Franciacorta moja milosc: la (e il) Franciacorta secondo Elisabetta Poletti

Elisabeth-Jancis

Un’intervista al sito Internet 6win.pl

Lo so bene che il polacco non è la lingua più facile di questo mondo e io stesso, che pure sono stato a Varsavia diverse volte e non vedo l’ora di tornarci (da Bergamo sono solo due ore di volo…) perché ho ormai tanti amici sia tra i wine writers polacchi – primo tra tutti il fraterno amico e coetaneo Marek Bieńczyk, (ritratto qui sotto nella foto di Marcin Mizerski) uno che scrive, benissimo e con cognizione di causa, di vino, su diverse riviste specializzate e siti Internet, ma ha una column sull’edizione polacca di Forbes, ed è uno storico della lettura, un filosofo e ha tradotto in polacco, tra l’altro Milan Kundera, Roland Barthes e Emil Cioran (hai detto mai…) – che tra gli importatori (leggi ad esempio questi due articoli dedicati a due tra i principali araldi del nostro vino in terra polacca, Maciej Bombol e Robert Mielzynski) della lingua di Chopin e del sommo Karol Wojtyla mastico ben poche parole.

Marek

Però, invitandovi ad appoggiarvi per la traduzione (almeno delle linee generali) a Google translate, voglio segnalarvi una bellissima intervista, concessa al wine writer Łukasz Klesyk del sito Internet 6win, da una signora che è stata premiata tre anni fa durante il Grand Prix organizzato dalla più importante, diffusa e influente rivista del vino polacca, Magazyn Wino, di cui è capo redattore Tomasz Prange-Barczynski, come “Promotora Kultury Wina w Polsce”, ovvero Ambasciatrice della cultura del vino (italiano) in Polonia.

Parlo di quella elegante Signora, che ha introdotto per la prima volta il Franciacorta in terra polacca, creando oltre dieci anni fa una pioneristica attività, da lei inventata, di wine broker, e che ha poi aperto le strade ai vini del Garda e al Chiaretto in particolare (oltre che a vini pugliesi, piemontesi, sardi) che corrisponde al nome di Elisabeth Babinska Poletti, che ho avuto la fortuna di conoscere nell’ormai lontano 2010 – vedi intervista – e della cui amicizia mi onoro, considerandola una grande appassionata ed esperta, eccome se ne capisce!, di “bollicine” metodo classico, di vini bianchi e di rosati. Con la quale è sempre istruttivo, anche per me che ho una qualche lunga esperienza in materia di vino, degustare e confrontarmi.

MagazynWinoBoniekElisabeth
Elisabeth, che nel 2011 si inventò letteralmente una magnifica presentazione di Franciacorta a Varsavia, “trascinando” 16 produttori ad un banco d’assaggio di bollicine bresciane che ancora oggi a Varsavia (altrove un po’ meno) ricordano con grande entusiasmo, ha continuato ad occuparsi di Franciacorta, anche se in posizione più defilata, ma non meno impegnativa e impegnata che in passato, e lo dimostra in questa lunga intervista – leggete qui – che il giornalista ha intitolato “Franciacorta moja milosc”, ovvero “Franciacorta amore mio”, dedicata in larga parte al Franciacorta, a spiegare cosa sia, quale la particolarità del vino e della sua zona di produzione, ed il perché lei, Elżbieta, si sia appassionata a questo tipo di vino e non ad altri.
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E ne indaghi, con curiosità e cognizione di causa e grande onestà intellettuale (merce rara oggi nel mondo del vino, italiano e internazionale) tutte le sfumature. Pur non perdendo l’occasione di de(gustare) e apprezzare con gioia l’altro suo grande amore “bollicinaro”, l’amore un po’ di noi tutti che amiamo questa tipologia di vini, ovvero lo Champagne.

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Io forse sarò anche un po’ condizionato dall’amicizia, e dalla stima, profonde, che nutro per questa donna coraggiosa, orgogliosa e di grande dignità, ma pensando alla volontà all’export, ad incrementare le quote di esportazione nel mondo dei Satèn, Dosage Zero, Extra Brut, Brut, Rosé bresciani, che la Franciacorta non perde occasione, come ha fatto anche lunedì a Milano in occasione dell’annuncio della partnership con Expo 2015, di affermare, non posso che esclamare: averne di ambasciatori del genere del e della Franciacorta nel mondo! Sono pronto a scommettere che i numeri crescerebbero davvero con testimonial testardi, appassionati e competenti come Elisabeth…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

4 commenti

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4 commenti

  1. Daniela

    gennaio 29, 2015 alle 10:14 am

    Messa cosi sembra che tracci un quadro negativo x l’attivita’ di marketing fuori dalla terra italica del consorzio, lasciado a affascinanti singles l’attivita’ in sperduti paesi, bellissima Varsavia.
    Sarebbe interessante, se ha voglia e tempo, avere notizie su come i consorzi di bollicine italiane ( cosi’ non si parla solo del franciacorta) affronteranno il prossimo pro-wine in terra teutonica
    Non vorrei trovarmi i soliti stand giu’ in fondo.

    • marec

      gennaio 29, 2015 alle 3:55 pm

      E vero, sembra che abbia fatto tutto la simpatica signora!!!

      • redazione

        gennaio 29, 2015 alle 11:36 pm

        la simpatica Signora ha fatto veramente molto. Con la collaborazione, che non ricordo – ho seguito tutte le fasi che hanno portato alla manifestazione ed ero presente alla manifestazione stessa – particolarmente entusiasta e partecipe, del Consorzio Franciacorta e dei produttori invitati, che hanno scelto liberamente di partecipare, dopo una libera e attenta valutazione, e nessuno ha costretto con il mitra ad imbarcarsi per Varsavia…

    • redazione

      gennaio 29, 2015 alle 11:37 pm

      non ho il potere di saperlo, dovrei fare una mega inchiesta che lascio ad altri, più attrezzati e autorevoli del sottoscritto, fare

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