… ma c’é un’altra Franciacorta di cui essere orgogliosi: si chiama Cà del Bosco

Bandierevento

La Cuvée Annamaria Clementi 2005 nei Top 20 Sparkling di Jancis Robinson

Ero molto incazzato, credo lo si sia capito leggendo e guardando la foto a corredo, per la brutta notizia, da bandiera a mezz’asta, che qualche buontempone/a ha definito, bontà sua, “polemiche inutili” (forse perché ho rotto un muro di omertà, complicità, compiacenza che in Sicilia chiamano con una parola che ora non ricordo bene… ) del Franciacorta Docg di una nota e storica azienda finito tristemente sugli scaffali di Esselunga ad un prezzo “civetta” ridicolo e offensivo, 6,89 euro. E manco con la dicitura salva faccia del sottocosto…

Così incazzato che fregandomene altamente delle convenienze, delle amicizie, delle prevedibili prese di distanza (solo ufficiose e sussurrate, perché nessuno ha avuto gli attributi di dirmi in faccia che ho fatto male a scrivere quel post di cui sono orgoglioso) ho detto a muso duro, senza sfumature e attenuazioni conformiste-pavide-servili (ca..o la Guido Berlucchi è una Grande Azienda, un grande marchio e tu la critichi così?) quello che pensavo.

ZilianiBerlucchi689

Esprimendo la mia malinconia, io che della Franciacorta sono solo un tenace sostenitore e un semplice commentatore, senza manco mezzo ettaro di vigneto di proprietà, o altro tipo di interessi, per vedere offuscata l’immagine di quella zona in cui credo e messo in pericolo il lavoro di tante donne e uomini del vino, che si sono fatti un mazzo così per far diventare la Franciacorta quella cosa che é. Quella realtà di cui, durante il mio recente soggiorno a metà ottobre in Champagne, almeno cinque persone mi hanno parlato con grande rispetto, chef de cave, addetti commerciali, responsabili della comunicazione, anche in una Maison storica come Charles Heidsieck.

Oggi invece le bandiere a mezz’asta tornano a garrire, per la bella notizia, non vi fornisco il link, perché per leggere gli articoli su quell’autorevolissima testata bisogna compilare un form, secondo la quale Jancis Robinson, non una penna qualsiasi, ma Jancis Robinson, quella bella signora e prestigiosa collega che alcuni anni fa ha accettato il mio invito a partecipare ad una manifestazione in Puglia, nella sua rubrica sul Financial Times ha parlato di 20 Top Sparling wines.

top20spakling
E cosa ha fatto Jancis? Ha inserito nella sua selezione, accanto a 17 Champagne e a due English Sparkling wines, un vino italiano con le bollicine? Un Prosecco? Non scherziamo? Un Trento Doc? Non pervenuto.

Cosa poteva dunque scegliere Jancis con questa testuale introduzione “Proof that Italy’s finest fizz can be every bit as good as Champagne at the same price” se non un Franciacorta Docg? Certo non quello da 6,89 sullo scaffale o altri di aziende che se appena avessero potuto i loro vini a quel prezzo avrebbero piazzato senza esitazioni, bensì, la crème de la crème franciacortina, ovverosia il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi millésime, pardon, annata, 2005, della Cà del Bosco, raccontato con queste testuali parole, che non traduco, perché i lettori internazionali di Lemillebolleblog capiscono l’inglese e non si limitano certo al bresà:

zanellaFTRobinson

Proof that Italy’s finest fizz can be every bit as good as Champagne at the same price.  With 55% Chardonnay, 25% Pinot Blanc and 20% Pinot Noir this top bottling seems to be both rich and delicate.  There’s a certain softness but also real zestiness and refreshment.  All the grapes, including Pinot Blanc, for this blend are fermented in barrique but there is no trace of oakiness, just sheer class.  Beautiful tiny bubbles.”

CàdelBoscoEsselunga

Una magnifica soddisfazione. E non solo per il suo artefice, Maurizio Zanella, che per alcuni mesi sarà ancora l’illuminato presidente del Consorzio Franciacorta, e un bel ricordo di quella donna straordinaria, della quale la Cuvée porta il nome, scomparsa pochi mesi orsono, ma per la Franciacorta tutta che vede tornare a risplendere la propria immagine, ripulita dal fango che le era schizzato incolpevolmente addosso.
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Dunque evviva la Franciacorta vera, e che i detrattori stupidi, i professionisti dello stolto anti-franciacortismo eno-snob, quelli che hanno sempre comunque, a prescindere, da criticare la zona vinicola bresciana, per partito preso o peggio ancora in malafede, perché fa chic (o scioc?) si consolino pure stappando un prosecchino. E’ il vino adatto per il loro quoziente intellettivo e la loro ristretta e triste forma mentis…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

106 commenti

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106 commenti

  1. fabry

    dicembre 20, 2014 alle 6:00 pm

    Non vorrei attirare su di me le sue ire ma come esistono persone che criticano la Franciacorta perché fa chic (o scioc?), ce ne sono molte altre che bevono solo esclusivamente Franciacorta perché fa chic (o scioc?).
    Non é un riferimento velato alla sua persona, prima perché se ho da dire qualcosa lo dico in faccia, secondo perché credo che la sua stima verso quel fazzoletto di terra, come lo definisce lei, sia sincera.
    Detto questo non scrivo della cuvee in questione perché non ho le conoscenze enologiche, e purtroppo il portafoglio abbastanza leggero.
    Però noto tra chi, beati loro, può permettersi certi acquisti che é più il piacere di sfoggiare la bottiglia che bersela. Su questo punto la ca del bosco é la migliore essendo riuscita a creare un prodotto senza dubbio buonissimo ma che nell’80% viene comprato perché fa chic (o scioc?)
    Concludendo posso immaginare che lei sia una persona intelligente e la battutaccia finale é un po cattivella. Purtroppo esistono persone con un buon qi ma con portafoglio leggero che fanno di necessità virtù….e prosecco sia

    • redazione

      dicembre 20, 2014 alle 6:12 pm

      commento simpatico Fabrizio. Quanto al finale, capisco le esigenze di bilancio, ma piuttosto che bere un “prosecchino”, bevo acqua. Non disprezzo il prodotto in sé, i produttori, che lavorano seriamente, la zona, che é stupenda e dove si mangia bene, ma é il mio palato che fa un seria fatica (non dico che rifiuta, ma quasi) di bere Prosecco. Per cui meglio acqua, almeno per me che fortunatamente il Franciacorta, i Trento, qualche Oltrepò Pavese, qualche Alta Langa o Alto Adige, e altri metodo classico privi di denominazione li bevo, non solo per lavoro, ma con reale soddisfazione.
      P.S.
      Quanto a quelli che bevono un certo vino o una certa denominazione, perché fa fino, perché é scic (scioc) o à la page: non mi piacciono, non abbiamo niente da dirci, non sono i miei lettori…
      Buona serata: io berrò… credo Champagne…

  2. Nicola

    dicembre 20, 2014 alle 6:14 pm

    Insomma chi beve prosecchini è un minus habens. Complimenti Ziliani.

