Ma siamo sicuri che in Franciacorta non si siano messi a produrre Prosecco?

RivaFranciacorta

Un altro Franciacorta Docg, di azienda nota, in promozione a 6,49 euro

Lascio che siano le immagini a parlare, a dire della mia crescente indignazione inquietudine per una brutta deriva che la “mia” amata Franciacorta ha preso e che sembra non conoscere soste. Qualcuno, ad Erbusco e dintorni, sono pronto a scommettere che mi darà del disfattista, del “nemico”, del traditore improvvisamente passato, armi e bagagli, alla causa del Trento Doc (la vedo difficile…), del Prosecco (Doc e Docg: tenderei ad escluderlo), dell’Oltrepò Pavese Docg (Why not?). E magari, ma non sarebbe una notizia, io champagnista lo sono e lo sarò sempre, alla cause du Champagne. Que j’adore… Et mon amour aussi.

nonéchampagne

Ma di fronte a certi numeri, a certe immagini, che mi arrivano, possibile che la nausea venga solo a me? Possibile che questa deriva di prezzi in calo verticale, che non possono essere riconducibili ai vini di quello che una volta si chiamava simpaticamente “lo spazzino della Franciacorta” faccia INCAZZARE di brutto solo il sottoscritto, che non è nato in Franciacorta, non vive in Franciacorta, non produce e non vende Franciacorta. Ne scrive solo. E alla Franciacorta vuole bene, ormai ne sono sicuro, più di qualche protagonista della scena produttiva franciacortina…

E’ una deriva preoccupante che dura da troppo tempo ormai e che ho puntualmente documentato. Ne ho scritto l’estate scorsa, documentando con foto Franciacorta a prezzi da Prosecco nel cremonese e nel vicentino. Mi sono imbestialito prima di Natale, con un giramento di “scatole” epico, in un post che mi ha procurato qualche “amico”, testimoniando, con tanto di foto che mi ritraeva con prezzo triste, il lavoro di cinquant’anni gettato alle ortiche da una celebre Grande Azienda.

ZilianiBerlucchi689

Poi ho raccontato che c’è chi propone di vendere all’estero Franciacorta a 5 euro, e ancora ho definito, e lo ribadisco “nemico della denominazione” chi si trova coinvolto in una strana e tristissima storia di Franciacorta svenduti a 3,99 euro e ho detto alto e forte che il rappresentante di quell’azienda al centro di quella storiaccia brutta non dovrebbe far parte, come attualmente fa, del Consiglio di amministrazione del Consorzio Franciacorta e che se avesse un filo di dignità e di attaccamento ai colori della Franciacorta dovrebbe fare una sola cosa, DIMETTERSI.

Dimissioni

Lo so bene che queste storie di prezzi stracciati succedono anche altrove e che nel mondo variopinto del Trento Doc, come testimonia l’amico Cosimo Piovasco di Rondò in questo post pubblicato oggi sull’indispensabile Trentino wine blog, succede che un habitué del prezzo in ribasso, il Rotari Brut venga proposto in offerta a euro 4,95 anziché euro 7,39.

Ma porcaccia la miseria, facendo mia una presa di posizione ufficiale del Presidente del Consorzio Franciacorta, il quale ha detto: “richiamo tutti gli associati ad un maggior senso etico nel rispetto e nella valorizzazione del Franciacorta, evitando facili scorciatoie che nulla portano in valore aggiunto alla nostra Denominazione e che recentemente – anche se in rarissimi casi – hanno gettato ombre sul lavoro sinergico della stragrande maggioranza di noi produttori che, rubando l’espressione ad un nostro collega, “si spaccano la schiena per fare vini buoni”, la vogliamo finire una volta per tutte con questa pratica suicida?

Mi sgomenta l’idea che ogni giorno o quasi io finisca con il ricevere foto (e le fotografie sono documentazioni inoppugnabili, prove, non farneticazioni) che non posso che pubblicare, come giornalista libero e indipendente, come cronista del vino, come commentatore delle vicende del metodo classico italiano, di cui la Franciacorta è protagonista.

FranciacortaCella3.90

E sono nauseato a vedere ancora una volta un’etichetta parallela, un marchio di serie B, come definirlo?, di Franciacorta svenduto a 3,90 euro e spaventato dal constatare che sullo scaffale presso il supermercato Sigma di Capriolo (località compresa nell’area di produzione della denominazione, un tempo celeberrima a causa di spericolati amanti, protagonisti di una storia a metà tra il sesso bollente e il tentato delitto) sia finito in promozione dal 9 marzo (e lo sarà fino al 22 marzo) a 6,49 euro invece di 9,90 euro il Franciacorta Brut di un’azienda citata con tanto di nome. Un’azienda che conosco, in cui ho messo piede, che ho visitato.

ItaliaProsecco

E allora parte spontanea, non censurabile, prorompente come un fiume in piena, incazzosa come il Vittorio Sgarbi dei tempi d’oro una semplice domanda: ma siamo sicuri che in Franciacorta non si siano messi a produrre “Prosecco” (beh, qualcuno già produce contemporaneamente e spericolatamente Franciacorta Docg e VSQ…) ? visto che i prezzi cui finiscono su scaffale i vini di diverse aziende sono ormai più vicini al trionfante Charmat aromatico veneto che ad uno Champagne? Se qualcuno fosse in grado di illuminarmi ha già il mio ringraziamento anticipato, la mia gratitudine…

_____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

92 commenti

Condividi

92 commenti

  1. Diego

    marzo 17, 2015 alle 8:04 pm

    Ogni azienda ha delle responsabilità sociali (dipendenti, fornitori) e amministrative (tasse, Stato). La crisi del mercato colpisce duro quasi tutti, soprattutto i prodotti di fascia media, i conti devono tornare, quindi agire con responsabilità vuol dire anche confrontarsi con la dura realtà e rassegnarsi a scelte poco aristocratiche, oppure si preferirebbe che molte di quelle aziende chiudessero bottega?
    Io più che dell’immagine del Franciacorta sono sinceramente dispiaciuto e triste nel toccare con mano a cosa siano costrette certe aziende. Dico costrette perché sono assai convinto che i primi a cui fa schifo questa deriva ribassista siano proprio i produttori stessi, perché è mortificante non vedere riconosciuto come si deve un duro lavoro; ma ripeto, loro forse non si possono permettere nemmeno di scegliere, devono turarsi il naso e cercare di portare avanti la loro azienda, sperando in tempi migliori.
    Una lezione di realismo alla faccia di quelli che dicono che la crisi è finita

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 8:12 pm

      perfetto! Nel nome delle responsabilità sociali si fa a gara a chi cala di più le braghe?

