Cava Brut Nature Gran Reserva 2008 Recaredo: un’obra maestra!

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Xarel.lo, Parellada, Macabeu
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
10


BrutNature2008Recaredo

Señores y señoras tutti in piedi por favor, perché questo vino che sto per presentarvi, magnificarvi, quasi commosso, es un’obra maestra, a masterpiece, un capolavoro. Devo ringraziare innanzitutto chi lo produce, un’azienda il cui claim è “90 años de un compromiso… …con la excelencia”, Recaredo en Sant Sadurní d’Anoia, nel cuore della zona del produzione del Cava, ma anche chi ha avuto la geniale pensata, muchas gracias!, di pensare di importarlo e distribuirlo in Italia.

Non un importatore normale, bensì un collega produttore, “fratello” di filosofia naturale e biodinamica, la meravigliosa tenuta altoatesina di quel personaggio affascinante e particolare (nove anni fa, in questo post di un Vino al vino ai primi passi lo criticai aspramente per aver piantato Tempranillo e Petit Manseng in riva all’adorato Lago di Caldaro) che è il conte Michael Goëss-Enzenberg, ovvero Manincor, “Mano-sul-cuore. Manincor vi serve un vino “puro”, puro di natura”.

E’ stato un caso scoprire, dopo una mail mandata all’azienda spagnola, con risposta inviata in copia al “sales manager” Matthias Jaeger e relativo contatto successivo, che i vini di questa bodega dell’Alt Penedès, che mi erano stati magnificati da due amici e colleghi spagnoli di assoluto valore, Victor de la Serna y my hernano Juancho Asenjo, erano importati anche in Italia. Anche se un Italia un po’ particolare com’è il Süd Tirol…

Poi le cose sono andate in maniera meravigliosa, alcuni campioni arrivati puntualmente a casa, forniti gentilmente dall’importatore italiano, l’assaggio e poi, lo so dire solo in francese, un devastante coup de foudre. Un amore a prima vista.

coupdefoudre

Cosa sia Recaredo, una bodega dove lo giuro su Bacco quest’anno DEVO assolutamente recarmi in pellegrinaggio, lo racconta, in maniera perfetta, esaustiva, appassionante, il sito Internet aziendale. Un posto, 50 ettari di vigneto a proprietà familiare, nella zona del río Bitlles, nella comarca del Alt Penedès (Barcelona), dove nel 1924 Josep Mata Capellades decise, con un impegno preciso, prima di tutto verso se stesso e poi con il mondo, di creare “vinos de terruñodi assoluta personalità. Capaci di trasmettere nella bottiglia il genius loci, il sense of terroir, di un posto magico:El Bitlles serpentea entre bosques, colinas y torrentes discontinuos mostrando parajes de una gran belleza, emparados por la imponente presencia de la montaña de Montserrat”.

Vini che dovevano rendere omaggio a questo terroir “nella maniera più onesta e trasparente possibile”, ovvero “reafirmando nuestra vocación única en el mundo como viticultores y elaboradores”. La parola d’ordine, la “mission” attraverso novant’anni di attività festeggiati proprio lo scorso anno, doveva essere ed è, “Honestidad con el territorio”, ovvero “100% Agricultura ecológica y biodinámica”.

Forse è inutile tradurre, ma vuol dire “onestà con il territorio” il che significa “agricoltura ecologica e biodinamica” per davvero, non come posa o come moda. O come trovata di marketing per provare a riciclarsi e rifarsi, come stanno facendo svariate aziende vinicole italiane (non fatemi fare nomi, per pietà…), un’improbabile verginità e credibilità. Verso consumatori che è sempre più difficile ingannare. Anzi, diciamo le cose come stanno, “prendere per il culo”.

2008RecadedoBrutNature

Per il popolo di Recaredo (che bel nome, come suona bene, che nobiltà naturale…) “un gran vino è il riflesso della terra che l’ha visto nascere” E per questa ragione hanno scelto una viticoltura che segue i criteri, non i dogmi, della biodinamica, “coltivando i vigneti senza ricorrere ad erbicidi o insetticidi, solo con elementi di origine naturale”. Una viticoltura “che ha come priorità l’equilibrio dell’ecosistema e la biodiversità in vigna” e che consente di ottenere “vinos espumosos sumamente expresivos”, con una grande capacità di evoluzione e tenuta nel tempo e soprattutto “rispettosi del paesaggio d’origine”.

