Ma come sono andate nel 2014 les expéditions de Champagne ? Io lo so…

sferacristallo

La sfera di cristallo mi dice “assez bien”, con un leggero rialzo in volume

Dopo aver scrutato nella sfera di cristallo e aver ascoltato il “cinguettio” di qualche uccellino, ma in verità semplicemente dopo aver indagato il Web, che se lo si sa interrogare bene ti regala tutte le notizie utili che vuoi e magari qualche anticipazione.., mi sento in grado di annunciare, sicuro di non essere smentito quando verso metà febbraio i dati definitivi e ufficiali verranno resi utili, che il mio amato @Champagne (pardon, solo Champagne, qui non sono su Twitter…) chiuderà il ferale, horribilis annus 2014 avec un sourire. Con un bilancio delle expéditions in positivo.

Leggermente positivo ma con segno più, Messieurs! Quello che posso dirvi è che dopo due anni consecutivi di ribassi, piccoli ribassi, perché le vendite sono abbondantemente rimaste al di sopra dei 300 milioni di pezzi, les expéditions del vino che sognare tutto il mondo fa, chiuderanno intorno a quota 308 milioni di bottiglie, con un leggero rialzo dell’uno per cento, mentre il 2013 si era chiuso con un ribasso dell’1,2%.

topiChampagne

A differenza di altre bollicine (anche italiane), che hanno avuto un clamoroso successo soprattutto perché costano poco e sono cheap e super popolari e facili da capire anche per dilettanti del vino ed astemi, l’universo Champagne nel 2014 dovrebbe mettere come fiore all’occhiello il fatto di aver raggiunto il secondo migliore volume d’affari della propria storia, crescendo del 3 per cento e raggiungendo la strepitosa quota di 4,5 miliardi di euro, poco distante dal record storico di 4,56 miliardi raggiunto nel 2007, anno prima dello scoppio della grande crisi economica.

E questo record è stato raggiunto anche grazie a performance significative conseguite su forti mercati tradizionali come Regno Unito e Stati Uniti, o su mercati in forte crescita come l’Australia. E tutto ciò nonostante un assurdo invito al boicottaggio dello Champagne lanciato intorno a Natale, per puro spirito corporativo, da un gruppo di autorevolissimi wine writer di lingua inglese, elevatisi in difesa di una collega australiana.

TappoChampagne

Il 2014 verrà quindi ricordato dalla Champagne come un anno di ripresa e di riassestamento, come l’anno dell’ennesima défaillance in patria, (con una quota di vendite che nel 2013 riguardò il 55% dei volumi) il quarto anno di seguito, causato da una situazione politico – economica, nonché da qualche clamoroso autogol (si ricordi il bizzarro invito di Monsieur “gauche caviar” Hollande a non bere Champagne… ) incandescente… Che potrebbe portare ad una presidenza inedita Le Pen, ben più che Sarkozy, alle elezioni presidenziali in programma nel 2017…

E la Francia, incredibile ma vero, sarà l’unico grande mercato in ribasso, ha sottolineato con amarezza Jean-Marie Barillère, président de l’Union des maisons de Champagne, con una perdita secca tra il 2 e 3 per cento. France en baisse, ma forte ripresa, nonostante l’ubriacatura per il Prosecco, il Cava e gli English sparkling wines, nel Regno Unito, dove dopo due anni di calo le vendite hanno ripreso a funzionare bene, soprattutto in London, nei ristoranti e bar e presso le enoteche più qualificate e “haut de gamme” londinesi… Vendite in rialzo anche in Germania e previsioni molto interessanti anche per il mercato italiano, che aveva visto un calo delle vendite del 14% nel 2013.

Water-Champagne

Sono però le vendite fuori Unione Europea ad aver… “tenuto su la baracca” e tirato la volata, con una netta progressione dei volumi negli Stati Uniti, grazie alla ripresa economica, in Giappone e in Australia, con prezzi medi sostenuti.

