Brindisi Italiano, a base di Franciacorta, al Palazzo di Monaco

Brindisipresidenziali
E’ tutta una guerra, bollicinosa, di brindisi altolocati, quella scoppiata nel mondo del metodo classico italiano. E mentre le Cantine Ferrari di Trento, hanno piazzato il colpetto, del brindisi a base dei loro Trento Doc, del trio di “cariatidi”, pardon, alte cariche dello Stato, con tanto di ottime bollicine trentine servite in antiche e orripilanti e impratiche flute, in Franciacorta, dove non voglio essere a meno dei trentini – non sia mai – rispondono nientemeno che con un brindisi principesco.

E allora, come rivela in comunicato stampa, che ho tenuto un po’ a bagno maria, “in virtù dei legami storici che uniscono il Comune di Dolceacqua ed il Principato di Monaco suggellati con la visita di S.A.S Il Principe Alberto lo scorso anno, il Sindaco Fulvio Gazzola a nome della cittadinanza ha voluto inviare quale omaggio in occasione della presentazione ufficiale dei Piccoli Principi, il futuro erede al trono Jacques Honore Ranieri Marchese di Baux  e la gemella Gabriella Therese Marie Contessa di Carlades, due Jeroboam di Franciacorta in edizione speciale a loro dedicata.

Riccafanaregale

Il regalo è stato esposto nella Sala degli Specchi, su un tavolo adiacente al balcone da cui sono stati presentati i Principini.

Uno speciale brindisi tutto italiano per celebrare questo evento nello splendido Principato.

“E’ stata una piacevole sorpresa – dichiarano il titolare di Riccafana, Riccardo Fratus e l’agronomo winemaker Angelo Divittini– quando abbiamo accettato di fare questa Cuveè Speciale non immaginavamo di riuscire a dare al nome Franciacorta tanto lustro  in un anno, il 2015, che vedrà il Franciacorta gia’ protagonista all’EXPO.” Porca miseria, niente male, Franciacorta per i principini di Monaco, terra dove lo Champagne scorre a fiumi.

teresa

E l’Oltrepò Pavese? Pare, le trattative sono in corso, che forse la Teresa dei Legnanesi ostenterà una bottiglie di Cruasé in una rappresentazione dei loro immortali cavalli di battaglia teatrali che si terrà non si sa se a Broni, Casteggio o Montù Beccaria…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

 

18 commenti

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18 commenti

  1. fabryrosa

    febbraio 9, 2015 alle 5:29 pm

    Ma quale brindisi….è un regalo, capaci tutti così.

  2. Gianni Morgan Usai

    febbraio 10, 2015 alle 8:58 am

    Concordo con Fabryrosa… Tutti i produttori, in regola con i requisiti di professionalità, dovrebbero poter accedere al Quirinale nelle occasioni ufficiali ed anche informali.. Franco Ti invito a perorare nell’intento.. Parlare di verticali è bello ma non porta avanti il dibattito… ne accende fari su chi lavora bene e chi no…!

    • redazione

      febbraio 10, 2015 alle 9:42 pm

      credo che le Cantine Ferrari abbiano vinto una regolarissima gara anni fa per la fornitura dei loro Trento Doc al Quirinale. Bravi ai Lunelli che hanno avuto un’abilità e una capacità imprenditoriale che altri non hanno avuto. Non vedo perché li si debba mettere sotto accusa. Gianni Morgan, questa volta non sono assolutamente d’accordo con lei

      • Gianni Morgan Usai

        febbraio 11, 2015 alle 8:01 pm

        Scusi Franco ( vedo che ritorniamo al “lei”..vabbè..) nella “Casa degli Italiani la gara NON ha senso..! Ogni giorno per 7 anni durante la presidenza Mattarella ci dovrebbe essere un vino italiano diverso in degustazione. Tutto il resto è “parastatalismo”..!

