Tranquilli: non mi metto a far causa (vincendola) ad un diffamatore matricolato

amiciveri
Ma mi tocca dire da qui ad un amico che non lo è più

Si sa come vanno le discussioni nei blog del vino: spesso grazie alla condizione particolare garantita dall’anonimato, anche se molto spesso le persone normali partecipano alle discussioni sui post, i cosiddetti thread, dichiarando il loro reale nome, senza nascondersi come conigli che gettano il sasso e nascondono la mano, le smargiassate più clamorose imperversano. Come pure farneticazioni, insulti, ostentazioni becere di presunta potenza, gare per dimostrare, a parole, di “averlo più lungo”, ovvero di sapere tutto del vino, molto di più di quei “pirla” che magari se ne occupano, professionalmente, da decine d’anni.

Su molti di questi blog, siti Internet, forum, imperversa anche un altro esercizio diffuso, la dietrologia, ovvero la pretesa di leggere un qualcosa che è accaduto secondo un personalissimo punto di vista e tentando di accreditarlo come reale. Un esercizio, quello dietrologico, il cui copione prevede ovviamente la presenza di cattivissimi e malvagi, quasi una Spectre, e di un eroe che arriva come Batman o Nembo Kid a salvare tutti, e ci raccontare la fiaba-verità di una serie di misfatti di cui solo lui, che è più intelligente di tutti, è a conoscenza.

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Un eroe che si adopera e si spende per aprirci gli occhi, quasi sacrificandosi, come capro espiatorio o meglio “bouc émissaire” come direbbe il grande René Girard, come stanno veramente le cose. Che i cattivi vanno smascherati, puniti e la verità, quella che secondo i presunti eroi è la verità, deve trionfare.
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E quando i post partono con questo piede è normale che lo sviluppo delle discussioni finisca con lo sbarellare. Con il portare alla ribalta, ovviamente trincerati da vili dietro ad un nick name, pseudo commentatori dalla diffamazione incorporata.

Un esempio di queste ordinarie storielle (o storiacce brutte) di blog, l’abbiamo trovata, nei giorni scorsi, su un blog comunque interessante, che anche dopo la pubblicazione di questo post, continuerò a leggere. Parlo di Terra uomo cielo creato da quello che un tempo definii wine talent scout, ovvero il bresciano (almeno credo) Giovanni Arcari, che tanto ha fatto per far conoscere e affermare eccellenti piccole aziende franciacortine come Camossi e Colline della Stella e da qualche tempo produttore in proprio con il marchio Arcari & Danesi, un cui Satèn ho raccontato qui, ma che poi si è fatta conoscere con altri Franciacorta di cui comunque scriverò. Perché sono dannatamente buoni. E io sono intellettualmente onesto e non un cialtrone.
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Bene, cosa è successo sul blog Terra uomo cielo? E’ successo che Arcari, che ama la Franciacorta e ne è un (piccolo) tenace protagonista, ma contemporaneamente sembra preso da una sorta di schizofrenico odio verso la stessa terra che dice di amare (e che sicuramente, a modo suo, visceralmenbte ama), pubblicasse un post, questo che potete leggere qui, dedicato ad una vicenda che sfiora un po’ l’eno-gossip, perché ha visto protagonista non un giornale specializzato del vino, ma il settimanale ultrapopolare Chi. Arcari nel suo post era partito bene, in maniera sorridente e ironica, annotando che “la questione va affrontata con un sorriso e senza allarmismi ma, certo è che qualcuno ha sbagliato qualcosa o altri non hanno capito. L’ultima segnalazione dei produttori di Franciacorta è la foto qui sotto che, invece di accendere in loro una reazione fatta di telefonate e madonne da tirare, hanno pensato di inviare a questo blog”.

Expo

E proseguiva parlando di “una grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″ che ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”. Ma ecco nascere il “problema”, ovvero che “in questo interessantissimo articolo letto da un produttore mentre aspettava la moglie che finisse la piega dal parrucchiere, s’insinua che Zanella con la sua Ca’ del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” e a dar manforte a questa tesi il “Poker di re in bottiglia” riportato a destra”.

