Brindisi a Trento Doc per i tre Presidenti Mattarella, Grasso e Boldrini: ma ancora nella superata, obsoleta flûte

Brindisipresidenziali
Dal solerte ufficio stampa della cantina azionista di maggioranza del Trento Doc, le Cantine Ferrari di Trento, ho ricevuto questa foto, che voglio condividere con voi, cari lettori, e questo testo di accompagnamento: “siamo lieti di inviarle in allegato quella che riteniamo essere una foto storica che ritrae il primo brindisi di Sergio Mattarella da Presidente della Repubblica, nel momento in cui si è insediato al Quirinale. Storica inoltre, perché il tintinnio dei bicchieri coinvolge tre Presidenti: della Repubblica, del Senato (on. Pietro Grasso) e della Camera (on. Laura Boldrini). Nei calici, bollicine Trentodoc di un’unica casa, Ferrari: Ferrari Perlé Rosé per il Presidente della Repubblica e Ferrari Perlé Nero per i numeri uno di Senato e Camera”.

Prassi politicamente corretta vorrebbe che o ignorassi la “notizia” o che la pubblicassi pari pari senza alcun commento. Ma poiché io sono, per mia natura, politicamente ed enologicamente scorretto e “franco tiratore” (perbacco, ora me lo riconoscono anche sulle pagine di Siena della Nazione…) e prima che cronista del vino sono un cittadino italiano ed un assai poco convinto ed entusiasta elettore, farò due veloci riflessioni.

In primo luogo, qualcuno glielo vuole dire a quelli (sono tanti e ci costano un sacco di soldi, una cosa assolutamente scandalosa e intollerabile) che si occupano del cerimonioso cerimoniale del Quirinale, di cosa mangiano e bevono (e noi paghiamo) questi Signori che rappresenterebbero i Vertici dello Stato, che nel 2015 ostinarsi ancora a servire degli ottimi Trento Doc in assurde flûte costituisce un polveroso anacronismo?
Scorsone

Vogliono dirglielo, credo esista, come a Palazzo Chigi, dove se ne occupa, alla grande, l’ottimo Alessandro Scorsone, un servizio di sommellerie, non so se di osservanza A.I.S. o Fondazione Italiana Sommelier, che quegli ottimi vini, vanto della migliore produzione di metodo classico italiana, richiedono e meriterebbero ben altri bicchieri?

Magari, anche se non costituisce la perfezione, un “calice Franciacorta”, oppure il nuovo rivoluzionario bicchiere messo a punto da quel genietto di Luca Bini, o almeno il nuovo Vintage Champagne glass di Riedel? Basterebbe leggere e documentarsi un po’, magari leggendo Lemillebolleblog, per sapere che la flûte è considerata vecchia, inadatta e superata (come certi politici…) da un numero crescente di persone: sommelier, produttori di Champagne e metodo classico italici, ristoratori, appassionati, consumatori, giornalisti.

bicchiere1

In seconda battuta, non riesco a mettermi la mordacchia e a non farmi/farvi una domanda: visto quello che i tre Signori Presidenti rappresentano, le loro storie, i loro trascorsi politici, le loro idee (che, lo dico chiaramente, non sono assolutamente, anzi sono distanti anni luce dalle mie), il loro palese non corrispondere alla pressante richiesta di rinnovamento che viene da un Paese stremato dalla crisi economica e morale e, diciamolo, incazzato nero, siamo proprio sicuri che quel trio si meritasse ottimi Trento Doc?

ItaliaProsecco

Non si sarebbero meritati invece, anche se sono la prima, la seconda e la terza Carica dello Stato (quanta retorica in queste parole) al massimo “un prosecchino”? Parlo, con il rispetto dovuto, di un generico, privo della storia, dell’identità e del radicamento che vantano i due Prosecco Superiore, Conegliano Valdobbiadene e Asolo, Prosecco Doc, magari da vigneti piantati negli ultimi anni, perché il Prosecco tira ed è “di moda”, in giro per il Veneto o magari in quel Friuli Venezia Giulia dove l’uva Glera (o Prosecco) è stata introdotta solo recentissimamente?

