Franciacorta Brut Nature 2011 Barone Pizzini

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


Nature2011Pizzini
Una Maison che piace anche al blog canadese Monsieur bulles

Nei tre giorni, intensi, esaltanti, entusiasmanti di Italia in rosa, la prima e più importante manifestazione nazionale dedicata ai vini rosati – a proposito: è stata un clamoroso, scoppiettante, coloratissimo, festoso successo, alla faccia dei gufi, con oltre 5000 persone che hanno affollato il Castello di Moniga sul Gara, con 116 cantine provenienti da tutta Italia per un totale di oltre 180 etichette in degustazione. In forte aumento la presenza di consumatori giovani, che ormai rappresentano una percentuale pari a circa il 60% del pubblico dell’evento con una componente femminile sempre più elevata – diverse persone che hanno partecipato alle 6 degustazioni di rosati di ogni tipo che ho animato, mi hanno rivolto una sommessa preghiera.

Caro Ziliani, mi hanno detto (ed è gente che segue in maniera sorprendentemente attenta i miei blog e coglie aspetti che io stesso sottovaluto…), abbiamo capito che ultimamente lei ha qualche motivo di rammarico/frizione (difatti passerò presto al cambio automatico…) con la Franciacorta, che non si tratta del momento più felice del suo ménage con quella zona vinicola bresciana, però, gentilmente, anche se ha duecento ragioni per dare spazio alle criticità, che non mancano, non può tornare a scrivere della Docg posta tra Monte Orfano e Lago di Iseo in modo positivo, segnalandoci “bollicine” che noi consumatori è bene che scegliamo e beviamo?

Detto fatto, amici – per inciso ringrazio le sette aziende franciacortiste che hanno voluto essere presenti ad Italia in rosa (le trovate in questa sezione del sito Internet) e ringrazio parimenti le tantissime altre che a questa manifestazione di successo non hanno dato alcun credito e hanno evitato accuratamente di partecipare – eccomi a soddisfare la vostra richiesta, dedicandomi ad una bottiglia che ho stappato almeno due settimane fa, la stessa sera che con la mia Lei stappammo una bollicina bresciana dal prezzo stellare di cui ho scritto su questo blog.

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Ma della quale scrivo solo oggi, spinto anche da una news che ho ricevuto ieri. Ho letto difatti su Monsieur bulles, blog del bravo confrère canadese Guénaël Revel, un trionfale articolo dedicato ad un metodo classico di questa azienda, non lo stesso che avevo scelto io. Nell’articolo, che potete leggere qui, Guénaël non solo arriva a scrivere benissimo del vino, ma, manco fosse un Franco Ziliani d’antan, osserva testualmente e trionfalmente : « Franciacorta: la confirmation que cette appellation élabore les meilleurs vins mousseux dans le monde grâce, notamment, à des maisons comme Barone Pizzini ».

Non so se traducendo letteralmente – e il francese lo parlo e lo scrivo come l’italiano, forse anche meglio – questo giudizio del collega canadese, farò felice o solleverò le ire del Consorzio Franciacorta, perché Revel scrive: “Franciacorta, la conferma che questa denominazione elabora i migliori vini spumanti nel mondo grazie, in particolare, ad aziende come Barone Pizzini”.

Perché è di un Franciacorta dell’azienda baldanzosamente diretta da uno dei due vice-presidenti, confermati sino a fine novembre, del Consorzio, Silvano Brescianini (piace il tono istituzionale?) che sto parlando, di Barone Pizzini, ovvero la prima azienda franciacortina, posta in di Provaglio d’Iseo, convertita al biologico: nel 1998 ha iniziato la propria sperimentazione sulla viticoltura biologica e dal 2001 ha visto tutti i propri vigneti, 47 ettari divisi in 25 particelle dislocate nei comuni di Provaglio d’Iseo, Corte Franca, Adro e Passirano, certificati bio. Vigne dislocate in alcune delle zone più vocate della Franciacorta per esposizione e composizione del terreno.

Inutile che vi racconti una storia dell’azienda e del mio rapporto con essa. Trovate già tutto in questo articolo del 2011, e in questo del 2012 dedicato all’annata 2008 del vino di cui vi parlerò a breve, ovvero il Franciacorta Brut Nature 2011, con sboccatura dichiarata del gennaio 2015 e sempre esposto a chiare lettere nell’esemplare retroetichetta, un residuo zuccherino di tre grammi litro, per una cuvée, da uve 2011, composta per il settanta per cento da Chardonnay e per il 30% da Pinot nero.

