Se la Franciacorta è Italian Excellence qualcuno deve dimettersi

Dimissioni

Non è tollerabile la presenza nel Cda del Consorzio di un’azienda i cui vini finiscono sullo scaffale a 3,99 euro

L’ho già annunciato nei commenti che hanno fatto seguito a questo post, dedicato ad una storia che ancora oggi a ripensarci, a me che non sono franciacortino di nascita, ma solo milanese residente a Bergamo, ma che la Franciacorta penso di conoscerla e amarla profondamente, forse più di alcuni attori, un po’ disinvolti, della filiera franciacortina, fa girare tremendamente le scatole.

La storiaccia brutta di un Franciacorta Docg, prodotto da un’azienda associata al Consorzio, anzi di un’azienda un cui rappresentante fa parte del Cda (uscente, a maggio ci saranno nuove elezioni) del Consorzio, finito misteriosamente sullo scaffale, in un supermercato pugliese, al prezzo, disonorevole, di 3,99 euro.

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Come ho scritto nei commenti, ritengo insostenibile l’attuale presenza nel Cda del Consorzio Franciacorta del rappresentante di quell’azienda il cui vino è stato così brutalmente svenduto e svilito, portando un clamoroso danno d’immagine e di credibilità all’immagine della Franciacorta e del Franciacorta Docg, perla del metodo classico italiano.

Come già detto a chiare lettere, il sottoscritto ritiene doverose le dimissioni, immediate, di questa persona. Nulla di personale, ma è una questione di principio, di credibilità. Di dignità.

FranciacortaItalianexcellence

Così quando ieri mattina, giovedì 12 marzo, in una solare Milano città europea, capitale economica e morale d’Italia, recandomi a Palazzo Serbelloni (l’ex sede del Circolo della Stampa) sede della prestigiosa Fondazione Serbelloni, per una memorabile presentazione di grandi vini siciliani, opera di un’azienda siciliana esemplare, mi sono imbattuto in questo gigantesco manifesto (vedi foto) che campeggiava in Corso Venezia, a poca distanza da un prestigioso nuovo ristorante con respiro e ambizioni europee, l’incazzatura solenne è tornata a farsi sentire. E a superare l’emozione, profonda e sincera, per quanto leggevo.

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E allora, boia fauss!, mi sono detto: se davvero Franciacorta è Italian Excellence come si legge, se è Official sparkling wine sponsor of Expo Milano 2015, se il suo Consorzio, nato nel 1990 e presieduto nel tempo da fior di galantuomini (ricordo con affetto e venerazione Paolo Rabotti e Giovanni Cavalleri) e diventato, lo posso dire con cognizione di causa, una case history esemplare nella storia dei Consorzi vinicoli italiani, è, così leggo sul megaposter, Blend of passions, ovvero Unione di passioni, e aggiungerei io di grandi risultati raggiunti, di ambizione di fare bene e sempre meglio, di volontà di distinguersi nel mondo, variegato, del metodo classico italiano, allora è inconcepibile che nel suo Cda resti il rappresentante di quell’azienda che oggettivamente, con quella bottiglia finita sullo scaffale a 3,99 euro, ha gettato fango sulla Franciacorta tutta.
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Un’azienda, nulla di personale contro di essa, conosco i proprietari, sono sicuramente brave persone, ma i loro vini non mi piacciono, e tutte le volte che li ho assaggiati non mi hanno quasi mai convinto (ho scritto di loro una sola volta, nel gennaio 2011, poi ho preferito stare zitto, tanto di buoni Franciacorta la Franciacorta è comunque piena…), che ha già avuto altri simili “incidenti di percorso”, come scrivevo il 10 dicembre 2012 qui.

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Azienda che è quantomeno sfortunata, visto che talvolta finisce nel ciclone per una politica dei prezzi non proprio in linea con quanto ha scritto a fine 2014 il presidente in carica del Consorzio Maurizio Zanella, annotando in maniera chiarissima: “richiamo tutti gli associati ad un maggior senso etico nel rispetto e nella valorizzazione del Franciacorta, evitando facili scorciatoie che nulla portano in valore aggiunto alla nostra Denominazione e che recentemente – anche se in rarissimi casi – hanno gettato ombre sul lavoro sinergico della stragrande maggioranza di noi produttori che, rubando l’espressione ad un nostro collega, “si spaccano la schiena per fare vini buoni”.