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Morale il Nembo Kid de noantri Arcari finiva il proprio post con un interrogativo: “Ora, o mi sono perso una puntata io ovvero che magari la Franciacorta, all’ultimo, abbia rinunciato a essere “sponsor ufficiale” e Ca’ del Bosco si sia assunta oneri e onori, oppure qualcosa nella straordinaria macchina comunicativa del consorzio (altro che Associated Press!) non ha funzionato come avrebbe dovuto per l’ennesima volta? Che qualcuno debba spiegare qualcosa?”.

Inizialmente ho preso in maniera sorridente questo post, ma poi vista la piega che la discussione stava prendendo, essendo, al tempo, ancora amico di Arcari, ho pensato di intervenire e dire la mia rivolgendomi a Giovanni: “ho molto riflettuto su questo post, che pone un tema così appassionante che la gente, il popolo, i produttori della Franciacorta si stanno letteralmente accapigliando per commentarlo…E alla fine sono arrivato alla conclusione che preso da chissà quale furor ideologicus, come un kamikaze che si fa saltare scegliendo il martirio, tu abbia preso un colossale granchio. Anzi come direbbe un comune amico americano, an enormous misunderstanding.

Non ti é mai venuto il dubbio che l’autore del servizio di Chi – beh complimenti a chi ti ha segnalato l’articolo, fa davvero letture di grande livello intellettuale… – abbia capito fischi per fiaschi e che la notizia che non il Consorzio Franciacorta, bensi Cà del Bosco sia “il fornitore ufficiale dei vini dell’Expo” sia una clamorosa bufala? Scritta perché chi c’era alla festa (un po’ troppo milanista) alla Cà del Bosco non era molto attento e lucido a quanto gli era stato raccontato, ovvero che la Franciacorta non ha affatto rinunciato a essere “sponsor ufficiale” di Expo, che lo sarà al 98%, ma che alcuni dettagli siano ancora da perfezionare?

E se magari prima di sparare a zero contro quella che sembra essere diventata una tua ossessione (che ti ha fatto Zanella, ti ha magari portato via una ragazza?) tu avessi pensato ad informarti? E apprendere che “la grande gara vinta dalla Franciacorta per essere “sponsor ufficiale di Expo 2015″, gara che “ha portato a un aumento della quota a bottiglia che ogni azienda dovrà versare al Consorzio campione”, resta tale? E che se la Franciacorta dovesse rinunciare, ad avvantaggiarsi sarà un noto produttore e una zona concorrente? Vuoi che davvero succeda questo perché tu critichi – legittimamente -l’aumento della quota a bottiglia da parte di ogni azienda, decisione presa da una libera assemblea (da un CDA) e non imposta da Zanella con un golpe armato?
Questo avresti dovuto fare, amico (io ti considero ancora tale) Giovanni. Avresti reso onore alla verità e avresti evitato di fare una non brillantissima figura…”…

Inviato questo commento e onore a Giovanni per averlo pubblicato – contemporaneamente ci sono stati tutta una serie di colloqui telefonici e scambi di mail, diciamo molto vivaci – in margine all’articolo di Giovanni, che poneva una questione legittima, a mio avviso arrivando ad una conclusione che rischia di essere smentita dalla “dura legge del gol”, ecco partire la ridda dei “commenti” in libertà.

Alcuni comprensibili, anche di amici produttori franciacortini un po’ incazzati e sulla stessa linea d’onda dell’odi et amo arcariano, giunti al punto da definire ironicamente “paese delle meraviglie” la Franzacurta.