Pensiamoci, pensateci, ed esprimete – con il rispetto dovuto alle Istituzioni (che p…e!) il vostro parere…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

59 commenti

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59 commenti

  1. Luigi Olivero

    febbraio 6, 2015 alle 9:05 am

    Il Prosecco ha comunque una sua dignità, per quelle “cariche istituzionali” , espressione di un governo non votato,(volutamente scritto in minuscolo) sarebbe bastato un vinello in brik servito in bicchieri di plastica come quelli usati nelle sagre paesane…

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 11:28 am

      Luigi – che piacere leggerti qui! – ovviamente, prima che qualche talebano del prosecchismo mi accusi di insulti o peggio al vino del suo cuore, preciso che ho il massimo rispetto per il Prosecco tout court e che per me dire “un prosecchino” non significa riferirmi letteralmente al vino Prosecco, Docg o Doc, ma ad un’idea di vino, con le bollicine, senza tante pretese, da battaglia, cheap and cheerful, come direbbero gli inglesi.
      Questo per la precisione. Il mio palato metodoclassicista non accetta il Prosecco, ma il mio cervello rispetta e indaga il fenomeno che rappresenta..

  2. Michele R.

    febbraio 6, 2015 alle 9:40 am

    Romanella spumante per tutta la politica italiana?

  3. Gianni Morgan Usai

    febbraio 6, 2015 alle 11:17 am

    Potevano bere il vino del rancio delle truppe…

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 11:24 am

      Gianni Morgan, non esagerare… C’é una Signora, Madonna Laura dei miracoli, di mezzo: il faut la respecter… si on arrive à le faire…

      • Gianni Morgan Usai

        febbraio 7, 2015 alle 10:48 am

        Franco, anche le signore – da tempo immemore – possono bere il vino rosso dei carrettieri…
        La Casta – non Diva, lirica.. – è anche questo.. Distinguersi senza costrutto… Senza storia nè radici.. Purtroppo le Istituzioni continuano a non considerare il Vino italiano un giacimento culturale.. ( cosa che in Francia invece..)Tutto il resto è : udienza papale.. W la Repubblica Romana..!

  4. patrick

    febbraio 6, 2015 alle 12:05 pm

    personalmente trovo fuori luogo che tre fervidi rappresentanti dell’unità naionale brindino con un prodotto che proviene da una provincia autonoma come Trento,VISTO che purtroppo per loro non contribuisce ad arricchire i loro gia lauti stipendi…MA INVESTE le ricchezze del territorio sul territorio..viceversa i prosecchisti storici e i neoprosecchisti versano nelle casse dello stato fior di quattrini,in crescita da alcuni anni al pari passo con l’aumento delle vendite!forse ci vorrebbe un’pò di riconoscenza

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 12:31 pm

      fermi tutti, prima che la discussione prenda una strana piega e degeneri!
      Non sono d’accordo con lei e con il suo patriottismo veneto applicato al Prosecco, perché:
      1) le Cantine Ferrari hanno un regolarissimo e geniale (chi l’ha siglato merita applausi) accordo di fornitura dei loro Trento Dpoc al Quirinale che data da diversi anni;
      2) il Trentino é sì regione autonoma, che prende in virtù di questo tanti soldini dallo Stato centrale, ma é profondamente italiana, con tutti i pregi e difetti del caso e non ha mai pensato, anche se esistono partitini autonomisti, di staccarsi da Roma. Il Trentino non é l’Alto Adige – Süd Tiro, dove invece forme non nascoste di separatismo – Los von Rom – sono espressione comune e hanno trovato “dignità” politica
      3) Ferrari é Ferrari. Si può discuterne alcune scelte, alcune strategie, alcuni comportamenti, come faccio io (tra i pochissimi in Italia, perché criticare Ferrari é un po’ come criticare Gaja nel mondo del vino e certe aziende simbolo la stragrande maggioranza dei miei colleghi le adorano a prescindere) ma Ferrari e taluni suoi Trento Doc, non tutti, primo su tutti il Giulio Ferrari, sono parametri assoluti di riferimento del metodo classico. Italiano e mondiale.
      Detto questo poi si può “rigoler” su questo brindisi tri-presidenziale, come ho fatto io, prendendo il pretesto dal bicchiere sbagliato, ma tanto di cappello alla Ferrari per aver piazzato questo colpo di marketing – comunicazione.
      Poi non addentriamoci in discorsi politici, perché davvero il discorso potrebbe degenerare…