Va ricordato che Recaredo, carramba que viños!, è stato il primo produttore della D.O. Cava ad ottenere il certificato internazionale di viticoltura biodinamica Demeter. E qui magari i “pirla”, che non sono quelli che evocava in una memorabile conferenza stampa di presentazione quel Dio del calcio che se llama José Mourinho (MOU!!!! Torna tra noi a miracol de la pelota mostrare…) diranno: “Ma dai, Cava, uno “spumantino” più vicino ad un Prosecco che ad un Franciacorta o ad uno Champagne”…

Ma così dicendo, si dimostrerebbero appunto dei memorabili irrecuperabili “pirla”, perché a Recaredo – leggere qui quello che scrive il critico del New York Times Eric Asimov, lacrianza mínima” es de 30 meses”, ovvero 30 mesi di affinamento sui lieviti minimo, due anni e mezzo, per poter acquisire quella che è la loro peculiarità, ovvero “una personalità eccezionalmente unica”.

Heidsieck

E io, che non sono un pirla, ma ho esperienza e palato sufficiente per capire certe cose (datemi pure del presuntuoso, tanto me ne frego..) e che lo scorso 16 ottobre ho pensato di vedere “la Madonna” degustando da Charles Heidsieck due bottiglie indimenticabili, due bottiglie della cuvée Charles datate nientemeno che 1985, l’età di mia figlia Valentina, prese delicatamente dal sancta santorum dove riposavano e portate lentamente all’assaggio, non vedo l’ora di correre a Sant Sadurní d’Anoia, per catar alcuni Recaredo che “adquieren unas crianzas de casi 30 años, preservando la delicadeza del tiempo y una elegante complejidad de matices”. Un invecchiamento/affinamento di quasi trent’anni…

Nel contempo, invitandovi a leggere, ben raccontate sul sito Internet aziendale il racconto delle tappe salienti dei primi 90 anni di Recaredo, dal 1944 pionieri dei Brut Nature, dal 1962 artefici della Reserva Particular de Recaredo, dal 1975, protagonisti Josep y Antoni Mata Casanovas, figli di Josep Mata Capellades, un lavoro spasmodico in vigna, dal 2006 l’approdo ragionato e convinto all’agricoltura biodinamica porque “No hay vino sin vida en el viñedo, non c’è vino (serio) senza vita nel vigneto.

Tutto questo discorso per arrivare sino al momento della sfolgorante folgorazione, della verità che si fa vino, il mio approccio, e non poteva avvenire che insieme a Lei, alla luz de my vida, ad un vino che mi ha emozionato, sconvolto, lasciato, è il caso di dirlo, di pietra, il meraviglioso Brut Nature Gran Reserva 2008. Un Brut nature totalmente secco, senza alcun dosaggio, la cui cuvée prevede questa formula magica: 46% Xarel·lo, 40% Macabeu y 14% Parellada. Un vino che in Spagna viene venduto on line intorno ai 18 euro

Un vino, avevo letto prima di stappare e servire e cercare nei suoi occhi la conferma che si trattava di un momento magico (lo è sempre quando sono insieme a lei…), che “esprime la diversità dei terreni calcarei e dei microclimi dell’Alt Penedès, vigneti con suoli “de textura franca (equilibrio de arenas, limos y arcillas)”, con una naturalezza calcarea, che apportano profondità e carattere ai vini di Recaredo.

Elmundocambia

E poi raccolta manuale di uve perfettamente sane, con un 4% della cuvée rappresentata da vini che hanno fatto un leggero affinamento in legno, dégorgement (el degüelle) realizzato manualmente senza congelare il collo della bottiglia, con professionalità artigiana e rispetto dell’ambiente.

Il 2008, raccontano a Recaredo, fu un’annata equilibrata, segnata dai contrasti metereologici , con temperature alte e piogge durante l’autunno e l’inverno e una pioggia “caprichosa” (quanto me gusta el Español!) in primavera, con massimo storico di piogge in maggio (155,7 millimetri). E nonostante qualche problema sanitario delle uve – el mildiu – “i trattamenti biodinamici applicati al vigneto dimostrarono di essere la risposta vincente ottenendo uno stato sanitario delle uve eccezionale”.

Insomma, e aprite bene le orecchie, a fronte di un rendimento massimo autorizzato dal Consejo Regulador del Cava stabilito in 88 ettolitri ettaro, il rendimento medio dei vigneti di Recaredo nel 2008 fu di soli 34,2 ettolitri/ettaro, ovvero “minor produzione, maggiore espressività e qualità”.

E come racconta con poesia il catalano, un affinamento per questo vino sfolgorante como my Amor, di 5 anni e 8 mesi (68 mesi) in cantina: “Mínim de 5 anys i 8 mesos (68 mesos) a les caves”.