Altri a mio avviso demenziali e diffamatori come questo firmato da tale Ivan, pubblicato, senza batter ciglio, dal libertario Arcari: “Il meglio del meglio del circo! E chi si muove più? Pop corn e gazzosa. Avanzi il grasso crapulone che prima ha salassato al collasso la sua azienda, rifilandola in tempo per ritornare in sella e rimetterlo in culo al prossimo. Giornalisti del settimanale della (anziana ormai) casalinga di Voghera, pieno di pubblicitá per dentiere e clisteri alla glicerina. Strenui difensori di una bevanda con le bolle, fatta come lo champagne, ma che vende a malapena come la “cedratatassoni” (e tirandosela un frego, per sovrammercato). Mancano la donna barbuta, il nano superdotato e l’azienda agricola Boschi. Ma arrivano dopo l’intervallo”.

Sonnoragione

Il top climax dell’escalation del commento “al sen fuggito” o della variazione sul tema El sueño de la razón produce monstruos, ovvero “il sonno della ragione genera mostri” finora – ma non poniamo limiti alla demenza – è stato raggiunto il 17 gennaio alle 15.57 da tale Vittorio, il quale senza che il responsabile del blog (che, lo ricordiamo, è responsabile non solo di quello che personalmente scrive, ma di tutto quello che viene pubblicato) facesse un plissé, facesse una piega, obiettasse, pubblicasse un distinguo, una presa di distanza, ha potuto liberamente scrivere:

“ringrazio Giovanni Arcari per il post, fiducioso e curioso attendo chiarimenti anche se …….. e mi permetto di fare due domande a Ziliani in un territorio dove non potrà censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi, farsi spalleggiare dagli amichetti di blog o nascondersi: lei dice che sicuramente arrivava una nota, un chiarimento da Ca del Bosco…direi che ha toppato anche stavolta mi pare, no? imbarazzante o embarassing come direbbe il suo amichetto di blog sempre lei. sempre lei se non sbaglio dichiara sempre ”lemillebolle”il suo blog, ma se uno nota e legge le note legali esse recano un nome: new target web,si scopre che essa è una società di marketing, e ma pensa te, si scopre che tra i clienti c’è il consorzio Franciacorta.

NewTarget
Ma allora perché non lo si dice chiaro e tondo? E perché, per quel che pare a me, alcuni marchi , risulta facile individuare quali, hanno un trattamento che neanche al Prosecco viene riservato, almeno pare a me essendo un fedele lettore della sua propaganda. Perché alcune cantine hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog? altra questione: ha mai pensato che i produttori di Prosecco potrebbero farle causa? In attesa di un suo cenno i miei saluti”.

Duralex

La mia risposta, ferma e molto articolata, minuziosa sino al dettaglio, la potete trovare in coda al post, qui. Risposta che finiva con queste parole: “per ora ci incontriamo qui, poi magari tra un po’ ci conosciamo di persona in Tribunale… il termine “propaganda”, per il mio blog, lei se lo dovrà rimangiare, scommettiamo?” e annunciava una mia chiara intenzione di adire a vie legali nei confronti del volgare diffamatore.

L’intenzione a dire il vero sarebbe rimasta e disturbato anche se era domenica il mio legale, che è un amico, appassionato di vino e mio lettore, mi ha assicurato che la causa potrei stravincerla a mani basse.

E allora che fare? Procedo, contribuisco anch’io a intasare la già incasinatissima macchina arrugginita della cosiddetta Giustizia italica? L’avrei fatto – non potendo purtroppo sfidare a duello quel cialtrone che ha definito questo blog “propaganda” e farneticato di “alcune cantine” che “hanno i dividendi maggiori dall’operazione blog” e accusato me di “censurare pacati interventi che sollevano dubbi legittimi”. Ma poi, proprio quando stavo dando mandato al mio caro legale, che esiste davvero, che non si chiama Perry Mason o Azzeccagarbugli, signor Arcari, e pensa te, vive proprio nella stessa città dove abiti tu, ho avuto un lampo di consapevolezza.

E ho pensato: se querelo il tal Vittorio, dovrò procedere a querelare, perché così vuole la legge, anche il responsabile del blog che ha ospitato quelle frasi chiaramente false, tendenziose e diffamatorie. Ovvero Giovanni Arcari. Un amico, almeno così pensavo.

