Scuse doverose a Intravino: sullo stupido tasting Champagne vs Franciacorta quel blog non ha raccontato balle

Scuse
L’inconsapevolezza si espande, irrefrenabile, ad Erbusco e dintorni…

Devo delle scuse, doverose e sentite, assolutamente sincere e dovute non perché su Facebook l’editor di quel blog ha minacciato di querelarmi (ho ricevuto avvisi del genere da ben altre potenze, editoriali e produttive e non mi sono cacato sotto, anzi, sono ancora qui, vivo, vegeto, agguerrito e tutt’altro che “fernuto”) al blog, che notoriamente non amo, per il suo stile, perché è animato, accanto a persone perbene e capaci (ne cito una su tutte Giovanni Corazzol), da persone per le quali non provo nessuna stima, professionale e soprattutto umana (posso dirlo? Non mi pare costituisca un reato), denominato Intravino.

ConfrontoFranciacorta-Champagne

In due post, leggete qui e poi ancora qui, dedicati ad un confronto degustazione tenutosi allo scorso Vinitaly denominato pomposamente “Judgement of Verona”, in altre parole un assurdo, provinciale, anacronistico e soprattutto vecchio come idea e come concetto confronto (ovvero degustazione alla cieca con tanto di giuria) tra Champagne e Franciacorta, avevo buttato lì l’idea che il blog che aveva organizzato la degustazione – leggere i link qui e poi ancora qui – avesse raccontato balle (o bolle?) dichiarando che quella degustazione fosse “Supported by Franciacorta” e precisando che “l’ordine di servizio dei vini verrà deciso dal Consorzio Franciacorta ospitante, che ha deciso di mettersi in gioco sposando l’idea”.

Errata-corrige

Devo scusarmi, perché nonostante, come ho scritto qui, nel programma ufficiale delle manifestazioni del Consorzio Franciacorta tenutasi al Consorzio, programma fornitomi qualche giorno fa dall’ufficio stampa del Consorzio, quella stravagante degustazione – confronto non figurasse, come appare chiaramente dalle foto pubblicate in questo post di Intravino (foto che non pubblico perché coperte da diritti di proprietà del blog stesso ma che trovate nel post) questa degustazione non si è tenuta in un posto qualsiasi, bensì, come dimostra l’abbondanza di logo del Consorzio stesso, in una sala di degustazione a disposizione del Consorzio Franciacorta stesso. Non so se di esclusivo appannaggio del Consorzio stesso, ma sicuramente utilizzata dal Consorzio stesso, visto che appare propagandisticamente decorata con l’inconfondibile logo del Consorzio spumantistico bresciano.
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Va aggiunto che ponendo a confronto le foto pubblicate da Intravino in quel live blog, con le foto della stessa sala, qualificata come “area eventi” sul sito del Consorzio Franciacorta, apparse su altri siti Internet, e, prova regina della pistola fumante, sul blog Food wine and culture, e precisamente in questo post (vedere la cartina geografica della denominazione che appare alle spalle dell’ottimo sommelier Nicola Bonera e che appare nell’angolo a destra in molte foto che corredano il live blog di Intravino, anche un cieco, pardon, non vedente, sarebbe portato a concludere trattarsi della stessa identica sala.

punto-interrogativo-e-pensatore

Non ho elementi per sapere se il Consorzio Franciacorta abbia fattivamente collaborato alla realizzazione di quella degustazione, francamente non me ne può fregare di meno , e se personale del Consorzio abbia interagito o meno con i responsabili di Intravino rendendo possibile il fatto che alcuni Franciacorta (interessante invece sapere come e chi li abbia scelti e con quali criteri) venissero messi a confronto con alcuni Champagne.

