Terzavia Cinquanta per cento Rosé metodo classico Marco de Bartoli

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Grillo, Nero d'Avola
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


TerzaviaRosé

Devo scusarmi con i lettori di questo blog, perché in questi ultimi giorni li ho trascurati non aggiornando puntualmente Lemillebolle con nuovi contributi, ma sto girando come un matto (pensate che sabato ho trascorso un’intera giornata in Oltrepò Pavese e sono sopravvissuto…) e sto lavorando per questo blog e per altro.
Per questo blog per qualche aggiornamento e miglioramento tecnico-tattico (indispensabile da quando ho avuto l’ennesima conferma che questo blog viene letto da svariati protagonisti di una piccola e promettente zona vinicola francese, come si chiama… ) e per il resto per una Cosa Bella, che si svolgerà ai primi di giugno e che mi vedrà, da vecchio rosatista ante litteram quale sono (e mi vanto di esserlo), dare una mano.

Italiainrosa-logo

Parlo di Italia in rosa, la storica rassegna, questa sarà l’ottava edizione, dedicata ai vin en rosé d’Italia, ai rosati e chiaretto, fermi e con le bollicine, che avrà luogo dal 5 al 7 giugno in quel posto splendido, storica patria di Chiaretto e buen retiro di quel personaggio fantastico che pare aver inventato questo vino che fu, a fine Ottocento, lo scrittore e politico Pompeo Molmenti.

Se gli Dei ci assistono quest’anno, pur con tutto il rispetto di altre rispettabilissime rassegne dedicate ai rosati, nate lo scorso anno e quest’anno pensate, ma guarda te!, proprio in contemporanea ad Italia in rosa, e con le quali Italia in rosa intende dialogare e creare sinergie (Garda e Salento non sono forse due tra le tre capitali del rosato italiano?), a Moniga, se vi piacciono i rosé/rosati, ci sarà da divertirsi. E da gustare cose un po’ fuori dal solito.

Rosati fermi, che saranno il focus della manifestazione, e con le bollicine. Rosati da vitigni storici quali Groppello, Corvina, Rondinella, Molinara, Lagrein, Negroamaro, Montepulciano, ma anche espressione di altre varietà, tipo Sangiovese, Nebbiolo e altre, che non vi dico affatto, ma che scoprirete venendo (io ci sarò, e voi?) sul Garda bresciano in giugno.

E per portarci avanti in questo clima di cose un po’ particolari ho pensato di parlarvi di un vino che mi piacerebbe tanto ci fosse a Moniga, un vino un po’ fuori di testa, che quando l’ho assaggiato, il produttore che stimo sommamente non se la prenda per questa citazione e analogia, mi ha fatto venire alla mente una celeberrima definizione del Maestro di giornalismo e di vita Gioann Brera fu Carlo, ovvero masturbatio grillorum.

segamentale

Un vino, il Terzavia Cinquanta per cento Rosé metodo classico di Marco de Bartoli che ha davvero qualcosa della “sega mentale” (pardon!) perché ha aspetti un po’ auto-gratificatori e autocompiacenti che lasciano un po’ perplessi e fanno pensare che di questo vino si possa tranquillamente fare a meno.

Insomma, una sorta di esercizio “eno-onanistico”. Ma se poi si va oltre a questi aspetti, se non lo si considera come un “vorrei ma non posso”, e non potendo mi arrangio e “faccio da me”, che in quel caso non vuol proprio dire fare per tre, non si può non rimanerne affascinati. Perché questo Dosaggio zero made in Trinacria, sintesi ragionata (disemm inscì) di quell’uva suprema che è il Grillo, che Renato De Bartoli, figlio del divino Marco, esalta in un vino capolavoro com’è il Grappoli del Grillo, e di un’uva rossa, che dovrebbe essere Nero d’Avola, e se fosse Pignatello? (ma non cercate notizie sul sito Internet aziendale, perché il vino non è nemmeno nominato…) è intrigantissimo assai. Unico. Speciale.

Notizie sull’azienda e su come lavori il figlio di quel genio assoluto del marsalesco mondo che è stato Marco De Bartoli, le trovate in questo articolo dedicato al Brut Nature Terzavia. Io voglio dirvi che se vi capita sottomano questo Rosé assolutamente sui generis, che la mia Adorata Esperta invita a provare non sul pesce, bensì sull’oca e l’anatra, non dovete lasciarvelo scappare.

Perché già il colore è uno spettacolo, un buccia di cipolla tutto particolare, una cosa rara con sfumature vagamente aranciate, bello il perlage, anche se al naso la carbonica è un po’ pungente, ed il naso vi colpisce, vi prende amabilmente a scudisciate con la sua stravagante fittezza e complessità, ricco, denso, caldo, salato, selvatico, con albicocca secca, mandorla, prugna, mallo di noce, prugna, che poi in evoluzione lasciano spazio trionfale al lampone, e sfumature agliacee, a comporre un insieme “concettoso” e ossidativo, con accenni di liquirizia, agrumi canditi, frutta esotica.

