Grandi numeri per il Prosecco Doc nel 2014: l’annuncio dalla Prowein di Dusseldorf

onlyProsecco
L’export cresce del 26,9% rispetto al 2013. Ma il prezzo medio di vendita qual è?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo con un semplice interrogativo: perché mai i solerti comunicatori del potentissimo e arrembante Prosecco Doc non sono così trasparenti da comunicarci anche il prezzo medio di vendita al quale piazzano, in Italia e all’estero, le loro irresistibili “bollicine”

Lo sappiamo bene che quel prezzo non è alto, anzi, decisamente più basso di quel vergognoso Franciacorta svenduto a 3,99, per il cui rappresentante nel Cda del Consorzio ho chiesto, ribadisco e torno a chiedere le dimissioni (considerato che nel 2014 il prezzo medio di vendita della denominazione nella sua globabilità è cresciuto), però suvvia, amici prosecchistidoc, non vergognatevi se il vostro non è il prezzo medio di quello Champagne al quale dite, con rodomontesca comica espressione, di fare “la guerra”.

SuonareChampagne

Una Champagne che nel 2014 ha raggiunto “il secondo migliore volume d’affari della propria storia, crescendo del 3 per cento e raggiungendo la strepitosa quota di 4,5 miliardi di euro, poco distante dal record storico di 4,56 miliardi raggiunto nel 2007, anno prima dello scoppio della grande crisi economica“. Con una crescita, in volume, dell’8,1% in Italia. Suvvia prosecchisti Doc, non è il prezzo molto basso uno dei grandi segreti del vostro universale successo? Perché tacete questa evidenza?

Dalla Prowein, una delle manifestazioni fieristiche di maggior richiamo per il settore vitinicolo che quest’anno ha deciso di bruciare sul tempo il Vinitaly, solo di pochi giorni,  non senza ripercussioni organizzative per gli operatori del trade, vengono diffusi numeri molto interessanti sulla commercializzazione del Prosecco

“Da Prowein – anticipa il Presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette – annunciamo i dati positivi dell’annata 2014, a partire dal numero di bottiglie prodotte nel 2014 dai nostri oltre 10.000 coltivatori, con un aumento del 26,9 % rispetto all’annata precedente. Ma anche le bottiglie di Prosecco Doc vendute all’estero pari complessivamente a  199.300.000. Di queste, la maggior trovano collocazione nei mercati anglosassoni.
PiramideProsecco-conAsolo

Il Regno Unito, con un balzo del 60% in più rispetto all’annata precedente, è arrivato a toccare i 55 milioni di bottiglie guadagnandosi il primo posto nella scala dei Paesi importatori con una percentuale pari al 27.2% dell’intera quota export. Seguito a ruota dagli USA che registrando un + 34,2% si piazzano al terzo posto con una quota export del 18,8 che vale 37,6 milioni di bottiglie.

Il posto onorevole nel 2014 lo occupa ancora la Germania, mercato  storico per il Prosecco tanto che per moltissimi anni ha mantenuto la prima posizione tra i paesi  importatori, ma ora con il suo 21,1% che si traduce in circa 42 milioni di bottiglie è dietro agli UK anche se non ha perduto il vantaggio rispetto ai pur performanti Stati Uniti d’America.

LogoConsorzioProsecco

“Il 72 % dell’intera produzione di Prosecco Doc – prosegue il Direttore  Luca Giavi – viene lavorato come “spumante”, il restante 28%, quindi meno di un terzo,  viene realizzato nella più semplice versione “frizzante”. In Germania si verifica un fenomeno controtendenza rispetto agli altri mercati.

Mentre in  Italia e nel resto del mondo si privilegia la qualità spumante, in Germania si consuma soprattutto frizzante tanto che il 61% della quota export destinata ai tedeschi consiste in Prosecco con il tappo raso e solo il 7  % in versione spumante con tappo a fungo. Le ragioni di tale scelta non sono tanto legate a un fattore culturale quanto al fatto che il Prosecco frizzante non è soggetto alla penalizzante accisa di 1,02 € che incide invece su ogni bottiglia di Prosecco che varca il confine con il tappo a fungo”.

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2 commenti

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2 commenti

  1. alessandro

    marzo 15, 2015 alle 8:27 pm

    Parlando di Germania, presso la grande distribuzione il prosecco parte dai 5,5 euro per le marche sconosciute per arrivare ai 13 o 14 euro per le marche piu famose (mionetto o zonin). In enoteca, a spanne, si vende a circa 10 / 15 euro.
    alcune considerazioni generali e personali:
    1) Basarsi solo sul prezzo di vendita, senza guardare i costi, ha poco senso. Se vendo a 8 euro una bottiglia che mi costa 3, direi che va bene
    2) cercare di vendere il franciacorta in germania ai prezzi a cui e’ venduto in italia, credo sia una battaglia persa in partenza. A quei prezzi (diciamo tra i 12 e i 20 euro) si trovano buoni cava, che hanno un nome e una buona reputazione. Il metodo classico italiano in germania ( ferrari a parte) e’ pressoche sconosciuto
    3) non traggano in inganno eventuali statistiche che parlano di metodo classico italico in germania. La stragrande maggioranza e’ venduta a ristoranti italiani, non a enoteche o gdo, dove il tedesco tipico va per il cibo e poi, by chance, si trova offerto un metodo classico. Ma a quei prezzi, ritengo improbabile lo richieda in enoteca
    4) il prosecco in germania e’ visto come vino da tutti i giorni, conosciutissoimo, considerato di media qualita’ e comunque superiori ai numerosi sparkling wine locali, tipicamente a base riesling. Mi verrebbe da dire un vino che gode di buona salute

    • redazione

      marzo 15, 2015 alle 9:04 pm

      pubblico il suo commento solo per invitarla nuovamente a stare alla larga. Le ho già detto che i suoi commenti sono sgraditi (a me, padrone di casa) e quindi i futuri eventuali suoi interventi verranno regolarmente cestinati qualsiasi cosa possa dire. Siamo stati così bene in questo periodo di sua assenza dal blog, continui così e commenti pure altrove…
      Il suo antifranciacortismo a prescindere é come sempre stucchevole, noioso, déja vu.
      p.s.
      vivere in Germania non le ha insegnato che Germania, (Deutschland) si scrive con la G maiuscola e non minuscola come lei ha scritto due volte?

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