Ecco spiegato perché il Prosecco (Doc o Docg poco conta) ha successo

Flutesrosse

Cronaca, semiseria, di una serata enoicamente così così…

Con ogni probabilità i lettori di questo blog pretenderebbero che il 22 dicembre, invece di fare della “filosofia”, spicciola, del vino, anzi dei prezzi dei vini e della loro politica commerciale e delle “belle pensate” di marketing, segnalassi loro qualche buona bottiglia di “bollicine” metodo classico, Champagne o italici vini a denominazione d’origine, da scegliere e stappare.

So di deluderli, perché una volta tanto parlerò di Prosecco. Ma lo farò non proponendovi l’Extra Dry di Tizio o il Cartizze di Caio, ma raccontandovi un’istruttiva esperienza personale.

Diciamo che alcune sere fa, nella città dove abito, sono stato invitato a cena da un amico. Abbiamo ripreso a vederci da qualche mese (ci conosciamo da circa 40 anni e nel 1980 mi recai insieme a lui in vacanza nella cupa Bulgaria comunista del truce Todor Zhivkov e della milicja che terrorizzava il popolo) dopo una decina d’anni che non ci vedevamo e ci siamo ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda d’un tempo nei discorsi politici, assolutamente non allineati e controcorrente verso il Sistema ed i suoi scherani e servi. Ieri come oggi.

L’amico non è un esperto di vino, è una persona molto benestante che ha sempre trovato il modo di conciliare il lavoro (in un settore commerciale molto fiorente, perché purtroppo ci si ammala e ci si deve curare con i beni che lui tratta..) con il divertimento ed il bel vivere, girando il mondo letteralmente e visitando oltre 80 Paesi.

Bene, la sera del nostro incontro a cena, a casa sua, dove sapevo avrebbe ricevuto altri amici che ho incontrato per la prima volta, l’amico, che per comodità chiamerò con un nome posticcio, Giampiero, io mi sono presentato, elegante, giacca e cravatta (poi scoprirò che ero l’unico vestito in maniera formale) con un piccolo presente natalizio: un magnum di Barolo 2009 e una bottiglia di Champagne.

Una volta arrivato, l’accoglienza è stata calorosa, anche da parte della sua compagna, che avevo già incontrato brevemente in sua compagnia, giovane e bella – Giampiero si è sempre trattato molto bene, anche da quel punto di vista – ma subito, rompicoglioni come sono, ho trovato il modo di “cazziare” l’amico, stigmatizzando, vedi foto, la presenza su un tavolino, pronte per l’uso, di una serie di terrificanti flûte color rosso.
Bicchieri che avrei voluto subito scagliare dalla finestra, se questa non fosse stata rivolta verso la strada dove al mio arrivo “cazzeggiavano” una decina di “simpatici” extracomunitari, pronti a celebrare una delle loro “fiestas” durante le quale, a furia di bere birra e chissà che altro, si dilettano regolarmente a mingere sul marciapiede. Esprimendo, con grande gioia della Boldrini, e senza che un capperi di vigile o poliziotto dica alcunché, una loro modalità culturale e la loro felicità di essere ospiti dell’accoglientissimo Belpaese

Champagne 2014

Lasciamo stare i bicchieri. In attesa che arrivassero gli amici, una coppia e due uomini senza le loro consorti, Giampiero mi ha chiesto: “cosa ne dici di questa bottiglia che ho preparato come aperitivo per gli stuzzichini?”. Al che mi ha mostrato, ci avrei messo le p…e che la serata mi avrebbe regalato qualche sorpresa, tra discorsi sulle insidie del mondialismo, contumelie alla Troika di Bruxelles, a Renzi, Monti, Berlusconi e compagnia brutta e commemorazioni di un caro amico comune scomparso troppo presto, di Virna Lisi e nominations delle donne più belle ed eleganti del mondo, quelle che ci hanno fatto sognare da giovani e meno giovani (da Grace Kelly, Romy Schneider, Martina Colombari e la “mia” amatissima Juliette Binoche), la bottiglia.

Binoche

Ho rischiato l’infarto, sempre in agguato alla mia età, trovandomi in mano una bottiglia di Prosecco. Per fortuna Docg, non Doc. Il tempo di rivolgere a Giampiero uno sguardo incazzatissimo (pensando allo Champagne che avevo portato e che giaceva, inutilizzato, in cucina) che suona la porta. Arrivano gli amici, simpaticissimi e matti come me e Giampiero, scoprirò poi, e cosa diavolo tiene in mano lei, elegante e ingioiellatissima e con degli occhi da fulminare un sasso?

PiramideProsecco-conAsolo

Boia fauss, direbbero i miei amici piemontesi, nientemeno che un’elegante confezione con una magnum, fredda di frigo, indovinate di cosa? Champagne? Manco p’o’… Franciacorta o Trento? Non pervenuti. Una gassosa, o una cedrata Tassoni? Macché, un bel magnumone di Conegliano Valdobbiadene, ovvero di Prosecco Superiore Docg.

