In Franciacorta inizia la vendemmia, ma sugli scaffali un Franciacorta finisce ancora a 2 euro e 90…

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Come ho pubblicato ieri, nella zona spumantistica bresciana nota al mondo (beh, non esageriamo..) come Franciacorta si può iniziare a vendemmiare. Nel comunicato stampa relativo all’avvio della vendemmia avendo letto questa affermazione del vice presidente del Consorzio Silvano Brescianini: “Quest’anno raggiungeremo il 50% della superficie coltivata a uve biologiche, risultato di cui siamo molto fieri.”, ho pensato, sollecitato anche dalla richiesta di un lettore, di chiedere di avere dati più precisi e chiedere, ovviamente al Consorzio Franciacorta, quanti degli attuali ettari vitati già in produzione siano a coltura biologica.

La risposta, francamente deludente, della responsabile dell’Ufficio stampa consortile, è stata questa: “Buongiorno Franco, ad oggi non abbiamo dati divulgabili, entro la fine dell’anno potremo sicuramente darle dei dati ufficiali”. Al che mi sono chiesto come sia possibile parlare di 50% della superficie vitata “coltivata a uve biologiche”, quando poi non si sanno dare i numeri esatti ai giornalisti che li chiedono…

Ma non importa, da amico della Franciacorta e franciacortista (a proposito: sui numeri di agosto dei mensili RCS Oggi cucino e Free ho segnalato due ottimi Franciacorta nelle mie rubriche vinicole…) guardo avanti e auguro di cuore una grande vendemmia ai vignaioli e alle aziende vinicole della Franciacorta tutta.

Oggicucinoagosto2015

FreeAgosto2015
Non ho però le fette di salame sugli occhi, e non posso far finta di non vedere quello che mi scrivono e mi segnalano i lettori…

Completezza e onestà dell’informazione m’inducono a raccontarvi che per l’ennesima volta, anche se questa produzione rappresenta un’infima (in tutti i sensi) minoranza rispetto alla maggioranza dei vini seri, venduti a prezzi seri e corretti, un Franciacorta Docg è finito sugli scaffali ad un prezzo che non esito a definire VERGOGNOSO.

Questa volta, in un punto vendita, come mi dice il lettore che mi ha segnalato la cosa, “Tosano, una catena di iper-super della zona veronese, noto per i prezzi particolarmente competitivi su tutti i prodotti e con un notevole assortimento di vini”, è finito un Franciacorta Brut, dal marchio fantasioso Collina delle Rose (già segnalato in un commento da un lettore giusto un anno fa… ), al fantasmagorico prezzo di 2,90 euro. Avete capito bene, due euro e novanta centesimi, ovvero un prezzo inferiore a quello di un volgare prosecchino senza pretese e senza dignità.

gufo

E che ora, nella zona vinicola bresciana mi diano pure del disfattista, del provocatore, del “nemico”, oppure, renzianamente, del “gufo”. Facciano pure. Non ho messo io quel vino sullo scaffale, non ho creato io le condizioni, sbagliate, perché quel vino si svendesse ad un prezzo tanto vile e assolutamente contraddittorio rispetto all’immagine importante e splendente di “Official sparkling wine Expo 2015” che il Consorzio Franciacorta ha adottato. Spendendo, dopo una decisione presa con la maggioranza dei votanti associati, una bella barca di soldini… Sperando ci possa essere un grande ritorno.

Si inca…volino pure se pubblico queste notizie sgradevoli, ma io faccio solo il mestiere di giornalista indipendente, di cronista del vino che la realtà la racconta, non la nasconde o la censura…

Perché io la Franciacorta, quella vera, la amo. Magari più di qualche franciacortista…

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19 commenti

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19 commenti

  1. max perbellini

    agosto 5, 2015 alle 11:51 am

    Franco, non spararmi, vuol essere la mia solo una considerazione.
    Ho notato che ultimamente in Franciacorta si stia curando di più, con risultati eccezionali, le Riserve, i Millesimati d’alta gamma e i Dosaggio Zero-Pas Operè, mentre i Franciacorta “base” vengano un pò trascurati sotto l’aspetto qualitativo: queste mie impressioni sono state giudicate corrette anche da personaggi fuori discussione.
    Non è che questi Franciacorta a bassissimo prezzo siano una possibile conseguenza di questa “trascuratezza”?
    Max Perbellini

    • redazione

      agosto 5, 2015 alle 1:21 pm

      E’ un’ipotesi da considerare Max, anche se ultimamente ho degustato, e ne scritto, dei Brut base, tipo quello di Vezzoli, che giudico impeccabili, anzi esemplari. E non dimentico quello del piccolo vignaiolo Facchetti o quelli di San Cristoforo e Lorenzo Gatti

  2. stefania

    agosto 5, 2015 alle 2:50 pm

    aggiungerei almeno Corte Fusia…
    Non penso che c’entri il prezzo scandaloso di questo vino (ma sarà vino?), ma la considerazione di Max è interessante: mi pare vada bene però solo per le cantine medio-grandi, mentre i piccoli curano molto anche il prodotto base, anche perchè spesso hanno quello e poco altro.
    In ogni caso, caro Ziliani, la sua per i prezzi è una battaglia persa, ma che va combattuta comunque, e non finiremo di ringraziarla!