      • Gianni Morgan Usai

        febbraio 7, 2015 alle 10:57 am

        No Franco..! Invece sarebbe ora di parlare di Politica od anche politika con la “K”.. Perchè solo Ferrari al Quirinale..? I figli della Repubblica Italiana sono tutti uguali..! Eccheccazzo..! Se io fossi produttore del Maccaluso brut non potrei essere al Quirinale..? Di default..? Ma qui allora si rischia la teocrazia quasi iraniana..! L’ufficio Cerimoniale del Quirinale dovrebbe istituire un semplice registro dove OGNI MESE viene degustato nelle occasioni ufficiale un vino prodotto in Italia..con relativa comunicazione.. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Chi vuole manda le proprie bottiglie. Punto. E senza associazioni di categoria in mezzo alle palle a gestire l’elenco degli aventi diritto.. Anche questa è (sarebbe..) Repubblica..!

        • bevo_eno

          febbraio 10, 2015 alle 12:54 pm

          peccato poi che dovrebbero assumere 100 persone per gestire 3 cartoni di vino e portano l IVA al 23per cento…. meglio che Ferrari paghi per far da sponsor e finita predica

  5. fabry

    febbraio 6, 2015 alle 12:52 pm

    Anche se obsoleta resta uno dei bicchieri più seducenti e di classe che esistano…e poi l’importante é quel che c’è dentro, un gran trentodoc…meno male direi, che sti bischeri son capaci di festeggiare con qualcosa di straniero, basta vedere il parco macchine.

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 1:09 pm

      ma allora mi provocate e volete tirare fuori da me il “franco tiratore ch’entro mi rugge”!
      Sa cosa le dico?
      Le dico che come italiano e cronista del vino italiano, mi tolgo tanto di cappello di fronte al brindisi tri-presidenziale targato Ferrari, ma come degustatore, e qui é il mio palato che “parla”, io dico che se avessero brindato estero, ovvero avessero scelto un grande Champagne, che quando é grande, o anche solo medio grande, non c’é gara, altro pianeta, altri terroir, autre histoire, autre classe, io non mi sarei affatto scandalizzato e avrei detto loro bravi, mica “bischeri”…
      E ora, sparatemi pure addosso, datemi dell’esterofilo, del francisant (ebbene sì, lo sono), del provinciale che di fronte al sacro nome Champagne s’inchina, ma cosa volete che vi dica, a me lo Champagne buono fa impazzire. Come solo il grande Barolo, qualche Brunello, e, aggiungiamo provocazione a provocazione, qualche Franciacorta (mais oui!) riescono a fare… 🙂

  6. Gugge

    febbraio 6, 2015 alle 12:55 pm

    Egr. Ziliani quel flute e’ perfettamente adatto a quelle cariatidi.
    Restando in tema di bicchieri ha mai provato uno Zalto?
    Saluti

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 1:03 pm

      calma e gesso a chiamarle “cariatidi”: la compagna Boldrini é molto suscettibile e ha la querela facile…
      Buongiorno Signora Presidentessa, in fondo, ma moooolto in fondo, io l’adoro… 🙂
      p.s.
      non si incavoli Gugge (io aspetto ancora una sua risposta ad una mia mail… campa cavallo…) ma l’esperienza gustativa con lo Zalto mi manca, mannaggia…

  7. patrick

    febbraio 6, 2015 alle 1:04 pm

    concordo sul fatto che Ferrari è un punto di riferimento nel mondo dei metodi classici italiani,e che sicuramente è un’azienda con ottime politiche commerciali.Non concordo assolutamente quando si va a screditare il mondo del prosecco,sia esso doc o docg..è un ambasciatore dell’agroalimentare italiano nel mondo e sta facendo da aprpista per altri prodotti,se non erro e mi perdoni se sbaglio,ferrari ha partecipazioni in una nota azienda di valdobbiadene,ci sarà un motivo?