Allora, in estrema sintesi, e prego cortesemente l’azienda a non costringermi a fare il suo nome, del resto ormai chiaro a tutti (avviso ai lettori: in eventuali commenti che ne riportassero il nome, per ora ho deciso di eliminarlo, quindi inutile farlo…) invito, ovviamente a titolo assolutamente personale, come osservatore e commentatore di lunga esperienza e con un certo seguito, l’azienda in oggetto a prendere velocemente la decisione che avrebbe già dovuto prendere. Ovvero dimissioni del suo rappresentante dal Cda del Consorzio.

Dimissioni

Se così non sarà, a rischio di diventare monotono e ripetitivo, questo blog indipendente, amico della Franciacorta ma non miope, e non certo disposto ad essere “complice” di chi oggettivamente la danneggia, continuerà a ripetere, giorno dopo giorno, anche in pieno Vinitaly, DIMISSIONI!
Uomo (o donna) avvisato…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

39 commenti

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39 commenti

  1. Mario Falcetti

    marzo 13, 2015 alle 8:59 am

    grazie franco. grazie per la tua passione, per il tuo ardore, per la tua voglia di “pulizia” a favore della e del Franciacorta. Ma non scandalizzarti, la connivenza è ben maggiore di quello che puoi pensare. A presto. Ti aspetto a Vinitaly per levare un calice.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 9:21 am

      Mario se c’è davvero connivenza,ora e sempre resistenza!

  2. gigione

    marzo 13, 2015 alle 9:17 am

    Concordo pienamente con l’analisi di Ziliani e lo invito a continuare questa battaglia.
    Lo dico da bresciano e da amante della Franciacorta. Se si vuole fare passare il connubio Franciacorta -> eccellenza italiana, credo che il Consorzio debba vigilare e agire con durezza in caso di episodi simili che sviliscono le fatiche di un lustro. Senza una politica di questo tipo continueremo a vedere la casalinga di Voghera (senza nessuna offesa per gli abitanti di Voghera) che al supermercato indugerà tra una bottiglia di “frizzante franciacorta” a 3.99 euro e una di cinzano a 5.99 euro. Credendo di comprare lo stesso prodotto.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 12:10 pm

      voglio precisare che questa mia presa posizione non intende in alcun modo e indirizzarsi o fare pressione sul Consorzio Franciacorta, per il quale tutti i soci, basta che siano in regola con tutti gli adempimenti, sono uguali.
      Da me totale rispetto per le scelte, l’autonomia, ecc. del Consorzio e dei suoi responsabili, dall’A.D. al Presidente ai vice presidenti. Questo sia chiaro a tutti.
      Il mio appello, di buon senso, dal profondo del cuore, scritto dopo mille riflessioni e con molta amarezza, é solo a quel produttore e al suo rappresentante nel Cda del Consorzio, che se davvero, come mi ha detto al telefono il patron dell’azienda, ha a cuore il bene della Franciacorta, deve fare una sola cosa, dimettersi non dal Consorzio ma dal Cda.
      Sarebbe un gesto che credo apprezzerebbero in tanto e che renderebbe onore a chi avesse l’intelligenza e la dignità di prenderla.

  3. gigione

    marzo 13, 2015 alle 9:17 am

    PS per Ziliani…sara’ al Vinitaly il lunedi?

  4. Gugge

    marzo 13, 2015 alle 12:17 pm

    Egr. Ziliani,
    Mi indica ove nello statuto del consorzio e’ definito il prezzo minimo di vendita, scaffale o franco cantina, degli aderenti?
    La sua e’ una guerra contro i mulini a vento che sta diventando spiacevolmente stucchevole.
    Non creda che sia l’unica cantina a svuotare i magazzini con tali scelte strategiche, diciamo che non e’ stata abbastanza avveduta. Infatti leggendo il commento del sig. falcetti ne deduco che tutti sanno e tutti fanno.
    Ossequi in attesa dell’articolo nello statuto.
    Gugge