Il risultato è un vino che ci è piaciuto senza se ne ma, cui avrei attribuito una valutazione di 4 stelle e mezzo con la vecchia scala da una a cinque stelle e che ora che le stelle sono sgranate, da una a dieci, si becca un sonante punteggio di otto stelle.

BaronePizziniNature2011

Perché? Semplice, perché è buono, vero, equilibrato, piacevolissimo, secco al punto giusto, perché riesce a fotografare al meglio ed esaltare le caratteristiche di una parte della Franciacorta che è particolarmente vocata, perché illustra il savoir faire dell’azienda e dello staff agronomico ed enologico. Perché è uno di quei Franciacorta di fascia medio alta che se lo metti a confronto, dal punto di vista della piacevolezza di beva, con dei Franciacorta più cari o più “ambiziosi” (mi veniva in mente un altro aggettivo, ma me lo tengo per me…), non può che stravincere 3 a 1 (lo stesso risultato di una partita di calcio che ha riempito di gioia milioni di italiani, quorum ego), perché quello che conta in una bottiglia di “bollicine”, anche se made in Brescia, è la piacevolezza, l’armonia, la capacità di farsi bere, la vivacità, il nerbo.

Tutto questo nel Brut Nature 2011 di Barone Pizzini abbonda. Colore paglierino scarico, brillantissimo, con una leggera vena verdolina, si presenta nel calice con un perlage super fine, continuo, vivacissimo, “ruscelleggiante”, con un naso secco, incisivo, nervoso, molto fine ed elegante, tutto ananas, pesca bianca, agrumi, mandorla, fiori bianchi, un leggero tocco di miele e crosta di pane, che poi lasciano spazio ad una trionfante petrosa mineralità, ad un tono leggermente salmastro che richiama l’ostrica e che scandisce un insieme di incontestabile finezza, eleganza, energia, gioventù (vino che tra 5-10 anni sarà strepitoso).

RetroBrutNaturePizzini

In bocca l’attacco è salato, deciso, minerale, perentorio, con un bell’allungo nervoso, un grande dinamismo, una verticalità svettante, equilibrato al gusto, energico sul palato, croccante, con una leggera vena di mandorla e un richiamo alla pietra e al mare nel retrogusto, e una piacevolezza che induce a vuotare la bottiglia, se poi il duo che beve è composto dalla mia Musa e da me siamo posto, ci vorrebbe, come direbbe qualcuno, un magnum, senza che te ne accorgi.

Abbinamento, d’obbligo, su ostriche, frutti di mare, crostacei, pesce crudo per sancire un matrimonio d’amore di quelli che durano, tutti rose e fiori…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

 

 

 

12 commenti

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12 commenti

  1. Sandro

    giugno 9, 2015 alle 1:49 pm

    mi piace questo nuovo sistema di valutazione più ampio. Con solo 5 stelle a disposizione i giudizi erano più compressi, ora potrà sgranare meglio le sue valutazioni.
    Ma le valutazioni sui vini pubblicate prima di oggi restano su base cinque stelle o magari le modificherà portando i giudizi su base 10. E come farà?

    • redazione

      giugno 9, 2015 alle 1:56 pm

      grazie per il consenso a questo nuovo sistema di valutazione e grazie per la domanda.
      Ho scoperto che ha fatto tutto, magnificamente, la squadra tecnica che cura i miei blog. Mi dicono che si tratta di algoritmo (e che cos’é?) che ha tramutato le mie precedenti valutazioni su base cinque stelle in valutazioni su base 10 stelle.
      Fenomenali ‘sti informatici!

  2. franciacortino

    giugno 9, 2015 alle 1:52 pm

    e bravo Ziliani, prima fa le frittate, rompe le uova (e le palle) poi cerca di aggiustare tutto scrivendo molto bene prima del vino del presidente del Consorzio ora di uno dei due vice-presidenti.
    A quando una p…a ad un Franciacorta dell’altra vice-presidente?

    • redazione

      giugno 9, 2015 alle 1:59 pm

      lei sarà anche franciacortino, come si firma, ma é soprattutto un maleducato. Prima quelle robe lì io non le faccio (se cerca giornalisti del vino lecchini, leccaculo, conformisti, falsi e voltagabbana, prego si rivolga altrove, le posso anche dare qualche dritta con nomi e cognomi) e poi anche i sassi ed i cretini (quindi potrebbe arrivarci anche lei) sanno che io scrivo bene o male senza guardare in faccia nessuno.
      Se il vino di un presidente di Consorzio mi piace ne scrivo bene, se non mi piace o mi fa pena ne scrivo ugualmente.
      Per cui la sua ironia da quattro baiocchi la utilizzi con altri soggetti. Con me é fuori strada “signore”…

