Brut Nature Terzavia Marco De Bartoli

Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: classico
Uvaggio: Grillo
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


BrutTerzavia
Chi sia stato Marco De Bartoli, quale enorme, imprescindibile, straordinaria figura sia stata per il mondo del vino siciliano, per l’universo di quel vino magico e unico, quel patrimonio mondiale dell’umanità enoica che è il Marsala, e quale vuoto immenso, incolmabile abbia lasciato con la sua scomparsa, nel 2011, a soli 66 anni, lo sanno anche i sassi.

Ma molti dimenticano che quell’uomo stupendo al quale Attilio Vinci ha dedicato un libro che vale la pena di cercare, di leggere e rileggere, ci ha lasciato “in eredità” tre figli meravigliosi, Renato, Sebastiano e Josephine, che mandano avanti, in piena sintonia, l’azienda di famiglia, ognuno con le proprie inclinazioni ed i propri estri, dando a quanto il grande padre creò un futuro, pieno di intuizioni, sviluppi, innovazioni.

Nella gamma dei vini prodotti il Vecchio Samperi ed i Marsala sono centrali, ma hanno visto l’affiancamento di stupendi vini fermi autoctoni, base Grillo, Catarratto lucido, Grillo e Zibibbo, un Grillo speciale, selezione, Grappoli del Grillo, di cui parlerò presto, e in rosso un Pignatello (o Perricone). E poi, ovviamente, i vini di Pantelleria, Pietranera e Bukkuram.

Ma uno dei figli, Renato, il maggiore ha avuto una pensata un po’ pazza e si è inventato un terzo modo di proporre il vino da uve Grillo, quell’uva da cui nascono, ne ho scritto oggi sul Cucchiaio, vini magici, non solo come il Marsala, o come il vino bianco secco, ma come “spumante”. Metodo classico, ça va sans dire, con il brand innovativo Terzavia.

E qui mi corre obbligo citare un esemplare articolo di Carmelo Corona, pubblicato su un sito Internet che non amo, dove Renato De Bartoli, il figlio maggiore, spiega come la sua idea di metodo classico ”parte da un ragionamento ben preciso: la maggior parte delle basi spumante prodotte per il metodo classico dalle varie aziende (comprese le grandi maison della Champagne) sono, per la maggior parte, il risultato di rigorose “fermentazioni sul pulito”, spinte microfiltrazioni, ed altri interventi enologici che portano alla fine a basi spumante decisamente snaturate, mortificate da tutti i punti di vista.

Da qui la scelta (obbligata!) da parte dei produttori di prolungare l’affinamento sui lieviti per conferire al prodotto quelle sfumature e caratteristiche di complessità che vengono normalmente ricercate in una bollicina da metodo classico. Il mosto che da origine al suo vino base non subisce filtrazioni di alcun genere e viene fermentato con l’ausilio dei lieviti naturalmente presenti”.

E così Marco De Bartoli, pardon, Renato, tenendo come parola d’ordine il motto Radici in evoluzione, si è inventata la sua terza via nel metodo classico, con un Grillo in purezza, un Brut Nature, prodotto dal 2008, da un vigneto di nove ettari di 26 anni, 3500 ceppi ettaro posto nel territorio di Contrada Samperi, Marsala. Piante a controspalliera Guyot. Terreno calcareo di medio impasto tendente al sabbioso, pianeggiante, 40 ettolitri di resa per ettaro.

Le uve, raccolte a fine agosto vengono raffreddate e sottoposte a una selezione dei grappoli. Segue una pressatura soffice diretta delle uve e, dopo la decantazione spontanea del mosto, si attende l’avvio della fermentazione in vasche di acciaio, per poi continuare in fusti di rovere francese da 500 e 225 litri a temperatura controllata in maniera indiretta (climatizzazione dell’ambiente). La fermentazione è operata da lieviti indigeni (naturali) e con un impiego minimo di solfiti.

Tiraggio di mosto fresco aggiunto al vino in quantità proporzionali tali da diluire il tenore in alcool e apportare la quantità di zucchero (naturale) necessaria alla presa di spuma. L’apporto di zuccheri non supera il 15%. Il 50% del vino affina 12 mesi in acciaio, mentre il restante 50% affina in barrique e tonneau di rovere francese, sui propri lieviti. Almeno 18 mesi in bottiglia sempre sui propri lieviti. Non dosato.
TerzaviaBrut

Il mio campione da uve dell’annata 2011 ha avuto il suo tiraggio nel settembre 2012, e trascorsi 18 mesi in bottiglia ha avuto la sua sboccatura a partire da febbraio 2014, per 11 mila esemplari prodotti.