Mi avesse preso un colpo! Ho subito pensato ad una congiura dei due Consorzi, Docg e Doc, coalizzati per l’occasione contro di me, e di fuggire dalla finestra portandomi dietro le flûte rosse, di dichiararmi prigioniero politico e improvvisamente astemio. Ma alla fine mi sono arreso e sono rimasto e mi sono fatto anch’io, diffidando Giampiero dallo scattarmi foto compromettenti mentre sorbivo l’inconsueto liquido bollicinoso, un paio di bicchieri del Proseccone in magnum.

ItaliaProsecco

Andato giù senza lasciare traccia di sé, non facendomi né bene né male, apparendomi sostanzialmente inoffensivo e dotato più o meno dello stesso carattere dell’acqua minerale con le bollicine che campeggiava sulla tavola imbandita.

Allora non avrai bevuto, direte voi! No, qualcosina ho bevuto, anche se arrivati alla carne e al momento dei rossi (il mio magnum di Barolo dalla cucina lanciava segnali disperati: “ehi, sono qui!”) Giampiero ha dimostrato che sa fare i dané, farsi le meglio donne e godersi la vita, ma di vino ne capisce come me di fisica quantistica, proponendoci un Brunellaccio che dava un’idea della grandezza del Sangiovese a Montalcino come Rosy Bindi può aspirare a rappresentare l’idea della bellezza e dell’eros femminile.
Farhat 028

Fortunatamente un amico del mio amico, sfoderavava dal cappello del mago un buon Lagrein base, non barricato, della Cantina di Bolzano, ed il figlio trentenne di Giampiero, che incontravo per la prima volta e che ho trovato subito simpaticissimo, riusciva a stupirmi proponendomi, e chiedendo il mio parere, un Franciacorta Satèn di un produttore a me totalmente sconosciuto (già partite le mie indagini) e sostanzialmente, servito non nelle flûte color rosso ma nel calice ampio da vino, buono, piacevole, bevibilissimo.

Bene, direte voi, dove vuole arrivare Ziliani con questa cronaca di una serata dove non ci siamo fatti mancare anche rievocazioni di Heidi, divagazioni su Vienna e sugli Asburgo, nonché sulla meravigliosa principessa Sissi, e mie pallosissime digressioni sul perché non si deve mai pronunciare l’orribile parolaccia “spumanti”?

spumanti-d-italia

Siamo arrivati ad un punto cruciale, che mentre scrivevo questo post il lettore Gianluca toccava, con parole perfette, in un commento a questo post molto discusso: “siamo nel Paese un tempo chiamato “Enotria” dove la maggior parte della gente compra il vino in brik (e non perché non possa permettersi altro) e dove se spendi 20 euro per una bottiglia vieni guardato come un marziano anche dagli amici ricchi…”.

Quello che voglio sottolineare, senza mettere in croce il mio amico Giampiero, che tanto non leggerà questo post, ed i suoi simpaticissimi amici (abbiamo, cioè loro che ci sono stati, hanno parlato anche degli States e delle loro contraddizioni, nonché del Benin, culla del voodoo) è un’evidenza solare, ovvero che il Prosecco (tout court) piace, nutre, diverte e fa fare un sacco di soldi. A chiunque lo maneggi.

BuonNataleProsecco

Ed è elementare Watson che la gente, soprattutto chi di vino ne sa poco (come Giampiero ed i suoi amici) lo scelga d’istinto, lo apprezzi, ci si trovi a proprio agio mentre lo “sgargarozza”. Anche la gente che, come Giampiero and his friends, avrebbe tutti i mezzi economici per permettersi le meglio bottiglie di bollicine metodo classico, franciose, italiche o ispaniche. Perché ci sono dei Cava, presto ne scriverò ancora, assolutamente da sballo.

Non voglio tirarmela e dire che loro non capiscono un tubo e che io invece, che il Prosecco non lo bevo e quando mi tocca berlo mi lascia indifferente.., ho capito tutto. Ma penso che il racconto, volutamente scanzonato, di quella serata con amici naturalmente e beatamente prosecchisti, nonostante i mezzi economici da Champagne cuvée de prestige, ma non il palato, la dica lunga, meglio di tante analisi di mercato, di approfondimenti sociologici, di studi sul consumatore ed i suoi gusti, sul perché il Prosecco, bollicina di bandiera italica, piaccia o non piaccia allo Ziliani, tiri.

E continuerà a tirare (evviva!…) finché il giocattolo regge…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

61 commenti

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61 commenti

  1. carmine

    dicembre 22, 2014 alle 12:04 pm

    Caro Ziliani, nell’ultimo anno grazie ai suoi blog ho imparato più cose sul mondo enologico che negli ultimi 10 anni. Ci tenevo a dirglielo e a farle tantissimi auguri, con la preghiera di continuare a scrivere con questa assiduità.

