Spumante Brut Ferrari: 230 mila bottiglie sottocosto da Esselunga

SottocostoFerrariBrut

Domanda: anche per i Lunelli vale il teorema del “non poteva non sapere”?

Ho aspettato volutamente che l’offerta, che è stata valida dal 4 al 13 dicembre, finisse, per scriverne. Sto parlando del sottocosto che da Esselunga, la catena di supermercati e ipermercati creata da quell’autentico genio che corrisponde al nome di Bernardo Caprotti (che gli Dei ce lo conservino per almeno mille anni) ha riguardato per la decina di giorni sopra indicati un nome importante del metodo classico italiano, le Cantine Ferrari di Trento.
Non un nome qualsiasi, ma l’ex leader o (co-leader) della spumantistica con rifermentazione in bottiglia italiana, l’azionista di maggioranza del Trento Doc, uno dei pochi marchi veramente forti nel mondo delle “bollicine” di qualità italiane.

Cosa è successo dunque? Niente di speciale, ovvero che per l’ennesima volta il prodotto base della vasta gamma Ferrari è finito sugli scaffali Esselunga ad un prezzo speciale. Non bassissimo in sé, a 8,90 euro invece di 12,49, ovvero con uno sconto del 28%, ma interessante per due motivi.

Il primo è che sia sul volantino sia sul cartellino del prezzo si leggeva “Spumante Brut Ferrari”, con le bottiglie, nel punto vendita di Bergamo dove ho scattato la foto, piazzate tra un Nescafé Dolce gusto e una confezione dei fantastici “panni catturapolvere” Swiffer (il single che sono da un anno e mezzo ne benedice l’invenzione).

SpumanteFerrariTrentoDoc

Spumante Brut Ferrari e non, come il buon senso, il buon gusto, la correttezza dell’informazione, il rispetto per il ruolo di leader della denominazione, Trento Doc Brut Ferrari.

E poi, cosa ancora più rilevante, il fatto, dichiarato sul volantino di cui serbo copia e che sono disponibile a fornire ai cugini Lunelli (appena ho tempo lo scannerizzo e ne riproduco qui la parte interessata..), che le bottiglie su cui poteva contare questo “sottocosto” non erano poche e incontrollabili, fornite magari all’insaputa dell’azienda da qualche distributore o grossista, bensì “230.000 pezzi”.

Marcello_Camilla_Matteo_e_Alessandro_Lunelli

Una quota di produzione non trascurabile, che rappresenta qualcosa come il 5% della produzione totale Ferrari ed equivale alla produzione complessiva di metodo classico di tante aziende trentine, di parecchie della Franciacorta o dell’Oltrepò Pavese. Un quantitativo superiore a tutte le bottiglie di metodo classico prodotte complessivamente in Alto Adige.

Allora la domanda che mi chiedo e che giro ai cugini Lunelli, ben consapevole che così facendo mando letteralmente a remengo il tentativo di riavvicinamento tra le parti “belligeranti” in corso, che avrebbe dovuto sfociare in una mia visita di pacificazione in cantina in gennaio, ma cosa volete farci, io faccio il giornalista, non il velinaro, è la seguente: “ma voi Lunelli sapevate o no che Esselunga avrebbe messo in vendita, a prezzo ribassato quasi del 30, un quantitativo così considerevole del vostro Brut spumante, pardon, del Trento Doc base?”.

Esselunga-logo

E ancora: “eravate al corrente, e magari avete concordato insieme ai responsabili del marketing Esselunga, l’offertona, oppure, come si dice sempre in questi casi, avete “subito” questo sottocosto richiama clienti?”

Prima che mi rispondiate ricordo che nelle motivazioni della condanna di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset si legge: «Ad agire era una ristrettissima cerchia di persone… vicine, tanto da frequentarlo tutti personalmente, al sostanziale proprietario… Berlusconi. Un imprenditore che pertanto avrebbe dovuto essere così sprovveduto da non avvedersi del fatto che avrebbe potuto notevolmente ridurre il budget di quello che era il maggior costo per le sue aziende….”.

Nonpotevanonsapere

Allora se per Berlusconi vale il teorema del “Non poteva non sapere”, questo teorema come potrebbe non funzionare, in piccolo, in una storia che riguarda la vendita a prezzi sottocosto di Spumante Brut, e non reati finanziar-valutari, per la famiglia Lunelli azionista di maggioranza del Trento Doc?

