Expéditions de Champagne 2014: i dati definitivi. E l’indice torna su!

Cincin-champagne
Nel 2014 la Francia rinuncia a cinque milioni di bottiglie rispetto al 2013

Ai primi di gennaio, ancora sotto gli effetti di un’inarrivabile Cuvée 733 Dégorgement Tardif di Jacquesson avevo provato a fare ‘o mago e ho scrutato nella mia palla di cristallo per capire quale fosse stato l’andamento delle expéditions de Champagne 2014. E in questo post, avevo sottolineato il fatto che “l’universo Champagne nel 2014 dovrebbe mettere come fiore all’occhiello il fatto che vignerons et maisons dovrebbero felicitarsi e… stappare Champagne per aver raggiunto il secondo migliore volume d’affari della propria storia, crescendo del 3 per cento e raggiungendo la strepitosa quota di 4,5 miliardi di euro, poco distante dal record storico di 4,56 miliardi raggiunto nel 2007, anno prima dello scoppio della grande crisi economica“.

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E mi ero azzardato a parlare di una possibile chiusura delle expéditions intorno a quota 308 milioni di bottiglie, con un leggero rialzo dell’uno per cento, mentre il 2013 si era chiuso con un ribasso dell’1,2%. Annotando che il 2014 verrà quindi ricordato dalla Champagne come un anno di ripresa e di riassestamento, come l’anno dell’ennesima défaillance in patria, (con una quota di vendite che nel 2013 riguardò il 55% dei volumi) il quarto anno di seguito, causato da una situazione politico – economica, nonché da qualche clamoroso autogol (si ricordi il bizzarro invito di Monsieur “gauche caviar” Hollande a non bere Champagne… ) incandescente… Che potrebbe portare ad una presidenza inedita Le Pen, ben più che Sarkozy, alle elezioni presidenziali in programma nel 2017…

SuonareChampagne

E già allora riportavo il pensiero, giustamente amareggiato, di Jean-Marie Barillère, président de l’Union des maisons de Champagne, secondo la quale sarebbe stata Madame la France, incredibile ma vero, l’unico grande mercato in ribasso, con una perdita secca tra il 2 e 3 per cento. Le mie previsioni avevano fatto centro, tanto che una decina di giorni dopo la mia uscita il CIVC o Comité Champagne se n’era uscito con un comunicato, con largo anticipo sui tempi normalmente seguiti nella comunicazione dei dati, che mi aveva portato, un po’ da “sborone”, a titolare un successivo mio post Le Comité Champagne conferma le previsioni di Lemillebolleblog. Facendo sorridere gli amici che ho, mais oui, ad Epernay al CIVC, e facendo sotto sotto esclamare loro “bravo, nostre ami champagniste italien!”.

Oggi, a bocce e sfere di cristallo ferme, sono in grado di darvi – è una cosa che mi riesce molto bene – i numeri definitivi, quelli relativi all’andamento del mese di dicembre 2014, in Francia, nell’Unione Europea e nei Paesi terzi, e quelli complessivi del 2014 rispetto al 2013.

gufo

Dirò subito che gufi e civette e fanatici del prosecchismo come religione cheap universale che avrebbe dovuto spezzare le reni e mettere in ginocchio il re dei vini méthode champenoise sarà bene che si siedano, si prendano una camomilla e si mettano il cuore in pace. Monsieur le Champagne, anche in una congiuntura economica disastrosa come la nostra, con annunci di guerra in arrivo dalla Libia e dall’Ucraina, con il fondamentalismo islamico a brand Isis che impazza, con governi europei sostanzialmente deboli, Merkel a parte, e incapaci di fronteggiare la crisi, che non è solo economica, ma morale, culturale, di certezze e di valori, nel 2014 si è difeso benone. Ed è sempre il re, indiscusso e indiscutibile, del panorama planetario degli “sparkling wines“.

