Champagne Henri Billiot Brut Réserve e Rosé

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8.5

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio:
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8


conchigliame
Da Ambonnay una piccola Maison nel nome della mineralità e dell’eleganza

C’é sempre qualcosa da scoprire nel meraviglioso universo degli Champagne, un mondo affascinante nel quale accanto a storiche grande Maison che riescono comunque ad abbinare numeri importanti a qualità ineccepibile convivono armoniosamente anche tantissime realtà molto più piccole, artigianali, contadine che realizzano Champagne dalla sicura personalità, dal carattere ineffabile che riesce perfettamente a “fotografare” la “verità” e unicità dei terroir d’origine. E’ l’universo affascinante dei “récoltant manipulant”, dei vignaioli che elaborano, trasformandole in fiammanti “méthode champenoise”, le uve da loro coltivate in vigneti di proprietà.

E’ questo il caso, ad esempio, di una piccola Maison, 5 ettari di vigneti coltivati solo nel comune di Ambonnay, la maggior parte a Pinot nero, in minoranza Chardonnay e Pinot Meunier, come Henry Billiot, dal 1937 proprietari e récoltant (siamo alla quarta generazione) ad Ambonnay, i cui Champagne ho avuto modo di conoscere, gustare, spero proprio anche di capire grazie ad un personaggio come Alfredo Leoni, alias Top Wine, una società, posta nella bassa bergamasca, che si è specializzata nell’individuazione e commercializzazione di vini di alto profilo qualitativo, vini tra i quali lo Champagne ha un ruolo centrale.

E l’incontro con Leoni è avvenuto grazie alla mediazione di un “bollicinaro” tenace come Oscar “Sparkling” Mazzoleni, alias ristorante al Carroponte a Bergamo, che ha reso più gustoso l’assaggio con una serie di piatti geniali, tra i quali, imperdibili, gli “Spaghetti di grano senatore Cappelli pastificio Ala aglio, olio, peperoncino e gamberi” – piatto da gastro orgasmo multiplo, firmati dallo chef Alan Foglieni.

BilliotGrandCru

Qual’è lo stile distintivo degli Champagne di questa piccola aziendina da nemmeno 50 mila bottiglie l’anno che ha la fortuna di lavorare con uve provenienti da un village che è uno dei primi cinque grand cru della Champagne, posto nel cuore della Cote des Noirs, sui coteaux sud della Montagne de Reims? Una mineralità estrema, una purezza inebriante frutto di un lavoro tenacissimo condotto sui 4,70 ettari di proprietà distribuiti su qualcosa come diciotto singole parcelle con esposizione pieno sud, vigne dove il Pinot noir domina per il 75% e dove il 25% di Chardonnay è di livello supremo. Conduzione biologica anche senza rivendicarla, o meglio tradizionale e ragionata, con rispetto di metodi antichissimi che nei fatti rispettano ed esaltano l’ambiente ed il terroir, ovvero “labours, lutte raisonnée, taille des pieds en méthode Chablis”. I vini non fanno la fermentazione malolattica e non conoscono filtrazione.

La storia ci dice che fu Eugene Billiot nel 1896 che decise di investire nelle vigne all’arrivo dell’elettricità in zona, con il pensiero di assicurare prosperità ai discendenti grazie al possesso di vigneti vocati. Le produzioni di uve dapprima furono vendute alle grandi Maison champenoises, prima di essere conservate parzialmente per le prime elaborazioni di vini fatte in casa.

I primi Champagne Billiot videro la luce nel 1937 e dopo alcune suddivisioni familiari fu solo nel 1960 che nacque la Maison H. Billiot & Fils, con Henri Billiot artefice degli investimenti e delle cantine al civico 1 di place de la Fontaine, seguito da Serge Billiot he sviluppò e diversificò la gamma creando le cuvée più speciali.

Nel 1992 la creazione della società l’EARL H.Billiot, diventata Scev nel 2010 dopo il pensionamento di Serge Billiot e l’entrata a pieno titolo come patronne di Laetitia Billiot, rappresentante la quinta generazione familiare, forte di diciotto anni di lavoro nell’ambito familiare.