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 12:44 pm

      grazie Carmine, dal profondo del cuore. Che Bacco ci benedica tutti che ne abbiamo bisogno…
      segnalo a lei e a tutti i lettori anche questo articolo bollicinaro, pubblicato sul Cucchiaio d’argento, fresco fresco:
      http://www.cucchiaio.it/articolo/5-bollicine-per-le-feste/

      • benux

        dicembre 24, 2014 alle 10:36 am

        Ho letto con piacere la recensione del metodo classico a base di uve grillo, ne avevo letto tempo fa e mi ero ripromesso di comprarlo presto, questa recensione mi fà venire ancora più voglia

        • redazione

          dicembre 24, 2014 alle 11:19 am

          mi faccia scriverne più diffusamente su questo blog. E su Vino al vino del bianco base Grillo: spettacolare anche quello

  2. Stefano

    dicembre 22, 2014 alle 12:14 pm

    Molto divertente questo articolo 🙂 .
    In effetti ero curioso di sapere come era andata quella bevuta di prosecco di cui ci aveva accennato. Però dai Ziliani, non le sembra di essere un po duro in certe affermazioni?

    “Andato giù senza lasciare traccia di sé, non facendomi né bene né male, apparendomi sostanzialmente inoffensivo e dotato più o meno dello stesso carattere dell’acqua minerale con le bollicine che campeggiava sulla tavola imbandita.”

    Paragonarlo più o meno all’acqua minerale……

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 12:46 pm

      ha ragione, chiedo scusa all’acqua minerale, potrebbe offendersi….
      Su alegher amici miei, é sempre vino, di cui stiamo parlando e non del miracoloso ritrovato, che tutti speriamo arrivi presto, contro la malattia del secolo, pronunciamone il nome senza paura, il CANCRO.
      Un abbraccio & God bless you

  3. Stefano

    dicembre 22, 2014 alle 12:54 pm

    🙂
    Un abbraccio e approfitto anche per augurarle un sereno Natale a lei e alla sua famiglia.

  4. Gianluca

    dicembre 22, 2014 alle 3:41 pm

    Grazie per l’onore della citazione. 🙂

    Certi personaggi, anche amici miei, beniteso, mi fanno venire in mente, almeno in parte, la canzone “Poor’ Italia” di Davide Van De Sfroos: 🙂

    http://youtu.be/reru2W0c-t4

    Scherzi a parte, stiamo perdendo la cultura su tutto, non solo sul vino. E non diamo solo la colpa ai governanti, per favore, ché non sono piombati da Marte ma sono esattamente il nostro specchio riflesso.

    Buone feste e mi raccomando: Prosecco come aperitivo e panettone con Berlucchi Brut in offerta. 😀

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 3:55 pm

      de nada Gianluca, quello che aveva scritto era ed é, a mio modesto avviso, perfetto.
      quanto al suo consiglio, vedrò di “obbedire”, ça va sans dire… 🙂 Auguri!

  5. Sisto

    dicembre 22, 2014 alle 4:57 pm

    Caro Franco,
    ma così non vale, su brick, prosecco, scherni per i 25 € la bottiglia, c’ero prima io di Gianluca!!!

    http://www.lemillebolleblog.it/2014/12/19/franciacorta-sugli-scaffali-a-689-euro-il-duro-lavoro-di-cinquantanni-gettato-alle-ortiche/#comments

    Scherzi a parte: io non sono così “talebano” come lei sul prosecco. Io, come tutti noi appassionati, preferisco MC ma le dirò che in alcuni contesti/momenti/piatti preferisco un ottimo Valdobbiadene. Sono prodotti molti diversi, uno charmat e uno champenois, uno con un’uva tendenzialmente aromatica, l’altra con i grandi francesi tendenzialmente neutri (come aromi primari, s”intende).

    E comunque: se un vino italiano, spumante, ha molto successo, in Italia e all’estero, perché non essere contenti? Più che altro occorre stare attenti che il tutto non si “sputtani” con prodotti di infirma qualità, sul basso, allargando a territori che con la glera e la tradione sul prosecco centrano come il nebbiolo in Calabria!

    Però, di esperienze come la sua, io, nel mio piccolo, ne avrò fatte decine, anzi è la situazione prevalente. Io “l’esperto” porto uno champagne o un grande FC, la gente lo assaggia, per rispetto non mi dice nulla, ma si capisce che non lo stanno gradendo. Dopo 5 minuti compare un prosecco (DOC ovviamente, non DOCG) e tutti sono radiosi. E questi, nel 90% dei casi, non sanno dove mettere i soldi (e lo mostrano con auto, smartphone, abiti, case, viaggi, gioielli, etc.), quindi non è questo il motivo.

    Sa cosa le dico? Ma chi se ne importa, quando uno è contento del suo vino, perché scontrarci? Anzi: io adesso sono fiero, dopo le mie “dotte lezioni”, che questi miei conoscenti almeno non comprano più il prosecco doc dell’esselunga a 2,50 € ma vanno in enoteca e si comprano un grande Valdobbiadene, DOCG: un po’ di cultura l’ho fatta, perché adesso sentono e apprezzano la differenza.