      • Diego

        marzo 17, 2015 alle 8:15 pm

        Sono un imprenditore e se devo scegliere se chiudere un’azienda, lasciando a piedi fornitori, dipendenti (con relative famiglie) e calarmi le braghe, certo per un periodo transitorio, mi turo il naso, mi mortifico ma mi calo le braghe.
        Facile fare gli idealisti coi bilanci degli altri

        • redazione

          marzo 17, 2015 alle 8:54 pm

          lei ha ragione, ma mi creda non é stato facile e non é facile per me, per tanti motivi, scrivere questi post. E farlo é un’autentica sofferenza, perché io la Franciacorta credo di amarla come forse nemmeno alcuni produttori l’amano.
          Non mi accusi, per favore, di fare “l’idealista coi bilanci degli altri”, o come dicono a Roma.. beh, ci siamo capiti, non voglio indulgere in volgarità gratuite. E’ già abbastanza volgare quanto sta accadendo e volgare l’abbassare le braghe, economicamente parlando…

          • Paolo Brocca

            marzo 19, 2015 alle 9:57 am

            Buongiorno Sig.Ziliani;capisco la sua posizione ed è condivisibile…provo però a mettermi nei panni del bevitore “medio” e dare un punto di vista che non necessariamente è come la pensi io al 100%: se fino a ieri ho comprato il franciacorta XY a 15 euro e oggi me lo trovo a 3,99 , potrei anche pensare che il produttore, fino a ieri…ci ha straguadagnato….è che è stato un pochino ladro. Ri-capisco il suo punto di vista di non far “sbragare” il nome del franciacorta, ma consideri che far pagare 75 cc di prodotto, sia pur con tutto il lavoro, l’esperienza e la maestria che ci sta dietro, sopra una certa cifra, potrebbe essere stato,fino a ieri, un tantino esagerato.

  2. fabry

    marzo 17, 2015 alle 8:29 pm

    Al giorno d’oggi sono pochi i brand che possono tenere dei prezzi alti nonostante tutto. Tra questi c’è roba come la Apple, Ferrari (intesa come auto), Champagne. Questi marchi hanno qualità, storia e sono universalmente riconosciuti. La Franciacorta storia ne ha poca, non é poi molto conosciuta, mia madre non sa neanche cos’è tanto per dire, sulla qualità giudichi lei. Detto questo pensare di vendere un Franciacorta sopra i 25 euro é semplicemente assurdo. Perché mi chiederà. Perché a quei prezzi compro roba più buona e che fa anche molto più figo. L’errore di base é stato quello di voler intercettare un pubblico giovane che beve seguendo standard dettati dalle mode. Mio padre diceva ” facciamoci un prosecchino” i miei amici dicono “facciamoci un Franciacorta”. In sostanza non é che producono prosecco ma hanno voluto intercettare i consumatori di quel prodotto fregandosi con le proprie mani. Questa é la sola verità e più passera il tempo più le cose peggioreranno. Sa invece chi é stato furbo? Ferrari, quelli dello spumante. Si spumante, non legandosi troppo ad una denominazione pur facendone parte. Il Franciacorta ha un futuro bellissimo nei localini e baretti, come il prosecco, pero costa di più produrlo e non si vende facilmente a prezzi del Ferrari. Bella fregatura. Qualcuno doveva prevederlo, non é roba da Steve Jobs.

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 8:49 pm

      Fabri, riporto il suo commento, non condividendone una sola virgola. Sono consapevole che pubblicando post come questo verrò attaccato da destra e da manca. Darò un pretesto a persone come lei e come altri per vomitare il consueto eno-snobismo antrifranciacortino, per sparare a zero, a prescindere, sulla Franciacorta e sul Franciacorta Docg. Per scrivere cose allucinanti, che non censuro (cosa che forse farò esclusivamente con gli sproloqui di tale Zakk) ma pubblico perché questo é un blog libero e indipendente, perché si sappia a che punto arrivino certe persone nello sragionare in maniera fanatica, nel negare la realtà. Che vede fiori di marchi noti e aziende, ne cito una sola, Cà del Bosco, vendere a prezzo alto e non svendere (ad Esselunga a memoria la Cuvée Prestige é sullo scaffale a 23,99 non a 3,99 o 6,89…) e avere successo.
      E con questi post, doverosi, rischio di essere additato da alcuni franciacortini trinariciuti (ci sono e li conosco) come un “nemico della Franciacorta”, come una persona che dice di essere amica della denominazione ma nella realtà chissà con chi “flirta”. Magari con i prosecchisti.
      Ma il mio “mestiere é vivere la vita” dicevano Mogol – Battisti, la mia identità é quella di giornalista libero e indipendente, di commentatore che non accetta mordacchie, per cui di fronte a questa deriva di prezzi bassi mi incazzo, prendo posizione, scrivo e non nascondo la testa sotto la sabbia.
      E torno a chiedere le DIMISSIONI dal Cda del Consorzio del produttore il cui Franciacorta é finito sullo scaffale a 3,99 euro.

  3. fabry

    marzo 17, 2015 alle 9:39 pm

    Cà del Bosco Bellavista e Guido Berlucchi sono gli unici che sono riusciti a farsi un nome al di fuori della denominazione. Gli altri soffrono e svendono perché non possono far altro. Ottimi i commenti di Diego. Comunque non sono antifranciacortino.

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 9:59 pm

      non sarà anti-franciacortino ma é disinformato, perché sono numerose altre, cito à la volée Cavalleri, Fratelli Berlucchi, Barone Pizzini, Enrico Gatti, Il Mosnel (e potrei citarne svariate altre), le aziende franciacortine che sono riuscite a farsi un nome in Italia e nel mondo. E questo dà fastidioso a qualche invidioso, che interviene puntualmente qui per sparare a zero sulla denominazione, sul Consorzio, sulla Franciacorta in toto. E questo é profondamente disonesto.

  4. fabry

    marzo 17, 2015 alle 10:10 pm

    Io non sono invidioso e men che mai disonesto. Credo di esprimere opinioni in maniera garbata, consapevole del fatto che se un prodotto italiano raggiunge buoni risultati non posso che esserne felice. Detto questo se si comiciano a vedere prodotti a 3,99 forse é meglio sedersi ad un tavolo e discutere piuttosto che puntare il dito e gridare dimissioni. Cosi fa una persona che vuole bene a qualcuno o a qualcosa. Il mio é un consiglio spassionato, non voglio certo insegnarle il mestiere o valori morali, sia chiaro.

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 10:15 pm

      Fabri non ho dato del disonesto a lei, ma ho definito disonesto lo sparare a zero sulla Franciacorta e sul Consorzio. Quanto al mio mestiere, nessuna lezione né da lei né da altri. Una cortese preghiera: eviti di leggere questo blog e commentare. I suoi interventi sono sgraditi. E siccome questa è casa mia, sono libero di fare entrare oppure no lei e qualsiasi lettore tenga un atteggiamento distruttivo, provocatorio, offensivo della verità. La saluto

      • Cimbro_Veneto

        marzo 19, 2015 alle 9:16 am

        Chiaramente il dubbio che sia lei ad avere, a volte, un atteggiamento distruttivo, provocatorio, offensivo della verità non le frulla mai per la testa?
        Si,ok, mi accomodo fuori, non c’è problema.Questo mondo degli enoblog non fa per me.
        Grazie per avermi fatto scoprire alcuni prodotti fantastici che difficilmente avrei conosciuto senza le sue recensioni.

