Franciacorta Brut Nature Facchetti

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9


FacchettiBrutNature
Da una piccola azienda di Erbusco vini autentici e senza compromessi

Di questo Franciacorta, questo Franciacorta vero, di quelli che danno veramente lustro, per personalità, autenticità e capacità di trasmettere in bottiglia la verità della terra dove nascono, non troverete traccia sulle guide. Il produttore, un po’ naif, sinora, ma credo che quest’anno le cose cambieranno, i campioni per le degustazioni non li mandava, preferendo concentrarsi sul lavoro in vigna e in cantina.

E non troverete traccia di questo Franciacorta in quella vetrina delle vanità, anche franciacortine, che è l’Expo, rassegna spettacolo fortemente voluta da questo regime per cercare di nascondere le proprie magagne, le assurde contraddizioni, il fatto che Expo sia nata tra insopportabili scandali, ruberie, porcate varie.

Chi sono questi“poeti” che disdegnano le guide? Giuseppe Facchetti ed i fratelli Luciano, Attilio, Erminia e Carlino, figli di Pietro Facchetti, vignaiolo storico nel cuore della Franciacorta, nel cuore di Erbusco che della Franciacorta è la capitale. Per anni i Facchetti hanno coltivato i vigneti, oggi quasi sei ettari, non come un hobby, perché contadini orgogliosamente restavano, ma dedicando energie e tempo anche ad altre attività.

Poi la famiglia ha pensato, visto che la Franciacorta nel frattempo cominciava ad assumere una notorietà e un’importanza che pochi avrebbero immaginato (ha fatto miracoli questa Franciacorta e nessuno deve permettersi di pregiudicarne, anzi, sputtanarne l’immagine e la credibilità svendendo a prezzi da prosecco!) di mettersi seriamente a produrre vini, fermi come i Curtefranca bianco e rosso, e soprattutto Franciacorta Docg, facilitati dal possesso di vigne in posizione strategica, benedetta da Bacco.

E sorretti da una filosofia molto semplice ma meravigliosa, fare dei Franciacorta che si bevano, da uve mature al punto giusto, che conservino un giusto corredo acido, freschezza e sale, e con spremiture leggere, per avere una base pulita e ricca di energia per andare vicino a zero nei dosaggi e non aggiungere troppi zuccheri. Il minimo possibile. Lasciando che siano altre zone – e aggiungo io, altri produttori franciacortini, a pasticciare con dosaggi e liqueur, per realizzare vini costruiti e spettacolari che piacciano alle guide…

Oggi l’azienda, anche se vede i Facchetti concordi nella conduzione, con la consulenza del mitico Cesare Ferrari, cerca un po’ modernizzare un po’ le cose, di introdurre una fase evolutiva della tradizione, senza stravolgere nulla, perché non c’è nulla da cambiare, se non magari comunicare un po’ di più. Non aver paura a farlo con intelligenza, non ci si contamina, fa parte del gioco, raccontando chi si è, cosa si fa, come e dove lo si fa. E con quale spirito.

Oggi la famiglia Facchetti, la cui cascina la si incontra prendendo la strada che sale dalla sede del Comune di Erbusco verso la sede di un noto ristorante dove ha operato per anni il sommo chef Gualtiero Marchesi, inutile dire come si chiamasse il ristorante e l’azienda, notissima, che ha creato quella struttura, e poco prima di arrivare a destinazione s’imbocca una stradina sulla sinistra, produce quattro Franciacorta, Brut, Satèn, Rosé (che i Facchetti mi dicono di voler mettere maggiormente a fuoco, che deve entrare più a fondo nelle corde, ma che producono con un bel 35% di Pinot nero) e un Brut Nature (di cui, non si dovrebbe dire, circolano due versioni profondamente diverse, entrambe da provare) la cui versione con preponderanza di Pinot nero (un 80%) con una quota di Chardonnay, espressione della vendemmia 2010, eccellente in Franciacorta, mi ha veramente colpito in un recente assaggio.