        • redazione

          febbraio 11, 2015 alle 9:13 pm

          tutto il resto sono vostre (sono passato al lei) utopie, compagno Gianni Morgan!
          I Lunelli – Ferrari (mai avrei pensato di prendere le loro difese…) hanno un regolarissimo contratto di fornitura che né lei né io possiamo (io non lo voglio nemmeno) contestare in nome di illusioni post sessantottarde

  3. Gimmi

    febbraio 10, 2015 alle 1:02 pm

    be’ ma che ziliani sarebbe senza la consueta marchetta franciacortina…….

    • redazione

      febbraio 10, 2015 alle 9:29 pm

      beh, ma che blog sarebbe se non fosse infestato da persone come lei? Mi spiega gentilmente in cosa consisterebbe la “marchetta”? Sia gentile signor Gimmi, magari le faccio senza accorgermi: mi illumini, mi aiuti a capire

  4. Nicola

    febbraio 10, 2015 alle 5:02 pm

    Queste bottiglie le mettiamo assieme a quelle “regalate” a Papa Francesco.

    • redazione

      febbraio 10, 2015 alle 9:36 pm

      a me il paragone sembra tirato per i capelli. In quel caso si trattava di una visita al Papa e di un produttore, invitato a quella visita (non si capisce proprio perché, come ho detto ieri al mio amico Franco Ricci che mi ha telefonato confermandomi la sua amicizia ed il suo rammarico che non abbia partecipato alla visita al Pontefice) che ha avuto la faccia di tolla di diramare poche ore dopo la visita un comunicato stampa per presentare il suo Lambrusco con etichetta papale. E io, laico, ho urlato, fuori i mercati dal tempio
      In questo caso si tratta di un produttore franciacortino che non ha fatto nulla di blasfemo, ma ha avuto, tramite una carissima amica enotecara di Dolceacqua e qualche buona introduzione nel Principato, la possibilità di donare delle bottiglie di una cuvéé particolare al Principe Alberto in occasione di una lieta festività. Dove sta lo scandalo, dove sta la cosa blasfema, dove sta lo sfruttamento improprio dei reali di Monaco che hanno liberamente accettato il dono e consentito che il produttore diramasse quel comunicato stampa?
      Nicola: sicuro di non soffrire anche lei, come tanti, di una forma di eno-snobismo antifranciacortino per default?

  5. Nicola

    febbraio 10, 2015 alle 10:08 pm

    Nessuno scandalo, né da una parte (lambrusco), né dall’altra (franciacorta). Semplicemente a me sembrano (e posso sbagliare, sia chiaro) entrambi esempi di provincialismo. C’è bisogno di fare la bottiglia per il papa o per il principe di monaco per comunicare la propria azienda?
    E no, nessun snobismo antifranciacortino (che lei vede un po’ dovunque) tant’è che nella mia modestissima cantina trovano spazio Il Mosnel, Faccoli e Quadra (e spero di aver presto anche altri produttori franciacortini)

  6. fabryrosa

    febbraio 10, 2015 alle 11:12 pm

    Comunque mi riferivo unicamente al Franciacorta….

  7. Gianni Morgan Usai

    febbraio 11, 2015 alle 11:16 pm

    Franco ok per il Lei.. ( poi mi dica il suo essere laico dove sarebbe.. però…) Lei NON risponde nel merito.. Io non attacco Ferrari ma il sistema.Paese, ingessato.. E’ d’accordo o NO nel vedere al Quirinale per 365 o 366 giorni all’anno i produttori italiani meritevoli..?h Uno diverso per ogni giorno..?
    Chieda ai suoi amici, chic, francesi.. se permetterebbero un vino sudafricano, cileno, chinoise.. all’Eliseo..?? Ha paura di confrontarsi, civilmente, con il Quirinale..?
    Tutto il resto è Maggioranza Silenziosa..!

