Elezioni regionali: la vera vincitrice è la Franciacorta!

TotiBerlucchi
Giovanni Toti nuovo presidente della Liguria brinda a Guido Berlucchi

Comunque giudicate gli esiti delle elezioni regionali di ieri in sette importanti regioni italiane, che la vostra “squadra del cuore” abbia vinto o perso, che siate nauseati o felici per l’impensabile galleggiamento e la sostanziale affermazione dell’impresentabile vecchio filibustiere di Arcore, che siate contenti perché il propagandista del Prosecco abbia trionfato in Veneto o perché la Toscana si sia confermata incrollabile amante dei vini Rossi e tetragona ad ogni cambiamento e la spezzina aspirante presidente ligure sia finita nella.. pal(i)ta, una solare certezza, oltre alla faccia tosta di De Luca, è evidente.

L’evidenza è che la vera vincitrice di questa tragicomica, fantozziana, allucinante tornata elettorale per le regionali, finita con un 5 a 2, non è questa o quella forza politica, ma una zona vinicola in grande spolvero e ascesa d’immagine, nonostante alcuni incidenti di percorso che questo blog non ha mancato di testimoniare, con la consueta indipendenza di giudizio.

Questa zona vinicola è la Franciacorta, che ha visto un suo prodotto simbolo, la Cuvée Imperiale della Guido Berlucchi di Borgognato di Cortefranca, brandita da un incredulo Giovanni Toti diventato, suo malgrado, non avrebbe mai pensato di farcela, nuovo Presidente della Liguria su mandato di chi, da presidente del Consiglio, promise, senza mantenere (come tante altre cose che promise) un milione di posti di lavoro.
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Bottiglia brandita in una foto, con Toti involontario testimonial franciacortino, pubblicata dal Corriere della Sera e sparata su siti Internet di tutto il mondo.

“Dannati” eredi del mitico Franco Ziliani, Arturo, Cristina e Paolo Ziliani, ma come avete fatto a pescare, a costo zero, un testimonial del genere? Speriamo che porti bene quel Toti con bottiglia di Cuvée Imperiale in mano, che sia di buon auspicio a voi e alla Franciacorta tutta!

Una prassi politicamente corretta imporrebbe di rivolgere gli auguri di buon lavoro, e di fare davvero gli interessi degli italiani delle regioni che governeranno, a Toti e agli altri presidenti neo eletti, ma non chiedetemi, visto che ipocrita non sono e non sarò mai, di farlo.

Emiliano

Gli auguri, sinceri, li faccio esclusivamente a Michele Emiliano, nuovo Presidente con consenso plebiscitario di una terra che profondamente amo, un galantuomo che sono sicuro farà bene e che anch’io, che sono e resterò sempre di destra, avrei votato se fossi stato elettore nell’amata Puglia, che ho nel mio cuore. Forza Michele e forza Puglia e mi raccomando brinda con il grande metodo classico storico pugliese, quello di D’Araprì di San Severo!

D'Arapri

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E dal 5 al 7 giugno tutti a Moniga del Garda per Italia in rosa!

31 commenti

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31 commenti

  1. Luca

    giugno 1, 2015 alle 1:18 pm

    articolo molto spiritoso, anche se il testimonial è un po’ moscio e la scelta del vino è un po’ discutibile.
    Mi scusi, ma quella cuvée scelta da Toti invece di una bella bottiglia di Cà del Bosco o di qualche grande Champagne, non è la stessa che lei ha massacrato qualche mese fa sotto Natale?
    Ma come, prima ne parla male e la stronca e poi oggi le fa a sua volta, credo involontariamente, pubblicità?
    Anche lei testimonial della Guido Berlucchi?