E allora, proprio perché di querelare un amico, pardon, un ex amico, anche se ha sbagliato, non ci penso proprio, ho optato, sperando che questa mia conclusione serva a farlo riflettere, ad un’altra conclusione. Niente querela – tiri pure un respiro di sollievo sor Vittorio, non so se prosecchista incazzato o franciacortista un po’ sfigato perché magari non ho mai scritto, e continuerò a non farlo, di qualche suo mediocre vino.

Canisciunofesso

La “lezione” consisterà nel pubblicare questo post e nel comunicare da qui a Giovanni Arcari, che la nostra “amicizia”, ché tale è stata, perché in passato Giovanni si è dimostrato e glielo riconosco pubblicamente, un amico, finisce qui. Senza vie di ritorno e possibilità di ripensamento.

Quello che ha fatto, pubblicando senza fare una piega, senza colpo ferire, affermazioni palesemente false e fortemente diffamatorie nei miei confronti, è troppo grave perché possa passarci sopra. Game over e tanti auguri di successo, equilibrio, serenità. Di tutto cuore. Penso ne abbia davvero bisogno.
Come ha detto il grande Giorgio Gaber “la lontananza è l’unica vendetta e l’unico perdono”…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

35 commenti

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35 commenti

  1. gugge

    gennaio 19, 2015 alle 11:26 am

    Egr. Ziliani dato che ‘cca nisciuno è fesso e tutti ci siamo fatti un’idea.

    Quand’è che pubblica qualche articolo su degustazioni di nuovi prodotti sconosciuti ai piu’, lasciando ai posteri queste perdite di tempo ed energie?

    Ossequi

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 12:02 pm

      visto che “tutti ci siamo fatti un’idea” é tanto gentile da spiegarla anche a me? Sa, non sono intelligentone come lei…
      p.s.
      l’accesso al blog é libero e lei non ha pagato un abbonamento per accedere. Per cui, visto che non ha alcun diritto, lasci a me decidere di cosa scrivere, cosa pubblicare, come impiegare “mio tempo ed energie”.
      Poi, se non le garba, può sempre rivolgersi altrove, la wine blogosfera é ricchissima di alternative, non trova?

  2. Gesualdo

    gennaio 19, 2015 alle 12:28 pm

    Certo che il COnsorzio però potrebbe uscire con una nota: il loro sito è fermo a novembre!
    Comunque attendo anche io con ansia la recenzione di nuove bottiglie, che preferisco agli altri generi di post, se posso esprimere un parere. Grazie

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 12:34 pm

      Gesualdo (che bel nome!) io non sono il Consorzio e non entro nel merito delle politiche di comunicazione da esso scelte.
      Quanto alle nuove bottiglie, oggi scrivo e domani vedrà che sarà accontentato…
      Ma questo, e ci tengo a dirlo, é un blog che voglio non sia solo un posto dove raccontare le “bollicine” che mi piacciono ma un posto dove discutere, a 360 gradi, di “bollicine”. Ed é questo suo carattere a determinarne, credo, il suo non indifferente – testimoniato anche dai numeri di Google Analytics – successo.

  3. Nicola

    gennaio 19, 2015 alle 2:23 pm

    A leggere il post di Arcari mi viene da pensare che la parola Unione, nel motto del consorzio della Franciacorta, sia un tantino fuoriluogo.

    Forse anche in Franciacorta esiste, come in altre zone, una netta divisione tra le “grandi” e le “piccole” cantine.