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 2:53 am

      Stasera sono stato pure io ” minus habens” ospite a casa di un amico molto facoltoso cosa mi hanno offerto? Del banale Prosecco anche se DOCG. Io avevo portato una bottiglia di Champagne e una magnum di Barolo…

  3. fabry

    dicembre 20, 2014 alle 6:19 pm

    Io stasera rosso piceno superiore, papà marchigiano….champagne? Sono fortunato che ho una donna fantastica, bellissima e…astemia, ma che me ne ha regalate due bottiglie e saranno “seccate” alla vigilia e all’ultimo, rigorosamente a casa, rigorosamente in due

  4. Diego

    dicembre 20, 2014 alle 6:38 pm

    Io francamente mi sono eccitato poco per questa originalissima classifica, semmai mi sono divertito.
    In primis, intendiamoci, le classifiche nazionali e/o internazionali contano ancora oppure no? Sennò rivalutiamo pure quelle di Parker, Suckling & C.
    In secondo luogo in questa classifica su 20 prodotti abbiamo 16 Champagne, ben 3 spumanti inglesi, 1 Franciacorta. Ammetto la mia ignoranza ma appena ho visto lo spumante inglese mi sono messo a ridere, ma ripeto, è mia ignoranza. E pure gli champagne in lista non mi sembrano il massimo della goduria enologica (Veuve Cliquot per dirne uno a caso).
    Insomma la Franciacorta presenta 1 prodotto nella Top 20 mentre la nuova mecca enologica, l’Inghilterra 3, se si da credito a questa classifica non credo ci sia molto da cantar vittoria, anzi, il contrario. Fosse vero che l’unico prodotto della Franciacorta che può tener testa ai metodo classico inglesi è il Franciacorta di punta top di gamma, ci sarebbe veramente da piangere.
    Invece ho sensazioni differenti.
    Poiché Cà del Bosco brilla di luce propria, (oltretutto credo che i Vintage Collection siano forse pure meglio dell’Annamaria Clementi), poiché la Franciacorta offre eccellenza oltre a Cà Del Bosco, non credo che questa classifica debba essere presa come vanto o testimonianza di alcunché.

  5. Zakk

    dicembre 21, 2014 alle 1:37 am

    Non ho capito: la Robinson ha fatto una classifica delle bollicine migliori a livello mondiale? Se la risposta è “si” allora mi sa che perde credibilità anche la signora Jancis! (davvero vogliamo credere che in champagne vi sono solo 17 prodotti capaci di competere con AMC e ben due metido classico inglesi? Ma per favore….)
    Se la risposta è “no” allora è una selezione come le altre e lascia il tempo che trova tanto quanto le guide nostrane.

  6. Banana Joe

    dicembre 21, 2014 alle 9:03 am

    Una simpatica presa per il culo é tale anche se la fanno jancis Robinson o Parker. Anzi dai, é pure più divertente. Soprattutto il pezzo in cui “at the same price” é stupendo.
    Chapeau miss robinson. Brematurata la supercazzola o scherziamo?

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 9:33 am

      Posso dirle che il suo commento e” quello di un perfetto imbecille? Anzi, glielo dico e scrivo lei è un perfetto imbecille

  7. Banana Joe

    dicembre 21, 2014 alle 9:51 am

    Bravo Ziliani, mi inchino alla sua grande educazione.
    Aspetto il suo post di scuse, che non avverrà, ché non é da tutti scusarsi dopo un uscita cosi squalificante.
    Molto triste che lei non sappia cosa sia un confronto civile, fatto di divergenze di opinioni ma soprattutto di rispetto ed educazione.
    Cosa che lei, e non io, non ha dimostrato.
    Lei sa benissimo che la pur buona ac non é tra i venti top sparkling wines, men che meno per il famigerato rapporto qualità prezzo che di certo non la premia.
    Quel pezzo da lei citato significa solo una cosa: marketing e comunicazione. Oppure che gli inglesi sono tre volte più bravi di noi a fare bollicine. Scelga lei.
    Ah e scelga pure lei se gradisce la mia partecipazione sulle sue pagine: le basta non scusarsi per non avere più il piacere di leggermi. -)

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 10:06 am

      scusarmi io con un perfetto cretino (o imbecille, scelga lei) che blatera, senza vergognarsi, e senza avere il senso del ridicolo, di “simpatica presa per il culo é tale anche se la fanno jancis Robinson o Parker. Anzi dai, é pure più divertente. Soprattutto il pezzo in cui “at the same price” é stupendo. Chapeau miss robinson. Brematurata la supercazzola o scherziamo?”.
      Ma si rilegga e pensi se darle dell’imbecille non sia solo rendere omaggio al suo povero status mentale e alla sua vena, scema, di provocare. Far passare una professionista seria, conosciuta e stimata in tutto il mondo, come Jancis Robinson, come una minus habens, come una “banana Joe”, é dimostrazione unicamente di una forma di intelligenza rara. Nel senso di scarsa.
      Non ho bisogno, non voglio, mi fanno ribrezzo lettori studidi come lei, per cui bye bye, si accomodi pure dove vuole.

  8. Zakk

    dicembre 21, 2014 alle 9:53 am

    Guai a toccare Cà del Bosco.
    Dai Ziliani, non crede neanche lei ad una classifica tra i metodo classico mondiali in cui nelle prime cento posizioni non ci siano solo champagne, non scherziamo.

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 10:13 am

      Zakk, il vostro, parlo del suo, di quello di Banana Joe, di altri stupidotti o provocatori che sono intervenuti a margine del mio post, un antifranciacortismo vetero, triste, noioso, a riflesso pavloviano, che qualifica e squalifica nel contempo il vostro “pensiero”. Io non sarò credibile, per voi, solo per voi, perché troppo “càdelboschiano” (ma vi sfugge un dettaglio, che avrei scritto lo stesso pezzo anche se nella classifica, meglio nell’articolo di Jancis, che mi onora della sua amicizia e stima, fosse finito un altro Franciacorta, sebbene a guardarmi un giro non vedo nessuno che avesse le stesse chance di successo dell’Annamaria Clementi oppure del Vintage Zero millesimato. Che dovrebbe averle, la Bellavista new vave stile arancione tribicchierato? Escludo, forse solo Cavalleri..), ma voi, oltre che trinariuciuti e con il paraocchi avete un’idea della Franciacorta che é falsa, ridicola, tendenziosa. Andreste ignorati, ma ecco che una domenica mattina sono qui a rispondervi e a dirvi cosa penso di voi. Per certi versi avete “vinto”, prendo atto delle vostre tristi, trascurabili esistenze, vi illudo di dare un senso a vite che devono proprio essere poco felici, e piene di rancore e invidia. Che sfogate su Cà del Bosco e Franciacorta. Ma una risata vi seppellirà!

  9. Gianluca

    dicembre 21, 2014 alle 10:06 am

    Non concordo con lei sul fatto che insulti certi commentatori, tuttavia il blog è suo e giustamente fa come crede: da lettore le dico sommessamente che non è molto piacevole,di insulti in giro sul web se ne leggono fin troppi.
    Quanto al contenuto in sé, mi permetta di dire che mi lascia del tutto indifferente. Sono anni che non bado a guide, classifiche, bicchieri, stelline, medaglie e patacche varie e mi pare di capire che non lo faccia neppure lei: il fatto che esulti per una classifica che include un Franciacorta, non certo il migliore, però della sua azienda preferita, mi fa pensare che sia dovuto giusto al suo legame col bilanista. 🙂 Personalmente continuerò a bere altra Franciacorta, le spremute di legno faccio fatica a digerirle. 😀

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 10:18 am

      porto come un fiore all’occhiello il legame, di sincera amicizia, dove nessuno chiede nulla all’altro, dove il produttore rispetta totalmente il mio pensiero anche quando sparo sulla “nostra”, pardon, sua, Franciacorta, tra Maurizio Zanella e me. E non permetterò a nessuno di gettare ombre o infangare un legame che é alla luce del sole ed é uno dei più felici risultati di trent’anni, giusto il periodo da quando ci conosciamo, di onorato giornalismo del vino. A testa alta, dicendo la mia come sempre.

  10. Gianluca

    dicembre 21, 2014 alle 10:28 am

    Non volevo gettare nessun fango Ziliani, ci mancherebbe. Erano solo battute. È che l’AC proprio non mi piace, che le devo dire? Vuol mettere il Dosage Zero?

