Per bere Champagne occorre essere in smoking, il Prosecco è più informale

la trahison des clercs
Così barzellettò Giancarlo Vettorello del Consorzio Conegliano Valdobbiadene

Leggo sull’Enciclopedia Treccani (ricordo per chi non lo sapesse che mi riferisco all’’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, la cui pubblicazione iniziò nel 1929, e le successive otto appendici dell’enciclopedia, sono state curate dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, fondato a Roma il 18 febbraio 1925 da Giovanni Treccani”) che “Sotto la generica denominazione di “tradimento”, si raggruppano gravi figure delittuose previste nei codici militari e munite di una particolare caratteristica oggettiva e soggettiva che le distingue da figure criminose affini, contemplate nel codice penale comune: la caratteristica oggettiva di costituire figure di reati tipicamente militari, nel senso di reati lesivi dell’interesse statale della difesa militare del paese, e la caratteristica soggettiva della qualità di militare nel soggetto colpevole. “

E leggo inoltre che “Nel diritto di Atene il delitto d’intelligenza col nemico era punito – a quanto narra Senofonte – con la pena di morte, e i colpevoli non potevano essere sepolti in terra ateniese”.

Ma che c’entra, vi chiederete voi, la Treccani con le bollicine, main theme di questo blog? C’entrano, perché, pur con tutte le debite misure, siamo di fronte ad un piccolo reato di “intelligenza con il nemico”, ad un caso, per citare un celebre saggio del 1927 di Julien Benda, di Trahison des clercs.

fiammifero

Queste riflessioni mi sono venute in mente leggendo, sobbalzando sulla sedia, un recente articolo – lo potete trovare qui, se leggete il francese – pubblicato sull’edizione on line di quella che passa per essere la più importante, di sicuro è la più storica, rivista di vino francese, la Revue du vin de France o RVF (al cui supplemento dedicato ai vini italiani ho, qualche anno fa, collaborato, chiudendo la collaborazione perché il mio referente, che si picca di essere un esperto di vini italiani, così come io lo sono di quelli turchi, era un emerito co…..).

Un articolo dedicato ad un vino oggettivamente di grande successo qual’è “Le prosecco, vin pétillant italien”, correttamente presentato come dotato di un forte atout : “son caractère léger et son prix séduisent au point de concurrencer désormais le champagne dans certains pays comme les Etats-Unis et le Royaume-Uni“.

RVFlogo

Corretta la presentazione della situazione commerciale di questo vino, una volta emblema di una parte ben precisa del Veneto, la Marca Trevigiana, ed oggi diventato, grazie all’ingordigia di una serie di industriali del vino veneti, una wine commodity senza identità, una cosa vinosa qualsiasi, prodotta in quantità impressionanti, ovvero, cito la RVF, “380 millions de bouteilles, dont plus de 300 millions pour le seul prosecco DOC”, in un territorio ampio com’è l’intero Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, dove il Prosecco vantava una tradizione pari a quella del Nebbiolo in Borgogna o del Pignolo in Sicilia. Ovvero zero.

MappaProseccoAsolo

Ma una volta riportati questi dati utili è partita un’operazione, accreditata da un titolo flatteur non poco, ovvero “Vin italien : Le prosecco peut-il détrôner le champagne ?”, sconcertante, perché non sembrava più di leggere la RVF, la più importante, non dico la più seria, non lo è da anni, rivista del vino francese, ma una qualsiasi gazzetta italiana di quelle che, magari grazie alla presenza di robusti e ben pagati advertising del Consorzio del Prosecco Doc o di quello del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, ne cantano le lodi, spesso in maniera ridicola, accreditando l’idea che possa “vincere la guerra con lo Champagne”, una guerra che esiste solo nell’immaginazione fervida di menti allietate da un eccessivo consumo del Prosecco stesso, o in quella di un notorio propagandista del Prosecco come il governatore uscente della Regione Veneto, dello spumante charmat veneto-furlan.
ItaliaProsecco

Un articolo scopertamente propagandistico che ha offerto alcuni momenti di comicità, spero involontaria, quando Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio del Prosecco Docg, ci ha assicurato che “Le prosecco est un “vin informel qui accompagne un moment de pause“, on le boit “en toute simplicité“, ovvero, traduco per chi non mastica la meravigliosa lingua di Voltaire e Louis Ferdinand Destouches, in arte Céline, “è un vino informale che accompagna un momento di pausa e lo si beve in tutta semplicità”, o ancora, sempre Vettorello, “Nos vins sont croquants comme un fruit à peine cueilli d’un arbre “, ovvero “i nostri vini sono croccanti come un frutto appena colto dalla pianta”. Osservazione che si scontra con la pratica di una pletora di Prosecco, molli, dolcioni, privi di nervo, banali, zuccherosi e dalla “croccantezza” tutta da inventare.