Qui per chi desidera tutti i dettagli, la scheda tecnica del vino, e ora, il mio campione dichiarava una sboccatura risalente al 21 gennaio 2014, con umiltà e stupore, in silenzio, il mio racconto: paglierino oro brillante il colore, perlage sottilissimo e continuo, di grande energia e vivacità nel bicchiere, ed un naso di precisione assoluta nitido come un taglio laser, pietra su pietra, sfumature delicate di mela, pera, mandorla fresca, pesca bianca e poi ancora pietra focaia ed un qualcosa di marino, di ostricoso che richiama, pretende, desidera, mariscos y mariscos y mariscos

Rrecaredo2008

Attacco in bocca vibrante, nervoso, di grande soavità, non largo, ma verticale, profondissimo, per uno sviluppo pieno di vita, di sapore, meravigliosamente equilibrato, elegante, affascinante, pietra su pietra, anzi pietra liquida lo definirei, salato, delicatissimo come le sue carezze e imperioso e imprevedibile come i suoi “capricci” di cerbiatta fatta Donna. La mia donna, il mio amore…

Un vino di assoluta essenzialità e commovente poesia che mi ha fatto pensare ad uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, al ligure (ma milanese d’adozione) Eugenio Montale, ai suoi immortali versi di Mediterraneo che recitano “Avrei voluto sentirmi scabro ed essenzie siccome i ciottoli che tu volvi, mangiati dalla salsedine”…
Crystalhearth

Un vino che mi fa ringraziare i potenti Dei di essere vivo, di amare il vino e lei, di vivere questo momento magico della mia vita rendendo onore a Bacco e alla scrittura, vivendo intensamente senza alcun rimpianto, perché, ancora Montale e Mediterraneo, “nulla so rimpiangere: tu sciogli ancora i groppi interni con tuo canto. Il tuo delirio sale agli astri ormai”…

Que maravilla! Rrrrrrecaredo Señores y señoras: gran ovación!…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

21 commenti

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21 commenti

  1. Gugge

    gennaio 26, 2015 alle 7:50 am

    Molti produttori di Franciacorta dovrebbero visitare il sito web aziendale di recaredo, recaredo.es per vedere come si fa comunicazione. Molto bello.
    Relativamente alla sua degustaxione, se possibile, puo’ indicarci il suo prezzo d’acquisto?
    Grazie

    • redazione

      gennaio 26, 2015 alle 8:29 am

      come al solito lei dimostra scarsa intelligenza. Ho scritto chiaramente che il campione mi é stato fornito dall’importatore italiano di Recaredo e che non l’ho acquistato. E ora, poiché é un provocatore matricolato, magari avrà da dire anche su questo fatto normalissimo.
      In ogni caso la invito, se riesce, ad essere più lucido e attento quando ha la fortuna di leggermi e di leggere articoli come questo.
      Questo blog esige lettori intelligenti e in grado di capire perfettamente quanto scrivo, non tonti o finti tonti.

  2. Gugge

    gennaio 26, 2015 alle 8:41 am

    Mi scusi per averla accusata, non era nelle mie intenzioni.
    Intendevo il prezzo di vendita in italia di codesta prelibatezza.

  3. Gugge

    gennaio 26, 2015 alle 9:35 am

    Sicurament mi rispondera’: ” mai sei tonto il prezzo e’ scritto in alto, all’inizio del post”.
    Vero, se lo legge da pc.
    Non vero se lo legge da tablet o mobilephone (apple nel mio caso).
    Per sua info, magari una telefonatina alla Software house X sistemare il bug

  4. Ste

    gennaio 26, 2015 alle 10:06 am

    Mi permetto di far notare che l’azienda Heidsieck inserita nell’immagine non ha nulla a che fare con la bottiglia di Charles Heidsieck da lei assaggiata (e la differenza si sente…..)

  5. rob

    gennaio 26, 2015 alle 1:04 pm

    Non sarebbe male sapere però quanto può costare una bottiglia del genere in Italia.

  6. Gugge

    gennaio 26, 2015 alle 1:17 pm

    da non pubblicare.

    Buon giorno in settimana vi e’ stata la seguente degustazione, se interessato le giro le impressioni di chi ha pertecipato, oppure vi era anche lei?
    Saluti

    In attesa d’ iniziare:

    -Champagne brut Leclerc Briant
    – Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2002

    Primo gruppo d’aperitivo :
    – Reflet D’Antan Bereche
    – Substance Selosse
    – Sir Winston Churchill 1999 Pol Roger
    – Salon 1999
    – Dom Perignon Oenoteque 1996

    INtermezzo:
    – Dom Perignon Rosé 2000
    – Rayas 2000

    Secondo gruppo polposo :
    – Krug Vintage 1990 (il migliore mai bevuto)
    – Billecart Salmon Clos S.Hilayre 1996
    – Bollinger Vieilles Vignes Francaises 1997
    – Krug Collection 1989
    – Krug Clos Du Mesnil 1995