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 10:44 am

      detto INTER noi (non Bilan nos) la penso esattamente come lei. E lo dissi l’anno scorso all’ottimo Tom Stevenson quando in quattro giorni assaggiammo insieme oltre 300 Franciacorta in bottiglia normale e magnum. Dosage Zero for ever, ed il nuovo Dosage Zero Blanc de Noir ancora di più. E ora che si scatenino pure a darmi del venduto, dell’idiota, i vari Zakk e Joe Banana: la verità che l’idiozia scende da ogni loro singola affermazione, a corredo di questo post (naturalmente dettatomi e comandatomi da Zanella: ma và a scuà el mar!) che riscriverei ora, parola dopo parola.

      • Gianluca

        dicembre 21, 2014 alle 10:53 am

        A questo punto mi permetto di chiederle come ha preso Zanella la questione delle vendite sottocosto in GDO e i suoi post in merito.

        • redazione

          dicembre 21, 2014 alle 11:01 am

          i nostri colloqui sono ovviamente tra amici e off record e non posso riferirli. Posso solo lasciarla immaginare come abbia vissuto, da franciacortino e presidente del Consorzio, la vicenda della Cuvée Imperiale a 6,89, e posso dirle che dei miei post e della loro utilità e necessità é sicuramente un convinto sostenitore. E questo mi basta. Poi che ci siano altri suoi colleghi franciacortini, anche vecchi “amici” che li giudicano “polemiche inutili”, francamente mi lascia indifferente… 🙂 Buona domenica!

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 5:28 pm

      lei non c’entra Gianluca, ma segnalo ai lettori che quello che in spagnolo si definirebbe un “hijo de puta madre“, a margine di questo post franciacortino mi ha scritto, senza vergognarsi, che mi augura di tornare alle condizioni di salute, non ottimali, in cui versavo fino allo scorso settembre.
      Ringrazio per l’augurio (evidentemente é dell’ambiente, perché solo gente dell’ambiente vino e comunicatori del vino sapeva che non sono stato bene) l’elegante stronzo, cui auguro solo di non scoprire chi sia, perché in tal caso gli farò pentire di essere nato. Parola d’onore…
      E tutto questo per un post dove difendo l’onore della Franciacorta? Ma siamo ancora in un Paese civile o dove stiamo andando a finire? Anzi, dove siamo già finiti?

      • Gianluca

        dicembre 21, 2014 alle 5:59 pm

        Bah, che gente di merda – lasci la parola, la prego. Io spesso non sono d’accordo con lei, non ho la totale convinzione che i suoi giudizi non siano talvolta parzialmente condizionati dall’etichetta (non le sto dando del prezzolato eh, attenzione!) ma non mi sognerei mai una cosa del genere. Qui evidentemente c’è dell’altro, qualche misero interesse di parte. Ma non è possibile risalire alla provenienza dei messaggi tramite l’IP?

  11. Banana Joe

    dicembre 21, 2014 alle 2:24 pm

    commento di congedo di Banana Joe moderato dalla redazione:
    “……Buona continuazione a tutti quanti”
    e lo screenshot lo tenga pure e ne faccia l’uso che crede. Cosa vuole, presentarsi alla Polizia Postale e lamentare che insulto uno che si presenta come Banana Joe? Ma se lei non esiste, che cavolo vuole da me?

  12. Zakk

    dicembre 21, 2014 alle 4:26 pm

    Ziliani, lei non ha capito niente! Io ritengo ridicola qualsiasi classifica inerente metodo classico che nelle prime 100 (ma anche di più) posizioni comprenda cose diverse dallo champagne. Il fatto che compaia AMC è del tutto incidentale, sarebbe lo stesso se comarisse vittorio moretti, cabochon, collezione cavalleri, vattelapesca franciacorta docg!
    È difficile? Non credo.

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 5:22 pm

      non é difficile capire Zakk, potrebbe capirlo anche uno scarsamente intelligente e chiaro provocatore come lei. O come il suo compare Banana Joe…

      • Gianluca

        dicembre 21, 2014 alle 6:01 pm

        In effetti però, provocazione o meno, tutti i torti non li ha, non è d’accordo?

        • redazione

          dicembre 21, 2014 alle 6:06 pm

          chi non ha tutti i torti, chi mi insulta oppure il sottoscritto di cui lei, bontà sua, annota: “non ho la totale convinzione che i suoi giudizi non siano talvolta parzialmente condizionati dall’etichetta”?
          Complimenti, ad insulti anche lei vedo che ci dà dentro bene… In pratica mi dà del marchettaro e di cui quello che quando degusta, quasi sempre alla cieca, di fatto scrive bene perché condizionato dal nome del produttore.
          Preferisco gli insulti, stronzi e insensati, di quelli che mi augurano di star male, delle sue offese.
          Mamma mia che brutta gente che sta frequentando questo blog….
          Vuol dire che con i miei ultimi post franciacortini ho colpito nel segno e smosso una situazione incancrenita. Per non dire vagamente mafiosa…

          • Gianluca

            dicembre 21, 2014 alle 6:29 pm

            Mi spiace che l’abbia presa così e le porgo le mie scuse. Non le ho affatto dato del marchettaro, non era questa la mia intenzione e l’ho anche specificato. Intendevo solo dire che a mio modestissimo parere talvolta certi giudizi mi sono parsi un poco generosi verso certi Franciacorta e in altri casi un poco penalizzanti verso MC provenienti da altre zone. Tutto qui. Ma si figuri se mi permetto di darle del marchettaro, l’ho scritto direttamente nel post precedente, legga bene. E’ una mia impressione – che vale quello che vale – basata esclusivamente sul confronto tra i miei assaggi e i suoi (sto parlando di mezze stelle in più o in meno, non certo di chissà cosa), e le assicuro che non sono certo un eno-snob antifranciacortino, come lei ama definire quelli che sparano sulla Franciacorta a prescindere.
            Quando dicevo “non ha tutti i torti” mi riferivo al fatto, ahimé, che una qualsiasi classifica di MC debba anche a mio avviso includere per forza di cose solo Champagne nelle prime decine e decine di posizioni.

          • redazione

            dicembre 21, 2014 alle 6:41 pm

            prendo atto delle scuse, che accetto.
            E prendo atto che per un gruppo di lettori di questo blog, o ex lettori come Banana Joe (alleluia!) Jancis Robinson ne sa meno di loro. Però Jancis, c’é sempre da imparare, anche da gente che basta nominargli la Franciacorta e reagiscono come un toro infuriato davanti ad un drappo rosso.
            Però é un riflesso poco intelligente, animale. E’ un riflesso pavloviano

  13. Gianluca

    dicembre 21, 2014 alle 6:48 pm

    Non sono tra quelli, guardi. Anzi, amo in modo particolare, come lei, se non sbaglio, i Franciacorta che provengono dal Monte Orfano, una montagna che mi ha sempre affascinato fin da piccolo quando la vedevo passando da quelle parti.