Renato, che è l’enologo di famiglia, suggerisce di abbinarlo ad antipasti a base di crostacei o, a tutto pasto, sia con piatti della tradizione siciliana o con tartare di pesce, specie se di tonno rosso del Mediterraneo condito con pepe nero, sale delle saline di Trapani e timo fresco, ma voi anche se non avete la fortuna di disporre di questo ben di Dio made in Trinacria abbinatelo a quello che estro vi comanda, meglio che sia pesce, e vedrete che questo “Marsala con le bollicine” (concedetemi di chiamarlo così..) non vi tradirà e vi regalerà gioia e gusto, con la sua idea del Dosaggio Zero made in Sicily.

Meraviglioso il colore, un paglierino oro antico carico, con sfumature leggermente verdoline, perlage sottile e vivace, e subito un naso che vi “aggredisce”, ma soavemente, per la sua complessità, carico, “concettoso”, intrigante, fittissimo, con note in continua variazione di lievito di birra, frutta secca, albicocca candita, fiori bianchi secchi, agrumi, liquirizia in bastoncino, non nera, pietra lavica, fieno, sfumature di agrumi e miele e frutta esotica, soprattutto mango.

La bocca è secchissima, quasi tagliente come un bisturi liquido, di gran nerbo, ma ampia e calda, di salda struttura, decisamente vinosa, piena di sapore, avvolgente, di un’invadenza quasi mediterranea, lunghissima. Anche questo è il Grillo, anche questo è un modo di onorarne la grandezza e di ricordare quell’uomo speciale che fu (ed è nei nostri ricordi, nel nostro pensiero) Marco De Bartoli…

Marco De Bartoli
Contrada Fornara Samperi, 292
91025 Marsala (TP)
Tel. 0923/962093
Fax 0923/962910
info@marcodebartoli.com
http://www.marcodebartoli.com/

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

11 commenti

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11 commenti

  1. benux

    febbraio 25, 2015 alle 8:47 am

    Vino molto interessante come scritto la volta scorsa assolutamente da provare.

  2. magnum

    febbraio 25, 2015 alle 11:26 am

    Posso scherzosamente “esaltarmi” con gli amici sostenendo di aver solleticato la sua cusiosità con la domanda riguardo questa splendida bottiglia nel commento al post sull’Etna Gran Tour ?
    off record: dove si può trovate a MI/lombardia, io sono riuscito a gustarla solo in sicilia
    grazie e cordialità

    • redazione

      febbraio 25, 2015 alle 11:29 am

      lei puo’ tutto magnum! per la reperibilità qui in Lombardia le consiglio di scrivere in azienda. A me é arrivata a casa direttamente dal produttore (il solito privilegiato…).
      Se le dicessi cosa mi é arrivato stamattina… Minchia!

      • Timothy

        febbraio 25, 2015 alle 2:08 pm

        Ho bevuto recentemente il Metodo classico in questione a Milano. Avrei piacere di segnalare l’enoteca a “magnum”. Chiedo il permesso all’autore di questo spazio di pubblicare il nome del locale o eventualmente di avere un contatto privato.
        Altrimenti amen, chiedere in azienda!

      • magnum

        febbraio 25, 2015 alle 3:04 pm

        Non è giusto lasciare così “sadicamente” in sospeso la curiosità di un appassionato bevitore nato sotto le Prealpi ma con sangue triancre nelle vene …. che sempre sottolinea gli assaggi dei grandi vini siciliani con la stessa espressione idiomatica usata da lei.
        Dovremo assaltare a mo’ di antichi corsari i corrieri diretti a casa Ziliani o solo aspettare i prossimi post?

  3. ste

    febbraio 25, 2015 alle 2:12 pm

    Per magnum: io l’ho trovata da Diapason in via Lomellina

  4. massimiliano

    febbraio 25, 2015 alle 4:58 pm

    io l’ho bevuta (ma è anche in vendita per asporto) a Milano da El Buscia in viale Beatrice d’este

  5. Luca Verga

    febbraio 27, 2015 alle 9:52 am

    Dopo aver letto il vostro post (come al solito ringrazio)
    l’ho bevuto a Viadana (MN) al Ristorante il Bortolino, un vino trasformista attacco all’apertura con la freschezza del limone, e poi arriva la secchezza e la struttura.
    Mangiata con una tartare di Tonno e gamberi rossi.

    • redazione

      febbraio 27, 2015 alle 9:53 am

      minchia che magnifico abbinamento, mi fa venire fame… Io sono invece a spremuta d’arance, rigorosamente sicule, del mio personale “pusher” del mercato di Stesà, e panettone…

  6. antonio

    aprile 30, 2017 alle 10:24 pm

    Anche al ‘rataná’ a Milano, serviti dal competente Guido

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