Franciacorta Dosage Zero Vezzoli

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8.5


VezzoliDosaggioZero

Un Franciacorta esemplare prodotto con la particolare tecnica definita “solo uva”

Vi avevo promesso una seconda puntata, dopo questo articolo della scorsa settimana sugli esemplari Franciacorta di Giuseppe Vezzoli e della sua famiglia. Errore, non ci sarà solo una seconda puntata, questa, ma ne seguirà una terza, perché all’articolo su questo eccellente Dosage Zero non millesimato (e perdono solo per questa volta l’amico Giuseppe perché insiste ad utilizzare per questo vino un termine francese: cari franciacortini, non sarebbe ora di finirla di usare termini che vengono dal mondo della Champagne e provare ad usare, fregandovene delle sicure accuse di provincialismo, fantasiosi termini italiani o persino bresciani magari da individuare con concorsi d’idee promossi via Web?) ne seguirà un altro, dedicato ad altri eccellenti Franciacorta di questa esemplare cantina di Erbusco.

solouva

Il Franciacorta che vi raccomando senza se e senza ma dell’erbuschese Vezzoli (che però dovrebbe anche urgentemente mettere mano al proprio bruttino, superato e non aggiornato sito Internet) è il suo Dosage Zero, sintesi (le percentuali non ce le dice, ma di Pinot nero ce n’è parecchio e si sente…) di Pinot nero e Chardonnay, lungamente affinato, minimo 36 mesi, ma spesso l’affinamento viene ulteriormente protratto, sui lieviti, con rabbocco, dopo la sboccatura (nel mio caso datata gennaio 2015). In futuro questo Dosage Zero verrà prodotto ricorrendo esclusivamente a lieviti indigeni (che non sono sinonimo di aborigeni o di “simpatici” invasori) e va ricordato che i Franciacorta vezzoliani sono prodotti con “il metodo che prevede che per il dosaggio del vino non si aggiunga vino, ma mosto. Solo uva, nient’altro che uva”

retroDosaggioZero

Ovvero vino base ottenuto da uve mature (per salvaguardare l’acidità si pressa meno), invece dello zucchero aggiunta di mosto delle stesse uve conservato a freddo, e o poi si prosegue con il metodo classico o “metodo Franciacorta”, ovvero presa di spuma in bottiglia, remuage, sboccatura dove invece dello zucchero viene aggiunta una piccola parte di mosto dell’ultima vendemmia, e via. Una tecnica messa a punto da Giuseppe Vezzoli in collaborazione con l’ottimo enologo, consulente di tante aziende franciacortine, Nico Danesi.

Buonissimo questo Dosage Zero, come ha decretato anche la mia Lei, che prima o poi figurerà come co-titolare e seconda firma di questo blog (di “bollicine” ne capisce più di me, degusta meglio di tanti degustatori pseudo professionisti, ha sensibilità, cultura e classe: merce rara sotto certe latitudini…).

Colore paglierino oro brillante, molto luminoso, vivo, perlage sottilissimo e continuo, di grande continuità ed esuberanza nel bicchiere, e subito, dal primo impatto, un naso vivo, fresco, affilato, nervoso, di nitida definizione ed eleganza, molto diretto, integro, con note di mandorla fresca, ananas, fiori bianchi, agrumi, un accenno di crème brulée, e poi pesca noce, ma bianca, a comporre un insieme molto accattivante, fragrante, ben sapido con una leggera vena finale quasi marina e “ostricosa”.

DosaggioZero

Attacco in bocca diretto, con acidità in perfetto equilibrio con il frutto, buona ampiezza sul palato e persistenza lunga e verticale, gusto salato, lungo, profondo, con una bella croccantezza della bolla, grande energia, continuità, una vena che richiama la mandorla nel retrogusto e una piacevolezza che ne facilita davvero, con due come noi poi…, la beva.

Ribadisco il concetto, anche per i più distratti e duri di comprendonio: questa è la Franciacorta, questi sono i Franciacorta che mi piacciono, che vi consiglio, per i quali garantisco e metto, senza timore di perderla, la faccia!

E se un Franciacorta lo garantisce un… Franco Ziliani, potete crederci!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

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