    Ultima notizia: ieri pomeriggio, in una nota enoteca del centro di MI, ho fatto la pazzia di natale (dal punto di vista del budget): Andre Beaufort a Ambonnay Grand Cru Doux Rose!! So che lei dissente sui demisec (figuriamoci i doux) ma io sono appena arrivato al vino e deve assaggiare tutto e imparare, e comunque me lo voglio bere (in compagnia di mia moglie) con il bossolà del grande Massari a natale.
    Auguri, grazie.

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 5:12 pm

      caro Sisto, innanzitutto auguri a lei e ai suoi cari.
      Comunque se lei é “appena arrivato al vino”, io mi chiamo Rosy Bindi 🙂
      p.s.
      “grande Valdobbiadene”: sta forse parlando della cittadina nella Marca Trevisana?
      A me, che sono un talebano, ebbene sì, lo confesso, un “grande Conegliano Valdobbiadene” o un “grande Prosecco” non é mai pervenuto… E non lo consiglierei mai, anche se nella cena di sabato mi é toccato “berlo”…
      Anche in questi abbinamenti per la sezione cucina dell’edizione on line di Oggi non sono riuscito ad abbinare un Prosecco: http://www.oggi.it/cucina/trovaricette-e-menu/2014/12/16/natale-ricette-vegetariane-originali-gustose-alternative-con-i-vini-da-abbinare/

      • sebastiano

        gennaio 5, 2015 alle 10:56 am

        Buon giorno e Buon anno a Lei Sig. Ziliani,
        mi sembra che qualche anno fa abbia avuto parole di appezzamento nel degustare il “Vecchie viti” di Ruggeri e il Prosecco di Silvano Follador che da alcuni anni sta facendo un prosecco M.C. Comunque convengo con Lei di buoni prosecchi ce ne sono pochi e ce ne saranno sempre meno con questa corsa ad allargare le zone di produzione. Io sono nel Vino da anni, abbiamo anche avuto il modo di conoscerci in qualche sua degustazione di Barolo e di Brunello vini che amo come amo le bollicine, comunque ogni tanto mi bevo qualche bottiglia di prosecco “sur lie” con un anno e a volte anche due di permanenza sui lieviti,con 27 mg di solforosa Totale, che se guardiano bene è un M.C. senza Sboccatura. Buona giornata e congratulazioni per i suoi Blogs che leggo sempre con piacere e curiosità.

    • Fabiop

      dicembre 22, 2014 alle 10:02 pm

      Bravo Sisto, ho appena deprossechizzato un caro amico che mi ha detto in questi giorni, che dopo qualche vinello giusto che gli ho proposto negli ultimi mesi , non riesce piu’ a gustare il prosecco come una volta.
      E per me ho trovato su un famoso forum un rose’ da sogno ( 5 stelle del blog) ad un prezzaccio e non ho resistito.
      Buone Feste a te e a tutto il Blog
      Fabio

  6. benux

    dicembre 22, 2014 alle 5:37 pm

    Articolo divertente, complimenti.
    Secondo me è maleducazione non stappare un vino portato dall’ospite, a meno che non sia a temperatura non corretta o non abbinabile alla cena.

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 6:25 pm

      diciamo che lo Champagne non era a temperatura… E me so’beccato ‘er Prosecco… 🙁

  7. Nicola

    dicembre 22, 2014 alle 6:37 pm

    Il Franciacorta in fotografia lo può trovare alla Metro a 5 euro e rotti più iva.

  8. Nicola

    dicembre 22, 2014 alle 8:43 pm

    Se riesco a passare alla metro scatto un paio di foto e le invio.

  9. andrea c.

    dicembre 22, 2014 alle 9:31 pm

    commento, cretino, moderato dalla redazione

  10. Corrado

    dicembre 22, 2014 alle 9:54 pm

    Sabato sera cena da me per gli auguri natalizi con i miei vicini, simpaticissimi e con “lei” decisamente assai più che carina, ed altri amici: con abbinamenti perfetti servo Nicolas Maillart brut rosé grand cru e Barbaresco 2008 dei Produttori del Barbaresco.
    Sono certo che non ci hanno capito una mazza.
    Per il loro buon panettone artigianale uno dei commensali sfodera un extra dry della Cantina di Conegliano, tutti contenti come delle pasque!
    Morale: vai di san Crispino alla prossima cena… per loro, ovviamente 😉

  11. andrea c.

    dicembre 22, 2014 alle 9:54 pm

    Ciò che mi stupisce non è solo il suo integralismo , ma soprattutto la mancanza di sense of humor .
    Addio

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 10:55 pm

      sense of humour i suoi insulti? Ma và a scuà el mar Andrea c., sciò, pussa via…

  12. Mondelli Francesco

    dicembre 22, 2014 alle 10:13 pm

    L’ insegnamento di questa favola natalizia è che solo portando a cena una bottiglia già pronta e alla giusta temperatura si ha qualche speranza che venga servita,ma nasce spontanea la curiosità: quale champagne ha barattato con del prosecco ?Dal mio canto devo confessare che anch’io non amo la tipologia di cui sopra anche perché alcune etichette hanno ormai raggiunto il prezzo di un buon Franciacorta o di un Trento DOC.Augurissimi a tutti e che Dio ci preservi dai prosecchini serviti a fiumi sopratutto come aperitivi.FM.