Un Brut Nature propostomi, per gioco, alla cieca, da una mia amica, che l’azienda conosce da anni. Che vino è?, mi ha chiesto, servendomelo nel bicchiere. Facile dire che si trattasse di un Franciacorta, ma nella mia ridda di ipotesi, sentivo importante una presenza di Pinot nero, ho pensato che si trattasse del vino di un’altra notissima – nessuna pubblicità, nel caso si rivolgano a VinoClic – Azienda di Erbusco. O di un Franciacorta, data la grande mineralità riscontrata, del Mosnel. Azienda che cito volentieri, perché mi sembra che i Barzanò, Lucia e Giulio, tengano la barra dritta tracciata dalla loro mamma. Quella Signora che rinuncio alla produzione di charmat, all’epoca di fondazione del Consorzio, 1990, per fare in modo che Franciacorta diventasse sinonimo di metodo classico.
pinocchio

E che oggi magari s’inca…volerebbe, anche se era una gran Signora, vedendo che un’azienda di Franciacorta, tanto per non fare nomi, 1701 Franciacorta, qui il sito Internet, produce disinvoltamente una “Cuvée Première” definita “Bollicine Pop” descritta con queste parole: “Accanto al DOCG è concesso spazio alla voglia di sperimentare. Nasce così 1701 Cuvée Première: sempre da vigneti biologici e biodinamici (in attesa di certificazione), lavorate con metodo charmat (detto anche “metodo italiano”) per dare vita a bollicine “pop”, a portata di tutti i gusti (e tutte le tasche), un tocco di spensieratezza nelle occasioni più conviviali”.

Bollicine pop “l’altra parte di noi”, scrivono, ma mi sembra una parte che con la Franciacorta vera, quella voluta dai Paolo Rabotti, Giovanni Cavalleri, Albano Zanella, Emanuele Barzanò Barboglio, Pia Donata Berlucchi, Franco Ziliani, (quello vero, non il vostro modesto cronista) e da qualche altro pioniere fondatore, c’entri come i cavoli a merenda.

Come pure gli “spumanti VSQ” prodotti con altrettanta disinvoltura da produttori, di Franciacorta, che hanno nome e blasone. E hanno rivestito, e rivestono, importanti cariche istituzionali. Nel Consorzio e altrove…. Tanto per non nasconderci dietro ad un dito.

BrutNatureFacchetti

Tornando ai Facchetti e al loro Brut Nature, affinato oltre 30 mesi sui lieviti, rivelatosi come tale una volta scoperta la bottiglia, devo dire che il vino, dal grande rapporto qualità prezzo, mi è piaciuto moltissimo, con il basso dosaggio di zuccheri, tre grammi, l’acidità viva, superiore a 7, la dichiarata provenienza da vini base di ottima qualità, esaltate in cantina da una lavorazione intelligente e senza prevaricazioni. Senza la presunzione che traspare spesso in alcuni Franciacorta, poco bevibili, molto meno bevibili non dico di un buon Champagne, lì siamo su un altro pianeta, ma di alcuni buoni Trento Doc, Oltrepò Pavese Docg e Alto Adige. E di alcune “bollicine” senza denominazione prodotte in Valle d’Aosta piuttosto che in Sicilia o in Toscana.

Bello il colore paglierino oro, brillante luminoso, fine e continuo il perlage, e naso che parla subito di Franciacorta, di terra, di pietra, ben deciso, secco, con note di mandorla e nocciola non tostate, di fiori secchi, di agrumi e di ananas, di pesca noce, crosta di pane, senza note di frutta esotica o accenni di surmaturazione. Un naso schietto, diritto, incisivo, positivo, senza finzioni: vero. Ancora meglio in bocca, croccante, nervosa, sapida, con un gusto equilibrato, piacevole, gustoso, un’acidità che fa salivare la bocca e invoglia al bere, con un bell’allungo dinamico, una ricchezza di sapore di nerbo e di sapore che conquistano. Tanto che in due la bottiglia è stata subito “seccata” e gioiosamente.

E bravi i vignerons e le vigneronnes Facchetti: questa è la Franciacorta, vera, che mi piace, che fa vini a misura di consumatore, che vorrei vedere protagonista, invece di altre aziende furbette, in quel mare magnum, molto costoso per i produttori franciacortini, che è la vetrina governativa dell’Expo!

Azienda agricola Facchetti

Via Case Sparse, 6 25030 Erbusco (BS)

Tel. 0307267283

________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

23 commenti

Condividi

23 commenti

  1. Michele R.

    maggio 6, 2015 alle 4:40 pm

    Buongiorno Ziliani, ho avuto il piacere di incontrare per caso questa azienda e conoscerne il proprietario nel novembre del 2012: mi ha dato subito una impressione di schiettezza, di lavoro sodo e produttivo. Mi ha fatto visitare la cantina con orgoglio, spiegandomi che loro la sboccatura la fanno ancora manuale come una volta. Ho poi assaggiato i vini: la passione e ciò che sprigionava il sig. Facchetti la ritrovi tutta nel loro vino, mi ha subito preso e così ho acquistato del brut e del rosè apprezzandone le doti e la pulizia. Mi sono ripromesso di tornarci, anche se purtroppo non ci sono ancora riuscito, ma quel signore e i suoi vini valgono il viaggio in Franciacorta.
    Buon vino
    Michele R.