BoneraFranciacorta

Quello che mi interessa sottolineare, reso ad Intravino (e non mi costa particolarmente farlo) l’onore che si merita – non hanno mentito, il logo del Consorzio ha sempre figurato nella parte grafica dei post che hanno dedicato al loro assaggio, la sala che ha ospitato la degustazione è quella utilizzata per le proprie degustazioni dal Consorzio che tutela gli spumanti metodo classico bresciani (ah, non si deve chiamarli spumanti? Beh, in questo caso mi sento molto di chiamarli ugualmente così anche se sono anni che lotto contro questo aborrito e confuso termine…), non mi risultano smentite consortili ai post di Intravino o querele in corso – voglio, prendendola sul ridere, concludere che al Consorzio Franciacorta, non sanno quello che accade in casa loro.

Inconsapevolezza

Non sanno che con un abile e fulmineo blitzkrieg (per gli ignoranti, che non mancano nel mondo, metto il link alla voce di Wikipedia che designa questa tattica militare) quelli di Intravino ed il loro team di degustatori, si sono impadroniti, durante il Vinitaly, di una parte del loro stand, della “area eventi” e a loro insaputa, nonostante le loro strenue difese, hanno organizzato un tasting dove le loro pregiate bollicine, pardon alcune pregiate bollicine, sono state messe a confronto, con esiti quasi vittoriosi, con quelle pallosissime bollicine francesi denominate Champagne che solo gli ingenui ed i passatisti si ostinano a giudicare ancora più blasonate (non dico migliori o peggiori, per me sono soprattutto diverse) delle loro.

nonéchampagne

Non sanno, al Consorzio Franciacorta, dove pure lavorano un sacco di persone, che Francesco Beghi, giornalista del vino di lungo corso particolarmente attento alle vicende dell’Oltrepò Pavese, ha pubblicato sul suo blog incontrando il Presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella. Una lunga intervista nell’ambito della quale il presidentissimo, l’uomo che più di ogni altro all’interno del Consorzio bresciano ha voluto la costosissima“un contributo cash di 380.000 euro e 80.000 euro in vino” – e discussa partnership Franciacorta official sparkling wine con Expo 2015, a precisa domanda “Confronti tra Franciacorta e Champagne, paragoni tra Franciacorta e Champagne. Non crede che ciò sia un po’ provinciale?” risponde “Questo è stato secondo me un peccato veniale del passato. Ora cerchiamo di non farlo più”. E a richiesta di chiarimento ribadisce “Io lo reputo un peccato di gioventù… un peccato veniale”.

don-chisciotte

Siccome sono un pirla – e felice di esserlo – che ha l’insana abitudine di credere nell’amicizia, soprattutto in un’amicizia trentennale (almeno per me lo è stata, ora cercherò di risvegliarmi dagli incantesimi e guardare in faccia la realtà e le persone per quello che sono…), nonostante esperienze che risalgono a qualche anno orsono mi avrebbero dovuto insegnare che gli amici sono fantastici, ma occorre saper discernere quali siano quelli veri, per non prendere cocenti e dolorose delusioni, non voglio infierire.

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Non voglio pubblicare le conclusioni, , amare, cui sono arrivato in merito alla vicenda di questa provinciale degustazione spettacolo, che ha ottenuto il risultato di far parlare di sé, anche un coglione come me…, che il buon senso avrebbe dovuto suggerirmi di ignorare.

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Mi limito a porre, sapendo che pubblicamente non risponderà – è la strana policy di questo sempre più incomprensibile Consorzio – la domanda già posta: ma il dottor Maurizio Zanella, presidente attuale del Consorzio Franciacorta, era al corrente di questo tipo di degustazioni confronto che lui giudica “un peccato veniale del passato”, oppure questa cosa che ha avuto come degno teatro la Vinitaly Vanity Fair e l’area eventi del Consorzio Franciacorta da lui presieduto è un qualcosa d’imprevedibile che è avvenuto totalmente a insaputa sua, dell’Amministratore delegato e dei tanti dipendenti del Consorzio?