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 12:55 pm

      francamente, Gugge, di quello che dice o non dice lo Statuto del Consorzio in materia di “prezzo minimo di vendita, scaffale o franco cantina, degli aderenti”, io me ne frego.
      Se questa mia battaglia stia diventando “stucchevole” lo lascio decidere ai lettori. Intanto ho “intascato” una serie di mail di produttori franciacortini, seri e rappresentativi, che mi dicono grazie per questa mia battaglia. E questo mi basta e avanza. E mi basta ricordare quanto ho riportato nel mio post e ripeto per le zucche vuote ed i sordi che non vogliono sentire come lei (dov’é finito Zakk? Morto? Ne ha raccolto lei il testimone?) ovvero un pronunciamento chiaro in materia di prezzi bassi e di svendite espresso non da me, ma dall’attuale Presidente del Consorzio, Maurizio Zanella (conosce?), che a fine 2014 ha detto: “richiamo tutti gli associati ad un maggior senso etico nel rispetto e nella valorizzazione del Franciacorta, evitando facili scorciatoie che nulla portano in valore aggiunto alla nostra Denominazione e che recentemente – anche se in rarissimi casi – hanno gettato ombre sul lavoro sinergico della stragrande maggioranza di noi produttori che, rubando l’espressione ad un nostro collega, “si spaccano la schiena per fare vini buoni”.
      Se lei la capisce bene, se non la capisce io vado avanti lo stesso. Hasta la victoria siempre!
      Il che, detto da uno di destra come me…

  5. fabry

    marzo 13, 2015 alle 2:53 pm

    Quindi il discorso é: O ti dimetti o ti sputtano scrivendo il nome? Io ho capito questo dal suo post e se fossi l’interessato mi incazzerei a morte….contando che il consorzio non parla di prezzi é una cosa assurda questa presa di posizione.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 3:13 pm

      il suo commento mi fa pensare di essermi espresso non con sufficiente chiarezza. E di aver indotto con le mie parole ad equivocare. Io faccio il giornalista, il commentatore di cose vinicole, non faccio il delatore e la spia, anche se il nome di quell’azienda che, IMHO, secondo me, NON PUO’ rimanere nel Cda del Consorzio Franciacorta, é un segreto di Pulcinella e lo conoscono tutti.
      Il nome di quell’azienda su questo blog, a firma mia e nei commenti, non uscirà mai.
      Confido nella dignità, nell’attaccamento alla sua terra, di quel produttore, che prima di incazzarsi a morte con me (ma lunedì sera al telefono era tutto miele e gentilezze: “la prego Ziliani, confido in lei, cerchi di capire”, ecc…) dovrebbe FARE LA COSA
      GIUSTA: DIMETTERSI.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 3:15 pm

      una domanda fabry: che idea ha lei della stampa, del suo ruolo, della sua libertà?
      Che idea ha lei del diritto di opinione?
      Che stravagante concezione alberga in lei del sacrosanto diritto di critica?
      Mi faccia capire… perché mi pare di capire che lei pensi ad una stampa in ginocchio e asservita. Nel mio caso é totalmente fuori strada.
      Io non faccio parte di quella stampa, che pure esiste, nel mondo del giornalismo del vino e del giornalismo tout court…
      Se lo metta chiaro in testa…

  6. fabry

    marzo 13, 2015 alle 4:56 pm

    Se pensassi minimamente che lei non sia un giornalista indipendente da certe logiche non la seguirei neanche e men che meno commenterei.
    Sorvolando sul fatto che se il consorzio non fissa prezzi, neanche consigliati, nulla si può dire a nessuno riguardo la questione, si può dedurre dalla faccenda che il produttore si trovi in una situazione di necessità. Magari economica o forse solo di spazio.
    E poi nel post scrive che i prodotti di quell’azienda non sono poi molto buoni, affermando che tempi addietro ne scrisse anche. Ma allora perché criticare se vende un prodotto scadente a prezzi scadenti? Se lo vendesse a 30 euro lei chiederebbe le dimissioni? É qui che sta la contraddizione a parer mio. Come le scrissi qualche post fa, il vero danno lo crea e sul serio, chi vende prodottaci a una follia.
    Comunque la mia stima per lei é sincera e non sotto intendo nulla quando scrivo qui.
    Se volessi darle del venduto lo farei senza problemi.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 5:03 pm

      Grazie!
      La contraddizione del mio scrivere é apparente, perché i vini non mi piacciono, ma quella volta, quel Franciacorta, degustato alla cieca mi piacque abbastanza e allora ne scrissi….
      Lo capiscono anche i sassi che in Franciacorta, come in ogni altra zona, ci sono tante aziende che hanno prodotto troppo, che hanno un’offerta superiore alla domanda. Ma questo non giustifica lo svaccamento dei prezzi.
      Confermo: DIMISSIONI SUBITO!