    • redazione

      giugno 2, 2015 alle 11:27 am

      le devo una risposta Luca. Nessuna contraddizione da parte mia.
      Sono e non potrei non essere, mi chiamo Franco Ziliani, o no?, dalla parte dell’azienda creata da Guido Berlucchi e dal mio fantastico omonimo, l’inventore della Franciacorta, e del Franciacorta, e se ho criticato, anche duramente, sotto Natale, certe politiche di prezzo, é esclusivamente per attaccamento verso i colori della storica azienda di Borgognato di Cortefranca, già produttrice di (ottimi) spumanti metodo classico generici e da anni entrata nell’alveo accogliente, affollato e a volte un po’ confuso, della Docg Franciacorta. Viva Berlucchi!

  2. Sisto

    giugno 1, 2015 alle 3:10 pm

    Caro Franco,
    ci risiamo: guardi qui

    http://www.lastampa.it/2015/06/01/multimedia/italia/toti-stappa-lo-champagne-risposta-al-pd-arrogante-hscu33HGDMbG35cnjbndoI/pagina.html

    Ma è mai possibile che si continui a usare il termine champagne per spumante? E soprattutto quando uno spumante è una denominazione italiana importante? Perché non lo si chiama con il suo nome, legale e commerciale? Ma è così difficile scrivere i titoli o gli articoli con precisione, chiamando le cose con il loro nome? E poi noi “esperti” ci lamentiamo che il “popolo” sia pressapochista: se i mass media sono così, è matematico!

    Siccome penso che non si tratti solo della gloriosa LA STAMPA, sarebbe bello che Lei/Berlucchi/Il consorzio stigmatizzasse questa continua ignoranza, provincialismo, superficialità dei “grandi” giornali italiani.

    • redazione

      giugno 1, 2015 alle 4:49 pm

      grazie per la segnalazione Sisto. Provvedo subito a segnalare la cosa ai diretti interessati, alla Guido Berlucchi e al Consorzio Franciacorta, sicuri che vorranno evitare ogni confusione tra Franciacorta e Champagne e dia al Franciacorta quel che é del Franciacorta!

  3. Susanna

    giugno 2, 2015 alle 11:17 am

    Ziliani (parlo del giornalista) non si agiti inutilmente. All’azienda in oggetto e al Consorzio Franciacorta non frega niente che il Franciacorta venga scambiato per Champagne e non faranno mai nulla per pretendere che il titolo di quel video venga rivisto e al posto dell’indicazione Champagne sbagliata appaia l’indicazione Franciacorta.
    L’hanno già dimostrato al Vinitaly, con quella strana degustazione confronto, organizzata, poi spacciata come estranea al Consorzio e poi confermatasi essere parto comune di Intravino e Consorzio Franciacorta, che l’orgoglio franciacortino c’è solo a parole, ma poi prevalgono le leggi del business.
    Scommettiamo una bottiglia di Selosse che la segnalazione di Sisto e sua resterà lettera morta e che ad Erbusco le daranno del rompicoglioni?

    • redazione

      giugno 2, 2015 alle 11:24 am

      accetto la scommessa Susanna e prepari la bottiglia di Selosse (magnum?). Sono sicuro che la scommessa la vincerò io e che domani da Borgonato di Cortefranca e da Erbusco qualcuno si farà sentire.
      Non posso credere che accettino supinamente che venga spacciato per Champagne quello che é invece un classico Franciacorta prodotto da un marchio storico della denominazione!

  4. doug

    giugno 2, 2015 alle 12:58 pm

    Toti è caduto in basso ?
    Berlucchi è caduto in basso?
    Secondo me pari sono ma….. in basso.

    • redazione

      giugno 2, 2015 alle 1:34 pm

      ometto ogni commento. Se per improbabile, anzi impossibile ipotesi, io fossi stato al posto di Toti (che i potenti Dei mi scampino!) io probabilmente avrei brindato Franciacorta. Ma, pur con tutto l’affetto e la venerazione per il mio omonimo, avrei scelto un altro marchio.
      Inutile chiedermi quale, anche se non avrei scelto la popolarissima Cuvée base che tanto piace alla gente che piace 🙂

  5. Nicola

    giugno 3, 2015 alle 8:59 am

    Figurarsi se con la sberla che ha preso il PD in Liguria, la stampa si preoccupava di verificare se il brindisi fosse a base champagne o Franciacorta. Comunque non ci si deve preoccupare, in base ad un noto sondaggio, il 97% dei lettori avrà sicuramente capito che si trattava di Franciacorta.