        • redazione

          marzo 19, 2015 alle 11:35 am

          va bene Cimbro Veneto: io ho un “atteggiamento distruttivo, provocatorio, offensivo della verità” e il vino a 3,99 euro era commercializzato da me, non da Arcipelago Muratori Villa Crespia…

  5. gugge

    marzo 17, 2015 alle 11:19 pm

    Vedo che il numero di produttori che svendono ovvero vendono al costo continua ad aumentare. Le motivazioni sono palesi per tutti ed orami non è l’eccezione è la norma.
    Lascio a lei ogni valutazione in merito.
    Saluti

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 11:24 pm

      poteva mancare all’appello uno sciacallo come lei?
      eccola presente a sostenere cose false, ad affermare un qualcosa che é smentito dalla realtà. In Franciacorta la stragrande maggioranza dei consumatori, pardon, produttori, NON svende e NON vende al costo come lei sostiene.

  6. Francesco Beghi

    marzo 18, 2015 alle 12:22 am

    Sembra quindi, infine, che più che la denominazione Franciacorta conti il marchio aziendale. Fatto che in Italia è piuttosto normale. Non sembra che da questo punto di vista l’attività del Consorzio sia stata vincente, finora.

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 1:25 am

      ha assolutamente ragione Beghi: in Franciacorta dovrebbero prendere come esempio l’attività fulgida del Consorzio Vini Oltrepò Pavese. Un Consorzio e un comparto produttivo che può vantare successi strepitosi in Italia e nel mondo :)

  7. Gugge

    marzo 18, 2015 alle 12:27 am

    Non si agiti che alla sua eta’ non e’ un bene e mi sbaglia pure le parole, forse invece di consumatori intendeva produttori.
    Dell'”isoletta” ormai sappiamo tutti, in una nuova foto da lei pubblicata scorgo un nuovo nome, del berlucchi idem con foto. E siamo a tre.
    Il cella lo produrra qualcuno e siamo a 4
    Cosi come quelli che si trovano all’outlet dolciario con nome vigna di confine e siamo 5.
    Poi vi sono quelle che si trovano presso la catena tosano, e siamo a 6.
    Senza contare quelle che girano nella sezione vendite in un noto forum.
    Saluti

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 1:22 am

      alla mia età, 58 anni, sono sempre in grado di difendermi da giovani cialtroni come lei, come zakk e compagnia ragliante. Un errore, scrivendo, capita a tutti, può capitare anche a me.
      Anche ammettendo che i produttori che svendono o vendono a prezzo di costo siano 15 (e sto ragionando per eccesso) 15 su 110 circa sono una percentuale che non inficia il lavoro serio della stragrande maggioranza dei produttori franciacortini. Con questo ribadisco che quei 10-15 fanno un grandissimo danno all’immagine e alla credibilità della Franciacorta tutta, che é una cosa seria e rispettabile, che io amo e difendo, e che quel produttore da 3,99 che continua a far parte del Cda del Consorzio dovrebbe fare una cosa seria: DIMETTERSI

  8. Gabriele

    marzo 18, 2015 alle 7:50 am

    Buingiorno Sig. Ziliani. Io cambio un’attimo argomento e faccio notare che a mio avviso in Franciacirta in molti lavorano bene… San Cristofero, Faccoli, Enrico Gatti, Fratelli Berlucchi, Cavalleri, Casa Caterina, il Mosnel, la Boscaiola, Barone Pizzini, Majolini, Lantieri Paratico, Uberti,1701, Quadra, ….. Questa Franciacorta ed alcuni che ho scordato ed altri che non ho mai provato e non posso menzionare o meno sono la FRANCIACORTA che merira questo nome e se riescono loro a non svendersi, anche se ammetto che a volte si pagano anche troppo, forse il consorzio va ridimensionato??… In molti potrebbero produrre come vsq!! Sperando che la “q” abbia ancora il suovalore…. grazie

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 9:08 am

      Unione di passioni recita il motto del Consorzio e tale deve riprendere con forza e chiarezza ad essere!

  9. zaccaria foglio

    marzo 18, 2015 alle 8:56 am

    Ha visto che il Franciacorta che appare in offerta con la colomba è lo stesso di quello apparso nel cremonese a 3,90 €, mesi fa?
    Cordiali saluti

  10. Zakk

    marzo 18, 2015 alle 9:15 am

    Penso che Fabry abbia colto nel segno.
    Se pensiamo a piu di cento produttori franciacortini veramente quelli cge possono definirsi BRAND sono Cà del Bosco, Bellavista, Berlucchi (che però svende come da lei fotografato) Cavalleri, Monterossa, Uberti.
    I semi-BRAND potrebbero essere Barone Pizzini (anche se credo che le cantine non siamo proprio vuote), Mosnel, Ferghettina, Gatti.
    Mettiamo anche quelli stile trendy: Arici, Il Pendio, Cà del Vent (mi dicono che abbiano avuto un vino rifiutato x la docg), Faccoli
    Ho nominato 15 aziende, mi si conceda di averne dimenticate alcune, saliamo quindi a circa una ventina: gli altri chi sono? Cosa fanno? Quando qualcuno li beve se li ricorda? Che impulso danno all’immagine del(la) Franciacorta?

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 9:37 am

      La Franciacorta che hanno sognato i Franco Ziliani che hanno lottato x costruire i Paolo Rabotti gli Albano Zanella i Giovanni Cavalleri i Maurizio Zanella le Pia Maria Berlucchi le Emanuela Barzano’ Barboglio non e’ la Franciacorta dei vini a 3.99!! Produttori seri fate pressioni su quel mercante nel tempio perche’ smammi dal CDA del Consorzio! DIMISSIONI!!!!

    • gigione

      marzo 18, 2015 alle 9:45 am

      In effetti ci mancavano i lucidi affondi di Zakkaria. Come sempre scevri da ogni pregiudizio! “Gli altri” forse (!!!) non li conosce, gli do una mano:
      http://www.franciacorta.net/it/cantine/elenco-cantine/
      Anche i precedenti messaggi sulla responsabilità sociale di chi svende il prodotto a 3 euro non stanno in piedi: svendendo non si salva un azienda, ma al limite si prolunga un’agonia e al tempo stesso si rovina il lavoro di tante altre cantine serie (il link e’ qui sopra Zakkaria).
      Possa fare un altro esempio serio? Corte Fusia. Cantina giovane, che ha puntato sulla qualita’, con prezzi coerenti con quanto propone. Questa (credo) sia la strada giusta.
      Il resto sono chiacchiere e pregiudizi.

      • redazione

        marzo 18, 2015 alle 2:17 pm

        sottoscrivo quel che scrive gigione. Corte Fusia, di cui ho recentemente scritto qui, é una delle giovani aziende interessanti da tenere d’occhio. Ho rimandato a settembre il loro Rosé (a proposito torno a segnalare quello di Elisabetta Abrami, eccellente) ma gli altri vini mi hanno convinto senza se ne ma.
        @Zakk. Ho eliminato dal suo elenco quella piccola azienda con cantina in zona Monte Orfano perché il proprietario, lo “scalmanato” tra i due soci, mi ha diffidato dal solo nominarlo nei miei articoli, pena… Beh lasciamo perdere…

  11. FabioP

    marzo 18, 2015 alle 10:55 am

    Buongiorno a tutti, mi permetto però di ricordare che la Franciacorta per molti Industriali della zona, era l’ennesimo modo di far soldi facili.
    Avevo due soldini che mi avanzavano dai che facciamo una cantina e ci faccio pure i soldi. Poi la crisi e tutto il resto e la cantina comincia a portar via risorse …..
    Comunque champagne a 3,90 ca..arola non lo trovo mai e credetemi ne compro in tutti posti, pure al LIDL per provarlo.