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92 commenti

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92 commenti

  1. Alessandro

    dicembre 15, 2014 alle 8:50 am

    E’ cosi ogni anno, Ziliani. Non solo con Esselunga (di sicuro anche con Coop), e non solo con Ferrari (poi chiaro, certi quantitativi li puo’ offrire solo Ferrari). Non sono per nulla stupito. E l’azienda ne è sicuramente al corrente, dato che succede sempre cosi, ogni santo anno.
    Faccio una considerazione. La legge della domanda e dell’offerta dovrebbe legare in modo diretto prezzi di vendita e quantità richieste dal mercato (tanta richiesta = prezzo alto). Dato per assodato che la stragrande maggioranza degli spumanti vengono (aime’) consumati nel corso dei 20 giorni a cavallo di fine anno, quale è la logica che spinge a fare offerte proprio in questo periodo? Logica vorrebbe che i prezzi salissero in questo periodo dell’anno, per poi essere “svenduti” a Febbraio, quando immagino le vendite saranno a livelli infimi. Curiosa sta cosa, non trova?

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 10:02 am

      ma perché non si apre un suo bel blog Alessandro, così si esprime in totale libertà e dice il suo pensiero. E poi veniamo noi a “commentare” le cose sicuramente intelligenti che dirà 🙂

      • Alessandro

        dicembre 15, 2014 alle 10:07 am

        La disturba qualcosa che ho scritto Ziliani? Confesso di non capire cosa.
        Un blog non lo apro perché non ho l’autorità, la competenza e il tempo per gestirlo. Mi fa piacere contribuire al suo. Ovvio che se la cosa disturba, smetto. Patti chiari, amicizia lunga.

        • redazione

          dicembre 15, 2014 alle 10:28 am

          i suoi non li considero da tempi come “contributi”, ma come interferenze ben calcolate inserite non a caso, perché lei é un tecnico e ha una mentalità matematico-scientifica, ma per ben precisi motivi che, al momento, mi sfuggono

          • Alessandro

            dicembre 15, 2014 alle 10:36 am

            No Ziliani, mi spiace pensi questo. Ma sul mio conto è assolutamente fuori strada. Nessuna seconda finalità, se non apprendere qualcosa sul mondo del vino da chi (lei e altri lettori) ne sa piu’ di me. Cercherò’ di limitare i miei interventi qui a cose che personalmente riterrò’ importanti, per evitare di polemizzare, nei limiti del possibile. Continuero’ a leggerla comunque con un disinteressato interesse.

          • redazione

            dicembre 15, 2014 alle 10:48 am

            non posso impedirle, se ha tanto tempo di perdere (ma non lavorate tosti voi in Germania? Lei é sempre qui sul Web…) di leggere i miei blog. Io, al posto suo, se mi dicessero che considerano i miei “commenti” come delle interferenze ben calcolate, trarrei le debite conclusioni e me ne resterei in silenzio… Poi veda lei,le figure, non belle, le fa lei, non io..

    • Adalgiso

      dicembre 16, 2014 alle 9:42 am

      Quella che Lei indica è solo una delle regole che legano la domanda e l’offerta.Sicuramente Dicembre è un mese dove c’è una crescita della domanda degli spumanti dovuta alle festività, ma non tiene conto della crisi, della concorrenza, degli stock che un consumatore può avere(molti ormai hanno la cantinetta), di una politica di marketing per massimizzare il fatturato(essendo il periodo migliore) ecc…

  2. stefania

    dicembre 15, 2014 alle 9:18 am

    Ziliani, non tirerei in ballo altre vicende ben più spinose…
    Nel caso Esselunga si tratta di promozioni normalissime: da quel che ne so una volta venduti gli stok alla grande distribuzione, un’azienda non può far nulla per influire sul prezzo di vendita al consumatore.
    Il nome Ferrari poi è di richiamo certamente più di Trento Doc: la stessa cosa vale, almeno in molte parti d’Italia, anche per Berlucchi/Franciacorta, che guarda caso è proprio il maggior concorrente di Ferrari e subisce (ammesso sia corretto usare questo verbo) le stesse offerte

  3. Alessandro

    dicembre 15, 2014 alle 9:27 am

    Mi viene anche da pensare che 230 k bottiglie, con un margine unitario di 50 centesimi, fanno comunque più di 100 k € di utile…oggi come oggi non disprezzabili.