  6. stefania

    giugno 3, 2015 alle 6:34 pm

    Sarebbe interessante capire se il marchio Berlucchi è rimasto più noto del marchio Franciacorta per il grande pubblico; lei cosa pensa Ziliani?

    • redazione

      giugno 3, 2015 alle 8:55 pm

      io non penso, non voglio pensare, in questa fase della mia vita é particolarmente saggio che io non esprima opinioni sincere su alcune zone vinicole italiane. Non vedo, non sento, non parlo. E se parlo, parlo d’altro 🙂

  7. silvana biasutti

    giugno 3, 2015 alle 9:58 pm

    Spesso, facendo una giratella su questo blog, mi capita di ritrovare ricordi di gioventù (quella che non torna più: così mi hanno assicurato). Anche Berlucchi fa parte di quel carnet.
    E ironia vuole che io – anzi noi, negli anni post Giamaica, a Brera – lo bevessimo proprio quale succedaneo (mi scusino i Berlucchi) dello Champagne. Quest’ultimo (Krug, passione di mio padre, oppure Lanson rosé, sorbito con sufficienza da mia madre che si definiva astemia) certamente non era consumato spesso, ma erano le uniche ‘bollicine’ che i miei genitori mi avevano fatto conoscere da piccola…
    Non ho mai capito ‘sta mania di paragonarsi con lo Champagne, da parte dei produttori franciacortini … invece di irrobustire il loro profilo e affermarsi diventando dei maniaci della perfezione.

    • redazione

      giugno 3, 2015 alle 10:10 pm

      non l’hai capita tu, che sei saggia e sei cresciuta, beata te, a bute di Krug, figurati se l’ho capita io che sono il Franco Ziliani di serie B…!

  8. franciacortina

    giugno 3, 2015 alle 10:52 pm

    caro Ziliani mi perdoni l’anonimato ma per vari motivi preferisco nascondere il mio nome anche se sono una produttrice di Franciacorta, una franciacortina.
    Non ci conosciamo molto, ma io da anni seguo il suo lavoro, su questo blog e ancora prima su Vino al vino e su altre testate. Ricordo che da tanti anni lei segue la Franciacorta. Ricordo che le ha dedicato tanti articoli, tanto entusiasmo, tanta fiducia.
    Ricordo che lei ha sempre creduto che noi potevamo produrre validi metodo classico, ricordo che ci ha sostenuto e incoraggiato.
    Per questo motivo non accetto che lei si definisca “il Franco Ziliani di serie B”.
    Il suo omonimo ha fatto tantissimo per la nostra zona, l’ha pensata e inventata, ma giornalisti come lei, come Veronelli, come Francesco Arrigoni, che lei ricorda sempre con affetto e che so era suo amico, hanno fatto tanto per far crescere l’immagine della nostra zona e delle nostre bollicine presso i consumatori.
    Noi produttori dovremmo tutti dire grazie a persone come lei e non attaccarla, o farla passare, cosa ridicola, come un “nemico”.
    Per questo motivo, avendo colto un po’ di amarezza nelle sue parole e addirittura l’assurda intenzione di chiudere a breve questo blog, voglio dirle pubblicamente GRAZIE e invitarla a tenere duro. A continuare a parlare bene di noi quando pensa che lo meritiamo e a criticarci, anche duramente, quando facciamo cose che lei, franciacortino ad honorem, giudica sbagliate. E che la deludono o la fanno arrabbiare. E lei ha titoli per farlo.
    Grazie giornalista libero Franco Ziliani, grazie per quello che ha fatto e per quello che farà.
    Sono due, il grande patron della Guido Berlucchi, e lei, i Franco Ziliani ai quali la Franciacorta tutta deve dire grazie e volere bene.
    Forza e coraggio, mi raccomando!