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 7:04 pm

      sul Monte Orfano e i suoi vini sfonda una porta non aperta, spalancata. Assaggiata pochi giorni la bella serie di Corte Fusia, di cui scriverò presto.
      Sul Monte Orfano due anni fa avevo fatto una proposta, che gli stessi interessati non si sono filati più di tanto, anzi: http://www.lemillebolleblog.it/2012/05/29/franciacortisti-del-monte-orfano-perche-non-date-insieme-un-segno-della-vostra-differenza/

      • Gianluca

        dicembre 21, 2014 alle 7:22 pm

        Vedo che aveva avuto proprio un successone!
        Io sono per le sottozone, se fatte con intelligenza, come in Francia. Proprio per identificare l’unicità dei vari terroir. Altro che “confusione”. Ma già, siamo nel Paese un tempo chiamato “Enotria” dove la maggior parte della gente compra il vino in brik (e non perché non possa permettersi altro) e dove se spendi 20 euro per una bottiglia vieni guardato come un marziano anche dagli amici ricchi…

        • redazione

          dicembre 21, 2014 alle 7:34 pm

          standing ovation! Sto proprio scrivendo un post su questo tema che leggerà, se vorrà, con la citazione del suo pensiero, domattina… 🙂

  14. ermes cattaneo

    dicembre 21, 2014 alle 7:20 pm

    Rarissime le bolle di cà del bosco che mi hanno entusiasmato…su tutte pinot nero 81 ,se ben conservato fantastico ,oppure alcune bt di annamaria clementi 89 prese in un ristorante che aveva una super cantina,pagate care ma ne valeva la pena.
    Di recente un mg di annamaria clementi 1997 in grandissima forma.
    E oggi dz collection 07/09 non sono male,specialmente in magnum…mai prezzi son dolori..
    In generale li trovo tutti a prezzi troppo cari per la qualità che offrono in champagne con quelle cifre è goduria pura.
    Mia personale opinione

  15. Zakk

    dicembre 21, 2014 alle 9:21 pm

    Krug, bollinger, Bereche, Laherte, Demarne frison, Jacquesson, Salon, Pol Roger, Drappier, Marie Noelle Ledru, Savart, Jack Legras, Selosse, Ulysse Colin, George Laval, Chartogne Taillet, Emanuel Brochet, Francis Boulard, Andrè Beaufort, Tarlant.
    Ne ho messi 20 tra i più grandi in assoluto: Ziliani, mi dica quale di questi non fa uno champagne migliore di AMC. Almeno uno ci deve essere se sostiene quello che scrive la Robinson.
    E non entro nel merito dei due inglesi.
    Qui non si tratta di essere antifranciacortini, ma di vedere le cose per quel che sono. Caspita, spendo valanghe di soldi in aperitivi spesso a base franciacorta sempre con la speranza di trovare somma soddisfazione: nisba!!!!!!!!

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 9:38 pm

      ma beva Prosecco, che spende meno! Direi che ha schierato una squadra formidabile, cui aggiungerei Deutz, Charles Heidsieck, Roger Coulon, Corbon, Philipponnat, Bruno Paillard, Cattier, Ernest Remy, Billecart-Salmon, la Cuvée Louise di Pommery http://www.lemillebolleblog.it/2013/12/31/champagne-cuvee-louise-2002-pommery/ per dire i primi che mi vengono in mente.
      Ma lei, che pure si spaccia per intelligente, non ha capito che quella di Jancis – mi alzo in piedi – Robinson non é una classifica assoluta di merito. Per il Financial Times ha scelto 20 suoi Top Sparkling wines, non i top in assoluto, Jancis non ha queste pretese, é una donna di grande umiltà e simpatia che non se la tira per niente, e ci ha messo tre inglesi (e la perdoniamo, perché quei vini li ho assaggiati l’anno scorso con Tom Stevenson e con molti produttori franciacortini http://www.lemillebolleblog.it/2013/10/10/storico-tasting-martedi-15-ottobre-franciacorta-meets-english-sparkling-wines/ e li abbiamo trovati tutt’altro che irresistibili – eufemismo) per puro nazionalismo e un italiano, un Franciacorta, il top Franciacorta. E chi ca..o doveva metterci, volendo mettere un italiano?
      p.s.
      ieri sera ho pensato a lei: ospite a casa di amici, molto benestanti, mi hanno offerto un Prosecco. Avrei voluto fulminarli…

      • benux

        dicembre 21, 2014 alle 10:12 pm

        E chi ca..o doveva metterci, volendo mettere un italiano?

        Giulio Ferrari tutta la vita.

        Dovendo scegliere un Franciacorta io sarei per il Magnificentia di Uberti, anche se mi rendo conto che i Saten sono rimasto tra i pochi ad apprezzarli

        • redazione

          dicembre 21, 2014 alle 10:24 pm

          benux, rispetto la sua scelta, legittima, del Giulio Ferrari, unica alternativa italiana possibile ad uno dei tanti Franciacorta di alto livello. Il Magnificentia di Uberti, quante volte ne ho scritto, in passato, era un grande Franciacorta. Ora, da qualche anno, non lo é più. E mi spiace dirlo, essendo amico, dal 1987, degli Uberti, Eleonora e Agostino. Le figlie le conosco poco e da quel poco non capisco. Ma capisco che una delle due, enologa, ha stravolto un vino che era fantastico. Contenti loro…

  16. ermes cattaneo

    dicembre 21, 2014 alle 11:41 pm

    …effettivamente Lei ha colto nel segno
    Io bevo solo quei vini cuvèe mill.1995 di heidsiek grandissimo,non da meno charles heidsiek 2000 che costa come un annamaria clementi….clos de goisses 2002 l’ultima bt non era in forma,ma non si può discutere,bollinger a partire dal suo “base”insegna bollicine a tutti,unico difetto va aspettato troppo…bevo caillez-lemaire che pago meno di 20 € e mi chiedo se chi fabbrica franciacorta l’abbia mai assaggiato..
    Poi apri cuvèe 737 di Jacquesson…che in questo mercato globale trovi a 30 € e sbarelli per così tanta perfezione
    Il suo omonimo, fondatore della maison berlucchi,uomo dotato di grande fascino e ironia un giorno mi disse “devi festeggiare un cresima un battesimo un matrimonio….bevi il mio berlucchi….ma quando devi fare sul serio apri solo champagne” come non dargli ragione.
    Per diletto e lavoro bevo, per lavoro e diletto vivo 3giorni alla settimana in franciacorta.
    Bevo parecchio franciacorta e per questo posso permettermi di non incensarlo,bevo parecchio champagne e per questo posso permettermi di esaltarlo.
    Non sono un integralista e per questo comprendo anche che c’è chi è nato per girare in ferrari e chi non ne sarebbe in grado neanche di aprirne una portiera.
    Diamo spazio a tutti senza preclusioni
    Alla prox

    • redazione

      dicembre 21, 2014 alle 11:53 pm

      commento impeccabile, che condivido in toto.
      Un mio grandissimo, indimenticabile ex direttore, da cui ho imparato tantissimo, Germano Pellizzoni, per anni mio direttore ad A tavola, amava dirmi: “Ziliani se stasera va al ristorante con una bella f..a e poi vuole scoparla, cosa fa, le offre il suo amato Franciacorta Cà del Bosco e le spiega la rava e la fava sulla storia di questa azienda, oppure non perde tempo e le offre Champagne?”.
      Caro indimenticabile, adorabile Germano, come avevi ragione e come mi manchi… 🙂
      p.s.
      la prossima volta che viene in Franciacorta me lo faccia sapere, che magari, se ha piacere, faccio un salto da Bergamo e beviamo qualcosa insieme…

  17. Zakk

    dicembre 22, 2014 alle 7:26 am

    Certo se si tratta di mettere top wine alla rinfusa allora AMC va bene.
    Personalmente avrei messo un DZ di cà del Bosco oppure un pas dosé di Haderburg o l’introvabile comitissa GOLD 2002 di Lorenz Martini, prima ancora di Giulio Ferrari.