  4. stefania

    dicembre 15, 2014 alle 9:32 am

    Alessandro, mi permetto di risponderti io: avresti ragione se parlassimo del singolo prodotto “vino”, ma al supermercato si riempie un carrello di tanti prodotti: ecco che allora, proprio in questo periodo, il marketing calcola quanti clienti vengono attirati da un’offerta del genere, e che poi fanno la spesa “completa”.

    • Alessandro

      dicembre 15, 2014 alle 9:53 am

      Stefania, pero’ col panettone (prodotto simile, come stagionalità) si fa esattamente l’opposto. Ora è caro. A fine gennaio te lo regalano. Lo spumante segue, stranamente, logiche opposte.

      • sergio

        dicembre 16, 2014 alle 2:40 pm

        Peccato che spesso lo spumante lo si “abbini” al panettone … poi ci troviamo spesso a fine pasto con un bella fetta di panettone e un brut che stride in bocca.

      • Giovanni

        dicembre 16, 2014 alle 7:44 pm

        panettone caro? la gdo ha Bauli a 1.40eu!

  5. Banana Joe

    dicembre 15, 2014 alle 10:56 am

    Succede uguale con Berlucchi.
    Due brand a torto o a ragione riconosciuti dal grande pubblico come simboli dello “spumante” italiano di qualità, sono in GDO a meno di dieci euro.
    E’ veramente dura poi far passare un altro messaggio…

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 11:07 am

      con una sostanziale differenza: che nella “mia” Guido Berlucchi non si sono mai sognati di darsi arie da primi della classe e che ad un certo punto del loro trionfale percorso commerciale hanno deciso di ri-convertire l’intera produzione di spumanti VSQ a Franciacorta Docg, acquistando vigneti e uve in territorio franciacortino. E di mettersi in gioco come azienda franciacortina, anche se più grande delle altre, come le altre 105.
      A Trento invece… beh lasciamo perdere, altrimenti non solo salta l’invito “pacificatore”, ma i cugini Lunelli mi fanno trovare un incazzato Rottweiler sotto casa… 🙂

  6. Zakk

    dicembre 15, 2014 alle 1:10 pm

    Alessandro, Ferrari sottocosto è uno specchieto per allodole. Aggiungiamo che probabilmente le cantine sono abbastanza piene e il gioco è fatto. Il panettone è tipicamente natalizio, uno spumante invece lo si beve anche a febbraio, maggio, agosto.
    E io credi che Esselunga guadagni, poco ma guadagni, altro che sottocosto.

    • bevo_eno

      dicembre 15, 2014 alle 6:09 pm

      le cantine sono sempre piene, se uno fa metodo classico…

      • zakk

        dicembre 15, 2014 alle 11:00 pm

        io ho detto abbastanza, non sempre.
        Di cantine vuote ce ne sono parecchie in Italia, ma non sono quelle da milioni di bottiglie.

        • redazione

          dicembre 15, 2014 alle 11:09 pm

          SOTTOSCRIVO zakk. Ho visto con i miei occhi Beppe Rinaldi, meglio Marta e Carlotta e la mitica “Tigre”, rimandare indietro a mani vuote persone arrivate in cantina per acquistare vino. Sold out. tutto già prenotato e venduto. In altre cantine, anche a Barolo, potevi comprare tutti i vini, liberi o meno liberi, che volevi…

  7. fabry

    dicembre 15, 2014 alle 1:13 pm

    Il Ferrari brut é in offerta a € 8,49 fino al 21 dicembre presso i supermercati coop a Bologna.

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 1:18 pm

      ah, ma allora è un vizio! Dunque è vero il teorema per cui la famiglia Lunelli non poteva non sapere! O vale solo per il “puttaniere di Arcore”?

  8. Luigi

    dicembre 15, 2014 alle 3:41 pm

    Mi chiedo, se non sia un tentativo, in zona cesarini, di salvare l’anno e svuotare la cantina dalle giacenze da un lato ed attirare clienti dall’altro con un brand importante. Win Win direbbero gli anglossassoni. Alla fine, lo sappiamo tutti, passato il periodo di fine anno diventa piu’ dura per tutti. A meno Che non si vendano volumi importanti (sottocosto ?) al mercato estero, giocando in trasferta.