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 4:07 pm

      a proposito di Franciacorta: mi é stranamente arrivato un comunicato stampa che annuncia la presentazione al Vinitaly di questo “nuovo stile” proposto da un’azienda franciacortina che poco conosco.
      Leggete e ditemi cosa ne pensate: http://www.arcipelagomuratori.com/news.html?acm=4467_81

      • gugge

        marzo 18, 2015 alle 5:54 pm

        aggiornano pure la bottiglia?

  12. doxor

    marzo 18, 2015 alle 1:51 pm

    e se fosse un inizio di rottura di una “bolla”(certamente aiutata dalla crisi e dai magazzini pieni) ovvero dell’inizio di un ridimensionamento dei prezzi ai ‘valori’ reali di costo più un giusto guardagno?
    Esempio a caso..Si può spendere 25€ per una Prestige per avere la bottiglia più incluse le opere di Pomodoro e d’arte contemporanea nella sede aziendale, la “bella” vita del patron oppure spenderne 12€, avere la stessa bottiglia con la stessa qualità e solo meno sfarzo dei proprietari, che magari dovrebbero essere più contadini e meno “viveur”…giusto uno spunto eh..

    • Giorgio Giorgi

      marzo 18, 2015 alle 2:14 pm

      Forse non ha idea del c… che si fanno quelli che lei chiama “viveur” per vendere le bottiglie che producono. Contadini magari no, ma gente che lavora sodo certamenti sì! Non si faccia abbagliare dalle occasioni mondane, che sono solo la punta dell’iceberg. Le opere d’arte in certe cantine sono soprattutto un investimento, con anche ritorni di immagine non indifferenti, che nessuna campagna pubblicitaria riuscirebbe a realizzare

      • redazione

        marzo 18, 2015 alle 2:22 pm

        finalmente qualcuno che risponde per le rime, pan per focaccia, alle stronzate di certuni che intervengono qui, e magari sono foraggiati da chissà chi, per buttare merda su personaggi e situazioni franciacortine!
        Quella merda, miracolosamente, fa marcia indietro e di spiaccica sulle loro facce. Di merda.

      • gugge

        marzo 18, 2015 alle 5:56 pm

        sottoscrivo anche se i 25 non si possono vedere ed infatti per me resta sullo scaffale.
        imho.

      • doxor

        marzo 18, 2015 alle 9:51 pm

        Gli sforzi di chi si fa fiere e gira i locali “illuminati” per proporre una storia, un’idea sincera di un prodotto, li conosco..ma che sia immagine e marketing non v’è dubbio, ci sono stato e sono posti bellissimi ma, appunto, pagati con le care bottiglie.

        • redazione

          marzo 18, 2015 alle 10:40 pm

          senta un po’ “fenomeno”: mi spiega come mai quando vado in Champagne e visito importanti Maison e incontro importanti personaggi con posizioni di rilievo nelle Maison e chef de cave queste Mesdames et Messieurs mi parlano spontaneamente, e con grande rispetto, della Franciacorta, di Cà del Bosco e di Maurizio Zanella? Tutti “coglioni”, tutti asserviti al potere, tutti soggiogati dal fascino, intellettuale (a me e lui continuano a piacere le belle donne) del mio coetaneo, del presidente, purtroppo ancora per pochi mesi, del Consorzio Franciacorta?
          Mi faccia capire e si faccia magari suggerire le risposte dal suo amico Giovanni…

          • doxor

            marzo 18, 2015 alle 11:05 pm

            Ma infatti stimo il lavoro di qualità (non su tutta tutta la linea al supertop, ma credo conocorderà) e di innovazione del citato..non mi sembra difficile capire che se, giustamente, amo comprare opere da millemila euro o andare in tribuna (nulla di male) poi a un “po’” di più le bottiglie devo (e devo riuscire) a vendere, e che magari altri produttori, più “parchi nei modi” preferiscono (o non possono fare altrimenti) vendere a meno, a volte molto meno e tirare avanti..tutto qui. Il Giovanni che cita non ho mai avuto occasione d’incontrarlo né di conoscerlo.

          • redazione

            marzo 19, 2015 alle 12:15 am

            si ricordi che le bugie hanno le gambe corte. Non si é accorto che mentre scriveva questo commento le é cresciuto, in stile Pinocchio, il naso? Io credo che quanto lei afferma sia volgare, sciocco e diffamatorio.
            Sostenere che le spese personali del deus ex machina di Cà del Bosco le paghino i consumatori é cretino, falso, e degno di una querela. Ma quella persona che lei cerca di infangare é un Signore e non si sporcherà mai le mani a querelare nullità stupide come la sua persona. Dica al suo amico G. di rinnovare il repertorio. Ormai é vecchio, stantio e rivela la sua traccia fin da lontano…

          • doxor

            marzo 19, 2015 alle 12:23 am

            mah, ho solo detto che per un’azienda che va molto bene (e che credo spenda parte del ricavato in estetica di qualità) ce ne sono molte che arrancano, ahinoi, e che sono “costrette” a fare queste uscite a prezzi “ignobili”, se legge tutti i miei commenti ci sono ben più lodi che critiche all’azienda..erano solo punti di osservazione del fenomento “low-cost”.

          • redazione

            marzo 19, 2015 alle 12:25 am

            no, lei getta il sasso e poi nasconde la mano. Non ha nemmeno il coraggio e la coerenza delle proprie opinioni (deboli)

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 2:15 pm

      complimenti ennesimo conigliesco nick name, il suo “commento” passa automaticamente in testa nella classifica degli interventi più cretini dalla nascita di questo blog.
      La “bella” vita, ammesso che lo sia, con tutte le rogne che gli procura l’essere stato il presidente, illuminato, e di intelligenza brillantissima, del Consorzio, il Signor Zanella – che non ha bisogno di difensori, ma qui interviene non il giornalista ma la persona che si onora dell’amicizia di Zanella dal 1984 – se l’é ampiamente meritata con il proprio duro lavoro. E nessuno regala niente al mondo. E se Zanella e Cà del Bosco sono riuscite a ritagliarsi lo spazio che hanno nel mondo del vino italiano e, per quanto riguarda “les bulles”, anche in quello mondiale, non é per opera dello spirito santo, per raccomandazioni, ma per merito di un’intelligenza superiore alla media, di una visione che vola due spanne più alto di qualsiasi produttore franciacortino, di una tenacia incredibile e di un lavoro indefesso nel segno di una qualità assoluta e senza compromessi. E nessun pirla come lei, ripeto, pirla, può minimamente sporcare con le sue minchiate l’immagine di serietà e di prestigio, per Cà del Bosco, per l’amico Maurizio e per la Franciacorta, costruita con caparbietà e lungimiranza, spendendo, bene, tanti soldi, in tanti anni.
      E ora mi dia pure del “servo” di Zanella. Se essere fedele ad un amico e riconoscere realisticamente le sue capacità é segno di servitù, allora mi onoro di essere “servo” del mio coetaneo Maurizio Zanella.