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 3:38 pm

      Nicola, lei purtroppo fa suo un ragionamento, fatto anche dal mio ex amico Giovanni A., di cui io contesto, e credo di poterlo fare a ragione veduta, conoscendo e bazzicando la Franciacorta da 30 anni almeno (le basta come pedigree?) e avendo conosciuto bene tutti i vari presidenti di Consorzio, dagli indimenticabili Paolo Rabotti e Giovanni Cavalleri, sino all’attuale, la fondatezza. Ed essendo stato testimone, privilegiato – ho scelto bene o no di chiamarmi Franco Ziliani? – della crescita di questa zona unica in Italia, della nascita e dello sviluppo di tante aziende. Non c’é alcuna divisione, mi creda, tra grandi e piccole aziende e le grandi, per non fare nomi, Bellavista, Cà del Bosco, Guido Berlucchi, le medie tipo Monte Rossa, Cavalleri, Montina, Contadi Castaldi, Barone Pizzini (le prime che mi vengono in mente), e le tante piccole. Che formano il tessuto connettivo della zona proprio come le altre. Anzi, costituiscono un atout, un’arma in più, una risorsa, fondamentale, dell’area bresciana. Le grandi aziende, che hanno le logiche e le strategie, anche commerciali, delle grandi aziende (in ogni zona), non fanno gara a sé, non sfruttano il lavoro delle piccole, non si pongono contro le piccole, ma lavorano in sintonia con le piccole. E tirano la volata, per molti versi alle piccole. E le aiutano a farsi conoscere, non le soffocano di certo. Ecco perché il motto “Unione di Passioni” ha una sua assoluta ragion d’essere e non é uno slogan.
      Questo detto da un osservatore, appassionato, della Franciacorta, sia ben chiaro. Io la vedo così e spero che lei creda nella mia onestà intellettuale.

  4. Giorgio Giorgi

    gennaio 19, 2015 alle 2:52 pm

    bisognerebbe capire dove si trova il confine tra “grandi” e “piccole”: le 500000 bottiglie di Monterossa ne fanno un grande produttore? le 250000 di Cavalleri un piccolo?
    no, non mi pare che per la zona si possa parlare di una divisione grandi/piccoli; forse più “vecchi” vs. “nuovi”, o “tradizionalisti” vs. “sperimentali”

  5. Mauro

    gennaio 19, 2015 alle 3:35 pm

    Produttori di vino nati ieri ma già famosi (con bolle grosse come palle da tennis). Taluni che fanno da blogger-opinionisti-giornalisti.

    Meri professionisti accreditati che litigano e si fanno i dispetti (Io non ti faccio più mio amico).

    Non va bene! E’ tutta na’ fuffata politica. A lavorare! Prosit.

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 3:44 pm

      raccolgo il suo invito serissimo ad andare a lavorare. E’ quello che sto cercando di fare e cercherò di fare ancora meglio. Anche facendo tesoro di questa esperienza raccontata oggi. Promesso

  6. Riccardo

    gennaio 19, 2015 alle 6:46 pm

    un chiarimento: il “diffamatore matricolato” cui fa riferimento nel titolo è Arcari o il commentatore che la attacca?
    Non è chiarissimo il concetto, meglio che lei precisi

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 6:50 pm

      Riccardo, la sua domanda mi stupisce. Credo appaia chiaro anche ai sassi che il “diffamatore matricolato” cui faccio riferimento nel titolo é esclusivamente il “commentatore” con licenza di diffamazione a nome Vittorio!
      Comunque bene chiarire, anche se l’evidenza mi sembra solare e ben lontana dal prestarsi ad equivoci

  7. Maria

    gennaio 19, 2015 alle 6:48 pm

    Ziliani ho letto due volte il suo post e le chiedo: doveva proprio scriverlo e pubblicarlo qui? Non poteva andare dal suo amico, pardon, ex amico Arcari e chiarire di persona la sua incazzatura? Magari anche prendervi a botte, a volte tra amici accade, ma perché raccontarci qui del vostro “scazzo”?

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 6:52 pm

      ma lei é matta Maria? Ha presente G.A. ? Come minimo se la facevamo “a botte” mi sfasciava. E’ più giovane di me, più atletico e tonico di me, non c’é gara. E perché dovrei farmi menare io alla soglia dei 60 da un baldo non ancora quarantenne?
      Che, c’ho scritto Jo Condor in fronte?
      p.s.
      sono persuaso che se ci fossimo incontrati dopo le parolacce e le botte avremmo fatto pace. Perché in fondo, anche se ci siamo “menati” a parole, ci rispettiamo. Quanto al volerci bene, non so, ora mi sembra un concetto remoto…
      Però, anche se persone amiche me l’hanno criticato, io difendo la liceità ed il senso di questo post. E’ una storia franciacortina ritratta da un’angolazione un po’ particolare quella che ho voluto raccontare. Non leticare in pubblico con l’ex amico Arcari…