LogoConsorzioProsecco

Ma la perlina doveva ancora arrivare perché se Luca Giavi, direttore del Consorzio Prosecco, aveva l’intelligenza ed il buongusto di rispondere alla domanda “Le prosecco est-il en train de détrôner le champagne dans le monde ?”, il Prosecco detronizzerà lo Champagne nel mondo, con un’affermazione piena di buon senso, e di diplomazia tardo democristiana, ovvero “Certainement pas, “il y a de la place pour tout le monde, le marché des bulles est en plein croissance“, assure Luca Giavi, qui juge absurde de comparer les deux vins”, (e di questa evidenza, ovvero l’assurdità di paragonare i due vini, dovrebbero tenere conto anche alcuni noti metodo classicisti padani che ogni tanto si fanno prendere dall’insana e campanilistica tentazione di paragonare le loro pur ottime bollicine all’insuperabile modello francese e magari danno il loro avallo ad improbabili degustazioni confronto…), altrettanto non arrivava a fare il suo collega Vettorello, noto per i suoi farfallini un po’ da gagà.
Oggicomiche

E alla domanda se il Prosecco fosse più “décontracté” dello Champagne, più disimpegnato e informale, si spingeva a rispondere, vincendo il premio per la battuta più comica, da film à la Vanzina, del 2015-2016, “Pour boire du champagne, il faut être en smoking, le prosecco est plus décontracté“, ovvero che “per bere Champagne occorre essere in smoking, il Prosecco è più informale”.

Dando in tal modo un’idea della propria assoluta disinformazione su quali siano le attitudini dei consumatori dello Champagne in Italia e nel mondo, e spacciando disonestamente un’idea, becera, e degna di una certa gauche caviar che trova nel Presidente francese Hollande il suo simbolo, dello Champagne come bevanda da miliardari, da snob con Ferrari (parlo dell’auto, non dello spumante trentino) al seguito, villa a Saint Moritz e yacht al mare. Bischerate!

SuonareChampagne

Lo Champagne la maggior parte delle persone, quorum ego, amiamo berlo anche in jeans, ce lo godiamo in mutande e canottiera, o anche senza, quando ci capitano le occasioni giuste, e ci consente di “cuccare” molto di più di quel che consenta il proletarissimo e molto dimesso, come allure e come status symbol, Prosecco.

Ma dove vive Vettorello e a chi la vuole dare a bere questa idea balzana che il Prosecco sia un vino “democratico” adatto a tutti (certo, costa poco, spesso costa pochissimo, come ahimé, una minoranza infima, in tutti i sensi, di Franciacorta Docg e Trento Doc…), e che lo Champagne sia un vino élitario?

English-champagne

Capisco che deve fare propaganda e certi francesi, certi clercs traditori, siano pronti ad abboccare, spero solo per ignoranza, a questa falsa vulgata, ma per favore sappia che le bugie hanno le gambe corte e che raccontarle, come ha fatto, non porta fortuna.

E meno male che l’articolo ha poi ricordato, grazie ad interlocutori esteri, importatori di Prosecco nel Regno Unito o in Cina, alcune evidenze, ovvero, parole di Angela Lynas, grossista scozzese, che “le succès du proseccotient à la crise économique, à son prix“. Une bouteille se vend entre 8 et 15 euros, soit environ trois fois moins cher qu’un champagne », ovvero che il successo prosecchista é legato alla crisi economica, al prezzo basso, tre volte meno caro di uno Champagne, e che il vino è apprezzato per “”sa douceur, il n’est pas aussi sec que le champagne, et entre des champagnes bas de gamme trop acides et le prosecco, c’est ce dernier qui est choisi“, ovvero che « piace per la sua dolcezza, perché non è secco come lo Champagne e che Champagne base troppo acidi ed il Prosecco tendono a scegliere quest’ultimo. Affermazione un po’ discutibile peraltro, perché determinati Champagne bas de gamme tendono ad essere piuttosto larghi con lo dosaggio dello zucchero e non sono poi così acidi…
onlyProsecco

E per fortuna che un grossista cinese che ha preteso l’anonimato ha risposto al cronista della RVF ricordando che “Les Chinois recherchent des vins faciles à boire, plutôt doux, sucrés, simples et pas trop chers“, ovvero vini come il Prosecco, altrimenti la RVF avrebbe fatto passare ai suoi lettori un’idea, fasulla, anti-nazionale, da pura intelligenza con il nemico, di un Prosecco pronto a detronizzare un vino dotato di una storia, di una classe, di una qualità, di un sense du terroir, di un fascino, di una complessità (posso continuare con l’elencazione dei pregi…) mille volte superiore a quella di qualsivoglia Prosecco com’è le Roi Champagne.

Apoti

Ma vaglielo dire ai clercs traditori della Revue du Vin de France, pronti a bere tutte le balle proseccare spacciate loro da disinvolti propagandisti… Per fortuna in Francia, come in Italia c’è chi certe bolle grosse e prive di finezza e certi vini senza particolari qualità non è disposto a berli

accànisciuno

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

 

3 commenti

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3 commenti

  1. Giorgio Giorgi

    aprile 13, 2015 alle 11:29 am

    ” Une bouteille se vend entre 8 et 15 euros, soit environ trois fois moins cher qu’un champagne”
    Ma proprio i Francesi hanno la possibilità di andare in cantina a comprare Champagne meravigliosi a 15 euro! ce ne sono un’infinità, basta cercare (perfino affidandosi all rvf…!). Facili da bere gli Champagne così, certo: come tutte le cose buone!

  2. Nicola

    aprile 13, 2015 alle 4:14 pm

    Lo champagne si può bere anche in infradito e costume da bagno, a patto di avere una disponibilità economica maggiore di quella richiesta per acquistare prosecco.
    Questo era il senso del discorso, credo.

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