      • gugge

        marzo 18, 2015 alle 5:59 pm

        Molti produttori dovrebbero stendere il tappeto a zanella e ca’ del bosco che ha ,negli anni, trainato indirettamente il marchio franciacorta.
        Peccato che molti consumetori non chiedano un franciacorta ma un ca’ del bosco.
        Forza di ca’ del bosco o debolezza del consorzio?
        boh!

      • doxor

        marzo 18, 2015 alle 9:56 pm

        Buonasera caro Ziliani, non ho mai voluto insinuare servitù vostra o poca qualità nel lavoro dell’azienda d’Erbusco che, in alcuni casi, apprezzo molto..come di tanti altri produttori (son sempre bresciano) appassionati e che si “smazzano”, la ricerca della qualità e la visione avanti a molti altri la percepisco (e la conosco per esperienze dirette); stavo solo cercando di capire il perché di questi (esclusi alcuni casi imbarazzanti fuori da ogni logica) ultimamente numerosi ribassi, che quindi magari sul prezzo finale si comincino a togliere un po’ di (meritati credo) lussi d’azienda e personali per poter star dentro ai conti…poi, e la seguo da anni anche di là, mi pare inutile insultarmi ma cercare di capire queste difficoltà di questa, comunque, bellissima terra. Cordialmente. Davide B

        • redazione

          marzo 18, 2015 alle 10:34 pm

          se lei si chiama davvero Davide B. io sono Pippo Baudo.
          Capisco benissimo chi ci possa essere dietro, conosco il personaggio…, a queste sue esternazioni piene di rancore personale (e di invidia?) verso una persona alla quale in Franciacorta, se di fosse un minimo di giustizia e di intelligenza, bisognerebbe elevare un monumento già in vita. A lui come a Franco Ziliani (quello grande, il sognatore inventore della Franciacorta). Quanto ai “lussi d’azienda”, non credo che Zanella debba rendere conto a me o a lei se colleziona opere d’arte di un grande artista come il geniale scultore polacco Igor Mitoraj, se a San Siro (purtroppo a tifare BBBBBBilan) va in tribuna o non nei popolari. Sono soldi suoi, sudati e meritati, che si guadagna con un lavoro tenace. Ma capisco che l’invidia sociale fa perdere la testa e non fa ragionare, peraltro cosa nel caso di persone come lei, molto difficile. Quasi impossibile

  13. Nicola

    marzo 18, 2015 alle 3:46 pm

    E’ sempre difficile parlare di franciacorta su questo blog. Il rischio è che all’autore del medesimo blog parta la ciribiricoccola e inizi la solita litania che parte dall’enosnobismo franciacortino e finisce con sfanculamenti vari (vedi sopra), però proviamoci (Lo so, Ziliani, lei a questo punto è già incazzato).
    Premessa doverosa, la Franciacorta è la prima denominazione a metodo classico italiana, su questo non ci sono dubbi.
    Il problema è che la Franciacorta, nella mente del consumatore medio che di vino ne sa quanto me di fisica quantistica, non esiste.
    Esistono Ca’ del Bosco, Berlucchi, Bellavista, Contadi Castaldi e poco altro. Monte Rossa è già un brand per iniziati.
    Questo stato di cose appare lampante se ricordiamo il pezzo apparso su un giornale in cui l’articolista aveva confuso Zanella/Ca’ del Bosco/Franciacorta/sponsor Expo.
    Inoltre i numeri parlano chiaro, otto dei quindici milioni annui di bottiglie vengono prodotte dalle prime tre aziende citate. Il resto è diviso tra 100 produttori, per lo più ignoti al grande pubblico, e la cui unica leva di marketing efficace rimane il prezzo. In tempi difficili come questi,con le cantine piene di bottiglie tirate in sovrannumero, e con le banche che magari chiedono di rientrare, solo quelli con una certa capacità finanziaria riescono a non dover svendere.
    In questo senso il Consorzio poteva fare di più, aiutando i piccoli produttori a farsi conoscere, magari attraverso qualche manifestazione o campagna appositamente studiata, in modo da dare a questi visibilità e far capire che Franciacorta non è solo Ca’Del Bosco, Berlucchi e Bellavista, ma tanti altri piccoli/medi produttori che offrono prodotti di qualità per i quali vale la pena di pagare un prezzo adeguato.

    Chiudo dicendo che se si chiedono le dimissioni, devono essere chieste per tutti coloro i quali hanno tenuto comportamenti ritenuti non consoni alla loro posizione, senza curasi della loro storia. Anzi semmai la storia è un’aggravante. Altrimenti si è parziali.

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 3:59 pm

      tolti i primi due paragrafi e l’ultimo sono totalmente d’accordo con lei. Ma accusare il Consorzio di non avere fatto nulla per far conoscere i piccoli produttori é un’assurdità smentita dalla realtà, mi creda. Queste fanfaluche le sostengono provocatori professionali, piccolissimi produttori di qualità tutta da dimostrare che due anni fa volevano fare un contro-consorzio, persone in malafede. Chi ha una posizione intellettualmente onesta non può concordare con lei.

      • Nicola

        marzo 18, 2015 alle 4:12 pm

        Non ho scritto che il Consorzio non ha fatto nulla, ho scritto che “poteva fare di più”. Mi pare che la differenza sia sostanziale.

    • gugge

      marzo 18, 2015 alle 6:01 pm

      Sottoscrivo.

  14. Zakk

    marzo 18, 2015 alle 6:57 pm

    Sicuramente il consorzio trasformando il festival del Franciacorta da quello che era un banco d’assaggio democratico (un produttore di fianco all’altro in ordine alfabetico) in una seconda edizione di cantine aperte (dove chi ha strutture più spaziose e con più ricettività ha la meglio su chi non ha neanche il personale per l’accoglienza al cliente) non ha certo aiutato i piccoli. Questo è un fatto.
    Poi per il resto mi sembra che il consorzio Franciacorta sia di quelli che si dà più da fare in Italia.

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 7:42 pm

      questa é una emerita bugia. Tutti i produttori hanno le stesse identiche possibilità nel corso del Festival Franciacorta in cantina. Ci sono importanti aziende come Monte Rossa che ospitano da due anni, se ricordo bene, altri produttori più piccoli. E altrettanto ha offerto Cà del Bosco ad alcuni altezzosi che hanno rifiutato per una forma di stupido orgoglio, questa nobile offerta. Questa é la verità. Chi racconta altre cose é un bugiardo matricolato.

  15. Zakk

    marzo 18, 2015 alle 7:08 pm

    @gigione: guardi che io non sono Zakkaria foglio che appare piu sopra.
    Dire che ho un pregiudizio dopo che ogni anno bevo centinaia di flute di Franciacorta mi sembra solo voler parlare per dar aria alla bocca e toglier polvere dalla tastiera del PC. O forse la parola “pregiudizio” ha acquisito un nuovo significato? tipo: “avere opinione diversa”.