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 7:51 am

      Jancis non fa le cose “alla rinfusa” e temo che quel fantastico Comitissa Gold 2002, da me puntualmente celebrato qui, non l’abbia mai assaggiato…
      Di mattino é più lucido Zakk…

  18. bevo_eno

    dicembre 22, 2014 alle 3:17 pm

    la mercedes è una bella macchina? no fa ca…e rispetto all ultima ferrari…

    parliamo di cose accessibili o inaccessibili?, dividiamo le categorie…

    • redazione

      dicembre 22, 2014 alle 3:56 pm

      e allora? translate please e si faccia capire…

  19. giorgio

    dicembre 24, 2014 alle 1:21 pm

    Buon giorno..
    Vorrei sfidarvi, mettiamo le etichette invertite. A dieci bottiglie di prosecco , bollicine, champangne e di altre varietà ..
    Scoprirete che 80 % continuano a bere il prosecco con etichetta va de bosco o Bellavista ..solo perché leggono il marchio…caro diretttore prima di nominare certe marche si informi che i marchi famosi comprano l’uva da contadini e i contadini fanno bollicine a metà prezzo è spesso snobbati

    • redazione

      dicembre 24, 2014 alle 1:24 pm

      non sono certo snobbati da me, legga l’archivio di questo blog e vedrà di quanti récoltant manipulant franciacortini mi sono occupato

  20. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 12:29 pm

    …vi metto in streaming franciacortino…essendo in quel di Rovato
    Aperitivo con amici al solito bar…udite udite…2 bt di alma bellavista consecutive che sanno di tappo,la terza ha avuto pietà di noi.
    Partiamo con una magnum di Mirabella rosè,che se servito in una flute a bocca stretta da il meglio,lo trovo uno dei migliori rosè franciacortini al pari di monterossa,anche se agli opposti(uno è freschezza e frutta,l’altro polpa e pensieri)
    Ho la batteria completa di Corte Fusia,compreso il baby millesimo 2010…li devo riprovare. I ragazzi col mito di Selosse (troppo facile) ancora non mi convincono come vorrei….
    Rossi e bianchi fermi non competono a questo post.
    Finale con bolla dolce super moscato d’asti docg 2014 La Morandina
    (rigorosamente tappo stelvin)
    Auguroni a tutti

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 2:16 pm

      e lei perde il suo tempo a bere ancora quella etichetta arancione “miracolosamente” tribicchierata?
      Meglio una gassosa. O persino un prosecchino…

  21. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 1:15 pm

    Giorgio,riguardo la tua provocazione delle etichette invertite,mi sembri troppo provocatorio e un pochino offensivo.
    Io e il mio fegato oramai abbiamo un esperienza tale che un prosecco lo annusiamo a km.
    Ricordo una volta al caffè Roma a Forte dei Marmi ordinai un Gatti franciacorta brut.
    Mi arrivò una flute,annusai chiamai il cameriere e gli dissi “mi scusi dovete aver sbagliato,questo non è un franciacorta”….
    S’informò e scusandomi mi disse che era un Ruggeri…….
    ..carino fu che non me lo cambiarono,perchè mi disse mi avrebbero fatto lo sconto..GRANDISSSIMI !!!
    Per concludere lungi da me l’essere un grande degustatore,ma cazzo il prosecco non me lo infili a mia insaputa…
    Non per ultimo…ho smesso di bere il vino dei contadini,a meno che non siano declinati in francese
    Auguroni a tutti

  22. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 1:26 pm

    …ultimo intervento(non mi sembra avere di avere tutto sto tempo oggi,tra 500 calorie e altro),mi scuserete.
    Sempre riguardo la riflessione di Giorgio.
    Passi a fatica che mi vuoi spacciare un prosecco per un franciacorta…
    Ma quando scrivi champagne perdi tutto in un colpo un qualsiasi credito che potevi eventualmente vantare.
    Bevitori di etichette è una affermazione che non trova appiglio riferito ai vini d’oltralpè dove,a mio parere,ad una grande etichetta equivale quasi sempre un grande vino.
    In ultimo smettiamola di pontificare ritenendo sempre gli interlocutori come improvvisati sprovveduti.
    Ho conosciuto persone nel mio percorso enogastronomico che riguardo al vino e al cibo hanno dei coglioni giganteschi.
    E la storia delle etichette invertite la facevano già a 5 anni all’asilo.
    Un saluto e scusatemi la costanza

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 2:15 pm

      e io invece ho conosciuto dei coglioni giganteschi. E qualcuno, non conosciuto di persona, commenta anche su questo blog

      • zakk

        dicembre 25, 2014 alle 5:08 pm

        Ziliani, vedo che mi pensa anche a Natale.
        Grazie.

        Per ermes cattaneo: capitolo Corte Fusia.
        I ragazzi di Corte fusia sono proprio bravi. Si, bravi a fare PR. Il vino è altra cosa. I loro sono onesti franciacorta che si confondono nel gruppone della mediocre produzione bresciana. Che poi abbiano il mito di Selosse….. beh, anche io ho il mito della Ferrari, ma guido una normalissima Nissan.

        • redazione

          dicembre 25, 2014 alle 5:43 pm

          Zakkate in liberta’ anche a Natale: ubriachezza forse?

  23. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 4:05 pm

    …..quando sono con amici non è mai tempo perso,altra cosa è pretendere che un bar in franciacorta abbia una bollicina da SBICCHIERARE interessante,Lei che penso conosca le sinergie di mercato converrà che attualmente è la bolla più trendy.
    Nel caso glielo confermo io che campo di questo.
    I tre bicchieri non ricordo cosa sono o fossero,da tempo ho perso i denti da latte
    Un augurone a tutti

  24. ermes cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 6:21 pm

    Zakk – Riconduciamo il discorso nell’ambito suo.
    Mi pare ovvio che quando parliamo di franciacorta i limiti della qualità siano nettamente definiti verso il basso,io sono “costretto” per lavoro ad assaggiarli . Certo non mi sentirete mai commosso ad un loro assaggio,che poi qualcuno abbia un ambizione ho una mira/miraggio verso l’innarrivabile può far solo che da stimolo.
    Oggi di Corte Fusia ho bevuto saten e brut,confesso che anche a causa dell’eccesso di cibo non mi hanno di certo ben impressionato. Anche la fascia di prezzo li penalizza a mio parere.
    Mi rimangono rosè e mill.2010….ma le forze e il coraggio vengon meno.
    Mi sorge solo un dubbio e chiedo al signor Ziliani di aiutarmi,è questo un posto dove si può discutere di vino confrontandosi o siamo in presenza di paletti a cui dobbiamo “sottostare”.?
    Io sono da pochissimo su queste pagine ma mi accorgo dai suoi stringatissimi e a volte poco concettuali interventi che il confronto a volte viene “leggermente” meno.
    Può essere una mia impressione? ho paura altrimenti di non aver ben chiaro il meccanismo.
    Grazie

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 7:44 pm

      Il meccanismo e’ semplice: dire quello che si vuole senza sparar cazzate o fare dell’antifranciacortismo becero e prevenuto

  25. Zakk

    dicembre 25, 2014 alle 7:06 pm

    Appunto: bolla più trendy, dopo la cuvée prestige ecco un altro metodo classico che ha come sua forza qualcosa di diverso dal vino stesso. Sopravvalutatissimi.

  26. Zakk

    dicembre 25, 2014 alle 7:08 pm

    Nessuna ubriachezza Ziliani, bevuto ottimamente, ma il giusto. Non son proprio tipo da abuso di alcol.

  27. ermesc cattaneo

    dicembre 25, 2014 alle 7:51 pm

    …ora tutto mi è più chiaro
    Grazie

    • redazione

      dicembre 25, 2014 alle 7:55 pm

      “obbligato a bere Franciacorta”? O poareto si consoli con un prosecchin!