RoséTerzavia

Ma poi a colpirvi, a stendervi, a farvi chiedere “ma che m….a sto bevendo? E perché mi piace?”, è la bocca, piena, ricchissima, con tannino in evidenza, densa, calda, avvolgente, secchissima da paura, incisiva, nervosa, scattante, una sorta di laser con le bollicine. Una cosa che mentre la bevi continua ad intrigarti e suonarti come un continuo punto di domanda che mette alla prova la tua esperienza, i termini di paragone. Che non ci sono.

Per concludere, alla mia Lei (che un giorno vi racconterò che è una mia pura invenzione, che è licenza d’artista, che nella realtà forse non esiste, ma che invece esiste eccome, altrimenti non sarei diventato da alcuni anni quello che sono: uno ancora più matto di quello che ero prima d’incontrarla…), questo vino non è piaciuto. A me assai, pur con tutte le riserve sopra espresse.

Speriamo che Lei non legga e che questo diverso sentire e giudicare il Terzavia Cinquanta per cento Rosé metodo classico non costituisca un valido motivo per darmi il benservito….Se così accadesse non mi resterà altro che darmi la morte… bevendo Prosecco…

Marco De Bartoli
Contrada Fornaia Samperi, 292
91025 Marsala (TP)
tel. 0923 962093
www.marcodebartoli.com

_____________________________________________________________________

Attenzione!:
non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

 

13 commenti

Condividi

13 commenti

  1. magnum

    aprile 22, 2015 alle 9:35 am

    Piacerebbe dedicarsi ad una sana seduta di “eno-onanistico” se solo si riuscisse a trovarlo …….

    • redazione

      aprile 22, 2015 alle 9:37 am

      contatti il giovane De Bartoli e poi mi sappia dire se é incazzato o no con me…

  2. marco

    aprile 22, 2015 alle 10:24 am

    Già fatto ai tempi della sua sortita (post sul terzavia brut nature, poi acquistato)….. ma son caduti dalle nuvole alla mia richiesta. Sigh !

    • redazione

      aprile 22, 2015 alle 10:34 am

      comunque il vino esiste, perché il campione non me lo sono inventato/costruito io, ma me lo mandò De Bartoli junior. Vuoi vedere che voleva mettermi alla prova e verificare se cadevo nel trabocchetto? 🙂

  3. marco

    aprile 22, 2015 alle 10:52 am

    Non volevo assolutamente mettere in dubbio le sue parole.
    Conoscendo De Bartoli (come prodotti) ero incuriosito, visto che sul sito non si menziona, ho chiamato e mi hanno risposto: lei come fa a conoscerlo?
    Peccato….. dopo il brut nature mi piacerebbe davvero provarlo (e qui c’è un po’ di sana invidia nei suoi confronti!) 🙂

    • redazione

      aprile 22, 2015 alle 11:07 am

      certo che sono originali in azienda a risponderle così 🙂

  4. magnum

    aprile 22, 2015 alle 11:56 am

    Omertà sicula?
    Gentile Marco se ha successo nella sua caccia al tesoro ci tenga informati.
    Salute!

    • redazione

      aprile 22, 2015 alle 12:07 pm

      diabolico il De Bartoli jr! Ha creato una cuvée appositamente per me, su istigazione di Lei, per mettermi alla prova. Ha fatto un vino talmente strano che era chiaro che a Lei non piacesse e piacesse a me, così lei aveva un buon motivo per piantarmi e indurmi al suicidio via Prosecco.
      Ecco chi c’é dietro a tutto: i prosecchisti che vogliono eliminarmi e che sanno che se Lei mi pianta porrò fine alla mia trascurabile esistenza non prendendo cianuro, ma costringendomi a bere due magnum di Prosechin… 🙂

  5. magnum

    aprile 22, 2015 alle 12:24 pm

    Fine terribile!
    Speriamo che il cercatore Marco ci salvi.

  6. magnum

    aprile 22, 2015 alle 4:28 pm

    e speriamo di non morire prosecchisti oltre che democristiani

    • redazione

      aprile 22, 2015 alle 5:05 pm

      con me sta certo che non succederà

  7. Marilena

    aprile 24, 2015 alle 10:33 am

    Caro Marco,
    il vino esiste, non è stato un esperimento a esclusivo uso e consumo del dott. Ziliani, ma non è ancora disponibile se non qui in azienda, da pochissimi giorni. Probabilmente, quando lei ha chiamato in azienda, era ancora in affinamento. Si tratta inoltre di un metodo classico a tiratura limitata, proprio per la particolarità dell’esperimento fatto dal nostro Renato.

  8. marco

    aprile 30, 2015 alle 6:49 pm

    Sembra che qualche bolla di questo misterioso ed intrigante nettare riesca ad arrivare nella mia cantina.
    Grazie Marilena e un sentito grazie alla Sig. M.I. gentilissima.

Lascia un commento

Connect with Facebook