Hollandegauche

La Francia, hélas!, continua ad essere il punto debole, il ventre molle, con un calo dei consumi, nel dicembre 2014 rispetto all’equivalente 2013, di 70.093 pezzi, che nella valutazione sui dodici mesi, gennaio – dicembre, porta il risultato dai 167.354.694 pezzi del 2013 ai 162.262.278 pezzi del 2014, con un calo di 5.092.416 unità ovvero un -3% secco.

CocoChanelChampagne

Decisamente meglio sono andate le cose per les expéditions nei Paesi dell’Unione Europea, con un dato relativo a dicembre 2014 di 10.205.448 bottiglie, ovvero 1.020.685 in più, equivalente ad un incremento dell’11,1% rispetto ai 9.184.763 milioni di bottiglie del dicembre 2013. I dati sui dodici mesi dicono di un passaggio dai 74.718.255 milioni di bottiglie del 2013 ai 78.015.413 milioni del 2014, ovvero, in soldoni, 3.297.158 tappi che saltano in più, con una crescita sonante del 4,%.

Bene le cose anche nei Paesi terzi, con una piccola flessione, pari a 39.343 bottiglie, ovvero un -0,8%, nel dicembre 2014 rispetto al dicembre dell’anno precedente, ma con una performance sui dodici mesi di squillante efficacia, che segna con un + 3.393.764 milioni di pezzi ovvero una crescita del 6,3%. 62.921.085 erano state le bottiglie spedite nel 2013 e 66.854.849 sono state quelle del 2014.

HallelujahHandel

Et infin les résultats globales relative alla performance di Monsieur le Champagne nel 2014. Nel dicembre dell’anno scorso le spedizioni sono state complessivamente pari a 42.805.232, mentre nel dicembre dell’anno prima si erano fermate a quota 41.894.583. La crescita è del 2,2%.

Ma, rullino e tamburi e suonino le trombe e parta il coro dell’Hallelujah dal Messiah di Haendel, nel 2014, a dispetto di gufi e civette, anche italiane, e non solo i prosecchisti, ma larga parte della stampa, di settore e non, un po’ “appecorata” a difendere l’insostenibile causa della primazia degli “spumanti”, les expéditions de Champagne hanno toccato la rispettabilissima quota di 307.132.540 unità, ovvero 2.138.506 in più rispetto alle 304.994.034 del 2013. La crescita percentuale è solo dello 0,7%, di poco inferiore a quell’uno per cento che avevo pronosticato, e la chiusura delle expéditions avviene non intorno a quota 308 milioni di bottiglie, bensì a 307.132.540 unità (e dire che negli ultimi mesi ho dato un bel contributo alla causa…), ma voglio far notare alcune evidenze.

In primis che è lontano anni luce, anzi 13.801.927 unità lo “sprofondo” fatto toccare nel 2009, in pienissima crisi, quando les expéditions calarono a quota 293.330.613. Che la performance 2014 si colloca al livello della performance del 2005, quando les expéditions si chiusero a quota 307.665.132, ed è superiore alla performance del 2004, quando i numeri dissero 301.420.052 pezzi.

Goodluck
Certo, paradossalmente si è fatto meglio, pardon, hanno fatto meglio, io sono champenois solo per passione, non per altro, nel 2012, quando les expéditions arrivarono a 308.599.509 milioni di pezzi ma oggi, con 307.132.540 milioni di pezzi, mentre l’offensiva degli spumanti cheap impazza con prezzi sempre più bassi, come non essere felici e come non giudicare eccellente il funzionamento, con il sistema di pesi, contrappesi, bloccaggio di vini in riserva, contrazione controllata delle rese, ecc il sistema su cui si regge l’economia della e dello Champagne?

Ora non chiedetemi però quali siano stati, e soprattutto in quale ordine, i primi dieci mercati esteri del 2014, nel 2013 erano stati, dal primo al decimo, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Giappone, Belgio, Australia, Italia, Svizzera, Spagna, Svezia. Resteranno confermati ai primi due posti UK e Usa, e probabilmente ci sarà qualche avvicendamento a metà classifica, ma per queste cose, per essere più preciso, fatemi consultare la mia palla di cristallo e a giorni, chissà che non possa darvi anche i numeri Pays pour Pays….

sferacristallo

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

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