Franciacorta Dosaggio Zero millesimato 2010 Corte Fusia

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


CorteFusiadoszero
Lo sanno anche i sassi che i Franciacorta che vengono dalla micro-area, del tutto particolare dal punto di vista geologico, del Monte Orfano, terreni fluvioglaciali , di media fertilità, sciolti e non morenici come nel resto della zona, mi piacciono particolarmente. E anche i più scettici sulle potenzialità di questa zona, come l’amico Giuseppe Vezzoli, che ama ripetere la boutade secondo la quale (avesse lui il potere di decidere) questa zona andrebbe esclusa dalla Docg, perché la Franciacorta secondo lui sarebbe esclusivamente Erbusco ( 🙂 ) dovranno riconoscere che qui, a Coccaglio e dintorni, si ottengono vini non solo diversi dagli altri, ma molto buoni.

Basta pensare a Faccoli, al Castello Bonomi e al suo ottimo Cru Perdu, a La Boscaiola, per citare i primi che mi vengono in mente (ma ce ne sono altri e tutti molto interessanti e da seguire…) per trovarsi di fronte a “bollicine” di rilievo. Che a me “mi” piacciono molto. E che amo bere in compagnia della mia Lei.

Ho pertanto salutato con gioia, ormai due anni orsono di questi tempi, la comparsa di una piccola cantina fondata nel 2010, fondata dai due trentaduenni Daniele Gentile e Gigi Nembrini, ovvero Corte Fusia, di cui ho parlato, piuttosto bene, del Brut non millesimato e del Satèn.

Rimandandovi alle notizie sulla genesi di questa cantina e sulla storia dei due ragazzi contenute nel primo articolo, questo, e sospendendo il mio giudizio, Daniele e Gigi lo sanno che non si tratta di una bocciatura (ammesso e non concesso che abbia titoli per elargirne: io esprimo solo il mio personale parere dettato dal mio gusto, dal mio palato e da un pizzico di esperienza), ma solo di un rimando a settembre, ovvero alla prossima edizione, sul Rosé, Pinot nero 100%, una materia che a mio avviso a Corte Fusia devono ancora approfondire e “digerire”, voglio presentare, battendo le mani, il loro primo Dosaggio Zero millesimato, annata 2010.

Un Franciacorta, cuvée composta per il 75% da Chardonnay e per il 25% da Pinot nero, provenienti da vigneti posti a Cologne e Coccaglio, densità di 5000 piante, resa di 95 quintali di uva per ettaro ovvero 55 ettolitri per ettaro, con affinamento di oltre 30 mesi sui lieviti, tiraggio marzo 2011 e sboccatura del luglio 2014, che mi sento (con il convinto consenso della mia Musa) di promuovere senza se né ma. Perché l’è bun, costa il giusto (sullo scaffale enotecario viene meno di 25 euro), esprime bene il territorio di provenienza e si fa bere, almeno noi abbiamo “seccato” la buta in allegria, tremendamente bene.

Sia da solo, come stuzzicante intro alla tavola, sia abbinato ad antipasti e primi piatti a base di pesce e verdure, a secondi di pesce, a crostacei. O semplicemente ad una frittata con zucchine, ad una torta salata, o quel cavolo che vorrete voi. Perché un dosaggio zero, come un abito di taglio classico, va bene su tutto, fa sempre elegante, casca a pennello, sa sempre come comportarsi e non mette mai i gomiti sul tavolo.

Bello il colore, un paglierino oro abbastanza intenso, come è timbro distintivo dei Franciacorta montorfanesi, perlage fine, continuo, vivace e costante nel bicchiere (niente flûte, s’il vous plaît) e una caratteristica, spontanea, pimpante freschezza che balza subito a naso, dalla prima “olfazione” (si direbbe così in sommelierese, ma a me questo termine non garba), con fragranza di pan brioche, mandorle, burro, fiori bianchi, anzi glicine, miele d’acacia e agrumi. E ovviamente sale e note minerali che nei Franciacorta born in Monte Orfano vengono via, anzi su, come il pane.

Bello, nitido, nervoso, vibrante l’attacco in bocca, molto secco senza essere aggressivo, diretto, ricco di energia, con una bella tensione e uno sviluppo notevole, con ottimo equilibrio naso-bocca, persistenza lunga e sapida, ottima mineralità, espressione di un terroir che c’è e ha molte cose da dire e da raccontare, e un finale che richiama nitidamente la mandorla fresca.

Insomma, un Franciacorta di bella personalità, che io vi consiglio, poi fate un po’ voi, ma non dite poi che non ho fatto il mio dovere di cronista del vino segnalandovelo…

Corte Fusia
Via degli Orti 2
Coccaglio BS
tel. 328 847 1276
e-mail cortefusia@hotmail.it
sito Internet http://www.cortefusia.com/home/

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

3 commenti

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3 commenti

  1. alessia

    febbraio 17, 2015 alle 10:25 pm

    è un piacere rileggerla cogliendo nuovi spunti e graditi approfondimenti. la sua opinione è ben più interessante di qualsivoglia querelle.

  2. gigione

    marzo 3, 2015 alle 4:54 pm

    Ho seguito il suo consiglio e ne sono rimasto pienamente soddisfatto. Sono un eretico se affermo che ho preferito il dosaggio zero Il Mosnel? Saluti

    • redazione

      marzo 3, 2015 alle 8:53 pm

      nessuna eresia, sono prodotti diversi, espressione di aree della Franciacorta profondamente diverse. Entrambi, a mio avviso, molto buoni.

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