  7. fabryrosa

    marzo 13, 2015 alle 6:08 pm

    Per coerenza dovrebbe dire quale sarebbe la sua alternativa, una sorta di governo ombra

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 7:12 pm

      ma lei ha bevuto troppo Prosecco per dire queste cose? Io non propongo un tubo, non voglio sostituirmi a nessun Consorzio, non voglio governare alcunché! Lei fantastica, divaga, inventa: io mi limito a fare il commentatore di cose vinicole, il cronista del vino e, secondo me, un’azienda che é stata protagonista, suo malgrado, voglio provare ad essere garantista, di un incidente di percorso del genere non può e non deve sedere nel Cda del Consorzio. Non si vogliono dimettere? Affari loro… Ma se pensano di mettermi la museruola e il silenziatore, pie illusioni. DIMISSIONI!

  8. Gugge

    marzo 13, 2015 alle 6:08 pm

    Le hanno scritto in tanti, di produttori?
    E perche non su questo blog? ( cosi alziamo il numero di clic!)
    L’unico che ammiro, anche se i suoi vini non mi aggradano, men che meno quando li trovo sui scaffali della gdo, e’ il sig. Salcetti ops Falcetti. ( ps simpatico il libro sul salcetti), chapeu all’uomo.
    ziliani al vinitaly un saltino allo stand franciacorta pensa di farlo?

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 7:15 pm

      allo stand Franciacorta trascorrerò un po’ di tempo sicuramente: in Franciacorta ci sono tanti produttori amici che mi conoscono e mi stimano. Ma al Vinitaly passerò sicuramente allo stand del Trento Doc, andrò a trovare produttori di tutta Italia, accompagnerò colleghi stranieri ad assaggiare cose che credo interessanti?
      In quanti mi hanno scritto per complimentarsi con il mio post? Che pretese! Cosa vuole, anche il mio IBAN, il numero di telefono della mia Lei, una mia foto in deshabillé?
      Ma mi faccia il piacere!…
      Quanto a Falcetti: tanto di cappello di fronte al coraggio civile di quell’uomo, prima che bravo produttore. Chapeau Mario!

  9. Gugge

    marzo 13, 2015 alle 7:35 pm

    Ma lei e’ quell’attimo egocentrico?
    Se rilegge, il significato e’ perche’ i produttori non hanno scritto qui invece che chiamarla in privato.
    E non altro.
    Buon vinitaly…. Ma il mondo del vino e’ al prowine.

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 7:39 pm

      no Gugge, ho il dono di quella cosa, chiamata cervello, di cui quelli come lei, purtroppo per loro, sono privi…
      Vada pure a Prowine, vada dove diavolo vuole, ha la mia “benedizione”…
      Perché i produttori non commentano qui lo capirebbe anche un bambino. Ma lei non ci arriva. No brain…

  10. GiovanniP

    marzo 13, 2015 alle 9:31 pm

    Scusi Ziliani, ma se si tratta di una questione di principio perchè non ha chiesto le dimissioni del rappresentante della piú grande azienda franciacortina dal cda del Consorzio quando, con numeri ben più significativi e visibilità infinitamente superiori, qualche mese fa il loro Franciacorta brut è stato proposto a 6,89€ a bottiglia in una delle piú importanti catene della GDO?