E oggi i Billiot ti “sparano” degli Champagne che quando li bevi non puoi che godere, “bollicine” metodo classico molto diverse da pallidissime imitazioni che a volte, quando ne stappi una bottiglia, e in etichetta riportano tronfie dizioni che farebbero immaginare chissà quali eno-mirabilie, ti restano semipiene sul tavolo, anche se magari la bottiglia l’hai aperta per quattro, cinque persone che erano teoricamente pronte a scolarla e magnificarne la grandezza.

retroBilliot

La storia del rapporto tra Alfredo Leoni e Billiot è semplice, ed è una pura storia d’amore. Leoni non poteva prendere l’intera importazione, perché la Maison serve direttamente da anni una serie di ristoranti italiani e per correttezza (una parola che in certe zone d’Italia costituisce un assoluto mistero, ed è totalmente sconosciuta e negletta) non voleva rinunciare al rapporto personale. Ma Leoni che anni fa in un viaggio in Champagne aveva assaggiato alcuni vini della Maison e ne era rimasto folgorato, ha pensato bene di essere innanzitutto un normale consumatore. Acquisto di cinque cartoni di Brut Réserve una consistente parte delle bottiglie viene bevuta trascorsi tre anni dalla sboccatura e si apre un mondo.

Morale, il Leoni, che è uno con gli attributi alla Colleoni, riesce a convincere la Maison di Ambonnay ad avviare un rapporto di collaborazione. E quando assaggi il Cuvée Brut Resérve, assemblaggio attuale 50% 2012, 25% 2011 e 25% 2010, 75% di Pinot noir e 25% di Chardonnay, dégorgement 08.10.14, dosaggio degli zuccheri, non lo penseresti mai, 11 gr/litro, unicamente elaborato da uve Grand Cru di proprietà e costo (ai ristoratori e alle enoteche) di 25,00 euro + Iva, l’orgasmo parte spontaneo.

Attualmente è in commercio lo Champagne con sboccatura ottobre 2014, che è lungo, pieno, succoso e si fa bere in maniera inenarrabile, ma io vi consiglio, se disponete di una cantina degna di questo nome, di comprarlo e dimenticarvelo lì un paio d’anni. Questo perché lo stesso Champagne ma con sboccatura luglio 2011, un vino che al nostro tavolo abbiamo definito “un’amplificazione dell’ostrica, oppure un’ostrica fatta Champagne”, assaggiato oggi si propone, in forma svettante e spettacolare, così: colore paglierino oro brillante, naso complesso, leggermente ed elegantemente ossidativo, con sfumature di biscotto, crème brulée, albicocca, miele d’acacia, frutta secca, fiori secchi e poi un trionfo petroso, salmastro, minerale, salino, dell’ostrica che continua e si riverbera in bocca, con andamento diritto e nervoso, preciso, perentorio, bolla croccante, bellissima coda lunga e nervosa, equilibrio, scatto, persistenza lunga e succosa ed una piacevolezza, una capacità di farsi bere, un’armonia da fuori di melone.

RoséBilliiot

E se penso che questo Champagne, ho detto Champagne e non ho citato altre denominazioni bollicinose, costa la metà di certi presunti e presuntuosi metodo classico italiani che se la tirano, mi viene letteralmente da ridere…

Il godimento continua con la Cuvée Resérve Rosé, un rose d’assemblage, Pinot Nero al 75% e restante Chardonnay, elaborato con metodo tradizionale, rimane 18-24 mesi in tino grande e viene prodotto solo nelle grandi annate. Dégorgement in data 08.10.14, dosaggio di 9 grammi/litro e prezzo, sempre per gli operatori, di 29,50€ + Iva.

Non è un Rosé facile, ma a me è piaciuto tantissimo. Colore rosa antico, fascinoso, perlage fitto e vivace, sottile, imperioso, mostra un naso complesso, salato, più agrumi (pompelmo rosa e mandarino) e rosa che lampone e ribes, e una bella energia. In bocca è largo, vivo, dotato di una spalla salda, di una bella struttura che si fa sentire, ma è dotato di un bel nerbo profondo, di un allungo deciso, di una bella persistenza verticale e viva, di una capacità di farsi bere, a tavola, perché trattasi di Champagne gastronomique, davvero notevole.

E gli altri due Champagne della gamma, che Leoni e la Top wine distribuiscono, ovvero il Millesimato 2008 e la rara Cuvée Laetitia Metodo Solera? Non potrò mica raccontarvi tutto in una volta sola, ora spero di avervi incuriosito e ingolosito, il loro racconto ad un prossimo articolo settimana prossima. Di grandi Champagne, in giugno e luglio, ne avrò davvero parecchi da proporvene… Vorrete mica trattarvi male quando, se ve lo potete permettere (certo che lo potete, se leggete questo blog non andate avanti a prosechin…), andrete in vacanza?

TOP-WINE s.r.l.
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24050 BARIANO (BG)
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non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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