  13. ilario

    dicembre 23, 2014 alle 12:57 am

    Sono sconvolto. Letteralmente! Qui di Vino poco si parla e poco si conosce!Povera Italia…l’erba del vicino è sempre più buona eee? Mi disarmate! Stereotipati livelli massimi. Vi farei bere ad occhi chiusi…poi ne riparliamo quando vi sbendo

    • redazione

      dicembre 23, 2014 alle 1:05 am

      non si “sconvolga” per così poco Ilario, può sempre accomodarsi altrove… La wine blogosfera é ricca di alternative più colte e meno stereotipate rispetto a questo piccolo blog…
      Gli occhi li tenga pure chiusi. E non mi legga.. 🙂

  14. ermes cattaneo

    dicembre 23, 2014 alle 7:16 am

    …ebbene si devo ammettere di avere una passione sfegatata per i produttori di prosecco.
    Sono gli unici che in questi tempi grami ai loro stand (vinitaly)si possono permettere ancora certe sventole gioia per gli occhi.
    Quando si dice un vino che tira.
    Buone Bevute a tutti

  15. Zakk

    dicembre 23, 2014 alle 7:41 am

    Per la vigilia di Natale e Natale sarò ospite di parenti. Ognuno porta qualcosa, io il vino.
    Ci sarà anche prosecco, ma anche champagne perchè è inutile obbligare certa gente a ber cose eccellenti quando non hanno le capacità per apprezzarle. Ricordo Magic Johnson, indimenticato campione dei Los Angeles Lakers, che sfoderava certi assist che mettevano in difficoltà lo stesso compagno di squadra a cui era indirizzata la palla. Beh, Magic Johnson chiedeva scusa xchè l’errore era suo, era lui che aveva sopravvalutato l’altro giocatore. Ecco, inutile dar da bere champagne a chi tanto non potrebbe/vorrebbe capire (metto anche il “vorrebbe” perchè certi proprio neanche ci si mettono a ricercare la qualità nel cibo e nel vino perchè sono cose che passano, non come quei beni materiali in cui investono abbondanti danari) la differenza tra un grande vino e una ciofeca inenarrabile.

  16. Gugge

    dicembre 23, 2014 alle 8:28 am

    Che allocchi.
    Il MC per la maggior parte dei non bevitori seriali, ovvero winelovers, e’ troppo secco, il franciacorta anche troppo amaro. Pertanto non viene apprezzato.
    Il prosecco invece, con quel dolcino, soddisfa tutti i palati poco esigenti. Punto.

    Volete mandarli in sollucchero, moscato d’asti tappo raso di Saracco ( buono sul serio).
    Per il prosecco di livello ve ne sono di belli cicciotti, minerali e sapidi. Peccato che il dott. ziliani dopo 30 anni di bevute non li conosca.
    Ossequi.

  17. Michele R.

    dicembre 23, 2014 alle 8:28 am

    Non mi piace portare vino da bere “subito” a meno che non si sia deciso prima con l’ospite, soprattutto in base al menù. Lascio a chi mi ha invitato la scelta dei vini, rischiando grosso lo so: meschino o talebano, fate voi, per quella sera trovo una scusa per non bere.
    Sul prosecco concordo, poiché quelli che dovrebbero essere più validi hanno prezzi da buon metodo classico, di conseguenza…
    Buon vino e Buon Natale a tutti

  18. Gugge

    dicembre 23, 2014 alle 8:35 am

    5 euro alla metro ……. Rileggo sopra il commento:
    “Franciacorta Satèn di un produttore a me totalmente sconosciuto (già partite le mie indagini) e sostanzialmente, servito non nelle flûte color rosso ma nel calice ampio da vino, buono, piacevole, bevibilissimo.”

    E’ 30 anni che beve e scrive di vino e si fa’ uccellare peggio di Vratislav Gresko.

    Per natale penitenza con 1 cartone di prosecco. 🙂

    Ossequi.

    • Alessandro

      dicembre 23, 2014 alle 1:53 pm

      Evidentemente alla METRO si compra bene…

      e poi non è una marca, ci sta’ che il “risparmio” sia a tutto vantaggio della qualità!