  2. Antonio

    maggio 7, 2015 alle 10:21 am

    Ziliani, ha letto il comunicato stampa del Consorzio Franciacorta diffuso ieri sera e questo passo che recita:
    “L’Assemblea Generale dei Soci del Consorzio Franciacorta riconferma, fino al 16 dicembre 2015, Maurizio Zanella alla guida del Consorzio Franciacorta e le cariche precedenti, i vice Presidenti Maddalena Bersi Serlini, Silvano Brescianini e l’intero Consiglio di Amministrazione.
    La proposta portata in Assemblea, firmata dal Comitato Elettorale, è stata approvata all’unanimità dai Soci partecipati, presenti il 65% di loro: infatti dopo 6 anni di Presidenza oggi sarebbe stato eletto il nuovo Presidente del Consorzio Franciacorta, ma l’eccezionale evento di Expo Milano 2015 ha portato alla decisione di prorogare la direzione di Maurizio Zanella fino alla prossima assemblea generale del 16 dicembre di quest’anno. È stato inoltre approvato il bilancio 2014 e 2015, del quale il budget straordinario relativo a Expo 2015 di 1.530.000.”.

    • redazione

      maggio 7, 2015 alle 10:22 am

      Cosa vuole che le dica? Me la cavo ricordando come in Franciacorta vada molto di moda questa canzone https://www.youtube.com/watch?v=xLNit8qlwHw e che ai vertici franciacortini si vede che garba tenere in Cda la rappresentante di un’azienda che si è distinta per politiche di svendita spericolate, suicide e dannose per l’immagine della Franciacorta stessa.
      Cosa di cui, in Franciacorta, visto il voto all’unanimità di ieri, ma di solo il 65% degli aventi diritto al voto (emerge un astensionismo franciacortino?) forse non hanno consapevolezza.

  3. Giorgio

    maggio 7, 2015 alle 10:25 am

    ho letto bene Ziliani? il comunicato del Consorzio dice: “È stato inoltre approvato il bilancio 2014 e 2015, del quale il budget straordinario relativo a Expo 2015 di 1.530.000.”.
    Ma non sono un mare di soldi? possibile che tutti i produttori franciacortini siano d’accordo e che nessuno abbia da dire su questa quantità di soldi spesi per Expo?

    • redazione

      maggio 7, 2015 alle 10:29 am

      Ha letto benissimo, ieri é stato deciso un budget straordinario di quella portata. La maggioranza schiacciante, direi quasi bulgara, dei soci partecipanti all’assemblea, il 65% degli aventi diritto al voto, non ha avuto nulla in contrario e ha giudicato questo stanziamento necessario.
      Mi chiedo se possa servire per organizzare un’altra, questa volta più mega, sa, nella splendente cornice di Expo, degustazione confronto spettacolo, tra Franciacorta ed un vinello francese, come si chiama?, che sarebbe la versione transalpina del Franciacorta. Almeno secondo la mentalità un po’ provinciale di qualcuno…

  4. franciacortino

    maggio 7, 2015 alle 10:39 am

    mi spieghi cosa succede perché non capisco. Dev’essere successo qualcosa tra lei e la Franciacorta, perché da acceso paladino come lei è sempre stato (anche un po’ troppo secondo me) ultimamente lei non risparmia critiche anche feroci a questa zona e ai suoi esponenti.
    Ci può raccontare, ci faccia capire Ziliani!