  8. Gugge

    gennaio 19, 2015 alle 8:57 pm

    zillo zilianino, credo che Lei nel suo recondito condivida l’opinione di arcari, Ma per valutazioni eco-enologiche …. Ahahahah non puo’ esprimersi.
    Ps: ho riletto i commenti al post di Arcari pullulano di richieste di delucidazioni da parte di diversi produttori perche’ “ca nisciun’ è fesso”.
    Buona serata …. E stappi un cavalleri bdb.

    • redazione

      gennaio 19, 2015 alle 11:13 pm

      Gugge, innanzitutto io non ironizzo sul suo “nickname” (perché non il nome?) quindi lei mi chiami Ziliani, che per fortuna non abbiamo mai mangiato nello stesso piatto e bevuto nello stesso bicchiere.
      In secondo luogo lei é un pessimo interprete del mio pensiero e della mia eventuale arrière pensée: non condivido l’opinione del mio ex amico G.A. Io mi esprimo sempre liberamente e preferisco che mi dia dell’imbecille, dello stronzo, che dica che non capisco un tubo di vino, piuttosto che insultarmi dicendo “non può esprimersi”. E allora se per lei sono un servo sciocco, perché legge questo blog, perché perde tempo a postare i suoi commenti?
      p.s.
      mi saluti il suo amico Zakk, che chissà perché é sparito lasciando spazio libero a lei. E mi saluti, mi sa che lei lo conosce bene, quel Vittorio diffamatore professionale nei miei confronti sul blog di G.A.

  9. signorb

    gennaio 20, 2015 alle 12:00 am

    Ma la colpa di giovanni arcari quale sarebbe? quella di aver pubblicato un commento? il commento è indegno ma a lei non mancano certo gli strumenti per difendersi.. No, i conti non tornano..

    • redazione

      gennaio 20, 2015 alle 1:05 am

      per favore, non indulga in dietrologie anche lei, basta già G.A.!
      La “colpa” é quella e solo quella. Lei apprezzerebbe un comportamento simile da parte di un amico? I conti tornano. E torneranno ancora di più, eccome se torneranno, lunedì 26. Segnarsi quella data. In quella occasione io stapperò un grande Franciacorta, magari un Arcari & Danesi, qualcuno mi sa che avrà un travaso di bile…

  10. Nicola

    gennaio 20, 2015 alle 9:11 am

    Ziliani, grazie per la sua risposta articolata e precisa. La mia era una considerazione formulata in relazione ad alcuni commenti, non solo di Arcari, letti proprio su questo blog a seguito di alcuni post a tema franciacortino. Solo una sensazione, sicuramente lei conosce approfonditamente la Franciacorta e quindi non metto in dubbio quanto scrive, né la sua onestà intellettuale.

  11. maruska

    gennaio 20, 2015 alle 11:02 am

    Io come data invece aspetto marzo (mi pare), quando scadraà il mandato di Zanella come presidente del Consorzio. Senz’altro Arcari e altri produttori che lo hanno contestato (mai direttamente, sempre con mezze frasi per poi dissociarsi da sè stessi) si candideranno al ruolo e vedremo cosa sapranno fare per tutta la denominazione.
    Scusi il sarcasmo, ma non se ne può più di che trae benefici dall’attività del Consorzio (magari senza nemmeno farne parte!) e poi sparla del lavoro altrui. Se credono così tanto nel loro vino (di nicchia), che effettivamente è buonissimo, possono tentare di venderlo anche al di fuori dell’ombrello della docg: alcuni lo fanno, e non fanno polemiche con Zanella e i supposti grandi produttori che condizionerebbero le scelte del Franciacorta

