ChampagneAmour de Deutz Brut millésimé 2005 Deutz

Denominazione:
Metodo:
Uvaggio:

Giudizio:


AmourdeDeutz2005
No, non mi sono dimenticato, e come potrei, l’altro grande vino degustato in occasione di una presentazione milanese pre-natalizia, che avrebbe dovuto essere flamboyant ed invece è stata un po’ moscia, della strepitosa Cuvée William Deutz 2002 della Maison Deutz, che ho cercato di raccontare, moderando le emozioni, in questo post.

Quella sera, mentre i miei colleghi della cosiddetta “presse”, tantissimi i volti mai visti, si gettavano come lupi affamati sui tramezzini, il salmone ed i volauvent, io, che ero lì per assaggiare, non per mangiare a ufo, mi sono appartato in un angolino, occupando un tavolino alto d’appoggio con i miei bicchieri, il mio taccuino d’appunti, il mio smartphone.
E dopo essermi carburato con il Rosé non millesimato della Maison Deutz (qui il racconto del millesimato 2008) ed avere atteso di poter parlare con quel personaggio affascinante che é Fabrice Rosset, che in Deutz ha passato qualcosa come 40 anni della propria vita sino a salirne ai vertici ed esserne autorevolissimo Président, e di poter finalmente assaggiare seriamente il William Deutz 2002, io ho dedicato l’attenzione che meritava all’altra cuvée de prestige della Maison, importata in Italia dalla Eurofood dei giovani Caterina e Federico Boerci, che hanno rilevato quello che resta della mitica D & C di Zola Predosa, Maison la cui storia, fantastica, trovate raccontata nell’articolo sul W.D. 02.

Parlo della Cuvée Amour de Deutz nome ispirato ad un amorino delicato che figura stilizzato in etichetta, un Blanc de Blanc assemblaggio di Chardonnay provenienti da tre diversi terroirs d’excellence (Avize, Mesnil-sur-Oger et Villers-Marmery), con questo dosaggio Chardonnay d’Avize (60%), di Mesnil sur Oger (35%) e di Villers-Marmery (5%). Un vino, la Cuvée Amour de Deutz, che Monsieur Rosset aveva in testa da 15 anni, e che nell’edizione 2005 vede sul mercato unicamente la versione Blanc de Blanc, mentre il Rosé, 15 mila bottiglie, non è stato immesso sul mercato (dove è andato da poco il 2006, ne parleremo presto…) perché, dice Monsieur le Président, è evoluto in una maniera poco convincente. E chi vorrà assaggiare una di quelle bottiglie di Amour de Deutz Rosé 2005 non dovrà far altro che recarsi in cantina e sperare in bene (a me ha promesso di farmela assaggiare quando andrò a trovarlo à la cave).

Immagino già le obiezioni. Ma lei Ziliani pensa che tutto il popolo di Lemillebolleblog sia composto da nababbi, visto che dopo una cuvée da 120 euro in enoteca ci propone uno Champagne che nelle varie enoteche on line varia dai 120 ai 140 euro! Signori miei, la qualité est la qualité et a son prix, e me lo dicevo la settimana scorsa mentre a pranzo in questo ristorante pugliese che vi consiglio appassionatamente, ospite di un celeberrimo Signore del Vino Italiano bevevo, l’aveva scelto e pagava Lui, un incantevole Jacques Selosse Rosé.
E poi, scusate, il nostro, anzi vostro Presidente del Consiglio, quello che sogna improbabili glorie con avventure coloniali in Libia pensate senza manco ascoltare cosa ne pensi il Parlamento, non ha forse detto che “gli italiani si stanno arricchendo”? E allora tiratele fuori le palanche e stappate grandi Champagne, cribbio!

2015-02-10 13.35.13

Questo Amour de Deutz 2005 vale un Perù, e se dovessi dargli un voto sul Cucchiaio d’argento (dove posso dare punteggi che vanno da uno a 10) gli darei un classico 9.5, mentre qui il 5 stelle, punteggio massimo, é automatico, ma è un cinque che vale sei stelle. La Maison lo definisce “un aperitivo fuori concorso”, uno Champagne gastronomico da abbinare ad astice, halibut affumicato (mi ricordo di averlo mangiato a Varsavia, buonissimo!), branzino, ma anche cavale, sushi, sashimi, carpaccio di tonno, ma io me lo berrei, se potessi permettermelo, anche su pane e mortadella, su dei filetti di sgombro, sulle frittate imprevedibili e sulla meravigliosa crema di carote e patate con menta che mi prepara talvolta la mia Lei.

Sia come sia, il vino è da fuori di testa, di una delicatezza e di una aristocratica raffinatezza rare. Come la dolcezza di Lei. Paglierino oro intenso la robe, perlage finissimo ed un naso fragrante, fresco, incisivo, tutto fiori bianchi, mandorla, note di pesca bianca e pesca noce, mandarino, accenni di nocciola, sfumature di crema pasticcera e di profumi che ti “assalgono” piacevolmente quando entri in pasticceria. Un insieme di delicatezza unica, corredato da un sale e da una mineralità da craie, da gesso, quel tipo di terroir che trovi solo in Champagne e non c’è, ahimé, nella “mia” amata Franciacorta. Che pure ha le sue belle carte da giocare.

Bocca precisa, scattante, ben sostenuta, che abbina pienezza di frutto, spalla salda, giusta larghezza, ad una verticalità croccante, ad una magnifica lunghezza e persistenza, ad una profondità viva ed energica. Uno Champagne di totale armonia, di commovente purezza, di meravigliosa piacevolezza, che chiude su note agrumate e di mandorla che prendono possesso con delicatezza del tuo palato e lo fanno “vibrare”. Un vino non solo da portafogli ben forniti, da ma cervelli e cuori sensibili e da palati raffinati, dimostrazione du génie di quell’uomo speciale che è Monsieur le Président Fabrice Rosset, “un soldato che lotta per la sorte dello/a Champagne”, come ama definirsi. Chapeau!

_____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

 

1 commento

Condividi

Un commento

  1. Pingback: Champagne Amour de Deutz Rosé 2006 | Il Prosecco

Lascia un commento

Connect with Facebook