  3. Luigi

    giugno 9, 2015 alle 4:15 pm

    Caro Franciacortino,

    Da lettore di questo Blog, credo che le sue ipotesi non siano supportate dai fatti.
    Basta fare ricerche (utilizzando la possibilita’ data dal blog) per screditare Le sue affermazioni o ipotesi.
    Ziliani scrive “bene e male” del Franciacorta…e quando scriveva male? Quando forse sottolineava i prezzi stracciati o la competizione con le Bollicine Francesi o quando alcuni FC non erano di Suo gradimento? Si rilegga gli articoli almeno degli ultimi 2 anni, inclusi gli ultimi mesi, credo che questo Blog sia stato un’ottima cassa di risonanza per piccoli e grandi produttori di Franciacorta che mirano all’eccelenza.
    Evviva la tecnologia informatica and take it easy!

    Sig. Ziliani mi permetta una nota: sono stato ad un Ca’del Bosco Wine Tasting a Shanghai! Complimenti! Auguro il miglior successo in questa parte del mondo!

    • redazione

      giugno 10, 2015 alle 8:31 am

      troppo gentile Manenti, davvero troppo…
      vede, io mi sono fatto un’idea di chi possa essere, se davvero é un produttore come dice di essere, tale “franciacortino”.
      Credo sia un produttore sfigato, non mancano anche nella zona vinicola bresciana, di cui non scrive quasi nessuno, che fa vini trascurabili e banali che non si vendono, che i consumatori non si filano. E allora lui per vendere deve calare le brache e svendere a prezzi di Prosecco e questo gli crea frustrazione e rancore nei confronti di giornalisti come me che dei suoi vini magari non hanno scritto o se l’hanno fatto é sottolineando quanto fossero inutili e insipidi.
      Lui poi i rapporti con la stampa li può concepire solo in un modo, lo stesso modo con cui concepisce l’amore un uomo, sfigato come lui, che per fare all’amore con una donna é costretto a pagare una prostituta, perché una donna normale a letto con lui non ci andrà mai… E quindi siccome lui é disposto a pagare perché qualche sfigato come lui scriva della sua aziendina triste, piena di debiti, pensa che anche il sottoscritto faccia marchette o, come elegantemente fa capire lui, pompe.
      Mi fa pensare a quel produttore franciacortino che anni fa quando mi ricevette in cantina per una degustazione dopo un po’, davanti allo sguardo sconcertato di sua moglie, tirò fuori il libretto d’assegni e mi chiese quando mi doveva, quando doveva pagare, per il semplice fatto, normalissimo, di avermi fatto assaggiare i suoi vini.
      Io provai nausea, pena e vergogna per quel comportamento ed in quella cantina, anche se l’azienda é cresciuta e fa buoni Franciacorta non ho più voluto mettere piede… Questo perché marchette non ne faccio e questa evidenza é chiara a chiunque, in Franciacorta e altrove…

  4. Giuseppe Pesce

    giugno 10, 2015 alle 5:33 pm

    Sig. Ziliani
    esultare per un risultato che fa soffrire tanti appassionati non e’ propriamente un gesto di cui andare fieri.
    Cordiali saluti
    Giuseppe

    • redazione

      giugno 11, 2015 alle 10:13 am

      io sono fiero di essere tenacemente anti-juventino e di aver goduto sabato sera per la grande vittoria del Barcellona.
      Avrei goduto ancora di più se la squadra battuta dai catalani fosse l’odiosa altra squadra di Milano (come si chiama?), ah, il BBBBBBBBilan!

  5. saint-emilion

    giugno 11, 2015 alle 1:58 pm

    E pensare che io, bianconero fino al midollo, ho brindato comunque alla salute di tutti i gufi anti-juventini con un magnum di BdB di Cavalleri…

    • redazione

      giugno 11, 2015 alle 2:15 pm

      grazie fratello, io sabato sera ero troppo stanco dove aver moderato un convegno e condotto tre degustazioni e intrattenuto decine di persone (compreso il vice prefetto di Brescia) ad Italia in rosa, per festeggiare.
      Al momento della bella notizia ho chiesto un Cava, ma il ristorante, pretenzioso e modaiolo, molto stile Expo, dove mi avevano portato a cena e dove mi é stata propinata una delle cene più insulse della mia vita, ne era privo e mi ha proposto in cambio un Franciacorta.
      Non ho nemmeno risposto… e ho preteso (tanto dicono che sia buono come le bollicine bresciane) Champagne… 🙂

      • bevo_eno

        giugno 11, 2015 alle 9:08 pm

        è stato da S&G li di fronte?

        • redazione

          giugno 12, 2015 alle 8:41 am

          se parla chiaramente forse possiamo capire cosa vuole dire

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