La Franciacorta si racconta negli States: nasce il blog Franciacorta the real story

Franciacortarealstory
Ottimo colpo di comunicazione per la/il Franciacorta, zona e prodotto leader nel variegato universo del metodo classico italiano, official sparkling wine dell’Expo 2015 con grandi ambizioni di crescita, per il 2015-2016, sui mercati esteri, dove, dati relativi al 2014, ha venduto 1.428.993 bottiglie ed è cresciuta del 9,2% (più 12,8% rispetto al 2013) con un prezzo medio di vendita che sale leggermente (1,1%)”.

Come annunciato dallo stesso wine writer & wine blogger, in questo post sul suo blog Do bianchi, considerato uno dei wine blog più seguiti negli States dedicati al vino italiano, “ born July 14, 1967, in Chicago, Illinois, and raised in La Jolla, California” e ora texano, Jeremy Parzen, ha ricevuto l’incarico dal Consorzio Franciacorta di condurre e animare il blog intitolato Franciacorta the real story, e come scrive Parzen stesso, “For the next eleven months, I’ll be blogging about Franciacorta regularly and leading a series of tastings for wine professionals across the U.S.”.

ZilianiParzenVinitaly

Una scelta impeccabile perché Parzen, che conosce perfettamente la lingua e la cultura del vino italiano (ha fatto i propri studi universitari di filologia in quel di Padova e ha mantenuto un incredibile accento veneto), viene in Italia spesso e oltre ad animare Do bianchi, e collaborare con un blog alla Houston Press, e fare un sacco di altre cose, condurre degustazioni, curare carte dei vini, ecc. ecc., ha maturato una ricca esperienza professionale di animatore di wine blog in inglese per diversi produttori italiani.

Ad esempio quello dell’azienda franciacortina Barone Pizzini, diretta dal vice presidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini – qui un recente post – quello del produttore di Asolo Prosecco Superiore Bele Casel (alias Luca Ferraro), quello del produttore di Brunello di Montalcino Il Poggione, Montalcino Report, o del produttore salentino Cantele. Parzen si occuperà inoltre della gestione di un account Twitter @classicmethod e di una pagina Facebook dedicati alla Franciacorta. Tra i primi post di Franciacorta the real story la cronaca di una degustazione del metodo classico tenutasi ad Houston dove Parzen vive.

Io-Rinoceronte

jeremy_parzen.Rinoceronte
Che dire di questa scelta se non che è stata ottima? Conosco personalmente Jeremy da diversi anni, nel settembre 2008 – leggete la cronaca e guardate le foto qui – organizzai per lui una visita con grande degustazione a Cà del Bosco, visita nel corso della quale gli presentai un personaggio che poi sarebbe diventato suo grande amico, e prima ancora fui per anni in corrispondenza con lui, poi lo accompagnai, fresco di nozze con Tracie, madre delle sue adorate bambine, Georgia P and Lila Jane, nelle Langhe. Quindi l’ho incontrato poi in diverse occasioni, al Vinitaly, in Valpolicella, a Brescia, quindi ebbi modo di invitarlo, ero io il responsabile degli inviti di wine writer & wine buyers, in un’edizione memorabile, era il 2011, in una bellissima manifestazione dedicata ai vini da vitigni autoctoni del Sud in Puglia. E abbiamo condotto insieme per alcuni anni un wine blog dedicato ai vini italiani, ora chiuso, denominato VinoWire. E ci piaceva scherzare e ironizzare (vedi le foto qui sopra) sui nostri gusti e disgusti per alcuni vini e… rinoceronti…
buone-festeVinoWire

Jeremy ha sempre dimostrato, come in questa intervista sul caso Brunellopoli, nel coordinare una mission di wine blogger Usa al Barbera Meeting 2010, grande professionalità, esperienza e conoscenza del vino italiano, un’indiscutibile capacità di gestire il proprio talento e di saperlo mettere a frutto.