    • redazione

      maggio 7, 2015 alle 10:48 am

      non é successo nulla di speciale. Io faccio il giornalista, io faccio lo Ziliani, e con orgoglio e a schiena dritta, come sempre. E parlo bene della Franciacorta, quando c’é bene da scriverne, come ho fatto ieri scrivendo dell’ottimo vino del vignaiolo contadino Faccetti, e critico la Franciacorta, per taluni incidenti di percorso, come i prezzi stracciati di alcuni produttori, uno dei quali ancora presente con propria rappresentante nel rinnovato CDA del Consorzio, come la tolleranza verso produttori che producono anche Charmat e vini VSQ in Franciacorta, quando lo ritengo necessario.
      Se questo vale a farmi ricevere questa mattina un sms, in arrivo dalla Franciacorta, dove noti personaggi mi accusano di “atteggiamento da ballerina che va dove tira il vento” e mi dicono che sono stato “sleale”, vuol dire che posso continuare a lavorare serenamente, anche per questo blog bollicinaro, dove la Franciacorta ha avuto e avrà tanto spazio, a testa alta.
      Perché la mia lealtà, e la mia deontologia di giornalista sono davanti agli occhi di tutti. Anche di qualche produttore franciacortino molto incazzato con me, al quale ricordo che Franco Ziliani, il sottoscritto (non l’inventore della Franciacorta) non é disposto a fare il tappetino rosso di nessuno.
      Ho 58 anni, 59 a settembre, e la parte del burattino o del conformista non mi si addice proprio. La rifiuto. Mi fa ribrezzo. Se si cercano cortigiani e giornalisti velinari prego rivolgersi altrove, please!

      • Silvia

        maggio 8, 2015 alle 8:31 pm

        “non è successo nulla di speciale”….insomma.

        Negli ultimissimi tempi è quantomeno successo quanto segue (in ordine sparso):
        1) Ziliani ha per piu di un mese cercato di parlare / intervistare uno dei candidato al ruolo di presidente del consorzio, ed è stato inizialmente non degnato di risposta, poi rimbalzato, poi rinviato a data de definirsi
        2) Il presidente del consorzio ha concesso una interessantissima intervista a un blog non paricolarmente amico di Ziliani. E durante l’intervista, Zanella ha sostanzialmente dato a Ziliani del rompiballe (volendo essere buoni) e ha apertamente sconfessato alcune delle battaglie storiche di Ziliani stesso (“lo champagne è il concorrente naturale del Franciacorta all’estero”, “sotto gli Appennini il Franciacorta non se lo fila nessuno”). Pregato di intervenire in merito sul sito di Ziliani (e perchè mai, poi, dato che l ‘intervista è stata concessa a un altro collega?), il Presidente non risponde.
        3) Causa errata (volutamente?) o mancata comunicazione, qualcuno del consorzio espone Ziliani ad una figura clamorosamente di fango, nei confronti di un altro blog odiato da Ziliani, con il quale poi è in obbligo a scusarsi
        4) Ziliani fa partire una campagna personale pesantissima per chiedere le dimissioni di un membro del consiglio del consorzio. Il consorzio che fa? Prolunga la vita al consiglio in carica (ma in scadenza) fino a fine anno

        Non so se quanto sopra ha condizionato l’operato di Ziliani (mi auguro di no), ma dire “non è successo nulla” è inesatto.

        • redazione

          maggio 9, 2015 alle 9:24 am

          ricostruzione veramente fantasiosa, mi complimento sinceramente, che non tiene conto di alcun fattori fondamentali:
          Ziliani, ovvero io, é solo un cronista del vino, ovviamente molto attento alle vicende franciacortine, ma nulla di più. Un cronista, informato e partecipe, e basta;
          Il Consorzio Franciacorta é troppo impegnato, ha cose troppo importanti da fare, ad esempio gestire nel migliore dei modi “il budget straordinario relativo a Expo 2015 di 1.530.000 euro”, per perdere tempo a congiurare, tanto più con il sottoscritto;
          Il Presidente di detto Consorzio é liberissimo di fare tutte le dichiarazioni che vuole di farsi intervistare anche da Spumanti news (se esiste), di ignorare che nell’ambito del Consorzio ci siano produttori, iscritti al Consorzio stesso, che producono indifferentemente anche spumanti VSQ, Franciacorta Docg e Charmat. Io sono altrettanto libero, come cronista indipendente e non servo di nessuno, di fare notare queste incongruità.
          Tornerei a chiedere le dimissioni di quel membro del Cda riconfermato, quello dei vini svenduti e delle balle raccontate a me, ma soprattutto avrebbero dovuto chiederle i soci che hanno rinnovato come se nulla fosse quel Consiglio. Non l’hanno fatto e questi sono affari totalmente loro.
          Prendo atto, consapevole che nell’ambito del Consorzio oggi ci siano produttori, non solo i Muratori, i quali, poareti, li capisco, che mi vedono come il fumo negli occhi e sarebbero felici se questo blog chiudesse i battenti.
          Potrà anche accadere, altri importanti impegni mi attendono, ma se ciò accadrà, mi toglierò lo sfizio di raccontare tutta la storia di Lemillebolleblog, dall’inizio alla fine.
          E saranno divertenti pagine da scrivere e, soprattutto, da leggere.
          Evviva la Franciacorta, evviva la Franciacorta vera. Quella che io amo e alla quale sono profondamente legato più di svariati attuali suoi protagonisti produttivi.