    Finale :
    – Nuits S.Georges Les Lavrieres 2001 Leroy
    – Barolo Riserva Vigna Rionda Massolino 2004
    – Porto Quinta do Noval Vintage 2001 “Silval”

  7. Zakk

    gennaio 26, 2015 alle 2:06 pm

    Io lo compro da uno dei miei ristoratori preferiti che me lo gira (cosi dice, ma mi fido) al prezzo ivato.
    Il brut in questione 21 euro, il brut de brut, notevolmente superiore a questo 38 euro.
    Validissimi prodotti un po’ cari per quel che riguarda il mio gusto, ma davvero mi pare l’unico cava che arrivi in Italia degno di nota.

  8. Alessandro

    gennaio 27, 2015 alle 9:24 am

    Zakk, lei parla di “unico Cava che arriva in Italia degno di nota”. Non sono un esperto di Cava (come di quasi nulla, a dirla tutta), ma credo che oggi come oggi tramite internet puo’ comprare e farsi comodamente spedire a casa qualsiasi vino prodotto in qualsiasi parte del mondo, non crede?

    • redazione

      gennaio 27, 2015 alle 10:39 am

      nonostante il cialtrone venga qui a porsi come un alter ego dell’autore del blog, che sino a prova contraria sono io e non lui, che é solo un’infestante che basta un po’ di insetticida a debellare, e tenti un contro canto che non é rischiesto e che é ridicolo, parlando di Recaredo come de “unico Cava che arriva in Italia degno di nota”, faccio notare al cialtrone e soprattutto ai lettori che questo blog si é occupato di altre Bodega d’impeccabile valore, ovvero Gramona e Raventos y blanc. Se poi lui non le conosce o non le apprezza, al sottoscritto e ai lettori non può fregare di meno. La linea editoriale la detto io, la scelta dei prodotti é solo mia. Quel tale, come ho già detto, se vuole dare sfoggio della sua enocultura si apra un suo blog e si scateni lì. Qui é indesiderato

  9. gugge

    gennaio 27, 2015 alle 11:44 am

    certo che se uno scrive da non pubblicare e lei lo pubblica è un …….
    veda lei cosa mettere.

  10. Franco Ziliani

    gennaio 27, 2015 alle 2:01 pm

    comunque Gugge, non si faccia troppe seghe mentali dopo questa mia lunga risposta e si ascolti questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=mfTt0b1yx-Q

  11. Zakk

    gennaio 27, 2015 alle 2:04 pm

    X Alessandro: io mi riferivo ad una importazione ufficiale.
    Che poi con internet e una carta di credito si abbia il mondo a disposizione lo so.

    X Ziliani: considero Recaredo decisamente superiore a Gramona! pir trattandosi di azienda che lavora seriamente. In ogni caso di soldi spesi in Cava ne ho già spesi fin troppi per conoscenza e tanto credo possa bastare per la mia sete.

    • redazione

      gennaio 27, 2015 alle 2:12 pm

      x Zakk: e chi se ne frega! A me e ai lettori di questo blog che é ancora MIO, non suo (lo apra il suo che poi si ride…) delle sue esperienze, del suo portafoglio, dei soldi che ha speso, non può fregare di meno. Sono stato chiaro?

  12. Luca Verga

    febbraio 6, 2015 alle 8:55 am

    Ho bevuto proprio ieri sera la bottiglia in oggetto con un caro amico che per lavoro fà la spola tra Barcellona e l’Italia.
    Ho seguito il suo consiglio di farlo acquistare (20€). Nel carico dei prodotti c’era anche dell’ottimo Patanegra.
    Bhè che dire, un grazie a lei, che mi ha fatto scoprire un prodotto così valido, gradito dagli amici presenti alla piccola degustazione. Un saluto Luca.

  13. Alberto

    settembre 28, 2015 alle 2:20 am

    Dopo aver letto il post, trovandomi in Spagna, mi sono subito messo alla ricerca del brut nature gran reserva 2008 e alla fine, per mia somma gioia, l’ho trovato fresco e giusto prima del tramonto. Beh che dire… grazie mille per la dritta perché l’ho apprezzato davvero oltre le aspettative! Non conoscevo i Cava, ma conosco diversi metodi classici italiani e devo ammettere con serenità che difficilmente ho trovato questo livello di qualità rapportata al prezzo! Anzi, avendoci preso gusto, mi sono messo a degustarne altri e questo di Mas Comtal (nella foto) mi ha piacevolmente sorpreso. Se le capita di sorseggiarlo mi faccia sapere che ne pensa, grazie e prosit!

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