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 11:15 pm

      le rispondo con una battuta: può uno Ziliani prendersela con degli Ziliani (che non sono assolutamente miei parenti)? Li può criticare, come ho fatto, ma con una forma di sacro rispetto per quello che Lui, il grande Franco Ziliani, l’uomo che ha “sognato” e inventato la Franciacorta e fatto grande la Guido Berlucchi, rappresenta e rappresenterà sempre. E nello scriverlo mi alzo in piedi e m’inchino di fronte ad un mito, una leggenda, una persona che ho la fortuna di conoscere da tanti anni. E alla quale, posso dirlo?, voglio bene. In questo caso, nel caso del Franciacorta a 3,99 euro, siamo di fronte ad un’azienda delle tante, ad un’azienda qualsiasi, che non segnerà certo la storia della Franciacorta e del Franciacorta. Nessun timore reverenziale: DIMISSIONI

  11. mario falcetti

    marzo 13, 2015 alle 10:23 pm

    Preciso… Tutti sanno. Nel senso che chi lavora per portare sempre piu’ in alto la e il Franciacorta e’ costretto a fare i conti con i pirati del prezzo basso. Ma non tutti fanno. Nel senso che c’e’ chi mantiene una condotta etica. E la mia azienda e’ sicuramente tra queste. Il distinguo e’ d’obbligo. Non ci sto ad essere accomunato ai pirati. Franco continua a denunciare. Prima o poi il vento cambiera’. Confidando nel rinnovo del cda….

    • redazione

      marzo 13, 2015 alle 11:19 pm

      Grazie Mario, hombre vertical, esempio di dignità e di coraggio. Hai usato parole forti, forse eccessive, ma é certo che il danno d’immagine portato alla “nostra” Franciacorta da quel prezzaccio, é fortissimo. Giusta quindi la tua, la mia indignazione. E quella di tanti produttori, che non si manifestano qui, ma che si sono manifestati con me, che la pensano come noi e soffrono, perché é una vera sofferenza vedere certe cose, per questo “incidente di percorso”. Alla vigilia del Prowein e di Vinitaly… 🙁
      Come dicono a Napoli “adda passà ‘a nuttata”…

  12. Luca

    marzo 14, 2015 alle 10:07 am

    Ho trovato un franciacorta “delle Rose” a 2,90€. Come faccio a mandare la foto ?

  13. Mister

    marzo 14, 2015 alle 3:12 pm

    Ecco come stanno le cose: Franciacorta ultra blasonati, con prezzi folli e che se la tirano, ma con i magazzini strapieni, costretti a camuffarsi per svendersi perché, ai prezzi originari (e non solo), nessuno se li fila. Molto meglio la coerenza di chi produce Prosecco che almeno non se la tira e lo vende (tanto) al prezzo corretto. Infatti, questi fanno 320 milioni di bottiglie vendute (2014) che diventeranno 400 nel 2015…

    • redazione

      marzo 14, 2015 alle 10:56 pm

      Governatore Zaia mitico “propagandista del Prosecco” anche lei lettore di questo blog??? Non e’ Zaia? Strano, i toni trionfalistici filo Prosecco a oltranza mi sembravano i suoi…! Mi saluti
      Tosi e un bacio alla nuova governatrice, la bella
      Alé Moretti..

  14. Gugge

    marzo 14, 2015 alle 8:28 pm

    Oggi trovato solito franciacorta nologo.
    Imbottigliato a cellatica.
    Un po’ caro.
    5,90

    • redazione

      marzo 14, 2015 alle 10:52 pm

      Ma che, sono impazziti? Cosa credono di essere,un Trento DOC? E abbassino quei prezzi, seguano il grande “esempio” del “glorioso” 3.99 dell’impunito che non si vuole dimettere e non ha dignità’!

  15. Carlo Pietrasanta

    marzo 15, 2015 alle 12:24 am

    Caro Franco, quello che dice il comune amico Mario Falcetti e’ tristemente vero i modi si svuotare le cantine a prezzi di costo o con minimi margini ci sono:
    Declassamento a Vsq
    Bolla e fattura di quanto ordinato e altrettanto con altra bolla e fattura omaggio .
    Penso che molti dovrebbero fare un passo indietro o altrimenti rimanee tutti li.
    In Franciacorta ma restando in Lombardia non solo li si devono fare molte riflessioni.
    Proviamo a vedere i numeri veri di produzione tiraggio e giacenze nel medio periodo 8/10 anni e gurdiamo al prezzo delle uve.
    Altra considerazione da fare sui vini LOMBARDI e FRANCIACORTINI che se togliamo il Lugana all’estero contiamo veramente poco.
    Concludo sulla pubblicita che hai visto nella nostra Milano, la settimana scorsa su radio24 andavano quasi in secuenza la pubblicita della Franciacorta DOCG e del Prosecco DOCG se uno era non totqlmente attento comesono tutti quelli he ascoltano la radio quello che si capiva che entrambi sono le uniche bollicine diExpo , se sono due non sono uniche .
    Come siamo indietro anni luce dai cugini ……….
    Ti aspetto a Vinitaly