    Svendendo si recuperano liquidi: meglio un po’ di liquidi reali in cassa che liquidità potenziale che mai diventerà fruibile perchè si vuole tenere un prezzo “etico”.
    Che poi non si possa far cosi ogni santo anno è ovvio, ma quando c’è tempesta bisogna ammainare le vele.

    Comunque il mercato è sovrano e sincero: se tutto questo Franciacorta a determinati prezzi resta invenduto forse la percezione che la gente ha della qualità non è quella che si dice sulla stampa di settore. Forse!
    Per conto mio un’idea mia personale ce l’ho e per adesso non trovo motivo per cambiarla. Sarò felice di doverlo fare a fronte di ottime bevute franciacortine, ma forse mi son abituato troppo bene su altri lidi

  16. Pingback: Finisce a prezzi stracciati anche negli States una sfortunata azienda italiana | Blog di Vino al Vino

  17. Renato

    marzo 18, 2015 alle 8:25 pm

    ho letto il suo articolo sul prezzo basso di un vino toscano dell’Arcipelago Muratori pubblicato su Vino al vino http://www.vinoalvino.org/blog/2015/03/finisce-a-prezzi-stracciati-anche-negli-states-una-sfortunata-azienda-italiana.html
    Ma che politica dei prezzi hanno in quella serie di aziende?
    Possibile che siano così tanto sfortunati che i loro vini finiscono sempre vittime di politiche di svendita? Possibile che loro siano innocenti e ignari di tutto?
    Ha ragione lei: il rappresentante di quell’azienda deve sparire dal Cda del Consorzio Franciacorta, deve dimettersi.
    Ma fa orecchio da mercante come il ministro Lupi… :(

  18. Zakk

    marzo 18, 2015 alle 11:51 pm

    Certo Ziliani, essere ospitati da Monterossa o Cà del Bosco è la medesima cosa che ricevere nella propria cantina. Le faccio un esempio: come potrebbe un’azienda come Il Pendio ospitare centinaia di persone nella propria azienda quando lei sa bene che manco hanno un parcheggio? Invece al Festival che si teneva ad Erbusco a villa Lechi le stesse persone che assaggiavano Bellavista potevano assaggiare anche Il Pendio.
    Suvvia, non si tratta di mentire, ma di dare la giusta valutazionealle cose. Essere ospitati significa fare il festival di franciacorta nella cantina defli altri, un’idea a mio modo di vere irricevibile.
    Si torni a villa Lechi, uno di fianco all’altro e anche per il pubblico di appassionati sarà un festival vero

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 12:23 am

      un altro nostalgico del Festival a Villa Lechi, eccolo!
      Lo sono anch’io, delle prime edizioni del Festival, ma non dell’ultima, che si risolse in un casino pazzesco, in un manicomio, con code lunghissime impossibilità di parcheggiare impossibilità di assaggiare correttamente. In altre parole qualcosa che faceva venire voglia di dire: Festival Franciacorta? Mai più.
      Quella formula, come sanno anche i sassi ed i fessi, é insostenibile e improponibile, visto che il numero delle aziende franciacortine é cresciuto superando quota 100. E allora che si fa, me lo trova lei un posto, in Franciacorta, non a Brescia o chissà dove, dove 80 aziende (un numero di aderenti ipotizzabile) possano trovare posto e dove i tantissimi appassionati di Franciacorta, quelli buoni, quelli veri, non quelli di aziende con vini che finiscono sullo scaffale a 3,99 euro (a proposito: DIMISSIONI) possano degustare, colloquiare con i produttori in condizioni umane?
      Se lo trova il Consorzio, non il sottoscritto, che non c’entra un ca..o, le dirà grazie.
      Poiché questo posto non esiste, non continuate, enosnob anti-franciacortini, a menarla con sta storia della democraticità di un festival dove si poteva assaggiare Bellavista e anche Pendio. Smettetela di accusare quei cattivoni delle Grandi Aziende di aver complottato per impedire che i loro vini venissero proposti ai consumatori con pari dignità di quelli di piccole e piccolissime (e talvolta sconosciute e sopravvalutate) aziende. Se non esistessero le grandi aziende franciacortine voglio vedere come riuscirebbero le piccoline a farsi conoscere…
      Ma ci penserebbe il miracoloso Zakk, grande fenomeno (da circo) della comunicazione, della promozione, del marketing…
      Ma mi faccia il piacere, demagogo da quattro soldi…

  19. Zakk

    marzo 19, 2015 alle 12:47 am

    A mio modo di vedere villa Lechi era perfetto. Difficoltà di parcheggio? Bus navetta e passa la paura. Con quel che si faceva pagare per l’ingresso era un servizio sostenibile. E se proprio non fosse sostenibile perchè Brescia non andrebbe bene? Oppure si faccia alla domenica per il pubblico di appassionati e al lunedi per stampa e operatori del settore, ma sul serio, non solo di facciata e poi si fanno entrare cai e porci nel giorno dedicato alla stampa.

    E a Villa Lechi le aziende disposte tra piano terra e primo piano ci stanno tutte, non solo 80 ipotizzabili. Invece con la formula in cantina un appassionato deve accontentarsi di due o tre cantine in una giornata, proprio una bella panoramica della franciacorta. Se voglio domani mattina prendo il telefono e me lo organizzo privatamente un festival di franciacorta in cantina senza aspettare settembre.

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 1:41 am

      il solito cialtrone, stasera anche nella parte dell’ipotetico organizzatore “sborone”, che ha la pretesa di insegnare al Consorzio cosa e come deve organizzare. Lei é proprio un personaggio da opera buffa zakk.
      P.S.
      beh la sua idea del giorno dedicato alla stampa è fantastica e pro domo sua: siccome farebbero entrare “cani e porci”, si assicura la possibilità d’ingresso anche lei. Ma lei entrerebbe come cane o come porco?

  20. Zakk

    marzo 19, 2015 alle 6:56 am

    Porco, eccheccavoli!

  21. Nicola

    marzo 19, 2015 alle 10:28 am

    Io ho partecipato all’ultima edizione di Villa Lechi. Sono andato il sabato e l’ho trovata una bella manifestazione che mi ha dato l’opportunità di conoscere tante piccole realtà, con calma, senza il delirio descritto da Lei, Ziliani. Essere ospitati da un’altra cantina è un pessimo ritorno di immagine, e chi dice il contrario lo fa mentendo (imparo velocemente). Siamo nel 2015, a Brescia, non nel Congo, gli spazi si trovano. Basta un capannone della fiera stile FIVI a Piacenza. Certo l’immagine luxury ne risente, ma nulla impedisce ai grandi di ospitare in cantina.

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 11:33 am

      i capannoni della fiera vanno bene per il Prosecco non per il Franciacorta. E l’ultima edizione a Villa Lechi, c’ero, é stata il caos che ho descritto. Punto e basta

    • gigione

      marzo 19, 2015 alle 11:52 am

      Nicola, come hai scritto, considerato che siamo a Brescia, ma te l’immagini una Fiera del Franciacorta in un capannone magari a Brescia citta’? Da bresciano…prendi il livello di “ignoranza” formato Vinitaly di domanica e moltiplicalo per due-tre volte (come minimo).