    Il nuovo anno cinese cade fra 2 mesi (2 picchi di vendita sarebbero un bel colpaccio) e forse la presenza dell’azienda Ferrari a Shanghai, nella recente manifestatione Decanter (http://www.decantershanghai.com/en/exhibitors/italy/trento/ferrari/) potrebbe essere un indizio in questa direzione. Ben venga, se serve a migliorare l’attuale export in una situatione italiana difficile.

  9. Banana Joe

    dicembre 15, 2014 alle 3:42 pm

    A mio umilissimo giudizio, il vero problema è che è imbevibile, non tanto che costa poco.
    Che poi le due cose, in un certo qual modo, sono connesse.

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 3:51 pm

      non sono assolutamente d’accordo e non concordo, non per paura di querele,i Lunelli sono intelligenti, su questo giudizio. Il vino in questione non é il massimo dell’enolibidine, ma si può tranquillamente bere. Come la vendita di un sacco di bottiglie dimostra

      • Banana Joe

        dicembre 15, 2014 alle 4:47 pm

        Senza esagerare con l’enolibidine che “o Clos d’Ambonnay o niente”, è chiaro che grossi volumi (quali richiesti dalla GDO) e qualità viaggeranno ahimè sempre su strade divergenti.
        Che si traduce poi con Prosecco a 4.99, Franciacorrta/Trentodoc a 9.99, Champagne a 19.99.

        Con buona pace della qualità; anzi, molto più facile essere invasi dal Prosecco a 3 euro, Franciacorta tristerrimi a 6.99, Sciampagna a 14.99.
        Va da se che lo sputtanamento (si può dire?) del brand in questione è dietro l’angolo.
        Tutto molto triste, specie immagino per chi si danna l’anima a fare un prodotto fatto bene.
        Non so secondo lei se c’è qualcosa che, ad esempio, i consorzi possano fare. Grazie a dio, io il vino lo bevo e basta.

        • redazione

          dicembre 15, 2014 alle 4:56 pm

          lei ha detto bene: “lo sputtanamento (si può dire?) del brand in questione è dietro l’angolo”. Strano che in certe aziende titolate non se ne accorgano o facciano piuttosto finta di non accorgersene. O se ne freghino. Ma certi mezzi che usano, sono, come diciamo a Milano, da puarét de la Gesa

        • Cimbro_Veneto

          dicembre 16, 2014 alle 2:41 pm

          Mah…questa storia che bisogna sempre spendere tanto per avere la qualità comincio a non sopportarla più.
          Per carità, se trovo un Prosecco a 1,99 o un MC a 5/6,99 la qualità è chiaramente impossibile.
          Ma con 4,99 qualche buon Prosecco lo trovo, con 9,99 qualche MC buono lo si trova, con 15,99 qualche champagne che mi piace lo trovo.
          Non tutti devono ammortizzare costi spropositati e non tutti applicano listini con gross margin da beni di lusso.

      • andrea c

        dicembre 15, 2014 alle 4:48 pm

        la vendita di un sacco di bottiglie non dimostra certo che è bevibile,infatti cantine come Morando Caldirola e tante altre producono decine di milioni di bottiglie a 1 euro che io non riesco proprio a bere…e non sono un enosnob che beve solo krug…anche tante altre persone che non hanno i denari per bere cotidie bottiglie da 10 euro in su..

  10. fabry

    dicembre 15, 2014 alle 3:54 pm

    Ziliani la seguo da qualche tempo e ancora non riesco a capire questa sua battaglia sui prezzi. Capisco che un prodotto di “qualità” debba avere un prezzo consono ma un Ferrari brut secondo lei a che prezzo deve stare? Io ne ho prese due bottiglie proprio perché 8,49 lo considero un prezzo giusto, di più no perché con i 12-14 che chiedono di solito in enoteca trovo prodotti più buoni e penso che i ferrari lo sappia.