    • redazione

      febbraio 11, 2015 alle 11:22 pm

      Gianni Morgan, voi vaneggiate! Al Quirinale, per contratto di fornitura di bollicine, non c’é uno sparkling wine inglese, uno, ottimo, del Sud Africa, http://www.i-winereview.com/NonReportTastings/1005beckSelections.php, uno Champagne (magari!), ma c’é un fiore all’occhiello del metodo classico italiano, la Maison Ferrari con i suoi Trento Doc.
      Che cacchio c’entra la Maggioranza Silenziosa dell’avvocato De Carolis e di Montanelli? Un tubo e voi, che amate buttarla, spesso a sproposito, sulla politica, lo sapete meglio di me…

  8. Gianni Morgan Usai

    febbraio 11, 2015 alle 11:43 pm

    Mi scusi Ziliani.. io faccio ironia e Lei lo prende per un mattinale della Questura.. o, peggio, per uno dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale… o Gault & Millau.. che dir si voglia.. Non risponde sulla valorizzazione di TUTTI i meritevoli vini italiani… Io non voglio SOLO Ferrari, al Qurinale.. Voglio anche il signor Feltrin ( ammesso che esista..) con il suo Prosecco.. ( o prosecchino, veda Lei..) che nel suo ufficio tiene il santo e la modella a culo nudo, che si guardano, in opposizione di fase…. Come i camionisti..! Vogliamo censurare anche i camionisti..? Visto che De Carolis non si può toccare..?

    • redazione

      febbraio 12, 2015 alle 3:31 am

      mi perdoni Usai ha già reso un altro blog, di cari amici trentini, dominio delle sue “esternazioni” in stile incomprensibile e autoreferenziali. Per favore risparmi Vino al vino: qui se vuole intervenire deve parlare italiano e si faccia capire e non farnetichi, altrimenti, mi perdoni, cestino. Usai avvisato…

  9. vinxxe

    febbraio 12, 2015 alle 10:13 am

    in cauda venenum
    ma chissa’ perche’ ziliani e’ cosi’ bilioso verso l’oltrepo’
    cosa mai gli avra’ fatto?

    • redazione

      febbraio 12, 2015 alle 12:17 pm

      io scrivo per lettori intelligenti, e non per analfabeti in malafede: legga qui, sempre che sia capace di farlo…
      http://www.lemillebolleblog.it/2014/11/03/degustazione-sorpresa-di-oltrepo-pavese-metodo-classico-davvero-molti-i-vini-buoni/

      • vinxxe

        febbraio 13, 2015 alle 12:21 pm

        boh? continuo a non capire.
        ho letto l’articolo e mi viene solo da pensare che una rondine non fa primavera.
        Mi spiego: se uno una volta ne scrive bene e poi un sacco di altre volte lo critica, come secondo me ha fatto nel pezzo sopra, in maniera gratuita, la volta che ne ha parlato bene non conta poi molto, si perde come una goccia nell’oceano.
        E poi non capisco il suo atteggiamento. Perche’ accusarmi di malafede quando non ce n’era per nulla nella domanda che ho fatto?
        Perche’ accusarmi di analfabetismo?
        In fondo le avevo solo fatto una domanda, a mio parere, giustificata da un suo atteggiamento, sempre a mio parere, discutibile e da una battuta, ancora a mio parere, poco felice nei confronti di una terra che ho imparato a conoscere ed amare e che ha bisogno di incoraggiamenti piu’ che di critiche.
        Non si arrabbi cosi’ tanto, in fondo si puo’ parlare di vino in modo piu’ leggero. Il vino e’, secondo me, prima di tutto allegria. Non mi tratti cosi’ solo perche’ mi sembra che sia un po’ incattivito verso l’oltrepo’. E’ una mia opinione ma la esprimo senza, mi pare, offenderla.
        saluti e cmq tutti i vini che ha citato nell’articolo che mi ha segnalato li conosco in gran parte e piacciono un sacco pure a me, che rispetto a lei riguardo a capirci qualcosa di vini sono, sia detto senza polemica, sicuramente un analfabeta.
        Quindi anche un analfabeta puo’ avere un gusto e capire un vino buono da uno no.

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