  12. doxor

    gennaio 20, 2015 alle 4:18 pm

    Ma alla fine non è un po’ esagerato? Ovvero, io leggendo il commento “incriminato” non ho veduto “minata” la sua credibilità, e non credo d’esser stato il solo…certo, quei collegamenti non suonavano benissimo ma dopo un attimo di ricerca e la sua replica era tutto abbastanza chiaro. E per l’affaire sponsor aspettiamo di vedere, credo entro 10 giorni, la verità..il resto son un po’ chiacchiere no? Buone serene bevute
    Davide

    • redazione

      gennaio 20, 2015 alle 4:40 pm

      l’affaire sponsor come lo chiama lei si chiarirà una volta per tutte lunedì 26: si segni la data

  13. Zakk

    gennaio 21, 2015 alle 8:20 am

    Ziliani, non sono sparito, solo che ho anche io un lavoro e degli hobby da curare: fare fondo in Alaska tra un incontro lavorativo e l’altro non è per niente male e questa noiosisima discussione mi fa rimpiangere di non aver prolungato la mia trasferta.

    Dai contribuisco anche io alla polemica: alcune aziende di piccole dimensioni si lamentano della Gestione Zanella, altre no, almeno in pubblico. Altre, parlandoci a quattr’occhi, fanno capire che non bisogna stuzzicare la “bestia” che 28/29 centesimi a fascetta per il consorzio sono tanti soldi per cui non si deve correre il rischio che uno Zanella qualsiasi esca dalla DOCG xchè economicamente sarebbe una botta difficilmente assorbibile. Le dico sinceramente ce se fossi Zanella sarei uscito dala docg già da un pezzo che tanto il cliente di Cà del Bosco è x l’appunto cliente Cà del Bosco e non clente Franciacorta.

  14. gemma

    gennaio 21, 2015 alle 2:59 pm

    Non penso che la tua tesi zakk sia corretta, il consorzio esisteva “economicamente” anche senza l’ingresso di berlucchi ben più grande di cdb.

    • redazione

      gennaio 21, 2015 alle 3:02 pm

      Gemma, non dia ascolto. Comincio a pensare che Zakk, Gugge, Vittorio, Ivan e altro siano tutti falsi nomi dietro i quali si cela un’unica persona. Con qualche serio problema relazionale e di dissociazione mentale.

      • zakk

        gennaio 21, 2015 alle 11:31 pm

        Ziliani ancora con questa fobia???
        Le ho già detto che di Zakk ce n’è uno solo.

        • redazione

          gennaio 21, 2015 alle 11:38 pm

          lo racconti a qualcun’altro. Ormai il quadro é chiaro

    • zakk

      gennaio 21, 2015 alle 11:30 pm

      Gemma, legga quel “un Zanella qualsiasi” come: Zanella, Moretti (che ha pure Contadi Castaldi) e Berlucchi.
      Se questi 3 attori domani mollassero la DOCG il consorzio Franciacorta economicamente scomparirebbe. E quando dico che a quattr’occhi certi piccoli produttori si preoccupano di non svegliare la bestia è proprio questo il motivo. Lei ce lo vede un Dotti, un Gatti, un Biondelli, pur persone capaci di produrre vino, gestire il consorzio senza i soldi che ha adesso?

      • redazione

        gennaio 21, 2015 alle 11:47 pm

        solo un demente come lei Zakk può rappresentarsi, a suo uso e consumo, o di qualche suo amico e compagno di merende, uno scenario dove “Zanella, Moretti (che ha pure Contadi Castaldi) e Berlucchi” lascino quel Consorzio di cui sono da un lato forza trainante e dall’altro co-protagonisti, come tutti gli altri oltre 100 soci del Consorzio. Unione di passioni dice il claim del Consorzio purtroppo all’esterno – e lo capisco, il successo dà fastidio soprattutto a quelli che il successo non sanno cosa sia, a altre zone e denominazioni meno fortunate (eufemismo) – e cosa ancora più grave, all’interno, e qui siamo nel dominio della schizofrenia, ci sono personaggi, quattro gatti (e non mi riferisco ai due Gatti, ottimo produttori di Franciacorta) che vorrebbero rappresentare questo Consorzio come la sentina di ogni vizio. Come un luogo dove alcuni dittatori impongono la loro volontà ai soci-schiavi.
        Sveglia, questa rappresentazione é falsa, fasulla, tarocca.
        Mettetevelo in testa, fanatici, anti-franciacortisti beceri, venite giù dalle piante!