    • benux

      dicembre 23, 2014 alle 5:17 pm

      Ennesima dimostrazione che anche un Saten imbottigliato sotto nome di fantasia a prezzo di prosecco è nettamente meglio di quest’ultimo

      • redazione

        dicembre 23, 2014 alle 5:20 pm

        provocatore! Fascista! (peggio di Ziliani) 🙂

  19. Giovanni

    dicembre 23, 2014 alle 11:07 am

    Sto de-prosecchizzando e de-santacristinizzando un po’ di amici, ma ce ne vuole. Verissimo e fastidiosissimo il discorso relativo al prezzo del vino: gente che spende 800 euro per un telefono (che di solito cambia dopo 12 mesi) si fa venire la tremarella se dico che la bottiglia che hanno bevuto costa sui 30€. La mia risposta è di solito “esticazzi?”. La strada è lunga. Ci vogliono menti aperte e curiosità, per fortuna nel mio piccolo ci sto riuscendo. Poi al mio amico che al posto di un discreto Morellino riserva Capatosta mi dice di preferire comunque una “birraccia da discount”, servirò, appunto, la birra della Fidel (calda, li mortacci suoi!).
    Auguri Ziliani e complimenti per il suo blog che trovo veramente un valore aggiunto nel panorama web-enologico 🙂

  20. Diego

    dicembre 23, 2014 alle 11:40 am

    Il Prosecco è un vino popolare, immediato e comprensibile, oltre che comprabile, dalla massa.
    Un po’ come quei cantanti pop puntualmente stroncati dalla critica ma che poi vendono milioni di dischi.
    E poi, piaccia o no, negli ultimi anni è la vera bandiera enologica dell’Italia a livello internazionale, cosa che dovrebbe far riflettere il mondo del vino italiano

  21. Zakk

    dicembre 23, 2014 alle 1:03 pm

    L’unica riflessione che mi viene è che siamo mediamente un popolo ignorante, disposto a spendere x l’apparenza (auto, orologi, vestiti, telefoni….) e non per l’essenza (cibo e vino di qualità).
    Cazzo, siamo quello che mangiamo e beviamo, non quello che guidiamo o indossiamo, SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAA

    E poi quello che si risparmia bevendo vinacci da due soldi lo si spende in medicine: tiè!!!

    • redazione

      dicembre 23, 2014 alle 1:49 pm

      ché, ti candidi per l’editoriale del Natale Zakk? 🙂

    • Diego

      dicembre 23, 2014 alle 2:49 pm

      Oltretutto il vino è ancora un prodotto made in Italy, tutti gli altri prodotti no con i soldi che escono dall’Italia verso economie estere, salvo poi lamentarsi di crisi e disoccupazione

  22. Carmine

    dicembre 23, 2014 alle 1:25 pm

    Io invece ho imparato che le bottiglie che meritano vanno bevute solo con chi le apprezza. Dell’ultima cena dove ho servito Ferrari brut rose, brunello 2007 villa Poggio salvi e moscato d’Asti la caudrina. Solo il moscato, anche a distanza di giorni, è stato apprezzato.

    • redazione

      dicembre 23, 2014 alle 1:48 pm

      complimenti per la scelta del Moscato di un’azienda che é nel mio cuore. Vecchi amici di una vita i Dogliotti: buona idea, ora chiamo Romano per gli auguri

  23. Zakk

    dicembre 23, 2014 alle 7:06 pm

    Carmine ma come fa a pretendere che un brunello di Poggio Salvi sia soddisfacente?
    Suvvia almeno la prima linea di Biondi Santi!!!!!!!

  24. ilario

    dicembre 24, 2014 alle 1:12 am

    Ragazzi, prosecco o champagne. Parliamo di due stesse tipologie di vino, quindi vini spumanti, ma molto differenti fra di loro.
    Da un lato il metodo Martinotti che esalta le note aromatiche e fruttate e quindi vini meno strutturati ma più freschi, ideali come aperitivi. E dall’altro lato il metodo classico che grazie alla presa di spuma in bottiglia valorizza molto più i sentori di lievito che quelli d’uva, bollicine molto più fini e persistenti poiché la lunga permanenza in bottiglia permette loro di legarsi alle proteine e quindi amalgamati meglio al vino. Detto questo penso che quando si beva un vino è dovuto conoscerlo, conoscere il suo percorso, la sua storia e la sua annata. Il suo metodo di lavorazione e di vinificazione….che gli esperti scoprono anche solamente bevendolo. Bisogna inserirsi in una concezione oggettiva….non esiste il buono ed il cattivo….esiste ciò che piace e ciò che non piace. Da un prosecco io mi aspetto DETERMINATE COSE E SOLO QUELLE, se le mie aspettative sono soddisfatte complimenti al produttore. Stessa cosa per lo champagne. Cmq eviterei di accoppiarli, due vinificazioni differenti….quindi due risultati diversi. E poi basta con sto champagne. I metodi champenoise li usiamo anche noi ed abbiamo ottimi prodotti. Ormai champagne fa molto fino. Vi inviterei a provare spumanti in base Passerina e pecorino con metodo classico. Vini davvero armati

  25. Carmine

    dicembre 24, 2014 alle 8:24 am

    Gentile Zakk mi creda, sarebbe stato sprecato in quell’occasione e inoltre, purtroppo, non ho la disponibilità economica per Biondi Santi. Pensavo che Poggio Salvi si collocasse in una fascia media e complice una buona offerta ne presi alcune bottiglie. La mia competenza in materia è sotto lo zero ma l’ho trovato un vino equilibrato,mi è piaciuto.

  26. Sisto

    dicembre 24, 2014 alle 12:22 pm

    Vorrei sottoporre a tutti i partecipanti al dibattito in oggetto, con i loro post, questa esperienza/riflessione.