  28. ermes cattaneo

    dicembre 26, 2014 alle 12:33 pm

    redazione ha scritto:
    “Il meccanismo e’ semplice: dire quello che si vuole senza sparar cazzate o fare dell’antifranciacortismo becero e prevenuto”
    ….penso si riferisse a questo:
    “e lei perde il suo tempo a bere ancora quella etichetta arancione “miracolosamente” tribicchierata?
    Meglio una gassosa. O persino un prosecchino…”
    Ora essendo io ospite quà sopra e essendomi sempre comportato penso educatamente rimango sbigottito nel leggere anche in altri argomenti la totale mancanza di educazione e praparazione in materia da parte della redazione,mai un commento sul singolo vino solo prese di posizione,quì sopra ” il conflitto” mai è preso in considerazione come eventuale preludio al cambiamento.
    Mi hanno insegnato che la mia libertà finisce dove inizia quella altrui,tradotto significa rispetto.
    Sempre perchè sono ospite,e il tempo è ricchezza,io che sono poverissimo me ne vo come sono arrivato.
    Certo di non togliere niente a questo blog banale .
    Buon anno a tutti

    • redazione

      dicembre 26, 2014 alle 7:12 pm

      tale ermes cattaneo, quando le rispondevo “dire quello che si vuole senza sparar cazzate o fare dell’antifranciacortismo becero e prevenuto”, mi riferisco a questa sua frase che vince l’oscar (in minuscolo) della stupidità e dell’eno-snobismo antifranciacortino: “Mi pare ovvio che quando parliamo di franciacorta i limiti della qualità siano nettamente definiti verso il basso”. E’ una frase di una tale idiozia, confutata dai dati della realtà, che commentarla é pura perdita di tempo. E poi lei, ad aggiungere ridicolo a
      ridicolo, sempre riferendosi ai Franciacorta annotava: “io sono “costretto” per lavoro ad assaggiarli”.
      Ma perché li beve e non si consola con un prosecchino o un trentodoc magari sottocosto da supermercato? Sono certo che siano più adatti a lei e al suo triste palato. E poi, anche se siamo ancora in clima natalizio, caxxate su caxxate, tipo il giudizio riferito al sottoscritto, di “totale mancanza preparazione in materia da parte della redazione”,mai un commento sul singolo vino, come se non mi occupassi di bollicine da una vita, come se l’archivio di Lemillebolleblog non fosse pieno di articoli e recensioni su singoli vini.
      I casi sono due: o lei é analfabeta e non sa leggere, e non sa orientarsi su un blog, oppure é un provocatore magari trentodocchista o prosecchista. Un caso peggio dell’altro. Ma lei ci é o ci fa? O altro?
      p.s.
      Ridateci Zakk, che almeno e simpatico e capisce di vino 🙂

  29. Zakk

    dicembre 28, 2014 alle 9:05 am

    Noooooo, simpatico no! 😀 😀
    Ziliani in tutta sincerità io credo che ermes cattaneo quando scrive che per lavoro deve assaggiare franciacorta intenda che lavora nel mondo del vino (enologo, cantiniere, sommelier, ristoratore, rappresentante….) e che quindi non sia proprio un palato diseducato, tutt’altro. Per cui il suo giudizio sul Franciacorta non lo bollerei come becero antifranciacortismo. Io stesso ho un giudizio tutto sommato negativo sulla franciacorta ma non mi sento ne anti ne becero.

  30. Piccolo

    dicembre 29, 2014 alle 10:09 am

    Capitolo Cortefusia : prima di giudicare bisogna assaggiare , visitare la cantina , visitare i vigneti sul monte orfano , toccare con mano la passione ed il legame col territorio che hanno i due ragazzi ! Tu queste cose mi sa che non le hai fatte!!!! Equilibrio sapidità mineralita acidità il Cortefusia graZie al monteorfano ha tutto questo !!!!poi caro zak se bevi bisol ovvio che il Cortefusia non ti piace! : ) e poi loro mai hanno detto di inspirarsi a selosse i vini infatti non c’entrano un Gasparo con selosse!? Questa e la mia umile opinione , non voglio fare polemica gratuita ma solo chiarire certe cose grazie mille

    • redazione

      dicembre 29, 2014 alle 11:12 am

      Totalmente d’accordo con piccolo: a me i Franciacorta di Corte Fusia piacciono eccome

    • zakk

      dicembre 29, 2014 alle 7:47 pm

      un’altra cosa: se bevessi Bisol credo che Corte Fusia mi piacerebbe, il fatto è che il prosecco lo evito con cura.
      Selosse l’ha tirato in ballo Ermes Cattaneo in un suo post del 25 dicembre. Io manco so che faccia abbiano i ragazzi di Corte Fusia anche se sento molti ristoratori che ne parlano bene.

      • redazione

        dicembre 30, 2014 alle 12:08 pm

        io di Bisol bevo solamente gli ottimi metodo classico e non i Prosecco, che evito come Zakk, e i vini di Corte Fusia, che hanno, come tutti, margini di miglioramento (ma sono sfumature, e non immensi gap da colmare) mi piacciono. Come vedi, “caro” Zakk, é l’ennesima riprova che non capisco niente. Capisci tutto tu, mio Maestro 🙂

  31. Piccolo

    dicembre 29, 2014 alle 10:47 am

    Loro come mito hanno faccoli !!! Altro che selosse!!!!

    • redazione

      dicembre 29, 2014 alle 11:14 am

      Il mito di Selosse ha fatto danni in alcune note aziende Francia costi me…

      • zakk

        dicembre 29, 2014 alle 7:48 pm

        tipo?

  32. Piccolo

    dicembre 29, 2014 alle 12:12 pm

    Caro Ermes , non voglio giudicare il fatto che il cortefusia non ti sia piaciuto , ma a questo punto come tu stesso ametti ti consiglierei di fare un bel giro in via degli orti a coccaglio dove magari trovi meno cibo e un ambiente ideale per l’assaggio ! Dopo in tutta tranquillità puoi giudicare graZie e tanti auguri ripeto la mia non è polemica gratuita ma è solo voglia di mettere chiarezza grazie

  33. Marco P.

    dicembre 29, 2014 alle 2:20 pm

    Buongiorno a tutti.
    Leggo con curiosità come si sia uscito (e di molto) dal seminato. Il discorso è partito dalle impressioni di una persona acculturata sul vino come la signora Jancis, che ha dato una sua personale classifica non sulle migliori bolle ma su quelle che maggiormente l’hanno impressionata (spero di aver inteso il senso). Sicuramente le miss dei concorsi di bellezza sono delle belle ragazze, ma al mondo ci sono donne che hanno uno charme e un appeal che se lo scordano.
    Sono d’accordo con voi nel dire che ci sono champagne che fanno barba e capelli ai nostri Franciacorta, ma sono altresì convinto, in quanto franciacortino docg, che le nostre bolle possono fare la loro porca figura.
    Per quanto riguarda l’excursus che ha preso il discorso io sono convinto di una cosa. Tornando ad un esempio femminile, probabilmente, anzi sicuramente, mia moglie non sarà la donna più bella del mondo ma a me piace in tutta la sua semplicità e bellezza. Così è il discorso di Corte Fusia. Non saranno i più buoni ma io apprezzo molto il lavoro che stanno facendo e hanno fatto in poco più di due anni. E i loro prodotti sono puliti e senza fronzoli.
    Dire che hanno come mito Claudio è vero. Come è vero che i loro vini, in primis, piacciono a loro.
    Detto questo vi mando un caro augurio di uno splendido 2015.
    Marco

  34. Marco P.

    dicembre 29, 2014 alle 5:11 pm

    Perfetto. Attendiamo news magari in una nuova pagina. Sperando che questa sia stata chiarita e conclusa

  35. Zakk

    dicembre 29, 2014 alle 6:34 pm

    Piccolo hai perfettamente ragione. Ma solo in una cosa: io in cantina da Corte Fusia non ci sono stato e al momento non ho nessun interesse ad andarci.
    Però mi sento di poter giudicare un vino anche senza sapere che botti usano, che tipo di allevamento per le viti usano, che valore di acidità, zuccheri e vattelapesca ha il vino, chi è il mito dell’enologo o dell’agronomo, che scarpe usa il cantiniere etc etc.
    Io giudico il vino che ho nel bicchiere senza lasciarmi influenzare dalle filosofie (che possono piacermi o meno). Ti faccio un esempio che riguarda la mia cena di ieri sera in un locale della provincia di Bergamo: ho bevuto un pinot nero toscano prodotto da tale Federico Staderini (lascio che sia Ziliani a dire chi sia Staderini in campo vitivinicolo). Beh, a me lo Staderini sta molto simpatico e mi piacciono molti vini in cui c’è il suo zampino e mi piace l’idea della viticoltura biodinamica che pratica per fare questo pinot nero. Però il suo vino ieri sera ci ha messo più di un’ora a ripulirsi da riduzioni mediamente insistenti mentre al palato era davvero fenomenale, direi uno dei migliori pinot nero italiani senza tema di esser smentito. Ecco, pur conoscendo e apprezzando Staderini e parte del suo operato la critica gliela muovo lo stesso perchè la verità sta solo nel bicchiere, non in mille suggestioni date da una visita in vigna e in cantina.

