Champagne, Henry Billiot, per brindare alla Douce France e al suo Gouvernement

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
8.5


Billiot2008

In questi giorni convulsi caratterizzato dallo spettacolo della solenne imbecillità di taluni, che hanno invitato al boicottaggio della Francia e dei prodotti agroalimentari francesi solo perché lo Stato francese ed il suo Gouvernement liberamente eletto in libere elezioni dai cittadini (non calato dall’altro per diktat presidenziale) hanno dato prova di quella sana realpolitik e di quel rispetto di un sacro ideale come sovranità e difesa dei patri confini che all’imbelle Italietta di oggi totalmente mancano, non facendo parte del corredo mentale (ristretto) dei tizi, anzi dei “cialtroni”, come li ha chiamati il grande giornalista liberale, ex direttore del Corriere della Sera, Piero Ostellino, che ci malgovernano e angariano, scegliere Francia e bere Francese è ovvio, ça va sans dire.

E naturalmente stappare Champagne, considerato come anche in Italia, in particolare in una zona spumantistica del Nord, lo considerino un modello e dicano apertamente – e comicamente – di esserne la versione italiana. Raggiungendo così vertici di comicità e d’ipocrisia supremi.

Avevo promesso di completare il discorso sugli ottimi Champagne della Maison Henry Billiot, dal 1937 proprietari e récoltant, già avviato con questo articolo, dove avevo parlato diffusamente dell’Extra Brut Réserve e del Rosé, e rimandandovi alla precedente nota per il racconto delle caratteristiche della Maison della piccola Maison di Ambonnay, i cui vini sono meritoriamente selezionati e distribuiti da un personaggio di gusto come Alfredo Leoni, alias Top Wine, una società, posta nella bassa bergamasca, che si è specializzata nell’individuazione e commercializzazione di vini di alto profilo qualitativo, vini tra i quali lo Champagne ha un ruolo centrale, eccomi a decantarvi i pregi, che non sono pochi, del Millesimato 2008 e della rara Cuvée Laetitia Metodo Solera, che ho degustato nella tana di quel “bollicinaro” tenace che corrisponde al nome di Oscar “Sparkling” Mazzoleni, alias ristorante al Carroponte a Bergamo.

Mentre la Cuvée Laetitia l’abbiamo “tracannata”, per scaldarci il palato, in occasione di questa memorabile serata in un altro ottimo ristorante, questa volta montorfanino, il il Cappuccini Resort.

ChampagneBilliot 011

Ho già ricordato lo stile distintivo degli Champagne di questa piccola aziendina da nemmeno 50 mila bottiglie l’anno che ha la fortuna di lavorare con uve provenienti da un village che è uno dei primi cinque grand cru della Champagne, posto nel cuore della Cote des Noirs, sui coteaux sud della Montagne de Reims? Una mineralità estrema, una purezza inebriante frutto di un lavoro tenacissimo condotto sui 4,70 ettari di proprietà distribuiti su qualcosa come diciotto singole parcelle con esposizione pieno sud, vigne dove il Pinot noir domina per il 75% e dove il 25% di Chardonnay è di livello supremo. Conduzione biologica anche senza rivendicarla, o meglio tradizionale e ragionata, con rispetto di metodi antichissimi che nei fatti rispettano ed esaltano l’ambiente ed il terroir.

E la conferma di questo stile si ha nel Brut Millesimato Grand Cru 2008, un millésimé a maggioranza Pinot noir, con un saldo di Chardonnay che viene prodotto solo nelle annate che presentano ottime condizioni di maturazione e di armonia tra tutti gli elementi e riposa 48 mesi sui lieviti. Prezzo alla ristorazione di 40 euro più Iva.

Millesimé2008Billiot
Il vino mi ha colpito per il suo carattere largo e succoso, per il suo bouquet variegato e complesso dove si colgono pesca noce, mandorla, nocciola, non tostate, in sequenza, e poi aromi preziosi di timo e di salvia a comporre un insieme ben sapido, a larga tessitura, di grande intensità e complessità. Succoso, ben strutturato e sostenuto anche al gusto, pieno, ricco di sapore, sorretto da una vibrante acidità, da una grande ricchezza di sapore, da peso e carattere. Uno Champagne “gastronomico”, intensamente vinoso e pieno, che ha però perfetta armonia e innegabile eleganza e una bolla croccante al punto giusto.

CuvéeLaetitia

La Cuvée Laetitia, che ai ristoratori costa la bellezza di 49 euro più Iva e che prende il nome dalla figlia di Billiot, è una Cuvée de prestige prodotta in nemmeno 2000 esemplari, e nel mio esemplare, con dégorgement 28 luglio 2014 dichiarava in retroetichetta un dosaggio di dieci grammi libro e la seguente composizione della cuvée: Chardonnay in dose maggiore , Pinot Nero e Pinot Meunier, anche se l’uvaggio esatto é ancora un segreto della Maison. Metodo solera l’ho definito, ovvero la base della Cuvée Laetitia sono annate che vanno dal 1983 al 2010, solo il miglior mosto di ogni annata va nella cuvée. E con il Metodo Solera si lavora in un grande tino ed ogni volta che si imbottiglia una nuova Cuvée Letitia , si ricolma il tino con la nuova annata.

Che dire di questo Champagne se non che è impressionante per la sensazione generale di giovinezza, di freschezza che sprigiona, con un potenziale immenso ancora da esprimere, e un carattere da tavolozza di grande pittore, con mille sfumature di colore, mille chiaroscuri e mezzetinte che lo rendono ineffabile e quasi inafferrabile? Aroma ampio e profondo, complesso e variegato, gusto ricco, cremoso, pieno ma dotato di una freschezza, di uno scatto, di un nerbo incredibili, di una capacità di farsi bere, ovviamente portato a tavola, perché non è uno Champagne da sbicchieramento o un metodo classico di quelli sotto il vestito poco, se non tanto legno, liqueur da paranoia e tanta presunzione, davvero importante. Una Grande Cuvée che illustra in pieno lo stile importante ma fresco, bevibile, comprensibile e non cervellotico (qui niente seghe mentali) della Maison di Ambonnay.

 VivelaFrance

Per il resto cosa aggiungere se non ribadire l’ammirazione per la France, per un popolo e un governo che rifiuta la sottomissione e la logica suicida e pecoreccia dell’invasione e decide fieramente, con orgoglio e coraggio, il proprio destino? Vive la France, vive le Champagne!

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non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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