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 4:12 pm

      amico mio, non mi sono spiegato allora. Il tema di questo post non é il prezzo, ribassato, ma non tanto, al quale era venduto il Brut Ferrari (IO non lo chiamo spumante, loro, leader del Trento Doc, sì), bensì il numero importante, 230 mila, di bottiglie poste in vendita sottocosto (che prosegue anche alla Coop, mi segnalano). E tema del mio post é la domanda chiarissima se il teorema del non poteva non sapere sia valido in Italia solo per Berlusconi, oppure anche per i cugini Lunelli.
      Mi sono spiegato meglio?

      • fabry

        dicembre 15, 2014 alle 4:37 pm

        Spiegatissimo….sapranno sicuramente, probabilmente vogliono sbaragliare la concorrenza.

  11. Nicola

    dicembre 15, 2014 alle 5:25 pm

    Anche dalle mie parti il prezzo è più o meno quello. Io penso che in Ferrari ne siano assolutamente al corrente. Di fronte ad ordinativi cospicui è probabile che il prezzo all’origine scenda, e il prezzo al consumatore ne sia la diretta conseguenza. Specie se consideriamo che questi sono prodotti inseriti volutamente per attirare il consumatore nel punto vendita. Il ricarico viene fatto su altri prodotti.
    Certo l’esposizione è terribile.

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 5:26 pm

      portabandiera e immagine del Trento Doc… Mah!

  12. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 5:34 pm

    Ma che senso ha questo articolo? la scoperta dell’acqua calda? che tristezza

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 5:49 pm

      Luigi, il suo cognome, molto trentino, mi fa pensare ad uno spirito di solidarietà regionale che non ha ragione di esistere. La tristezza non la suscitano i miei articoli, che evidenziano delle realtà incontrovertibili e pongono delle domande precise che non riceveranno, come sempre, risposta, ma i comportamenti, reiterati, diventati uno “stile”, un marchio distintivo, un “brand” di certe grandi aziende. Questo é triste: che l’azionista di maggioranza del Trento Doc accetti senza battere ciglio che 230 mila bottiglie del suo Brut vengano spacciate come “spumante” e non come Trento Doc. Cosa ci fanno allora, se non gliene frega niente della denominazione, nell’Istituto Trento Doc? Meglio uscirne, non sarebbe più coerente?

  13. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 6:04 pm

    Le posso garantire che di Trentino non ho nulla,tranne la passione per i loro spumanti,quindi se ho capito bene lei non avrebbe scritto questo articolo ce cullo scaffale ci fosse stato scritto trento doc invece di spumante?

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 6:09 pm

      prometto che il prossimo post lo scriverò in francese, così magari ho maggiori probabilità di essere capito.
      Il post ha due valenze:
      1) ricordare che ancora una volta ai Lunelli va benissimo che chiamino i loro Trento Doc spumanti nonostante siano gli azionisti di maggioranza della Denominazione
      2) chiedermi, attraverso la formula del teorema applicato dalla Magistratura a Berlusconi del “non poteva non sapere”, se i Lunelli fossero consapevoli, o all’oscuro di questa sostanziosa vendita sottocosto, non svendita, del loro Trento base.
      Sono stato chiaro ora, sor Luigi?

      • zakk

        dicembre 15, 2014 alle 11:20 pm

        Però Ziliani proviamo a fare un tentativo di ipotesi (io ne sono abbastanza convinto, in realtà): quel SOTTOCOSTO urlato sul cartellino del supermercato è riferito certamente al prezzo di listino pieno. 230000 (duecentotrentamila) bottiglie mister Caprotti mica le paga a prezzo pieno! Anzi, avrà stretto tanto forte le sfere ai trentini che l’eco lo si sentirà ancora per molto tempo in valle.
        Aggiungiamo che i Lunelli hanno bisogno di spazio visto che tra pochi mesi dalle vasche si metterà la vendemmia 2014 (tagliata con altre annate per fare le cuvée) nel vetro e 230000 bottiglie qualche metro cubo lo occupano nei magazzini, per cui meglio liberarsi a prezzi “limite” di una tale quantità di bottiglie e capitalizzare (magari senza realizzare il massimo dei guadagni) che dover lottare con l’impenetrabilità dei corpi nei locali di stoccaggio. Che i Lunelli sappiano o meno della svendita poco importa, loro hanno risolto un problema di spazio e liquidità, Caprotti ha l’esca per attirare migliaia di clienti per le spese natalizie, qualcuno risolverà il problema della strenna di Natale e l’unico a prenderlo in quel posto (perdoni il francesismo) sarà il Trentodoc.
        Buone feste.

