Bignamino il Prosecco? Macché, è tutta “nebbia di guerra”!

artiglieriapesante

Umberto Cosmo, prosecchista (Docg) dice brillantemente la sua

Forse ho usato l’artiglieria pesante, la scimitarra e non il fioretto, nella mia risposta alla brava p.r. del Consorzio Prosecco che in un simpatico intervento aveva magnificato la “joie de vivre” rappresentata dalle bollicine aromatiche veneto-furlan-veneto giuliane. Lo so, mais “à la guerre comme à la guerre”, anche se parlare di “guerra” in questi giorni terribili che la guerra l’hanno vista davvero, violenta, fanatica e di religione, apertamente dichiarata contro il nostro mondo ed il nostro sistema di vita e di pensiero, sembrerà un po’ eccessivo.

DueTorriHebdo

Era quindi logico che mi arrivasse una replica, altrettanto “cazzuta”, anche se spiritosa e arguta e scritta in un italiano splendido (mi vorrà mica portare via il lavoro?) da un prosecchista con i controfiocchi, da quell’Umberto Cosmo da Carpesica (TV) non solo eccellente produttore di esemplari Conegliano Valdobbiadene (ovvero Prosecco Superiore Docg) con il suo brand Bellenda, e di eccellenti metodo classico che si ostina a chiamare Talento, ma soprattutto, è per questo che lo adoro, importatore e distributore italiano con Bellenda distribuzione di alcuni degli Champagne del mio cuore, quelli dei carissimi Isabelle e Eric Coulon in quel di Vrigny.

TrisChampagneCoulon

Cosmo dice la sua (però ricordo che nella mia “intemerata” avevo “sparato” sul Prosecco generico e sul mare di Prosecco Doc, reale o finto tipo Frizzenti, manifestando rispetto per il Prosecco storico, quello superiore Docg…) ed io cosa devo fare se non inchinarmi di fronte a cotanto cognome che ricorda un maestro dell’ampelografia italiana (anche su alcune cose non sarei d’accordo e mi verrebbe voglia di replicare, ma mi taccio…) e dire grazie Umberto, hai profondamente ragione?
Siamo dalla stessa parte della barricata e questa Union Sacrée, nel nome del vino e delle bollicine italiane di qualità, la dobbiamo davvero fare. Non è forse “una lotta virtuosa”, un po’ da Don Chisciotte, quella che tu proponi?

UnionSacrée

“Linciato, suvvia Ziliani! I prosecchisti, come i cosiddetti selvaggi dell’ottocento, educati dai bravi occidentali, hanno smesso le loro barbare abitudini per portare avanti le loro ragioni e discutere con pacatezza e, si spera, con un po’ di intelligenza. Stiamo imparando a parlare e a scrivere così come, forse, stiamo imparando a fare un vino un po’ più buono (solo un po’, non si adombri!)

Sa, in passato, anch’io ho risposto in modo poco educato a provocazioni da parte di giornalisti che, facendo il loro mestiere, volevano sollevare polemiche per vedere l’effetto che fa e ricordo un brutto scambio di mie battute quasi da caserma con la brava Cristiana Lauro. Credo che dagli errori e dai più bravi si debba imparare e che già Albina Podda abbia risposto sul tema da lei proposto.

Bignamino

Dovrei forse offendermi per il termine “bignamino”. No, perché il Prosecco non è quel libriccino che aiutava i poveri di spirito al liceo. Il Prosecco è un vino, punto! Come vini sono gli altri da lei citati nella sua articolata risposta ad Albina.
Ho letto anch’io (sorridendo, lo confesso) le dichiarazioni del presidente e padre nobile della Franciacorta, ma che altro poteva dire? I comunicati stampa, come i bollettini di guerra, si scrivono per magnificare le virtù e minimizzare le défaillance. Non crede che sia così, lei che è del mestiere e, oltretutto, conosce molto bene sia il mio collega Zanella che il Consorzio da lui rappresentato.

Vede, anch’io cado a volte nella tentazione di voler bere solamente Clos d’Ambonnay o poco altro, ma a parte banali considerazioni di portafoglio, riflettendoci mi rendo conto che è la variegata e multiforme espressione del vino che mi affascina e trovo molto appagante scoprire grandi vini in denominazioni minori.

nebbiadiguerra

Non so se conosce l’espressione “nebbia di guerra”. Io la imparai alla scuola ufficiali e definisce quell’indistinto clangore, il fumo, le urla, gli spari: tutto quell’insieme che nasconde i singoli atti di grande eroismo che determinano alla fine le sorti della battaglia.
Il Prosecco sta vivendo questo: è finito, per i motivi più disparati, nel piccolissimo gruppo delle grandi denominazioni e sta imparando a combattere, ad allevare eroi.
Il mondo variegato e multiforme del Prosecco sta imparando che le battaglie si vincono con l’aviazione sofisticata e con l’umile fante, con le portaerei e con i marines che muoiono sulla spiaggia.

Ecco, per il momento abbiamo la carne da cannone e stiamo allevando i nostri eroi, in silenzio e con umiltà, ma con la grande fortuna di credere in quello che facciamo, con la coscienza, con la consapevolezza che la nostra crescita ai massimi livelli è solo questione di tempo: una, due o più generazioni non importa. Chi fa il nostro mestiere conosce il valore del tempo e lo rispetta. Non abbiamo la presunzione di altri che vorrebbero essere subito ciò che ancora non sono e rischiano così magre figure. Noi perderemo delle battaglie, ma vinceremo la guerra, non solo per noi ma per il vino italiano.

2015Millesimes

In fondo, anche se ancora non se ne rende conto pienamente, lavoriamo assieme io e lei. La differenza tra noi due è che io sono un produttore che sa che la nostra battaglia andrebbe condotta assieme a tutte le denominazioni italiane per vincere la guerra mondiale e lei è un giornalista che solleva quelle tensioni benefiche che stimolano ogni denominazione a dare il meglio, in quella che vorrei una lotta virtuosa, atta a creare quei campioni che fanno grande l’Italia del vino”

Cordialmente, Umberto Cosmo

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

2 commenti

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2 commenti

  1. Richard

    gennaio 16, 2015 alle 1:27 am

    Also in Usa we sell Prosecco at a very low price as said Jeremy Parzen in this post in Do bianchi: http://dobianchi.com/2015/01/14/kirkland-prosecco-costco-price/
    What do you think?

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