    • redazione

      marzo 15, 2015 alle 1:27 am

      Caro Carlo grazie delle tue riflessioni… Sono felice di averti conosciuto tanti anni fa nell’amatissima San Colombano… Vediamoci presto. Un forte abbraccio

    • redazione

      marzo 15, 2015 alle 2:45 pm

      Caro Carlo e cari lettori di questo post. Una piccola informazione.
      L’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, ha la bontà di leggermi. E ha letto questo post dove chiedo, e lo ribadisco, CHIEDO LE DIMISSIONI dal Cda del Consorzio Franciacorta del rappresentante di quell’azienda il cui vino é finito sullo scaffale al prezzo insultante, per un Franciacorta, di 3.99 euro. Mi ha già espresso, e me lo tengo per me ovviamente, il suo punto di vista.
      E magari domani sarà più loquace con me, quando lo incontrerò di persona allorché interverrà, ci tiene ad esserci e a salutare il grande esperto inglese che viene a degustare vini lombardi, alla degustazione di una trentina di “bollicine” dell’Oltrepò Pavese che faremo presso un’azienda oltrepadana domani mattina, come ho raccontato qui: http://www.lemillebolleblog.it/2015/03/15/bel-colpo-degli-amici-di-wine-not-italy-domani-tom-stevenson-degustera-in-oltrepo-pavese-grazie-a-loro/
      Voglio capire meglio come vedono in Regione Lombardia, all’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia, questa strana e preoccupante deriva dei prezzi che coinvolge l’amatissima Franciacorta.
      P.S.
      L’Assessore, che é la prima volta che incontrerò (e non ho mai votato la sua parte politica) é mantovano di nascita, io milanese residente a Bergamo: mi sa che alla Franciacorta vogliamo più bene noi di taluni franciacortini…
      Anche il presidente del Trento Doc é mantovano e non trentino e lui avrebbe davvero a cuore le sorti del Trento Doc… Più di taluni protagonisti born in Trentino…

  16. Zakk

    marzo 17, 2015 alle 12:38 pm

    Ziliani scusi la latitanza, ma ero impegnato all’estero… Sa, devo anche lavorare 🙂
    Senza che passi per una provocazione, ma cosa deve fare in’azienda che ha molto invenduto e molte fatture da pagare? Quando si fanno male i conti purtroppo certe decisioni sono da prendere. Altrimenti si chiude, i fornitori restano con un palmo di naso e i dipendenti diventano disoccupati. Abbia pazienza, ma ci sono cose ben peggiori che il prezzo basso del Franciacorta, il mercato è giudice imparziale ed evidentemente più di tot bottiglie a prezzi “giusti” non riesce ad assorbire per cui certi franciacorta possono, devono essere proposti a determinate cifre e stop.

    Oppure bisogna tenere la linea secondo la quale il franciacorta è un’eccellenza e l’azienda in questione è una benefattrice che rende disponibile alle tasche di tutti questa eccellenza.

    Una domanda: lei che conosce Zanella potrebbe chiedere a lui che vena formulata dal consorzio una cifra secondo la quale non si inficia l’immagine della Franciacorta? Una cifra che tenga conto di parametri quali il periodo di permanenza sui lieviti, il tipo di confezionamento, della resa per pianta (x ettaro poco importa se non si conosce il numero di piante/ha).