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 1:15 pm

      ma che screditare! Si rilegga quello che ho risposto a @ Luigi Olivero. Glielo ripeto qui: prima che qualche talebano del prosecchismo mi accusi di insulti o peggio al vino del suo cuore, preciso che ho il massimo rispetto per il Prosecco tout court e che per me dire “un prosecchino” non significa riferirmi letteralmente al vino Prosecco, Docg o Doc, ma ad un’idea di vino, con le bollicine, senza tante pretese, da battaglia, cheap and cheerful, come direbbero gli inglesi.
      Questo per la precisione. Il mio palato metodoclassicista non accetta il Prosecco, ma il mio cervello rispetta e indaga il fenomeno che rappresenta..
      Ciò detto, é vero e l’ho scritto, criticando la scelta dei cugini Lunelli, che Ferrari si é acquistato un 50% di Bisol (e secondo me, scommettiamo?, in futuro il 50% diventerà una quota ancora superiore…), ovvero la Ferrari del Conegliano Valdobbiadene, Prosecco Superiore Docg, ma il perché io ancora aspetto che Matteo Lunelli, se vuole, me lo spieghi. Perché io, che sono un romantico Don Chisciotte, penso che ci debbano ancora essere motivazioni identitarie, affettive, nel mondo del vino e che tutto non si possa ridurre a, seppur rispettabilissimo, business… 🙂

      • patrick

        febbraio 6, 2015 alle 1:53 pm

        infatti la logica che determina certe scelte è il business..se non si vende,e a prezzi remunerativi non si riesce a mantenere le motivazioni identitarie e affettive che legano un produttore di vino alla sua terra,a volte bisogna ragionare con il portafoglio per poter ragionare con il cuore.Per quanto riguarda il concetto di prosecchino,capisco che lei lo leghi a un’idea di prodotto effimero per persone di poco valore,ma facendo cosi mi coinvolge l’intero mondo prosecco e si creano delle distorsioni nel comunicare il concetto base,screditando l’intera categoria..

        • redazione

          febbraio 6, 2015 alle 1:59 pm

          e allora, gentile Patrick, mentre Gianluca Bisol ride e si diverte leggendo queste mie uscite, e lo stesso fa Umberto Cosmo di Bellenda (che nel cuor mi sta perché importa lo Champagne Roger Coulon…) e sono sicuro che la stessa cosa accade con altri produttori cum grano salis, cosa fa / fate: mi querelate? Suvvia, siamo seri… 🙂
          E’ tutta pubblicità, un po’ alla Ziliani ovviamente, che io porto al Prosecco tout court: Docg e Doc…
          p.s.
          lei dice bene: “a volte bisogna ragionare con il portafoglio per poter ragionare con il cuore”. Ecco perché, ragionando sempre io con il cuore, le viscere, ed il sangue, mi trovo con un portafoglio molto più leggero di quelli, anche miei colleghi, che ragionano con il bilancino e la convenienza, con il conformismo per default, pardon, con il cervello ed il portafoglio..

          • patrick

            febbraio 6, 2015 alle 2:25 pm

            stia tranquillo che nessuno la denuncia!!stiamo facendo una sana discussione tra appassionati del vino,quello che volevo dire è che si stà poco a storpiare l’immagine di un prodotto,specie quando ne parlano giornalisti professionisti come lei..apprezzo il suo stile critico e con una sottile malizia,la seguo per questo motivo poichè non è noioso come molti suoi colleghi che se parlano di un vino lo fanno sempre in positivo,andando a banalizzare e uniformare gli articoli”tutti bravi,tutti buoni”

          • redazione

            febbraio 6, 2015 alle 2:35 pm

            grazie Patrick, lei mi rassicura… 🙂
            Avevo già allertato il mio Perry Mason dicendogli: lavoro per te in arrivo, mannaggia…
            p.s.
            sa da chi ho avuto la mia unica vera e propria querela in 30 anni di giornalismo del vino spericolato? Da un produttore di vino, dirà lei… No, da un “simpatico” collega, al quale approfitto per mandare un forte abbraccio…
            così per dire che aria tira nel mond(acci)o del giornalismo del vino italiano…
            approfitto di lei per lanciare un appello: per favore suggeritemi un Prosecco Doc di qualità indiscutibile, che non possa perdermi, che debba assaggiare per forza! Prometto di farlo…

  8. Matteo

    febbraio 6, 2015 alle 2:41 pm

    oggettivamente la foto non è un granché: Mattarella sembra prossimo ad un ischemia (sguardo perso) gli altri 2 sono girati di spalle, il “lungagnone” dietro pare un bodyguard di Putin…Fossi in Ferrari non mi vanterei così tanto o comunque non la considererei un bel cimelio.