        • redazione

          dicembre 15, 2014 alle 11:29 pm

          ma testa di zakk di uno Zakk! Perché non ragiona sempre così? Io queste riflessioni le pubblicherei subito non come commento, ma come post in bella mostra, con tanto di cornice e introduzione! Invece a volte collega il cervello e ragiona lucidamente e la maggior parte delle volte collega qualcos’altro e spara zakkate… 🙁

          • zakk

            dicembre 16, 2014 alle 8:56 am

            io ragiono sempre così, soltanto è lei che a volte non condivide la mia opinione (e ci mancherebbe che fossimo sempre tutti d’accordo) e che la fraintende interpretandola come provocazione. Nel mio pensiero la provocazione fine a se stessa non esiste, però io quando scrivo qualcosa sono franco, forse più del Franco Tiratore che lei ben conosce. Per cui se dico che la manifestazione di Piacenza non mi sembra rivoluzionaria lei prende la cosa per provocazione e non come libera constatazione.

        • Luca

          dicembre 20, 2014 alle 8:06 pm

          Ipotesi di Zakk trova numerossissime conferme. E spiegherebbe il verificarsi di altri fonomeni paranormali: ad esempio l’esistenza di quei “noti” punti vendita che fanno profitto con volumi notevoli e margini ridotti. Per la gioia di produttori e consumatori. Abbasso la distribuzione!

      • zakk

        dicembre 15, 2014 alle 11:24 pm

        dimenticavo: è assodato da anni che ai Lunelli del Trentodoc importa poco, perché meravigliarsi?

  14. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 6:14 pm

    stia tranquillo e continui a scrivere cose inutili in italiano,ha ribadito l’assenza di contenuti dell’articolo e sopratutto l’assoluto distacco dalla realtà dal mercato

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 6:27 pm

      Egregio Signor Perotti, io sono tranquillissimo ed il tono irritato del suo intervento, dove sostiene cose prive di senso, che dimostra che ho colpito nel segno e toccato un nervo scoperto. Difenda pure i suoi “eroi”, se li ritiene tali…

  15. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 6:50 pm

    Probabilmente ho sbagliato qualcosa se ho dimostrato irritazione,confesso di essere sereno e di scrivere a tutela delle aziende ITALIANE e non dei Lunelli(che neanche conosco).
    E con molta serenità ribadisco che colpire le migliori aziende italiane sulla base di notizie improbabili,quali la presunta responsabilità di una industria sul prezzo al pubblico,dimostra quanto lei abbia scritto senza avere la minima cognizione di cosa significhi la gestione della grande distribuzione,ed il suo elogio al Patron della catena( al quale posso anche essere d’accordo per alcuni motivi) ne è la dimostrazione.
    lei ha mai stipulato un contratto con la grande distribuzione?ha la manina ideai di come vengano gestiti?ha idea di quante responsabilità hanno questi signori e quante le industrie? credo proprio di no ,vede prima di esprimere sentenze e buttare fango sulle uniche aziende italiane che funzionano bisognerebbe conoscere bene prima tutti i dettagli …ripeto con molta serenità

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 6:55 pm

      “migliori aziende italiane”? “uniche aziende italiane che funzionano”? Ma lei scherza?
      Ma come, il Trento Doc non ha perso per strada un milione di bottiglie? E chi le ha perse in gran parte se non l’azionista di maggioranza della denominazione ora folgorato sulla via del Prosecco Docg?
      230 mila bottiglie, ripeto 230.000 non 2300 e loro, i Lunelli ignari? Ma come “potevano non sapere”?
      Dai Perotti, non faccia così, altrimenti mi ricorda il Perozzi di Amici miei!