    • redazione

      giugno 3, 2015 alle 10:58 pm

      commosso dalle sue parole, troppo gentili, che non merito, la ringrazio sconosciuta produttrice franciacortina. Capirà bene come eleganza e buon gusto m’impediscano di dire una sola parola in più… 🙂

  9. Mario Gagliardi

    giugno 4, 2015 alle 8:51 pm

    Gentile Franco , buonasera . Si , probabilmente sabato sarò da quelle parti . Anch’io amo i rosati e ,scorrendo i nomi dei partecipanti ‘ la cosa mi intriga assai.

  10. silvia

    giugno 4, 2015 alle 10:00 pm

    Allora chi ha vinto la scommessa? Chi paga la magnum di Selosse? Si sono fatti sentire dalla zona orientale della Lombardia?

    PS: Berlucchi piu famoso del franciacorta e’ statisticamente impossibile, essendo quest’ultimo noto al 95% degli italiani (ma sconosciuto in centro e sud Italia…mah), come certificato da un istituto statistico di fama mondiale in una indagine commissionata e pagata da un serissimo consorzio.

    • redazione

      giugno 5, 2015 alle 8:24 am

      mi sa che la magnum dovrei pagarla io, ma diamo loro tempo, sa, sono estremamente impegnati, c’é stato il ponte, il primo caldo, l’estate che avanza, Expo…
      Vuole che trovino il tempo per occuparsi di una piccola, trascurabile notizia data da un blogger non letto da nessuno e da un blog di prossima chiusura come questo?

  11. franciacortina

    giugno 5, 2015 alle 10:27 am

    ancora con questa storia del “blog di prossima chiusura”?
    Ma la vuole finire Ziliani con questi insani progetti?
    Questo blog deve andare avanti, deve continuare a raccontarci l’affascinante mondo delle bollicine, deve dare libera voce alla sua voce libera.
    Se dovesse chiudere Lemillebolleblog farebbe contenti quelli che, anche nella mia zona, la Franciacorta, oggi la vedono con antipatia dimenticando tutto quello che ha fatto per noi, e magari la definiscono, sfidando il ridicolo, “nemico della Franciacorta”.
    La invito a superare questo momento di amarezza e andare avanti. Noi lettori siamo dalla sua parte e le vogliamo bene, più di quanto lei possa immaginare

    • redazione

      giugno 5, 2015 alle 10:34 am

      io la ringrazio per le sue parole, ma una decisione la prenderò entro metà mese e credo che in cuor mio l’ho già presa. Sto invecchiando, invecchiando male, e il mondo del vino e delle bollicine hanno bisogno di forze nuove, di energie giovani, che siano più duttili e malleabili, che capiscono le esigenze dei tempi, che non siano così rigide e dogmatiche come sono io, che dimentichino i principi, le parole date, gli impegni, che, insomma, stiano al gioco e non rompano più di tanto le scatole.
      Questo blog ed il suo autore hanno preso posizioni chiare nella “battaglia delle bollicine”, perché ci credevano, ma poi quando mi sono accorto che andavo alla carica ed ero da solo e che anzi venivo criticato per le mie battaglie da persone che credevo fossero contente perché certe posizioni le prendevo, beh, allora mi sono cascate le braccia…
      Quindi, a fine giugno, non prima, meglio che chiuda, prima che diventi patetico, rancoroso, nostalgico, prima che finisca per perdere quei lettori fedeli e pazienti che mi sono rimasti, prima che causi in loro imbarazzo e fastidio.
      E’ stata una bella avventura, e alles endet dice Richard Strauss nel Rosenkavalier… Tutto finisce..