      • redazione

        marzo 19, 2015 alle 5:06 pm

        Chi propone una Fiera del Franciacorta in un capannone in zona Brescia o città o immediati dintorni ragiona con una mentalità provinciale, ristretta e sicuramente… anti-franciacortina

        • Nicola

          marzo 19, 2015 alle 5:48 pm

          Puntuale come le tasse è arrivato l’insulto, del resto quando evidentemente si è a corto di argomenti, poco altro si riesce a fare.
          Il capannone va bene per Walter Massa e Rinaldi e non va bene per la Franciacorta (eppure di franciacortini che espongono nei capannoni ne abbiamo, eccome se ne abbiamo) ne prendo atto.
          Comunque non posso credere che in Brescia e Provincia non vi sia una sede alternativa a Villa Lechi dove possono trovare posto 80 aziende.

          • redazione

            marzo 19, 2015 alle 7:30 pm

            a corto di argomenti saranno le persone faziose, anti-franciacortine a prescindere (per partito preso o per interessi?) come lei e altra gramigna in forma di commentatore, si fa per dire, che infesta questo blog e cerca di mandare il discorso in vacca.
            Una domanda oziosa: perché continua a seguire questo sgradevolissimo blog, animato da uno sgradevolissimo giornalista, e non si accomoda altrove?
            Perché a lei e altri, gli zakk i gugge, e compagnia ragliante (e dietro capisco bene chi ci sia ed é gravissimo che sia una persona di quel tipo..) interessa tentare di buttare fango su questa zona vinicola. Che dà tanto fastidio. E che io continuo ad amare nonostante ci sia una ristretta minoranza di aziende (se le pesiamo la loro produzione incide nemmeno per l’8% del totale) che praticano politiche commerciali, tipo quella del 3,99 euro, che fanno venire la nausea.
            Ci pensi: la wine blogosfera é piena di alternative cento volte migliori di questa… Prego… Non sentirò la sua trascurabile mancanza, vada…

  22. Nicola

    marzo 19, 2015 alle 12:07 pm

    Se non si può sostenere opinioni diverse dalla sua ce lo dica. Io di caos non ne ho visto. Anzi. I capannoni della fiera vanno benissimo. Al vinitaly dove espone la Franciacorta? In una villa del 500 o in una struttura dove non c’è lo spazio per muoversi e se si deve andare in bagno occorre fare un fila chilometrica? Vuole dirmi che a Villa Lechi c’era il casino di vinitaly? Ma andiamo, su.

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 5:05 pm

      e difatti, se lei é informato, come credo, dovrebbe sapere che la presenza del Consorzio Franciacorta al Vinitaly 2015, vista la situazione manicomiale che si é registrata lo scorso anno (per colpa degli organizzatori, non certo degli espositori franciacortini) é stata fortemente in dubbio fino all’ultimo. E che la decisione, democratica, di andarci, é stata presa con una maggioranza super risicata. E che stava passando la proposta di dire: Vinitaly no grazie? Con quei soldi che si spendono si può fare qualcosa di meglio altrove…

  23. Zakk

    marzo 19, 2015 alle 1:30 pm

    Ma Ziliani, con gli ultimi prezzi che si son visti in giro il capannone sarebbe perfetto 😀 😀

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 5:03 pm

      ah ah ah ah ah ah ah…. che ridere…

  24. Zakk

    marzo 19, 2015 alle 7:42 pm

    Ziliani, su, si faccia una risata che non stiamo mica parlando dei massimi sistemi.

    Io il festival lo farei in due ville separate in Franciacorta in modo da avere metà pubblico da una parte e metà dall’altra. Aziende suddivise in modo che in ambo le sei vi sia interesse x la massa. Un bus navetta che collega le due ville tra loro e qualche parcheggio. Uno arriva, si fa metà aziende e poi va dall’altra parte, magari seguendo un percorso tra vigneti e palazzi storici della Franciacorta.

    In alternativa fiera di brescia e passa la paura, non ci vedo niente di scandaloso

    • redazione

      marzo 19, 2015 alle 9:08 pm

      la risata é assicurata ogni volta che m’imbatto nel suo patetico nickname: Zakk
      Avviso al Consorzio Franciacorta: liquidate l’attuale A.D., c’é qui pronto a sostituirlo il Grande Esperto Mondiale di marketing, comunicazione, promozione, logistica e chissà che! Un nome, un garanzia: Zakk!

  25. Zakk

    marzo 19, 2015 alle 10:24 pm

    ZAKK ATTACK!!!

    😀 😀 😀 😀

  26. saint-emilion

    marzo 19, 2015 alle 11:22 pm

    Caro Ziliani, come mai si straccia le vesti solo per le disavventure della sua amata Franciacorta? Non ha a cuore il vino italiano tutto? Sa benissimo che gli stessi problemi si ripresentano forse anche più gravi in molte altre zone d’Italia?
    Dimentica forse che la nostra nazione produce più vino rispetto alla Francia, paese che ha il triplo della superficie rispetto a noi che abbiamo anche molte più regioni montagnose?
    IN ITALIA ABBIAMO INCREMENTATO TROPPO LE SUPERFICI DEDICATE ALLA VITE, e la Franciacorta è una di queste zone, dove un certo numero di industriali e non, ha pensato bene di giocare a fare il vino. Questi sono i risultati.

    • gigione

      marzo 20, 2015 alle 3:35 pm

      Il suo commento che senso ha nella discussione generale? Forse doveva scrivere nell’altro blog, qui si parla di “bollicine”.

      • redazione

        marzo 20, 2015 alle 3:37 pm

        scusi “gigione”, a quale commento si riferisce? Ad un mio commento (quale?) o a commento di qualche lettore?
        Mi faccia gentilmente capire

  27. benux

    marzo 20, 2015 alle 5:53 pm

    ma questo famoso Franciacorta a 3,99 qualcuno lo ha provato???
    oggi ho fatto un giro alla lidl e a 7,5 Euro vendevano un franciacorta di cantina sconosciuta, che in retroetichetta riportava cantina Ducco e faceva ben 13° sono stato tentato dal prenderlo, alla fine ho rinunciato

  28. benux

    marzo 20, 2015 alle 5:55 pm

    aggiungo un’altra considerazione, alcuni produttori Franciacortini se hanno così tante scorte come qualcuno qui sul sito fà intendere perchè non fanno uscire qualche produzione speciale magari declassata con il nome che piace tanto a Ziliani e cioè Talento?