Come ha dichiarato Thibault Le Mailloux, portavoce e responsabile comunicazione del Comité interprofessionnel des vins de champagne (CIVC) “il modello di crescita in valore associato all’andamento dell’export dei Paesi terzi ha funzionato”. Questo anche in un quadro generale dove cresce nel mondo la produzione di “sparkling wines” a denominazione e soprattutto generici, che paradossalmente vede la Champagne quasi marginalizzata in rapporto ai “vins effervescents”…

ThibautLeMailloux

Se, come rivelano le statistiche dell’OIV, Organisation internationale de la vigne et du vin, nel corso degli ultimi dieci anni il consumo mondiale di vino è cresciuto, ma solo del 4 per cento, quello dei “vins effervescents” è schizzato in alto con una crescita del 30%, per raggiungere quota 15,4 milioni di ettolitri (ovvero qualcosa come 2,05 miliardi di bottiglie)….

E così, soprattutto in un regime di crisi economica, è ancora l’OIV a parlare, nel 2013 Prosecco e Cava sono diventati serie “alternative allo Champagne, grazie al loro prezzo molto più basso, su mercati chiave come Stati Uniti e Regno Unito”. E anche se la produzione di questi vini “spumanti”, metodo classico e Charmat, resta patrimonio di una tradizione dell’Europa del vino, dell’Occidente, del Vecchio Mondo (in Francia, Italia, Spagna, Germania) cresce la concorrenza, sempre “bubbles”, bollicine in fondo sono, da parte del Nuovo Mondo, con una produzione che è aumentata del 25% negli ultimi dieci anni negli States e che è triplicata in Argentina.

Nuncestbibendum

Ma proprio in questo contesto difficile, con una concorrenza agguerrita e diversificata, lo Champagne resta un termine di riferimento imprescindibile, il caposaldo, un classico elegante in ogni evenienza e dunque, dice ancora Thibault Le Mailloux, “deve affermare la propria assoluta esigenza di qualità e legittimare un posizionamento unico, basato sulla rarità e sulla qualità”. Su un nome che è leggenda, che parla da sé, che resta un’opera d’arte, anche nell’epoca, come avrebbe detto il grande filosofo Walter Benjamin, della riproducibilità tecnica e del vino come banale wine commodity sans racines ou sense of terroir.

HappySparkling

Pertanto alla luce dei risultati conseguiti in un anno difficile come il 2014 la Champagne e lo Champagne possono affrontare a fronte alta la concorrenza di qualsivoglia nuovo sparkling wine nato in giro per il mondo, consapevoli, come dice orgogliosamente e con spiccata transalpina grandeur Pierre-Emmanuel Taittinger, presidente della celebre Maison omonima, che l’accresciuta “produzione di vins mousseux nel mondo è solo la risposta alla penuria di Champagne”. Questi sparkling,, dice Taittinge, non saranno mai “in contrapposizione frontale con lo Champagne e non devono suscitare inquietudine, a condizione di intensificare tutti gli sforzi per perseguire la qualità e preservare quel mito che è lo Champagne”.

Santé

E allora che dire se non brindare e dire prosit, cin cin, à la santé du Champagne?

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

Cincin-champagne

2 commenti

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2 commenti

  1. Michele R.

    gennaio 7, 2015 alle 6:43 am

    Buon giorno, vorrei evidenziare un paio di passaggi: “…deve affermare la propria assoluta esigenza di qualità e legittimare un posizionamento unico, basato sulla rarità e sulla qualità.” E “… non saranno mai in contrapposizione frontale con lo Champagne e non devono suscitare inquietudine, a condizione di intensificare tutti gli sforzi per perseguire la qualità e preservare quel mito che è lo Champagne.”
    Chiaro programma e chiave del successo! Implicitamente significa: non si svende.
    E sembra di percepire anche il fatto chenai francesi interessa relativamente vendere Champagne in Francia.
    Buon vino (Champagne) a tutti

  2. Michele R.

    gennaio 7, 2015 alle 8:30 am

    Vorrei evidenziare un paio di passaggi: “… deve affermare la propria assoluta esigenza di qualità e legittimare un posizionamento unico, basato sulla rarità e sulla qualità” e ancora “…
    non saranno mai “in contrapposizione frontale con lo Champagne e non devono suscitare inquietudine, a condizione di intensificare tutti gli sforzi per perseguire la qualità e preservare quel mito che è lo Champagne””.
    È un programma chiaro ed è la chiave del successo. Implicito: non si svende!
    Mi pare poi che ai francesi interessi relativamente di vendere Champagne in Francia.
    Buon vino (Champagne) a tutti

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