  15. Zakk

    gennaio 22, 2015 alle 4:00 pm

    Evidentemente il quadro è cosi chiaro che lei Ziliani resta accecato.
    Di Zakk ce n’è soltanto uno, non conosco nessuno personalmente di chi partecipa al suo blog e non ho interesse a farlo, mi basto da solo o con gli amici miei, quelli che frequento di persona.

    • redazione

      gennaio 22, 2015 alle 8:13 pm

      insomma.. chi fa da sé fa per tre… E mi sa che molte cose lei Zakk le fa tristemente da solo, lodandosi, imbrodandosi e dicendosi quanto sono bravo, quanto sono bello, come sono il migliore di tutti… Poareto…

  16. Zakk

    gennaio 23, 2015 alle 11:10 am

    Infatti.

  17. Joseph

    gennaio 30, 2015 alle 6:06 pm

    Ed ha ragione Arcari…anche se lui come approfittatore in provincia è il numero uno!
    Zanella si autopubblicizza…tanto gli altri franciacortini guardano come ebeti al successo che continua a prendere Ca del bosco…e bellavista che vende da sola…tanto bellavista è bellavista…non viene considerato un franciacorta…ma un bellevista…
    bene così…da franciacortino sarò contento che ve lo beviate voi il vostro vino ipercaro…e già lo state proponendo nei negozi a 4/5€ (muratori) e tutto verrà a favore del prosecco!
    fottetevi!
    soprattutto lei ziliani prendinculodazanella!

    • redazione

      gennaio 30, 2015 alle 8:15 pm

      ho esitato se cestinare, come meriterebbe, questo squallido intervento, questo tentativo, malriuscito, di gettare fango su di me, su questo blog, sulla Franciacorta, su Giovanni Arcari, che tacciare di “approfittatore” é quanto di più delirante, assurdo, falso e calunnioso.
      Poi ho deciso di pubblicarlo, come testimonianza dell’umana imbecillità, del delirio che prende alcuni quando si trovano soli, presi da un delirio di onnipotenza, davanti ad un computer. E ho provato tanta humana pietas per questo perfetto imbecille…

  18. marcello meschieri

    febbraio 2, 2015 alle 7:23 pm

    Mi interessa moltissimo il mondo del vino, ormai da un decina di anni, ma non c’è discussione nei blog che non finisca a male parole e per quello alla fine torno sempre sulla carta stampata. Peccato sarebbe interressante riflettere su punti di vista diversi e non mandarsi solamente a farsi fottere. Sig. Ziliani però mi stupisco come anche lei risponda ai provocatori in modo becero e arrogante. Avrei solo da impare dalle sue esperienze enologiche, ma credo che continuerò a farlo in altri luoghi. Buon lavoro.

    • redazione

      febbraio 3, 2015 alle 1:12 am

      Gentile Marcello, formalmente lei ha ragione, rispondere ai provocatori, che cercano scientificamente di mandare in vacca i discorsi sul vino che cerco di fare con passione e alla luce di una lunga esperienza sui miei blog (e altrove), in maniera non distaccata e oxfordiana, ma mandandoli letteralmente “a quel paese”, è sbagliato. E so bene che dovevo avere mente più fredda ed essere meno “fumino” (lo sono anche se non ho origini toscane) nel rispondere loro. Ma la pazienza umana ha un limite e la mia ancora meno. Non sono cristiano, non porgo l’altra guancia e quando determinate persone fanno girare le scatole e si comportano molto scorrettamente con me, può accadere che io… perda la pazienza. Porti pazienza e non vada altrove, anche se le alternative sono infinite… 🙂

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