  36. ermes cattaneo

    dicembre 29, 2014 alle 7:09 pm

    Sono stato diverse volte da Gigi e Daniele. È lì che li ho assaggiati i loro vini. Ripeto non mi convincono appieno.
    La loro filosofia è comune a molti giovani produttori ed è da elogiare.
    Giusto anche che i loro vini non siano il massimo in questo momento…son così giovani sti ragazzi è giusto che abbiano ampi margini di miglioramento..pur nei limiti della tipologia franciacorta che mi pare evidente ad un pubblico esperto
    Mio parere ovviamente
    Un saluto a tutti

    • zakk

      dicembre 30, 2014 alle 12:21 am

      per curiosità: quale sarebbe questa filosofia da elogiare comune a molti giovani produttori?

  37. Piccolo

    dicembre 30, 2014 alle 1:01 pm

    Caro zakk, a mio modesto parere il fatto di visitare l’azienda non c’entra con le suggestione che , visto che sono in questo settore da anni , quando arrivo non mi sfiora nemmeno ,l’importanza della visita e collegata al fatto che prima di giudicare un vino devo capire perché il produttore l’ha fatto così ! Esempio , come tu saprai sul monte orfano vendemmiano una settimana prima rispetto al resto della franciacorta , perché essendo alle porte delle pianura ed essendo protetti dal montae i vigneti godono di un micro clima diverso , più caldo ,
    I Cortefusia per questo motivo non dosano , mai in nessun caso, perché dosare vorrebbe dire rovinare la base! Domanda se non sai cosa voleva fare il produttore come fai a giudicare , perché qui noi non pariamo di stracannare bottiglie , ma di giudicare oggettivamente un vino ! Ah dimenticavo se vuoi un pinot nero biodinamico prova quello di patrick uccelli così eviti di perdere tempo a causa della riduzione grazie mille e tanti auguri

    • zakk

      dicembre 30, 2014 alle 9:11 pm

      Piccolo, Patrick Uccelli di strada da fare ne ha ancora tanta, forse più di Corte Fusia.
      Quando Patrick Uccelli sfornerà qualche vino minimamente paragonabile ai vini di Staderini io avrò il divieto da parte del mio medico curante di bere vino.
      Comunque capisco che se apprezzi Patrick Uccelli anche Corte Fusia di conseguenza….

    • zakk

      dicembre 30, 2014 alle 9:17 pm

      un’altra cosa: ma se Corte Fusia non dosa mai allora mi devono piacere per forza i loro vini? Beh, conoscerai sicuramente Arici e Cà del Vent, anche loro non dosano mai, Cà del Vent per la precisione aggiunge soltanto il vino stesso per rabboccare le bottiglie che è un passo ulteriore in avanti. Ecco quando Corte Fusia farà qualcosa di simile a queste due aziende ne riparleremo

      • Piccolo

        gennaio 1, 2015 alle 4:11 am

        Carissimo zakk sia arici che ca del vent , li conosco molto bene e conosco bene anche i loro vini , grandissimi prodotti ma diversi , perché provengono da forse la zona più diversa dal monte orfano in tutta la Franciacorta , un suolo diverso ,un clima diverso , una mano diversa , quindi il tuo paragone non ci sta , forse me li potevi paragonare ad altro tipo per esempio al Castellino Bonomi , azienda per cui non impazzisco ma che con il cruperdu 2007 , ha fatto uno dei prodotti più completi ed equilibrati dell’intera zona . Ti volevo inoltre ricordare che anche Cortefusia utilizza il vino stesso per il rabbocco , dopo la sboccatura !

        • redazione

          gennaio 1, 2015 alle 4:36 am

          e che c’azzecca l’ottimo Arici – Colline della Stella con il Monte Orfano?
          Niente.. della serie togliete la bottiglia al Piccolo (Lord?) che ha esagerato…

  38. Piccolo

    dicembre 30, 2014 alle 1:07 pm

    Caro Ermes quali sarebbero gli aspetti del Cortefusia che non ti piacciono ? Grazie mille

  39. gemma

    dicembre 30, 2014 alle 5:47 pm

    Piccolo, ma sei il Dir. Commerciale dell’azienda? É normale che un vino non possa piacere al 100% delle persone!

    • Piccolo

      gennaio 1, 2015 alle 4:16 am

      Cara , qui non è questione di piacere per forza , a parte che non può piacere Cortefusia : ) , la questione e quella di capire un territorio e di capire un vino !!!! Grazia auguri , e poi magari facessi il d c di Cortefusia

      • redazione

        gennaio 1, 2015 alle 4:37 am

        io sono amico dei due ragazzi di Corte Fusia e apprezzo molto il loro lavoro, ma sul Rosé, riassaggiato attentamente due sere fa, dovrò dare un giudizio solo moderatamente positivo. Mi spiace, ma sulla tipologia Rosé non si può improvvisare, ma la si può affrontare seriamente solo quando si é pronti. E a mio avviso al Rosé di Corte Fusia… Beh, tra un paio di giorni appuntamento qui…

  40. Piccolo

    gennaio 1, 2015 alle 12:02 pm

    Mi scusi illustrissimo , ma è appunto quello che obbiettavo a zak il fatto di come sia impossibile paragonare due aziende di due zone così diverse , forse non sono io che ho esagerato ; ) o magari lo tengo meglio ????

    • redazione

      gennaio 1, 2015 alle 1:17 pm

      caro Piccolo, il mio brindisi di fine 2014 ieri é stato decisamente alternativo. Niente vino e solo acqua naturale, tanta, Sant’Anna di Vinadio, nemmeno con le bollicine, ferma, plate, still water. E per mantenere fede al proverbio che sostiene che “chi… non lo fa a Capodanno, non lo fa tutto l’anno”, ho scritto, gioiosamente, ascoltando Bach mentre fuori furoreggiavano i botti, fino alle 4.30 del mattino. Quindi nessuna provocazione da parte mia o segno di ubriachezza, era solo il suo commento scarsamente comprensibile e poco chiaro 🙂

  41. Piccolo

    gennaio 1, 2015 alle 12:06 pm

    O magari e solo questione di leggere in po’ meglio ?o magari mi voleva solo provocare ? Perché il suo commento proprio non c’entra nulla !!! Grazie e ancora auguri

  42. Piccolo

    gennaio 1, 2015 alle 12:45 pm

    Su un cosa non posso darle torto , sull ottimo ad ARICI , perché se aziende come cortefusia esistono è grazie anche ad ARICI che circa una decina di anni fa , con una bella politica mediatica e di qualità del prodotto ha acceso l’attenzione di tutti sulle microrealta franciacortine!

    • redazione

      gennaio 1, 2015 alle 1:12 pm

      Arici, che io continuo a chiamare con il suo nome, Colline della Stella, ha davvero “acceso l’attenzione di tutti sulle microrealta franciacortine” e creato un precedente virtuoso, insieme ai produttori storici, tipo Faccoli, del Monte Orfano. Merito di Andrea Arici, ma anche del duo Nico Danesi – Giovanni Arcari, che si sono occupati tecnicamente ed enologicamente e dal punto di vista della comunicazione di questo piccolo geniale récoltant manipulant franciacortino dotato di un terroir unico. Chapeau e a Cesare quel che é di Cesare

  43. Piccolo

    gennaio 2, 2015 alle 9:38 am

    Ora capisco perché la risposta era così acida, e’ stata colpa del capodanno troppo eccitante !!! : )

  44. Zakk

    gennaio 2, 2015 alle 10:55 am

    Piccolo, se non possiamo pargonare produttori franciacortini solo perchè situati in comuni diversi, allora direi che non si può paragonare niente perchè corte fusia vinifica le proprie uve che arrivano dai propri vigneti e nessun altro, nemmeno il vicino di casa, ha una situazione simile.

