Maxi degustazione di Franciacorta Docg oggi a Erbusco

ZilianiFrancotiratore

90 “bollicine” franciacortine mi aspettano, perché ve le possa raccontare qui

Inutile nasconderlo. Con la Franciacorta, non intesa come zona, ma con gli organismi istituzionali che regolano la vita di questa bella zona vinicola lombarda che in molti giudicano la capitale del metodo classico italiano (non dirò la Champagne d’Italia perché mi sembra troppo provinciale e fuori dalla realtà affermarlo…) diciamo che ci sono state delle vivaci schermaglie, delle decise divergenze di opinioni in questi ultimi mesi.

E questo blog “bollicinaro”, che ovviamente si occupa, come non potrebbe occuparsi, di Franciacorta Docg, che con i suoi 15-16 milioni di bottiglie prodotte è la leader indiscussa dei vini italiani prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia, e conta ormai su qualcosa come circa 110 marchi imbottigliatori, e conosce assolute eccellenze (come pure prodotti assolutamente ordinari e non esaltanti per qualità) ha ovviamente reso conto di questo diverso sentire.
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Non tanto sulla vocazionalità, indiscussa, se non di tutta la zona, di larga parte, della zona vinicola che giace tra Monte Orfano e Lago d’Iseo, ma su questioni diciamo legate al marketing e alla commercializzazione, questioni varianti dai prezzi troppo bassi (sui quali, lo ripeto, il Consorzio Franciacorta non può fare nulla e non può intervenire) con i quali una minoranza di vini finiscono sugli scaffali, al costo e al valore della partecipazione ad una manifestazione come Expo, che si sta sempre più rivelando non il luogo di dibattito sui temi dell’agricoltura e dell’alimentazione, ma una vetrina di questo marcio e corrotto sistema politico e dei suoi degni rappresentanti istituzionali, e, nel “migliore” dei casi, un’altra, inutile, vacua, Vinitaly Vanity Fair.

E poi ci sono stati altri punti di attrito tra questo modesto e attempato cronista e gli organi istituzionali consortili, alcuni anche antipatici e umanamente dolorosi, ma è inutile che ne parli ancora tanto sono ormai chiari agli occhi di tutti.
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La cosa importante, la cosa fortemente legata anche al futuro di questo blog, che nonostante alcuni miei “scazzi” e forti delusioni e serie tentazioni di “tirà giò la cler” andrà regolarmente avanti al motto di “tira sü i cler!” i , battagliero come sempre e teso ad informarvi su quelle che io considero le più importanti produzioni metodo classico italiane e, ça va sans dire, francesi o spagnole, è che la vita, e le degustazioni continuano. E che avrò un sacco di vini, spero, di cui rendervi conto, cari lettori/consumatori, tanti Champagne che ho bevuto in questi ultimi mesi, e altri che sono già in cantina, pronti per l’assaggio, e tanti metodo classico italiani che assaggerò nei prossimi 10 giorni.

Behonest

Perché oggi sarò proprio in Franciacorta, ad Erbusco, per l’assaggio, per il quale ringrazio il Consorzio Franciacorta per la consueta signorile disponibilità e per avermelo organizzato ( con la perfetta collaborazione della giovane, bravissima Silvia Filisetti), immagino come sempre benissimo, anche se Lemillebolleblog è solo un blog, letto e rispettato anche all’estero, e non (deo gratias!) una guida, di qualcosa come 87 vini di due precise tipologie che ho scelto, quelle che amo maggiormente insieme al Rosé, ovvero Extra Brut e Dosaggio Zero (per la precisione 36 extra brut di cui 13 senza annata e 23 millesimati e 51 dosaggio zero, di cui 16 senza annata e 35 millesimati).

Ed il prossimo 7 luglio sarò invece a Torrazza Coste, presso il Centro di Ricerca formazione e servizi della vite del vino, alias Riccagioia, per degustare un tot (il numero lo scoprirò solo vivendo…), di metodo classico targati Oltrepò Pavese. Consorzio per il quale dovrei condurre, il prossimo 11 luglio una degustazione (ne parleremo a tempo debito, se all’epoca quella struttura sarà ancora intera e non sarà stato teatro di qualcosa di sgradevole, che di questi orridi tempi di violenze e di minacce alla nostra civiltà non è assolutamente da escludere e che personalmente pavento…) in un particolare luogo dove mi ero ripromesso pubblicamente di non mettere piede e nel quale, forse, lo ripeto, farò ingresso per la prima volta. Esclusivamente per motivi di lavoro, non perché abbia sposato la filosofia trionfalistica e vacua di questa rassegna a risonanza universale…

TomStevensonOltrepò16-02-2015 020

Perché tutto questo “pistolotto”? Semplicemente, come faccio sempre con i miei blog (e vedremo se a fine anno riusciremo ad aggiungerne un terzo…) per darvi conto di quello che faccio e per mettere le mani avanti nel caso martedì ed eventualmente mercoledì dovessi tardare ad aggiornare il blog e postare nuovi contributi.

Elmundocambia

Perché la giornata, anche se la nostra vita ormai va tremendamente di corsa ed è come centrifugata e impazzita, è fatta sempre e comunque di 24 ore e non di 48, perché alcune ore devo giocoforza dedicarle al riposo, e perché oltre al vino, e alla scrittura e ai blog, c’è la Vita e in questa estate che é arrivata io desidero fortemente e golosamente viverla e dedicarle (con tutto quello che comporta, ovvero amore, musica, libri, amicizie) tutto il tempo che merita.

Siphappens

Perché si vive una volta sola, al di là di quello che ci dicono, a mio avviso prendendoci garbatamente in giro, le varie religioni…

vitsasola2

A presto dunque su Lemillebolleblog e prosit!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

 

 

2 commenti

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2 commenti

  1. Gugge

    luglio 1, 2015 alle 12:43 am

    Il denaro non ha odore.

    • redazione

      luglio 1, 2015 alle 8:02 am

      é vero, pecunia non olet, ma vuole spiegarci a che titolo lei ha utilizzato questa locuzione latina…?
      Ci faccia capire, mi faccia capire…
      Qui é tutto trasparente e profuma di bucato, non c’é puzza di fogna come dalle sue parti…

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