    Ad una cara amica, compagna di università, e del cui giudizio mi importa parecchio (tra le altre cose sosterrà tra breve l’agognato esame per diventare professore ordinario) e che fa parte del mio piccolo giro dei “discenti enologici” (ovviamente grande consumatrice di prosecco e assoluta ignorante per le tematiche enoiche) ho fatto leggere questo blog e questo articolo in particolare.

    Il commento è stato del tipo “si, però, e a voi che “rode” che noi “incompetenti” non beviamo/capiamo i vostri grandi vini, non il viceversa. A noi di cosa beviate o meno e del perché o di quando spendete, non è che ci interessi. Invece, non vale il viceversa: quindi siete voi che un po’ vi sentite degli “incompresi”. A noi va bene tutto, mica il vino è la politica…”.

    Lì per lì ho, per amore dialettico e abitudine allo scontro costruttivo, ribattuto e l’ho messa soprattutto sul fatto che certe categorie sociali, di altissimo livello formativo, non dovrebbero essere così “banali” in fatto di cibo/vino. In realtà, ho toccato con mano, poiché mi è stato esposto in termini garbati ma molto “leziosi”, che delle nostre “pene” non solo “agli altri” non gliene frega assolutamente nulla, ma che pure corriamo il rischio di essere un po’ compatiti, in quanto autoreferenziali e sostanzialmente colpiti dalla sindrome dei “sapienti-incompresi” mentre al mondo delle nostre preferenze, dei motivi e dei nostri dotti saperi, non importa un fico secco.

  27. Nicola

    dicembre 24, 2014 alle 12:34 pm

    Del vino importa poco o nulla alla quasi totalità dei consumatori. In un periodo in cui basta accendere la tv per vedere format e programmi di cucina, ve ne fosse uno dedicato al vino. Soprattutto vi fosse un programma che parli di vino in modo intelligente come avviene su questo blog e su pochi, pochissimi altri.

  28. Fabry

    dicembre 24, 2014 alle 12:59 pm

    Il fatto principale che molta gente non considera che esistono persone con gusti e idee diverse tutto qui…trovo semplicemente perfetto il commento di Sisto ad esempio. E di sicuro dando dei minorati mentali a chi beve un vino piuttosto che un altro non è che la situazione migliora, e neanche paragonarsi a Magic Johnson.
    Così per dire, visto che sul blog c’è la foto di Ziliani, potrei dire che io una giacca così non me la metterei mai, però non è che lo insulto dicendo che potrebbe comprarsi una bottiglia di champagne in meno e una giacca in più.
    A Nicola dell’ultimo commento dico che un programma di cucina è più gestibile in quanto non è necessario fare troppi “nomi” precisi, si parlia di olio, di sale, di carne e gamberetti, con il vino come si fa? parli dell’uva, del metodo, della bottiglia, ma poi devi calare sto benedetto nome e quindi diventa pubblicità.

    • redazione

      dicembre 24, 2014 alle 1:23 pm

      Vedrò di chiedere consigli sulle mie giacche a “Lord Brummel” Fabry 🙂

    • zakk

      dicembre 26, 2014 alle 8:53 pm

      beh, qui siamo su un blog che parla in modo specifico di vino e quindi ci si aspetta che chi legge e/o scrive abbia una certa minima passione, da chi muove i primi passi a chi trangugia bottiglie leggendarie.
      Sul discorso dei gusti io non mi ci metto, ma se si parla di qualità…. beh io penso che la qualità sia oggettiva e non soggettiva e a chi ha più esperienza e miglior palato dei miei io darò ascolto per imparare un poco di più sulla qualità. Di contro io metto a disposizione quelle che sono le mie bevute, non in forma di racconto o note di degustazione, ma in forma di esperienza su determinati produttori e denominazioni. Se poi uno continua ad avere gusti diversi…. e ci mancherebbe altro!!!!!! Ma aver voglia di capire perché qualcuno ha atteggiamenti da Magic Jhonson potrebbe risultare utile nel percorso di conoscenza del vino. E ti assicuro che il mio richiamo a Magic Jhonson non vuole essere una metafora che mi paragoni a lui, ma soltanto una constatazione di quello che succede su tante tavole imbandite con attorno commensali diversi per passioni, approcci, gusti….

  29. Sisto

    dicembre 24, 2014 alle 2:09 pm

    @ Fabry
    si, è questo il punto, ha ragione.

    Inoltre, con riferimento all’intervento di Michele R., il mio desiderio sarebbe che chi partecipa ad un blog di questo livello e che è competente in vino/spumante, non facesse il gesto – mi si consenta- villano, presuntuoso e inutile, di non assaggiare, a casa degli altri, un vino “scaccio” (il termine elegante sarebbe: “comune, generico, commerciale”, etc.). A meno di non volersi isolare come gli asceti e parlare solo al proprio foro interiore!

    Chi ha passione per il vino ha il dovere morale e tecnico di comunicare e di, eventualmente, spiegare perché un certo vino che gli hanno servito, è un po’ “scaccio”, sempre con umiltà, preparazione e apertura mentale.