    Credo che un semplice tweet di buon augurio al nuovo presidente che ha festeggiato con metodo classico Ferrari, sarebbe stato più “figo” (passatemi il termine).

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 2:51 pm

      é la foto che mi ha inviato l’ufficio stampa, efficientissimo e cordiale con me, nonostante i miei post, di Cantine Ferrari… Non é granché, ma guardandola mi ha fatto venire l’idea di questo post… Che in zona Prosecco so essere stato letto e valutato con attenzione, anche ad alto livello… 🙂

  9. benux

    febbraio 6, 2015 alle 2:56 pm

    w ferrari e w perlè rosè ma la Boldrini proprio non la sopporto e qui mi fermo sennò prendo anche io una querela.
    Non sò fino a che punto tutto ciò sia pubblicità positiva per Ferrari.

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 3:07 pm

      ehi benux statte bbuo’! La nostra amata Presidentessa della Camera é nel cuore di tutti gli italiani e tutti noi maschietti, in gran segreto, desidereremmo una love story con Lei… E Le offriremmo le più preziose bollicine, non solo Trento Doc, ma Franciacorta e Champagne cuvée de prestige e rose e ogniccosa pur di avere un suo prezioso, ineffabile sorriso…
      I must confess: I love you Laura 🙂

      • patrick

        febbraio 6, 2015 alle 3:49 pm

        con quei calici basterebbe anche un prosecchino alla spina

  10. Gabriele Battaglia

    febbraio 6, 2015 alle 9:37 pm

    Saró soltanto un sognatore, ma spero un giorno di leggere da lei Sig. Ziliani: Questo presidente mattarela se lo meritava il Perlé rosé……. in fondo un pò ci spero!! Complimenti per il lavoro e se posso permettermi una domanda. La sua opignone su due a mio avviso dei migliori metodo classico che abbiamo in Italia, Casa delle Colonne Fratelli Berlucchi e Comitissa Lorenz Martini? Grazie

    • redazione

      febbraio 6, 2015 alle 10:31 pm

      Grazie! Considero quei due vini due grandi vini specie il secondo. Cerchi sul blog ne ho scritto con entusiasmo

  11. Zakk

    febbraio 7, 2015 alle 7:52 am

    Ziliani il nome del prosecco che cerca è Frozza, non so se sia in zona doc o docg, ma questo è il meno peggio in circolazione.

    Vedere Berlucchi e Martini Lorenz nella stessa frase mi fa pensare al gigante Golia e Davide. Sappiamo bene chi soccombe.

    • redazione

      febbraio 7, 2015 alle 10:03 am

      Pia e’ un’amica carissima ma il Comitissa gioca in un altro campionato

  12. Zakk

    febbraio 7, 2015 alle 7:57 am

    Come dice Gugge un bel bicchiere Zalto, suggerirei l’universal per le bollicine metodo classico, è il meglio possibile per esaltare qualsiasi vino. Ziliani, ma lei che frequenta la ristorazione bergamasca si faccia un salto da Frosio o al Camelì o alla trattoria Visconti, ricordo di averli usati su quelle tavole.

    • redazione

      febbraio 7, 2015 alle 9:59 am

      Andro’ da Visconti gli altri due non mi garbano molto

  13. gemma

    febbraio 7, 2015 alle 10:35 am

    io preferisco Camelì, professionalitá come pochi.

  14. Gabriele Battaglia

    febbraio 7, 2015 alle 10:54 am

    Confermo di preferire Comitissa o Hausmannhof ed anche Valentino brutzero…… Ma é un Franciacorta che a mio umile parere nella denominazione primeggia!

  15. Gianni Morgan Usai

    febbraio 7, 2015 alle 11:00 am

    Franco qui c’è la grande occasione per far partire un momento di riflessione serio sul Vino italiano.. Propongo un gruppo di studio, aperto, agile e veloce sui vini al Quirinale..
    http://www.quirinale.it/qrnw/statico/uffici/uffici.htm

  16. fabry

    febbraio 7, 2015 alle 11:10 am

    Da cronista del vino il suo discorso va benissimo, ovvio ad un rappresentante dello stato italiano si impone qualcosa di diverso…e ci mancherebbe