    Il mio paragone è basato sul fatto che Colline della Stella e Cà del Vent non dosano affato i propri vini. Che poi facciano bene a farlo o meno poco mi interessa, io giudico quello che c’è nel bicchiere, non da dove arriva la bottiglia, se a Cellatica o Gussago o Coccaglio o Reims.

    Se però vuoi il paragone con chi i vigneti mi pare li abbia abbastanza vicini a quelli di Corte Fusia allora prendiamo Arcari e Danesi, che hanno vigne in cima al monte Orfano. Ecco, direi che pur non ritenendoli dei campioni assoluti i vini abbiano carattere, un carattere che Corte Fusia manco sa cosa sia.

  45. Zakk

    gennaio 2, 2015 alle 11:02 am

    Ziliani io continuo a pensare che l’esempio più virtuoso dal quale sidebba prendere spunto sia quello di Cà del Vent. Il loro modo di interpretare il territorio mi pare sia unico in franciacorta, decine di vinificazioni separate per ogni tipologia di terreno e per ogni parcella permette veramente di esprimere il cosiddetto terrroir quando vengono fatte le cuvée. Poi il non usare chimicanze varie, il non dosare ne con zuccheri ne con altre soluzioni, ma aggiungendo soltanto lo stesso vino permette di rispettare veramente quello che l’uva ha ricevuto dal terreno.
    E poi sono pure bravi a fare i vini fermi, cosa che in Franciacorta è più unica che rara.

    • redazione

      gennaio 2, 2015 alle 12:43 pm

      lei si tenga tutta la sua Cà del Vent http://www.cadelvent.com/index.htm, le loro “sperimentazioni” il loro credersi i primi della classe, i migliori, magari perché gliel’ha detto quell’enosnob antifranciacortino di Scanzi. Io mi tengo larghissima parte della Franciacorta, quella che lei, con la puzza sotto il naso ed il consueto birignao da “so tuto mi”, tiene “in gran dispitto”.
      Mi ci vuole accompagnare lei a Cà del Vent? Magari grazie alla sua raccomandazione si degnano di accogliermi, visto che alle mie richieste non hanno nemmeno avuto la buona educazione di rispondere…

      • zakk

        gennaio 2, 2015 alle 9:08 pm

        quanto tempo è che non li assaggia?
        Se poi non la accolgono in cantina io che cosa posso farci? Non ci sono mai stato neanche io in cantina, ma ad alcune manifestazioni ho parlato con loro e i prodotti mi sembra stacchino per personalità.
        Ricordo che all’inizio erano legnosi, ma le cose son ben cambiate in favore di freschezza e beva

  46. Piccolo

    gennaio 2, 2015 alle 1:23 pm

    Caro zakk ma tu sai dov’è il monteorfano ? E sai anche dov’è Gussago ?

    • redazione

      gennaio 2, 2015 alle 1:26 pm

      zakk é puro spirito che viaggia nell’aere… C’é, non c’é, non si sa chi sia, nemmeno lui é consapevole di se stesso…

      • zakk

        gennaio 2, 2015 alle 9:20 pm

        Zakk non esiste! ma vi vede 😀 😀

    • zakk

      gennaio 2, 2015 alle 9:18 pm

      Piccolo, non ce la fai proprio a seguire il filo del discorso: hai scritto più sopra che Corte Fusia non dosa. E io allora faccio il paragone con due aziende che non dosano: Arici e Cà del Vent.
      Che poi il monte Orfano sia diverso da Gussago e Cellatica lo so bene, bazzico in provincia di Brescia spesso e volentieri, a Gussago ci andavo a piedi da casa mia passando proprio sulla strada che porta a Cà del Vent. A coccaglio (monte Orfano) ci passo spesso perché ho diversi interessi lavorativi. Vuoi che ti spieghi cosa si vede dalla strada che da Cà del Vent va al santuario della Stella (Gussago/Cellatica) quando c’è sereno? Il monte Rosa!
      Abbi pazienza, ma la zona la conosco abbastanza bene, ma non è quello il punto: quando bevo i vini di Corte Fusia me ne sbatto se hanno i vigneti sul monte Orfano, mi interessa che mi piacciano ed al momento non li ho ancora trovati piacevoli.

  47. Piccolo

    gennaio 3, 2015 alle 10:13 am

    Caro zakk , a noi delle tue camminate non ci interessa molto mi interessa di più sapere se conosci la differenza di sottosuolo delle due zone , o ti accontenti di guardare il monte rosa ? : )

  48. Zakk

    gennaio 3, 2015 alle 10:52 pm

    Allora non capisci: mi interessa del vino a prescindere dal sottsuolo, dalle filosofie del vignaiolo e da qualsiasi alta menata.
    Se uno fa un vino mediocre e la causa è il sottosuolo io continuerò a dire che il vino è mediocre. Te l’ho tagliata abbastanza fine?

    • redazione

      gennaio 3, 2015 alle 11:12 pm

      e bravo Zakk, anche nel 2015 continua a sparare zakkate! Uno che scrive “mi interessa del vino a prescindere dal sottosuolo, dalle filosofie del vignaiolo” c’entra con questo blog, con il suo spirito, come i cavoli non a merenda, ma a colazione al mattino.
      Il vino é espressione della terra da cui nasce e del pensiero dell’uomo (della donna) che lo produce trasformando l’uva in quella cosa meravigliosa ricchi di significati che tanto ci appassiona.
      E se il vino non é quello, diventa solo un prodotto industriale, una wine commodity, una specie di orrenda riproducibile bevanda senza dignità né senso.
      E quella non é il vino, l’idea del vino cui ho dedicato trent’anni della mia vita.
      Ah, povero Zakk, le sta invecchiando male come un Barolo barricato anni Novanta dei Barolo boys… Peggiora con gli anni… Povero Zakk..

  49. Zakk

    gennaio 4, 2015 alle 11:13 am

    Aaaah ecco perchè le piace il Franciacorta! Perchè è espressione del territorio. Quindi non importa che una buona fetta dei vigneti in Erbusco sia attraversata dalla A4, l’importante è che i vini che arrivano da li siano espressione dello smog… Ehm pardon della mineralità di quel sottosuolo.
    Ziliani l’uva ha tutta una propria dignità, anche il terribile prosecco, sono i territori che non sempre hanno la vocazione per far diventare vino quell’uva.
    Per cui se il montorfano è un “gran” territorio allora a Corte Fusia qualcosa io credo che sbaglino visto quello che producono.
    E se lei si trova tra le mani un bicchiere di vino senza sapere cosa sia e da dove viene un giudizio lo da ugualmente. In barba al territorio.

    Stia tranquillo che dalle piste di Corvara si invecchia bene. Meglio che a Coccaglio.

    • redazione

      gennaio 4, 2015 alle 11:18 am

      Zakk, la trovo molto bene sci-munito sulle piste innevate di Corvara!
      Così può sparare meglio le sue naturali zakkate, tipo “una buona fetta dei vigneti in Erbusco sia attraversata dalla A4, l’importante è che i vini che arrivano da li siano espressione dello smog”.
      Una menzogna pronunciata sapendo di mentire, tanto per darsi un’aria da Capitan Fracassa, per versare quotidianamente il suo cent al consueto, becero, prevenuto, insipido enosnobismo antifranciacortino…
      Occhio a non cadere e picchiare per terra la sua parte migliore, la sua vera… faccia 🙂

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