    Per forza che dopo sembriamo dei marziani.

    Non è sufficiente emanare la “grave sentenza”, peggio solo all’interno del nostro cenacolo di iniziati, dobbiamo poi spiegare il perché e il percome. A volte, e questo per me è il momento più difficile, anche all’amico produttore a cui interessa il nostro parere, dobbiamo comunicargli (per bene) un’eventuale carenza del suo prodotto.

    Sono capaci tutti a starsene zitti e pensare il peggio del vino “andante” e di chi lo produce/compra/beve: molto più difficile è, con rispetto, spiegare i motivi (e, se si è capaci, ipotizzarne le cause tecniche o tecnologiche) di difetti/limiti/imperfezioni,

    Certo, lo so, costa e, a volte, è antipatico. Però, quando mio cognato (che dà lavoro a 40 persone-per riconfermare che i redditi non centrano), tutto contento, mi fa bere con il dolce il Riccadonna (!), lui vuole il mio parere “da esperto” e io gli spiego, con calma, come se fossi alla lezione dell’ONAV o dell’AIS, perché non va bene, e la volta dopo gli faccio assaggiare uno spumante moscato (magari un Asti) come si deve.

    Quando il mio amico-guru dell’informatica, vede il mio nokia con Windows phone, per 45 minuti mi spiega perché “fa schifo”, troppo comodo che si limitasse solo a guardarmi come fossi un mentecatto e facesse finta di niente.

    Però, è solo la mia opinione, poi ognuno fa come vuole, s’intende!

  30. paolo v.

    dicembre 24, 2014 alle 11:48 pm

    Siccome il prosecco tira più di tutti gli altri vini attuali molta gente ne parla per darsi auturevolezza e farsi pubblicita’. Ziliani che e’ più furbo ne parla volutamente e artatamente male così con un tocco da maestro vorrebbe far schizzare la sua audience. Eh eh eh

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 12:51 am

      @ paolo v.
      Ziliani, che é impegnato a bere Champagne, mi incarica di informarla che non ha bisogno di questi “mezzucci” per far schizzare, come dice lei, l’audience di Lemillebolleblog e Vino al vino. E’ già piuttosto alta per conto proprio, dati Google Analytics alla mano:)
      Scusi, ora vado, altrimenti lo Champagne se lo scola tutto lui e a me lascia un.. prosecchino 🙂 Auguri!

  31. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 10:00 am

    …se ad una festa io trovo solo prosecco faccio salti di gioia.
    Bevo già troppo.
    Auguroni a tutti

  32. benux

    dicembre 25, 2014 alle 10:13 am

    ieri cena della vigilia a casa dei miei, mio padre ha stappato uno champagne de venoge rosè. Per carità una buona bolla, bella verticale con delicati profumi di frutti rossi e lampone ma a mio giudizio personale un perlè rosè gli è nettamente superiore.

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 10:38 am

      Nonostante i produttori e’ davvero buono 🙂

  33. Michele R.

    dicembre 27, 2014 alle 7:20 am

    @Sisto
    Come ho già detto nel post sul FC a 6,89 i consumatori vanno educati. Ma mi in questo post mi riferivo ad alcuni, per fortuna pochi, irriducibili che manco il villaggio bretone di Asterix… con questi ci ho rinunciato perché è tempo perso e per i miracoli non sono attrezzato. Su tutto il resto si può discuter.
    Rinnovo i miei auguri a lei, al nostro ospite Ziliani e a tutti i frequentatori del blog
    Buon vino e buine feste

  34. Sisto

    dicembre 27, 2014 alle 10:36 am

    Contraccambio gli auguri.
    Ho preso spunto dal suo commento per “volare alto” nel senso che poi ho cercato di significare. Su quelli che non vogliono proprio neppure cercare di capire/confrontarsi sono invece molto d’accordo: non ci si può fare nulla e bisogna soprassedere. Invece, io “criticavo” coloro i quali, pur in possesso di molta competenza e “gusto”, rinunciano a priori a comunicare alla “massa”. Poi, ultimamente, non ne posso più di mirabolanti guru (il dott. Ziliani probabilmente immagina a chi sto pensando), sul web e in giro per corsi/degustazioni, che scrivono come se tutti non bevessero altro che Chateau d’Yquem o Romanee Conti e poi quando gli fai assaggiare il Benaco Bresciano IGT per avere un dotto parere, non riescono neppure a valutare la tannicità o la franchezza olfattiva…
    Saluti

  35. sergii

    gennaio 5, 2015 alle 10:35 am

    Curt del Lac vendita in cartone da 6 da Metro Cash and Carry, Marchio di Metro. 6 € circa al netto d’iva. Produttori mi pare fratelli Riva…

  36. Adriano Vinasco

    gennaio 12, 2015 alle 10:10 am

    Come se l’avessi bevuto. Ottima recensione. Ed è con questi vini che abbiamo bisogno di far conoscenza …

    grazie!

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