Sono sicuro, e gli faccio, insieme a Lemillebolleblog e ai suoi molti lettori, gli auguri da lontano (non lo incontro più da alcuni anni, ma ci siamo parlati al telefono circa un mese fa..) che farà un’eccellente lavoro e che sarà il migliore dei wine blogger-ambasciatori possibile per la Franciacorta nei suoi States. Good luck Jeremy, good luck Franciacorta for you Usa mission.

Goodluck

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

14 commenti

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14 commenti

  1. Sergione

    febbraio 10, 2015 alle 4:32 pm

    Quindi lei e Parzen avete fatto pace dopo la netta divergenza di vedute e I commenti non proprio carini da lei fatti dopo il caso Bressan? Beh dai, mi fa piacere…….almeno con qualcuno non e’ in guerra…

    • redazione

      febbraio 10, 2015 alle 9:41 pm

      Sergione, le mie amicizie,i miei rapporti con questo o quello sono affar mio e non la riguardano. Io mi sono limitato a complimentarmi con Jeremy Parzen e fargli gli auguri perché credo stia per affrontare un’avventura importante dal punto di vista professionale e umano. Se poi Jeremy, che conosco da circa una decina d’anni, e che ho fatto conoscere io a determinate persone residenti in Franciacorta, mi consideri o no amico é affar suo. Io, come dimostra il mio post di ieri, lo considero tale. Anche se penso che qualcuno si sia già adoperato per mettermi in cattiva luce ai suoi occhi. Peggio per quel qualcuno…

      • Giovanni

        febbraio 11, 2015 alle 11:01 am

        Caro Ziliani, quindi i “panni sporchi” suoi e di Giovanni Arcari, ivi comprese massime pseudo-filosofiche “Il tempo non ti fa perdere gli amici….”, si possono lavare in piazza…se poi un suo lettore si permette di riprendere una vecchia storia di incomprensioni Lei gli intima di farsi i fatti suoi! In fatto di bollicine lei è un’autorità, ma per quanto riguarda la coerenza quotidiana lei fa sembrare dei giganti persone sempicemente corrette (l’Arcari, o anche questo lettore). Io sono ancora in attesa della notizia della sua tanto minacciata querela, peraltro coerentemente invocata da Giovanni Arcari, ma non vorrei starmi facendo anche io i fatti suoi…

        • redazione

          febbraio 11, 2015 alle 11:12 am

          ha detto bene, si sta occupando di vicende che non la riguardano. Quanto alla vicenda della querela, avevo già annunciato chiaramente che non avrei provveduto, anche se avrei tutti gli elementi e le basi per farlo. Una forma di umana pietas mi invita a lasciar perdere…

  2. Gugge

    febbraio 11, 2015 alle 8:15 am

    Minkia ma Lei a colazione se magna un kg di limoni?
    Anticipo la risposta: quello che mangio ha colazione sono affari miei e la linea editoriale la decido io. Qui non di parla di limoni! L’unico accettato e’ l’aroma agrumato ( da chimica) nelle bolle.
    Capitttto!
    🙂

    • redazione

      febbraio 11, 2015 alle 11:13 am

      registro il suo messaggio criptico ma non ho nulla da rispondere

  3. Giovanni

    febbraio 11, 2015 alle 1:59 pm

    Credo si scriva ‘humana pietas’….
    grazie per il suggerimento, avevo dimenticato una h…

  4. Giovanni

    febbraio 12, 2015 alle 9:09 am

    Il mio ultimo intervento, per correttezza, non è quello riportato. Penso ci sia stato un errore! Alla fine non ho comunque trovato risposta alla mia osservazione. Se lei parla dei fatti suoi sul suo blog poi se ne può parlare o no? Delle due una: o non ne scrive e se li tiene per se, o li riporta e noi, lettori, interveniamo!

  5. Marco

    febbraio 12, 2015 alle 6:37 pm

    Credo che il consorzio si debba preoccupare di altro! Basta farsi un giro nei ristoranti in Franciacorta per vedere quanti pochi FC hanno in carta…oppure un giro in un qualsiasi bar nella provincia bresciana: tanti prosecchini e pochi franciacorta/bollicine generiche.