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 1:36 pm

      come diceva Indro Montanelli di Amintore Fanfani (sa di chi parlo? dubito…) Rieccolo!
      Assolutamente non rimpianto da nessuno, tanto meno da me (ma sostituito da tale gugge: uno che sembra esserne la copia spiaccicata) ecco a noi, purtroppo, Zakk
      Le risposte saranno telegrafiche (non intendo più perdere tempo con la sua persona).
      Cosa deve fare un’azienda che si trovi nelle condizioni da lei descritte non sarò io a doverlo dire. Io faccio il giornalista, indipendente, e non sono un consigliere di marketing o di tecniche di vendita. A ognuno il suo.
      Se il vino di un’azienda, nella fattispecie un Franciacorta, finisce malauguratamente, per colpa del destino cinico e baro, sullo scaffale a 3,99 euro, ho già detto cosa deve fare quell’azienda, se il caso vuole che un suo rappresentante sia membro del Cda del Consorzio stesso. DIMETTERSI. E ALLA SVELTA. Non lo intende fare? I produttori che aderiscono a quel Consorzio non ritengono di dover fare un pubblico appello invitando quell’azienda ad andarsene, minacciando in caso contrario di dimettersi loro in massa? Problemi loro e delle loro coscienze. Mi auguro che quell’appello non lo firmino per scarso coraggio, non perché hanno magari qualche scheletrino nell’armadio che prendendo pubblica posizione potrebbe eventualmente saltar fuori…
      Quanto al chiamare in causa il Consorzio, lei era all’estero e non mi ha letto. O ha letto e fa, cosa che le riesce alla perfezione, il finto tonto.
      Mi guardo bene dal chiamarlo in causa e dal dire ai suoi responsabili, presidente e amministratore delegato in primis, cosa dovrebbero fare. Lo sanno bene loro e non devono rendere conto a me e io, che faccio il giornalista indipendente, devo guardarmi bene, cosa che sbagliando in buona fede e per amore della causa franciacortina, magari ho fatto in passato, dal chiedere una loro risposta, un loro intervento.
      Quella cifra di decenza non c’é bisogno di indicarla e fissarla per statuto: sta nella dignità, nel buon senso, nel rispetto del lavoro altrui, nell’amore per la Franciacorta che dovrebbe animare tutti i produttori franciacortini. Nessuno, compreso il signore da 3.99 euro sullo scaffale presente nel Cda consortile, escluso.
      P.S.
      Si risparmi altre repliche. Verranno prontamente cestinate. Questo é diventato un blog “zakk-free”.

  17. Zakk

    marzo 17, 2015 alle 7:52 pm

    Mitico, zakk-free. Si vede che ho acquisito importanza 🙂
    Guardi Ziliani, io capisco perfettamente che “svaccare” i prezzi non faccia bene all’immagine di una zona vitivinicola, ma tra l’immagine offuscata e gente senza lavoro, abbia pazienza, il male minore è certamente svendere e recuperare liquidità, pagare le ri.ba ai fornitori e gli stipendi ai dipendenti. E magari dalla prox vendemmia cercare di fare meno bottiglie e di qualità piu alta per poter esigere ed ottenere prezzi più alti.
    Che lei non debba indicare soluzioni, ma fare il lavoro di giornalista, mi sembra lapalissiano. Che il consorzio non possa essere sollecitato da chi fa il suo lavoro a “suggerire” una cifra “etica” con Monsieur de Lapalisse invece credo non abbia a che fare per niente. Sarebbe bello capire qual è il limite della decenza.

    Buon vinitaly (e manifetsazioni parallele) a tutti

    • redazione

      marzo 17, 2015 alle 8:58 pm

      mi rimangio una promessa, quella di non pubblicare più suoi commenti, ma lo faccio solo per replicare ad una sua osservazione non banale: temo che il “limite della decenza” si sia perso, ahimé. E ho paura che ne vedremo ancora delle “belle”, si fa per dire…
      Quanto al suggerimento della “cifra etica” lascio a lei il piacere di farlo. Io faccio il giornalista, non l’uomo d’affari e non ho la presunzione di voler indicare al Consorzio, il cui lavoro rispetto, cosa debba fare.

  18. Zakk

    marzo 18, 2015 alle 8:56 am

    Ma è ovvio che non è ne lei ne i suoi colleghi e tanto meno io (che sono Zakk 😀 ) a dover indicare un minimo “accettabile”, ma sollecitare un consorzio anche in modo indiretto con articoli credo che possa essere fatto proprio da chi scrive e mastica di vino in modo professionale.

    • redazione

      marzo 18, 2015 alle 9:12 am

      Questi miei sofferti articoli vogliono essere un contributo utile ad un dialogo che non può’ mancare e a cui nessuno può’ sottrarsi. Consorzio e suo CDA compresi

  19. Pingback: Finisce a prezzi stracciati anche negli States una sfortunata azienda italiana | Blog di Vino al Vino

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