Eppure mi dicono che il presidente del Consorzio Franciacorta fosse presente a Verona durante la manifestazione e che non si trovasse in trasferta sulla Luna o su Marte o in giro per il mondo “a cercare di vendere a trenta dollari. A dire “questa bottiglia è italiana e costa come Moët & Chandon”, e che lo staff del Consorzio Franciacorta sbarcato a Verona fosse più che mai numerosissimo…

accànisciuno

p.s.

Ricordo al presidente del Consorzio Franciacorta che nella già citata intervista a Francesco Beghi tranquillamente, pensando magari di fare una battuta spiritosa, risponde: “Non faccio lo Ziliani. Dico le cose come sono”, che fare lo Ziliani (parlo, immodestamente, di me stesso, non del mio omonimo, dell’inventore del e della Franciacorta), come lui ben sa, visto che mi conosce da anni 31, e ha sempre detto di apprezzare il mio modo di fare giornalismo e di condurre un wine blog, non significa altro che fare del giornalismo libero ed indipendente e “dire le cose come sono”.

Franciacorta-3.99-1

E scrivere anche che alcuni Franciacorta, una minoranza, sono finiti sullo scaffale (ovviamente per colpa mia non dei loro produttori…) a prezzi stracciati e hanno causato danni, come causa danni la mancanza di chiarezza, all’immagine di quella Franciacorta alla quale tengo, pur senza essere produttore, proprio come tiene lui.

ZilianiZanella

Non racconto balle dottor Zanella. Io dico le cose come stanno, anche a costo di indispettire qualche potente amico o presunto tale. O ex… Mi stia bene.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

15 commenti

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15 commenti

  1. Lino - C.

    maggio 3, 2015 alle 3:25 am

    Franco,come non esserti amico: Le Mille Bolle
    o Vino al vino,non si ferma dinanzi a nessuno.
    Quando di mezzo c’è serietà,e la professionalità
    personale,che non si compra al mercato,men che
    meno oggi,l’essere credibili,credo sia,il valore
    più grande,per qualsiasi persona o professionista.

  2. Raffaele

    maggio 4, 2015 alle 9:03 am

    Carissimo amico mio:
    Non c’è tradimento peggiore di quello di un amico. Perché l’amicizia, insieme all’amore, è uno di quei rapporti umani che alimenta la nostra ricchezza interiore: dà senso alla vita. Nell’ amicizia rifiorisce il fanciullo che è in noi, quello che ripone nell’amico tutto se stesso, senza secondi fini, in piena spontaneità. Nell’amicizia rivive quel bimbo che attraverso le confidenze al coetaneo scopre per la prima volta un canale di comunicazione affettiva diverso da quello dei genitori e crea così la propria autonomia. Forse per questa ragione un bambino, meglio di noi, potrebbe comprendere il mito di Oreste e Pilade: quando Oreste fu condannato a morte per aver sottratto la statua di Atena, l’amico Pilade dichiarò di essere Oreste per sostituirsi a lui nel subire la sentenza. L’infedeltà dell’amico che ha condiviso i nostri segreti o che abbiamo sostenuto nelle difficoltà colpisce, quindi, nel nucleo più profondo del nostro essere, perché incrina la fiducia in noi stessi. Ci espone al dubbio sulle effettive capacità di farci amare. E a giusta ragione Dante pone i traditori dell’amicizia nell’ultimo girone dell’Inferno

    • redazione

      maggio 4, 2015 alle 9:30 am

      caro Don Rafé, caro amico mio solo da pochi mesi, ma come se lo fossi da sempre, tu descrivi benissimo, con parole alate, quello che é il mio stato d’animo, la profonda, cocente delusione che provo…
      Grazie…
      Ti abbraccio

  3. Rosanna

    maggio 4, 2015 alle 9:23 am

    sbaglio o con questo puntiglioso post lei si pone in aperta polemica nei confronti del Consorzio Franciacorta e del suo amico – più volte lei l’ha definito così – presidente Maurizio Zanella?