  17. Gabriele Battaglia

    febbraio 7, 2015 alle 12:56 pm

    Confermo di preferire Comitissa Hausmannhof ed anche Valentino BrutZero… Ma in denominazione Franciacortaindubbiamente Casa della Colonne é tra le migliori bottiglie… p.s. Il Gold 2002 poi………. Grazie

  18. Gabriele Battaglia

    febbraio 7, 2015 alle 11:35 pm

    Grazie e complimenti, in effetti in Gold é impressinante…. Ne ho ancora 2 bottiglie in “cassaforte”!!! La schiava che avete bevuto stasera é forse di Franz Hass? Che Champagne avete offerto a dei prosecchisti? Forse Pol Roger… Grazie

  19. Zakk

    febbraio 8, 2015 alle 11:27 am

    E come mai non le garbano Camelì e Frosio?
    Il secondo in particolare è un appassionato di vino come pochi nella ristorazione, averne di cantine come quella di Frosio.

    A Comitissa Gold io vi batto: ne ho ancora 5 bottiglie.

    Come ricorda Gabriele Battaglia anche Haderburg con le bollicine non scherza, ma a riserva hausmannhof mi sembra un po’ troppo “spinta”, preferisco di gran lunga la freschezza del loro pas dosé.

    • redazione

      febbraio 8, 2015 alle 12:08 pm

      l’ultima volta che sono stato, due o tre anni fa, dal Camelì, con un amico ristoratore gardesano che voleva provarlo, a parte la tristezza di trovarci solo noi due un venerdì a pranzo, a parte l’ambiente non proprio allegro, mangiammo tutt’altro che bene ed il mio amico si trovò un conto memorabile… E ricordo una poularde de press, scelta la lui, più gommosa di un pollo di gomma…
      Da Frosio manco da una vita, ma io quando sono a Bergamo non arrischio avventure in ristoranti locali, e semmai vado con gioia, é una recente scoperta, ma ci sono già stato quattro volte (prossimamente ci porterò due grossi personaggi della Franciacorta e uno del Garda) in questo posto che consiglio a tutti: http://www.alcarroponte.it/ dove si beve benissimo, si mangia bene, si é in un ambiente simpatico ed il conto é più ragionevole.
      Oppure a me piace andare, ad Ambivere, alla Trattoria Visconti http://www.trattoriavisconti.it/. Altre cose che valgano la pena non mi viene in mente di citarle. Da Vittorio, da quando si é spostato fuori Bergamo, sono stato solo due volte, sempre ospite uno di un carissimo amico produttore oltrepadano, che voleva proporre i suoi vini al sommelier to tuto mi: e ci é riusciuto. E la volta precedente in compagnia di un produttore di vino, erede di una dinastia celebre e miliardaria, che voleva conoscermi e pensò bene di invitarmi lì.
      Ricordo il fritto a 60 euro, buono, ma Don Alfonso, tanti anni fa, ne mangiai uno che quello di Vittorio manco se lo sogna, ed il piatto di pasta meno caro, dei paccheri di Gragnano al ragù (ma la descrizione in carta impiegava due righe) a 30 euro. E allora mi dissi, anche se il posto é bello e varrebbe la pena andarci anche solo per i dolci, che non fa per me, non fa per il mio portafoglio. Non fa per il buon senso. Ma che i ricchi, se pagano le tasse, ci vadano pure… Io preferisco una sana trattoria di tono…

    • redazione

      febbraio 8, 2015 alle 12:10 pm

      se volesse farsi perdonare una delle mille nefandezze che ha compiuto nei miei confronti una bottigliuzza di Comitissa Gold me la potrebbe anche cedere Zakk. Io in cambio le do tre Franciacorta di mia scelta 🙂 Niente Cuvée prestige, promesso 🙂

  20. silvana

    febbraio 8, 2015 alle 12:44 pm

    I bicchieri un po’ sciatti in cui brinda il trio presidenziale è l’emblema della sua distanza dalla realtà.
    Sempre di più le parole e i comportamenti di chi si occupa del bene del paese suonano come se fossero l’espressione di esseri alieni …
    E l’indifferenza che costoro signori testimoniano per l’agricoltura e per i grandi prodotti (vini, olio, il conserviero, …), per i marchi italiani, per i toponimi, per la lingua che viene storpiata e anglicizzata … che dire: è l’eloquente segnale di altri interessi, ben altri!

