarà data risposta, di comunicarle.
      Tendo ad escludere che quei vigneti bordo autostrada in zona autogrill possano far parte dei vigneti classificati come biologici… :)
      La domanda é: ma come mai un Consorzio attento all’immagine come quello franciacortino ha consentito di piantare vigneti in una posizione, a bordo autostrada, con l’idea di Franciacorta Docg vino naturale e di zona attenta all’ambiente che si intende accreditare? Non si poteva opporre un garbato NO all’azienda o alle aziende che volevano mettere i loro vigneti proprio in quel posto?

    • redazione

      agosto 4, 2015 alle 5:28 pm

      da me contattato il Consorzio Franciacorta ha così risposto, se possiamo parlare di risposta, alla mia domanda, per voce della sua responsabile comunicazione:
      “Buongiorno Franco, ad oggi non abbiamo dati divulgabili, entro la fine dell’anno potremo sicuramente darle dei dati ufficiali”.
      Posso definirla una risposta ben poco soddisfacente, anzi, deludente?

  3. Pietro

    agosto 4, 2015 alle 3:45 pm

    il comunicato di inizio vendemmia del Consorzio bresciano trasuda entusiasmo e sembra alludere ad una grande annata. Se è davvero così, si può sapere perché alcune delle aziende più importanti della Franciacorta continuano ad irrigare (ovviamente si tratta di irrigazione di soccorso dovuta alla calura) larga parte dei loro vigneti?
    In questi giorni ho fatto un giro in Franciacorta e sono rimasto colpito dall’uso diffuso della pratica dell’irrigazione.
    Sicuri che si faccia grande qualità in questo modo?

  4. Pingback: In Franciacorta inizia la vendemmia, ma sugli scaffali un Franciacorta finisce ancora a 2 euro e 90… | Il Prosecco

  5. marco dotti

    agosto 5, 2015 alle 1:20 pm

    https://www.facebook.com/PesticidiSalute
    al massimo sono in conversione.
    cmq stento a credere che in un anno si sia raddopiata la superfice bio.
    servirebbero i dati di acquisto dei fitofarmaci per dimostrare tutto ciò.

    • redazione

      agosto 5, 2015 alle 1:23 pm

      giusta osservazione: proverò a chiedere al disponibilissimo e trasparente Consorzio, vediamo se questa volta rispondono. Scommettiamo che troveranno qualche buona scusa per non farlo?

  6. renato farina

    agosto 5, 2015 alle 9:26 pm

    Ci siamo bevuti senza fiatare (oddio, mica tutti, x dirla tutta) che il Franciacorta e’ piu’ conosciuto dello Champagne, e stiamo a fare le pulci a qualche ettaro in piu’ o in meno coltivato bio? In confronto alle ridicole statistiche commissionate e ai susseguenti comunicati stampa imbarazzanti, tutto il resto e’ trascurabile. Non si puo’ richiedere serieta’ a senso alternato.

    • redazione

      agosto 5, 2015 alle 10:42 pm

      mi spiace per lei, la ricerca presentata dal professor Finzi, una persona dalla professionalità inattaccabile e incontestabile, se non da arroganti o persone in palese malafede, era una cosa seria, non una fanfaluca…
      Quanto ai comunicati stampa, beh, quello da me riportato nel mio post non può essere certo giudicato un capolavoro. Forse un compitino, fatto con la mano sinistra, agostano…

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