    • redazione

      marzo 20, 2015 alle 11:34 pm

      benux, mi scusi, ma che idea stupida!
      Talento é morto e sepolto e putrefatto. E la Franciacorta ha escluso tassativamente da anni, c’é un testo scritto che lo ribadisce, di aderire all’operazione Talento.
      Legga qui, si documenti, si informi prima di fare proposte strampalate…

  29. stefania

    marzo 20, 2015 alle 6:54 pm

    A questo punto, un meta-commento, che è una curiosità: 78 commenti in poco più di 3 giorni: è un record? se sì, direi di analizzare come la Franciacorta faccia così discutere

  30. zakk

    marzo 20, 2015 alle 11:12 pm

    più che altro il discorso si amplifica appena qualcuno dice qualcosa di sgradito a Ziliani, cosa che vien presa subito come “snobismo anti franciacortino”, come idea prevenuta tipica di trinariciuti….
    Evidentemente non si riesce a pensare che qualcuno possa avere una visione diversa dal mainstream a cui aderisce Ziliani.

    • redazione

      marzo 20, 2015 alle 11:21 pm

      egregio “signore”, perché non apre uno zakk-blog, così veniamo a rompere i coglioni, come lei fa puntualmente qui, alla sua sgradevole persona?
      Questo blog é casa mia, esprime le mie idee e le mie convinzioni, registra le opinioni altrui, i commenti, le idee ed é questo confronto di idee a renderlo qualcosa di vivo e, credo, di non banale. Ma parlo di idee, di riflessioni serie, di legittime espressioni di un diverso sentire rispetto al mio, non di sistematiche provocazioni, di tentativi, i suoi in primis, e poi di qualche altro pirla, di mandare il discorso in vacca.
      Io adoro che qualcuno esprima idee diverse da me e considero doveroso ospitarle. Purché siano IDEE non aprioristiche prese di posizione che hanno, per default, come obiettivo, una determinata zona vinicola italiana il cui successo, nonostante alcuni “errori di percorso” e “cavolate” fatte da una minoranza ristretta di suoi rappresentanti, dà terribilmente fastidio.
      E poiché quanto viene scritto su questo blog fa opinione, fa discutere, viene considerato autorevole, ecco arrivare puntuali gli sciacalli e le iene come lei

      • zakk

        marzo 21, 2015 alle 8:39 am

        riporto le sue parole:
        – sistematiche provocazioni (guardi che io di franciacorta ne bevo più di lei, e forse un po’ più di esperienza di lei in questa denominazione ce l’ho)
        – tentativi di mandare il discorso in vacca (ma se lei invece di dare dei TRINARICIUTI a tutti quelli non che la pensano come lei rispondesse nel merito…)
        – purchè siano idee, non aprioristiche prese di posizione (ecco, se a qualcuno non piace cuvée prestige quella è una presa di posizione e non un giudizio libero)
        – il cui successo dà terribilmente fastidio (il successo della franciacorta a me porta soltanto benefici, ma qui andiamo in un campo che alla gente non interessa)

        Vede, lei dice di amare il confronto, ma le cose qui sopra non le gradisce. Peccato che le veda soltanto lei scritte in tanti post miei e di altri che partecipano al suo blog.
        Perché se io dico che un tal franciacorta non mi piace lei ha già deciso che la mia è un’idea aprioristica, volta a screditare cotanto successo in modo sistematico e provocatorio. Lei è fuori strada mille miglia, io vivo in franciacorta e vorrei un giorno poter sbandierare ai quattro venti che qui, fuori di casa mia, per la maggioranza si fanno grandi metodo classico, ma così non la intendo io al momento, forse abbiamo un’idea diversa di “grande metodo classico”

        Adesso vado a Villa Favorita, dove credo troverò Tarlant, Laherte e Cà del Vent ad allietare il mio palato

        • redazione

          marzo 21, 2015 alle 9:27 am

          Vada: io al suo Ca’ del vent preferiro’ sempre Ca’ del Bosco. A prescindere

        • redazione

          marzo 21, 2015 alle 9:25 pm

          per me lei può andare dove vuole: si ciucci pure il suo Cà del Vent, manco fosse la Cuvée Annamaria Clementi, il Dosage Zero Blanc de Noir, oppure la Grande Année di Bollinger, il William Deutz di Deutz, ecc. e faccia la nanna.
          p.s.
          uno che ha la faccia di tolla di scrivermi: “(guardi che io di franciacorta ne bevo più di lei, e forse un po’ più di esperienza di lei in questa denominazione ce l’ho)” non é uno normale, é un cretino. Pardon, é Zakk.

  31. LORENZO GATTI

    marzo 21, 2015 alle 2:38 pm

    Continua Franco …. continua a denunciare queste cose io ,noi come sai ti appoggiamo….tanto il mondo è piccolo le cose si vengono a sapere comunque. Poi purtroppo su questa questione dei przzi il consorzio non ha potere di azione….è il buon senso di certi produttori che manca! Guarda caso tutti produttori arrivati negli ultimi 10 anni…..produttori che era meglio facessero altro con i soldi che avevano a disposizione…..Benux ma per te il fatto che abbia 13 gradi è sinonimo di buono? Mi sa che non sei sul pezzo scusami ma usare come metro di paragone il grado alcoolico mah .

    • redazione

      marzo 21, 2015 alle 2:46 pm

      grazie Lorenzo, me se slarga el coeur a leggere testimonianze oneste e coraggiose come la tua. Ci conosciamo dal lontano 1987, lo sai bene come, anche se non franciacortino, abbia la ed il Franciacorta nel cuore :)
      Eppure vedrai che ci sarà qualche sprovveduto che cercherà di farmela pagare per questi interventi. Ma occorre fare attenzione, perché quelle stesse persone sanno che non sono buono, ma piuttosto vendicativo. A buon intenditor…
      ti abbraccio e ti dedico le 8 Noveletten di Schumann suonate da un nostro comune amore pianistico, Yves Nat :)

    • GiovanniP

      marzo 21, 2015 alle 8:08 pm

      “Guarda caso tutti produttori arrivati negli ultimi 10 anni…..” Non direi, visto che in un altro post si parlava di Berlucchi e qui sopra di Ducco che, se è il Ducco che conosco io, ha iniziato a produrre “spumante” nel 1970 e non è affatto una cantina sconosciuta.

      • redazione

        marzo 21, 2015 alle 9:22 pm

        mannaggia non vi sfugge niente! Siete preparatissimi sulla materia Franciacorta (da mercoledì vi interrogo…)
        In effetti Berlucchi é la Guido Berlucchi che produsse il primo “Franciacorta” nel lontano 1961 grazie ad un genio e ad un uomo speciale, Franco Ziliani (insieme a Guido Berlucchi, ovviamente) e la seconda é la Catturich Ducco, che bollicine, in terra di Franciacorta, le produce da illo tempore…. Franciacortina della prima ora…

      • LORENZO GATTI

        marzo 21, 2015 alle 10:52 pm

        Giovanni P. mi correggo, hai ragione…

  32. Nicola

    marzo 27, 2015 alle 3:01 pm

    Ho trovato un altro bel Franciacorta a 5,90. Tale Borgo Croce, in versione sia Saten che Brut. Tra l’altro impietosamente posto vicino ad un Lugana metodo classico venduto invece a 9,90.
    Ah, la Champagne Italiana! :-)

    Ho fatto pure un paio di foto, se servono.

    • redazione

      marzo 27, 2015 alle 3:53 pm

      mandare le foto please, lunedì esco con un bel dossier fotografico su Franciacorta a prezzi da Prosecco… :(

Lascia un commento

Connect with Facebook