  3. max perbellini

    agosto 5, 2015 alle 11:53 pm

    Alla tua lista di Brut Base aggiungo anche Il Mosnel recentemente gustato più che degustato.
    Ma ahimè, purtroppo sono sempre pochi e sempre meno i vini base di questo livello, e su cui, mi si permetta, la Franciacorta ha costruito gran parte della sua storia e della sua reputazione di grande zona di bollicine.

    • redazione

      agosto 6, 2015 alle 8:20 am

      era una lista assolutamente parziale e priva di qualsivoglia pretesa di comprensività, alla quale concordo vada aggiunto il vino che tu citi, che trovo impeccabile. Ma cosa dici Max, a questi Brut base dobbiamo aggiungere anche un vino, molto modaiolo e alla moda, dal nome francioso la cui bottiglia é avvolta in una pellicola protettiva (dalla luce) color arancione? 🙂

  4. max perbellini

    agosto 7, 2015 alle 8:02 am

    Caro Franco, la bottiglia vestita di arancioni trasparenze che citi, per il 90% del pubblico E’IL FRANCIACORTA, volenti o nolenti.
    E solitamente si batte bene, anche se è un pò che non lo assaggio.

    • redazione

      agosto 7, 2015 alle 10:31 am

      lo so bene, ma io non appartengo quel pubblico e cerco di educare quel pubblico dalla cultura quasi proseccheggiante. La mia idea di Franciacorta non é quella, i Franciacorta che amo, e di cui scrivo e continuerò a scrivere sono ben altri. Anche di quella ottima Maison nel bosco…

    • stefania

      agosto 7, 2015 alle 3:00 pm

      Ero curiosa di riassaggiarla dopo tempo, ma è stata una delusione (e non parlo solo del rapporto qualità prezzo): attacco dolciastro e finale amarognolo, tutto con poco equilibrio; mah?

      • redazione

        agosto 7, 2015 alle 3:45 pm

        Meno un prosechin… O la Cuvee Imperiale GUIDO BERLUCCHI quando non era ancora Franciacorta Docg

  5. Bevo_eno

    agosto 10, 2015 alle 6:25 pm

    Anche su questo blog si era già appurato che i vini sottoprezzo derivavano dalla cantina di gussago femminile di gat. Non tiriamo in mezzo la franciacorta…. Stiamo parlando di un azienda su 100

    • redazione

      agosto 10, 2015 alle 6:34 pm

      come non tirare in ballo la Franciacorta? Cosa c’é scritto in etichetta, Topolino, Minnie, Clarabella?
      Sappiamo bene che questi che svendono a questi prezzi infami sono una minoranza, ma il vino é Franciacorta Docg, non é un VSQ (che peraltro si produce anche in Franciacorta, da parte di produttori franciacortini, anche noti..) qualsiasi…

      • bevo_eno

        agosto 14, 2015 alle 5:04 pm

        vabbe c’è scritto Franciacorta è indubbio… ma se un giornalista scrive male non è che non dobbiamo più leggere un articolo che è uno…

        • redazione

          agosto 14, 2015 alle 6:07 pm

          ma che razza di ragionamento da ubriachi o da farneticanti sta facendo? Bevuto troppo Franciacorta Docg da 2,90 euro?
          Intanto la informo che uno dei produttori franciacortini che ho “cazziato” perché vendeva a prezzi di svendita e di cui ho documentato le malefatte, perché svendere danneggia l’immagine di una zona seria e la sua credibilità, quest’anno non raccoglierà un solo acino di uva. Mi sa spiegare perché? Forse perché ha la cantina piena di prodotti mediocri che si trova costretto a svendere per ritardare il momento in cui dovrà dichiarare fallimento?
          Beh, intanto le uve gliele hanno comprate due note aziende, ma molto note, che poi magari con quelle uve mediocri magicamente faranno vini tribicchierati…
          ma guarda te…

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  8. Fabio

    ottobre 5, 2015 alle 2:13 pm

    Salve. Scusate ma a me non risulta esistere una cantina/casa vinicola con quel nome riconosciuta nel consorzio del Franciacorta ( http://www.franciacorta.net/it/cantine/elenco-cantine/).
    E’ forse una cantina che ha messo in vendita un prodotto con un altro nome oppure si sta parlando, e questo forse mi è sfuggito nell’articolo, di utilizzo improprio del marchio?

    • redazione

      ottobre 6, 2015 alle 9:26 am

      che la cantina in questione sia o non sia aderente al Consorzio non cambia i termini, squallidi, della vicenda, perché sempre di Franciacorta Docg e non di Prosecco si tratta…

      • Fabio

        ottobre 14, 2015 alle 5:19 pm

        No, cambia totalmente il succo.
        Un vino per essere denominato Franciacorta (che è un marchio registrato e certificato) può essere fatto SOLO ed ESCLUSIVAMENTE da case vinicole facenti parte del consorzio Franciacorta e questo ha un disciplinare secondo il quale lo spumante deve essere rigorosamente fatto. Se non si fa parte del consorzio non si può etichettare le bottiglie con la dicitura Franciacorta.
        E’ come se io costruissi un computer, ci metto l’etichetta APPLE e la gente si lamenta della scarsa qualità del mio pc dicendo che la APPLE ha avuto una caduta di stile. Io ho solo diffamato il prodotto originale per vendere meglio il mio, che cosa ne può la APPLE?
        Questi “viticoltori” Collina delle rose dovrebbero essere denunciati per utilizzo improprio del marchio in quanto non ha niente a che fare con il Franciacorta.

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