    Magari è più redditizio aprirsi verso questi mercati con queste soluzioni ma è molto triste vedere situazioni del genere.. Anche per questo, il sondaggio che aveva pubblicato lei dove si dichiarava che la gente conosceva la Franciacorta, mi pare molto strano!

    Senza polemica eh..parlo da abitante della Franciacorta1

    • redazione

      febbraio 14, 2015 alle 10:10 pm

      Marco, quel sondaggio non l’avevo realizzato io, ma uno luminare in quel settore, il professor Enrico Finzi http://www.comune.pordenone.it/it/comunichiamo/pordenone-piu-facile/come-procede/esperti-in-citta/la-biografia-di-enrico-finzi
      Ovvero il presidente di AstraRicerche (indagini sociali e di marketing, scenari e consulenza), sociologo e giornalista professionista.È stato sino a fine 2008 presidente nazionale della TP (Associazione Italiana Pubblicitari), l’organizzazione che dal 1945 rappresenta i professionisti della comunicazione.
      Se vogliamo mettere in dubbio la serietà e la professionalità di un Enrico Finzi, allora a quel punto tutto é possibile, come affermare che io posso camminare sull’acqua e che la palla sia quadrata… 🙁

  6. Gugge

    febbraio 14, 2015 alle 8:15 am

    Sono in treno avvolto nella nebbia padana. Dirigendomi verso la fututa citta’ dell’expo’, non so il perche’ mi e’ tornato in mente questo suo post.
    L’iniziativa e’ lodevole, in un mercato come quello Americano, ampio e ciccione, credo ci sia posto per tutti.
    Resto pero’ sempre dubbioso sul nome FRANCIAcorta, pessima o folle scelta.
    Si metta nei panni di un consumatore che trova tali bottiglie, non pensa che possa valutarle come un tarocco fatto male di un prodotto francese. Non parlo ovviamente di livello qualitativo, soprattutto dopo aver degustato un pol roger w.c. 2002 e il dom per enoet 96 di ieri sera, parlo di primo impatto sul prodotto.
    Non dico di chiamarlo Curtefranca ma credo che SATEN poteva essere un bel nome da dare alla denominazione, magari supportato da un buon pay off.
    Ormai il treno e’ partito e con un regionale ci vuole molto ma molto piu’ tempo di un tgv
    Torno alla mia nebbia.
    Saluti.
    Gugge

    • redazione

      febbraio 14, 2015 alle 12:08 pm

      ma Gugge, perché uno che indubbiamente intelligente come lei s’infogna in questa polemica scioccherella?
      Come dovevano chiamarlo i franciacortini il loro grande metodo classico, quando la storia ci racconta
      http://www.franciacorta.net/it/viticultura/origini/
      che la loro zona di produzione si chiamava così anticamente e quindi hanno potuto ripetere il virtuoso meccanismo di identificazione zona – prodotto portato clamorosamente al successo, planetario, della e dello Champagne?
      Suvvia Gugge, capisco che gente come lei deve per propria natura sparare sulla zona vinicola bresciana, a prescindere, e sulle sue bollicine, ma usi meglio la sua intelligenza, non si butti via così!

      • gugge

        febbraio 14, 2015 alle 1:06 pm

        “Nel ’67 arrivò il riconoscimento della denominazione Franciacorta, voluta da un piccolo gruppo di produttori, incoraggiati dalle nuove leggi italiane in materia di denominazione di origine. ”
        Prima erano vinacci e per alcuni eno-sboroni pure ora.
        Se mi permette, la scelta del nome è stata un boomerang, diverso era nel caso di produzione di vini diversi dal metodo classico.
        Opinione personale.

        • redazione

          febbraio 14, 2015 alle 10:06 pm

          opinione che registro e riporto, ma che é decisamente molto personale e non tiene conto della realtà della più importante denominazione del panorama del metodo classico italiano.
          Buona serata, e buon San Valentino. Il mio, per forza di cose, l’ho dovuto celebrare ieri sera e non stasera, e aveva la forma di due grandi bottiglie di Rosé… Francesi, non italiani, LEI preferisce così e detto tra di noi… anch’io vado pazzo per quelle bulles…

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