      • stefania

        giugno 5, 2015 alle 1:21 pm

        … giuro che la vengo a cercare a casa, le accendo il computer e la costringo a continuare a scrivere minacciando di stapparle alla tempia una magnum di Prosecco Mionetto

  12. Edmond Dantès

    giugno 5, 2015 alle 1:10 pm

    Non faccia la vittima, Ziliani. Il fatto di non essere apprezzato da molti, che lei interpreta come derivante dall’essere “indipendente”, “con la schiena dritta”, ecc ecc, magari è solo dovuto al fatto che lei spesso e volentieri ha un atteggiamento arrogante, maleducato e presuntuoso. Il suo avere litigato sostanzialmente (a corrente alternata) col una parte molto consistente di chi bazzica il mondo del vino, non necessariamente deriva dal suo andare in direzione contraria e ostinata. Magari semplicemente la gente si stufa di certi atteggiamenti. Chi semina vento, raccoglie tempesta.
    Trovo il suo blog molte volte fonte di spunti interessanti e competenti, ma l’arroganza e la maleducazione estrema piu’ volte dimostrata verso che non la pensa come lei (per non parlare delle censure di alcuni utenti non “allineati”) mi portano a dire che, se chiudesse, molti (io personalmente) se ne faranno una ragione. Degli arroganti, superbi e maleducati se ne può’ fare a meno. E, mi creda, quanto ho scritto non ha nulla a che vedere con il suo “dar fastidio”. Sono un appassionato di vini, non ho alcun interesse nel campo.

  13. Giorgio Giorgi

    giugno 5, 2015 alle 1:28 pm

    ma no, scusi.. che ne sarà di Zakk? e Gugge, doxor, Nicola… (che poi magari son la stessa persona!) non è che andranno a scassare i ******** su altri blog? (strano che non lo facciano, comunque , no?)

    • redazione

      giugno 6, 2015 alle 8:35 am

      Per me quei tizi possono andare tranquillamente AFFANCULO. Chiaro il concetto? E qui rispondo anche senza mandarlo con loro a tale Edmond Dantes 🙂

  14. Nicola

    giugno 5, 2015 alle 9:31 pm

    Chiudere lemillebolleblog? Ma nemmeno per sogno! Ziliani ci ripensi per favore. Posso capire l’amarezza per certi avvenimenti recenti ma pensi ai lettori che si sono affezionati a queste pagine piene di informazioni, notizie, storie, bottiglie fantastiche magari di piccoli produttori di cui non parla nessuno. Magari prenda una pausa ma non chiuda. 🙂

  15. Nicola

    giugno 6, 2015 alle 2:02 pm

    Ziliani se lei mi manda a fare in culo mi sento libero di fare altrettanto. La invito a provare a farlo di persona quando e dove vuole.

    • redazione

      giugno 7, 2015 alle 1:14 am

      Errore Nicola il vaffa grosso come una casa era per Zakk e Gugge e per i cialtroni del nickname non per lei che si e’ sempre correttamente firmato. Con indirizzo e-mail reale e non tarocco.Chiaro? 🙂

  16. silvia

    giugno 6, 2015 alle 6:10 pm

    Ma allora, sta scommessa? Continua il silenzio, dalla provincia di bresciA?

    • redazione

      giugno 8, 2015 alle 7:36 am

      silenzio totale, forse credono davvero che il loro Franciacorta Docg sia uno Champagne 🙂 Perché risvegliarli da questo sogno, perché togliere loro questa illusione? 🙂

    • redazione

      giugno 9, 2015 alle 10:07 am

      devo una risposta ad un lettore che mi ha inviato, firmandoli non con uno pseudonimo, ma con un nome probabilmente corrispondente al vero, due commenti.
      Va benissimo che lei intervenga e commenti e non si nasconda, come fanno gli zakk e i gugge e altri cialtroni dietro a dei nomi di fantasia.
      Non é conditio sine qua non e sufficiente perché questi commenti vengano pubblicati.
      Ho tanti difetti, ma non quello del masochismo, per cui visto che pubblicando i suoi interventi le darei libero agio per tentare di “sputtanarmi” e le consentirei di gettarmi fango addosso, preferisco rischiare di beccarmi da lei e sodali l’accusa di essere un “censore” e rinunciare a rendere pubblici i suoi scritti.
      Perché buono va bene, ma coglione no, non lo sono e non intendo consentire a nessun lettore, a casa mia, sui miei blog, di farmi passare per tale. Chiaro? M.V.?

  17. Nicola

    giugno 7, 2015 alle 8:35 am

    Allora mi scuso. ????

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