    • redazione

      maggio 4, 2015 alle 9:32 am

      gentile Rosanna, questa é la sua legittima conclusione, che rispetto, ma non mi metta in bocca parole che non mi sento, almeno in questo momento, di pronunciare. Io ho descritto dettagliatamente l’andamento di alcuni fatti. A voi lettori trarre le debite conclusioni e farvi un’idea di chi sia stato, sempre che ci sia stato, un bugiardo o più bugiardi…

  4. Giorgio

    maggio 4, 2015 alle 9:27 am

    Ziliani non meni il can per l’aia e non nasconda la testa sotto la sabbia. Se si è sentito di scusarsi con Intravino dicendo che loro non hanno mentito ciò significa che pensa che i bugiardi stiano al Consorzio Franciacorta. Non v’è alternativa possibile. Entrambi non possono avere mentito. Oppure lei è un pazzo visionario che vede cose strane e misteriose laddove è tutto chiaro…
    Ma se lei è pazzo, altrettanto lo sono io, produttore franciacortino, che la penso esattamente come lei, ovvero che qualcuno non la racconti giusta…

  5. Gesualdo

    maggio 4, 2015 alle 2:21 pm

    caro Ziliani, per tirarsi su un po’ il morale può trovare le foto della serata inaugurale di Expo,con il presidente Zanella che ha alle spalle una magnum di … Uberti!
    Lei continui così perfavore, che le informazioni verificate mancano sia sui siti che sulla carta stampata

    • redazione

      maggio 4, 2015 alle 9:41 pm

      nessun commento, ricordo solo una canzone dei Beatles, Hey Jude, che diceva: “Don’t carry the world upon your shoulders”…

  6. Nicola

    maggio 4, 2015 alle 3:01 pm

    Ottima intervista quella di Beghi. Interessante la parte dove il Presidente del Consorzio dice che a sud dell’Appennino il Franciacorta non esiste. Eppure qualche mese fa sbandieravano un sondaggio secondo il quale il 95% conosceva Il Franciacorta. Quando su queste pagine si era scritto che era una cazzata enorme siamo stati definiti antifranciacortini.
    Non si arrabbi Ziliani e veda l’aspetto positivo, magari “fare lo Ziliani” diventerà un nuovo modo di dire nel mondo vinicolo.
    Comunque dopo aver letto l’intervista mi sta sempre più simpatico l’innominabile A.

    • redazione

      maggio 4, 2015 alle 10:02 pm

      l’innominabile A. non so chi sia e deve restare innominabile come lo definisce lei…
      Questa vicenda non so perché ma mi fa venire in mente un best seller dei due autori comici, credo interisti, Gino & Michele, un libro che s’intitola “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”…
      Io farei molta attenzione all’incazzatura delle formiche, che sembrano piccole e inoffensive, ma quando s’incazzano sono in grado di dare molto ma molto fastidio. Qualcuno non l’ha ancora capito…

    • redazione

      maggio 4, 2015 alle 10:05 pm

      il suo commento, signore, era davvero un’enorme cazzata. Ribadisco e confermo.
      Quanto alla percezione del Franciacorta, si vede che nonostante la scientificità incontestabile dello studio dell’ottimo professor Finzi, cambia a seconda delle stagioni, lo scorso inverno era fortissima e adesso che sta arrivando il primo caldo ha perso mordente…

  7. Raffaele

    maggio 8, 2015 alle 8:38 am

    Buongiorno Carissimo,
    Volevo dedicarti questo pensiero ma non vorrei affondare ancora di più il dito nella piaga….
    Nell’antichità, l’amicizia era stimata al di sopra di ogni cosa. Era considerata qualcosa di raro, di cui poteva godere solo l’uomo virtuoso ed educato, in quanto era vista come il più spirituale di ogni tipo di amore.
    A differenza dell’amore erotico, in cui gli amanti si amano ponendosi l’uno di fronte all’altro, gli amici si tengono l’uno di fianco all’altro, mirando alla stessa meta o avendo un interesse comune: il vero, il bene, il bello

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