    • redazione

      febbraio 8, 2015 alle 12:47 pm

      buona domenica Silvana, bentornata!

  21. Gabriele Battaglia

    febbraio 8, 2015 alle 4:20 pm

    Sa Zakk me lo ha consigliato anche un carissimo amico il lorp pas dosé, ma nn ho ancora avuto modo di provarlo… Ora ho in “fresca” un rosé brut di Pojer e Sandri, conoscete?? Nn so il prezzo, ma viene prodotto in maniera molto interessante!!

    • redazione

      febbraio 9, 2015 alle 10:09 am

      molto buono il Rosé Extra Brut di Mario Pojer. Da provare assolutamente

  22. Nicola

    febbraio 9, 2015 alle 9:29 am

    Il Pas Dose’ di Haderburg è uno dei migliori metodo classico altoatesini, per me è a livello del Comitissa. La cantina, per la bellezza del posto oltre che per i vini, merita sicuramente una visita. Sempre a Salorno, un paio di tornanti prima di Haderburg c’è anche la cantina di Patrick Uccelli, con un pinot bianco notevole.

    • redazione

      febbraio 9, 2015 alle 10:08 am

      provati tutti anche prima di Natale i metodo classico altoatesini: Comitissa é fuori concorso, pur con tutto il doveroso rispetto per gli altri, tutti di più che valido livello

      • benux

        febbraio 9, 2015 alle 4:09 pm

        Per me sopra a tutti in Alto adige restano le bollicine artigianali di Stocker il suo extra Brut millesimato vuoi anche per la presenza del Sauvignon lo trovo favoloso

        • redazione

          febbraio 9, 2015 alle 11:09 pm

          Sebastian Stocker!!! Bisognerebbe fargli un monumento, andare in pellegrinaggio da lui a Terlan dove abita e dirgli GRAZIE MAESTRO, dal profondo del cuore

  23. Gabriele Battaglia

    febbraio 9, 2015 alle 10:47 am

    Grazie tutti molto gentili, provvederó col pas dosé allora! Ma nn mi avete detto nulla del Valentino brutzero di Rocche dei manzoni? Pur a mio avviso uno scalino meno dei Lorenz Martini… Tornando ai calici da sostituire al quirinale, ma ci toccherebbe pagargli pure quelli nuovi ahah!! Ziliani se passa dalle mie parti gliela offro io la bottiglia di Comitissa Gold 2002…??

    • redazione

      febbraio 9, 2015 alle 11:02 am

      bene, dove e quando? Io ne ebbi due di quelle bottiglie, una “sacrificata” per scrivere l’articolo per questo blog e una sacrificata, nel dicembre 2013, in occasione di una cena che dovetti avete, mio malgrado, con un alto papavero del mondo vino, che aveva una vaga idea di querelarmi. La bontà del Comitissa Gold 2002 fu tale che cedette a più miti consigli…

  24. Gabriele Battaglia

    febbraio 9, 2015 alle 12:51 pm

    BENE!! Se ne é davvero interessato mi scriva in privato e vediamo se riusciamo ad organizzare, ne sarei molto onorato ad aprirle la mia “cantina”!! Quanto pare vista la sua vicenda il Lorenz Martini compie miracoli!!

  25. Luigi

    febbraio 10, 2015 alle 6:33 am

    Che buono il Comitissa Gold 2002. Ti fa venire Le lacrime agli occhi….e’ un emozione. Grazie Sig Ziliani per la segnalazione dello scorso anno (credo).

    Sig. Zakk 5-4

  26. Luigi

    febbraio 10, 2015 alle 6:35 am

    Il tuo commento è in attesa di moderazione…

    Che buono il Comitissa Gold 2002. Ti fa venire Le lacrime agli occhi….e’ un emozione. Grazie Sig Ziliani per la segnalazione dello scorso anno (credo).

    Sig. Zakk 5-4, buon divertimento ed emozione.
    L

  27. Zakk

    febbraio 10, 2015 alle 2:31 pm

    Stocker piace anche a me, ma mi sembra pecchi in finezza forse proprio per quella quota di sauvignon. Comunque buono pure quello.

    Da quel che ho capito il prossimo Gold di Comitissa dovrebbe essere il 2006. Chi vivrà vedrà, anzi berrà!!

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