        • redazione

          maggio 9, 2015 alle 11:06 am

          faccio notare che l’indirizzo e-mail da lei utilizzato é falso (ho verificato) come fantasiose sono larga parte delle sue elucubrazioni mentali. Non c’é alcuna “battaglia” Consorzio Franciacorta vs. Franco Ziliani, perché il Consorzio ha ben altro da fare ed inoltre si tratterebbe di una lotta impari, quella tra un potente e mediatico Consorzio e un povero cronista rompiballe dotato di doppio blog, non del Corriere della Sera o del New York Times…
          Però mi viene in mente il titolo di un libro di satira che recita: “anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”.
          E quando lo fanno, finiscono con il dare piuttosto fastidio…

  5. Franciacortino

    maggio 7, 2015 alle 6:54 pm

    Azienda interessante che purtroppo è molto poco conosciuta (anche per “colpa” loro come descritto qui).

    Unica nota: 2010 annata tutt’altro che eccellente in FC. Che poi a livello di stampa è sempre una buona annata questa è un’altra storia..

    • redazione

      maggio 7, 2015 alle 7:04 pm

      caro Franciacortino, io ho memoria di parecchi 2010 degustati e bevuti di ottima soddisfazione. Almeno per il mio palato

  6. giorgio giorgi

    maggio 8, 2015 alle 10:20 am

    In fondo mi pare una decisione intelligente, al di là del giudizio sull’attuale dirigenza del Consorzio. Sarebbe stata una bella confusione cambiare in piena EXPO

  7. Giovanni

    maggio 9, 2015 alle 9:25 am

    Intervento di Silvia impeccabile. Ziliani glissa….come talvolta accade nei confronti dei lettori più attenti. Inoltre, quasi tutto quello che Zanella dice è vero: che un candidato a Presidente del Consorzio debba sentirsi obbligato a rispondere sul suo blog mi pare un po’ troppo, e che il sig.Ziliani sia un ‘rompiballe’ mi pare giusto, e che altro deve fare un giornalista…come dice Silvia, dire non è successo niente è inesatto!

    • redazione

      maggio 9, 2015 alle 9:49 am

      io non glisso affatto. Io faccio il mio mestiere di cronista rompiballe, verso chiunque, e capita che talvolta qualcuno se la prenda. Non ho mai scritto né preteso che il dottor Zanella dovesse rispondere sul mio blog: le mie erano chiaramente domande retoriche. Se lei Giovanni non lo capisce, torni alla prima elementare. La Policy del Consorzio non prevede che si risponda a tutte le cose che vengono scritte su siti e blog. Anche da un giornalista amico, ma rompibablle, come me…
      Certo, qualcosa é successo, ma la ricostruzione di Silvia é troppo fantasiosa: il Consorzio Franciacorta ha cose ben più serie e importanti che occuparsi della mia trascurabile persona.
      Deve pensare a destinare ad ufficio stampa e ufficio eventi qualcosa il 75% del bilancio e 6% all’Ufficio tecnico, deve spendere bene gli 0,6 centesimi a bottiglia quale quota straordinaria per Expo, a come sostituire nel prossimo consiglio non gli inamovibili vice – presidenti, bensì, così si dice, alcuni attuali membri, ovvero Eleonora Uberti. Ezio Maiolini, Lucia Barzanò, Michela Muratori (che finalmente se ne andrà: non é mai troppo tardi…), con Loris Biatta (Marchesine) Francesco Cavalleri Joska Biondelli Claudia Dotti (San Cristoforo). Persone giovani e in gambissima, che sono certo faranno del loro meglio e opereranno, come tutti, o quasi, per il bene della Franciacorta

  8. Marco

    maggio 9, 2015 alle 8:41 pm

    Buonasera sig. Ziliani
    Non mi è chiaro l’ultimo passaggio del suo intervento. Era sarcastico sul fatto che entri Biatta? Perché, a memoria, mi sembra che produca un metodo classico (opera il nome se non erro) da lei (e da me) tanto detestato. Se si vogliono mettere personaggi giovani perché non inserire chi è giovane veramente (i ragazzi di corte Fusia li vedrei bene)!!!

    • redazione

      maggio 9, 2015 alle 9:24 pm

      a me Biatta, per motivi extra vinicoli, é simpaticissimo. E’ interista come me… Strano che lo facciano entrare in un Cda dove sono tutti o quasi bilanisti…
      4 personaggi nuovi entreranno nel nuovo Cda, Biatta non é un ragazzino, ma commercialmente é una forza, Claudia Dotti é un’amica, la moglie del grande Bruno (ovvero San Cristoforo, Franciacorta dal rapporto prezzo-qualità super), Francesco Cavalleri porta un cognome che é un’assoluta garanzia. Quanto a Biondelli http://www.biondelli.com/3/joska-biondelli-apre-le-porte-della-cantina-per-il-1-assaggio-del-suo-franciacorta-brut.html, non posso dire niente. Io non conosco lui, Lui non conosce me (lo capisco, sono un cronista alle prime armi, e di Franciacorta non scrivo mai…), magari quando ci incontreremo, magari mettendoci d’accordo direttamente sui tempi di una visita, magari senza ricorrere alla sua abile p.r., potremo trovarci simpatici o antipatici…
      Purtroppo a Biatta, ma non é il solo, ce ne sono altri e di più blasonati che lo fanno, non basta produrre Franciacorta, ma si sente di produrre anche un VSQ.
      Strano, in quella Champagne alla quale in tanti in Franciacorta incongruamente, per darsi un tono, si richiamano, producono solo Champagne e basta.
      Bisognerà che quale Illuminato ne inviti i responsabili all’Expo, per spiegare loro che facendo così sono dei provinciali, dei banalissimi champenois…

      • zakk

        maggio 12, 2015 alle 8:58 pm

        Joska Biondelli credo sarà utile per l’export visti i suoi trascorsi londinesi come buyer di prodotti italiani.

        • redazione

          maggio 12, 2015 alle 9:12 pm

          rieccolo, lo zakk!
          Saluti da Alba. Oggi degustato un Barbaresco 1982 di Cascina Luisin da fuori di testa…
          Cinque giorni di full immersion tra Roero, Barbaresco e Barolo… scommetto che mi invidia… :)

  9. Oscar

    maggio 10, 2015 alle 1:52 pm

    Buongiorno Sig. Ziliani. La leggo sempre (non da moltissimo per la verità) più che volentieri…tranne questa volta! E mi rivolgo al suo pezzo sull’azienda Facchetti: da qualche anno ne bevo con gusto i loro Brut, Satèn e Nature (stappato esattamente venerdì 9 maggio in compagnia di alcuni amici, con altre tre bottiglie di Franciacorta).
    Perché quindi non son contento del suo pezzo, che non fa una piega su questo buonissimo Nature? Perché non vorrei che ora l’ottimo (per me addirittura strabiliante) prezzo di vendita non ne risenta in termine di rincaro.
    Ovviamente la mia è una battuta. Sicuramente l’azienda in questione non brilla per marketing e simili. Altrettanto sicuramente brilla per i suoi prodotti.
    Saluti

  10. Giovanni

    maggio 11, 2015 alle 1:53 pm

    Gentile dott.Ziliani, tornerò allora alla prima elementare come Lei mi consiglia…dopo le due lauree che ho conseguito, con voti neanche bassissimi, dovrebbe risultarmi meno difficile affrontare la scuola elementare di quanto non sia per Lei accettare l’opinione altrui o semplicemente il fatto che Lei è un giornalista tra tanti (anche se probabilmente più preparato ed esperto) e che la sua opinione per questo conta…cordialità.

    • redazione

      maggio 12, 2015 alle 8:51 pm

      in che cosa si é laureato? Non sapevo si facessero corsi di laurea sulla stoltezza..

  11. Carlos Mac Adden

    giugno 24, 2015 alle 11:19 am

    Buongiorno Franco, riporto, sia pur tardivamente, gl’interventi sull’effettivo contenuto del post, i vini dell’azienda agricola Facchetti. Motivo l’aver conosciuto ieri sera ad un incontro conviviale Francesca Facchetti ed aver assaggiato un loro Blanc de Noir ormai, ahimè, non più disponibile (credo siano rimaste pochissime bottiglie). Mi ero perso questo tuo intervento che mi conforta ancor più nella decisione di far loro visita.

Lascia un commento

Connect with Facebook