  16. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 7:04 pm

    Beh a quanto pare è lei molto irritato con i Lunelli e avrà i suoi motivi,ma fare informazione senza onestà intellettuale si diventa poco credibili…..
    Io parlo in generale e non solo sui Lunelli ,per le mie informazione è una azienda italiana che funziona come tante altre e credo sia dovere di ognuno di noi cercare di tutelarle,abbiamo già la Gabanelli che sputtana i Brand Italiani evitiamo inutili aggregazioni sulla base di aria fritta

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 7:13 pm

      un bel gioco dura poco e lei é già al primo cartellino giallo, che é più arancione che giallo e vicino al rosso.
      Non sono irritato con i Lunelli, semplicemente non sono servo di nessuno, a differenza di larga parte della stampa italiana del vino che basta dire “Lunelli, Giulio Ferrari”, e si mette, scodinzolando, sull’attenti.
      La sua sciocca accusa, a me!, di “fare informazione senza onestà intellettuale”, gliela rimando al mittente e ne faccia l’uso, ampio uso, il più creativo se vuole, che crede.
      Terzo: non sono di sinistra, non voto PD, sono orgogliosamente di Destra, ma affermare come fa lei, senza arrossire per il ridicolo, che “la Gabanelli sputtana i Brand italiani” dimostra che lei é miope, ha l’anello al naso ed é schiavo di un aziendalismo (in questo caso filo Ferrari per riflesso pavloviano) che sfocia nel patetico.
      L'”aria fritta” “Perotti”, o come diavolo si chiama, l’ha lei nel cranio. Temo per lei al posto del cervello e della capacità raziocinante.
      Provi a bersi un calice dello Spumante Brut del suo cuore: viene via, anche alla Coop, a prezzi che credo possa permettersi. Oppure passi a Ravina e si riveli: bottiglia di Spumante Ferrari pagata, vada tranquillo

  17. luigi

    dicembre 15, 2014 alle 7:22 pm

    Ecco quest’ultima risposta dice tutto sulla sua predisposizione al confronto,chiudiamo qui,le risparmio i cartellini con cui potrà giocare a suo piacimento….
    P.S.
    Se ho voglia di una bottiglia vado a comprarla non ho bisogno che qualcuno me la regali per fortuna

    • redazione

      dicembre 15, 2014 alle 7:27 pm

      di attenzioni e tempo gliene ho già concesse molte, visto il soggetto e le sue argomentazioni offensive, accusare me di “fare informazione senza onestà intellettuale” (un accusa che mi ha già fatto mesi fa un furente membro della famiglia Lunelli… che coincidenza…) é non solo dimostrato dai fatti e ridicolo. Ma é un’accusa così infamante che in tempi diversi le avrei chiesto di scegliersi un padrino (non in senso siculo) e di procurarsi un arma. Invece, mala tempora currunt, e ci tocca farci insultare gratuitamente dal primo Perotti che capita…

  18. Giovanni

    dicembre 15, 2014 alle 10:09 pm

    Ziliani buongiorno. Ho visto lo stesso prezzo anche all’ipercoop di Parma. Non l’ho preso perché non mi piace l’astuccio, mi pare di sprecare qualcosa ameno che non sia per un regalo.
    Ieri nello stesso ipermercato c’era il brut Rotari a 2euro in meno. Ne ho prese due bottiglie da alternare con qualche altro trento doc -alto Adige ( ma anche Franciacorta o Alta langa) più costosa…qualche volta anche risparmiare 8-9 euro o più a bottiglia fa comodo.

    Saluti e grazie per le interessanti informazioni

  19. alberto

    dicembre 15, 2014 alle 11:36 pm

    Da quanto mi è dato sapere, SOLITAMENTE (il che vuol dire non necessariamente, ma con buona frequenza) le operazioni volantino di catene GDO, le quali stipulano contratti diretti con le aziende produttrici, sono concordate con i produttori medesimi…
    I motivi per i quali si compiono questo genere di operazioni sono molteplici, ma non sempre e non necessariamente riguardano situazioni drammatiche di cantine in esplosione… Anzi… di solito il motivo è che in questo modo il mercato viene monopolizzato… insomma sono operazioni di marketing… è in questo modo che poi, al ristorante, al bar, o dovunque vi pare, si arriva al “monopensiero” in base al quale bollicina (in questo caso) equivale a Ferrari o Berlucchi….
    Insomma, nel caso in cui i Lunelli sapessero, tutto sommato, potrebbero non aver fatto una scelta sbagliata, nè dettata dall’acqua alla gola…. o dal trento doc, riferendoci al caso specifico…

    • redazione

      dicembre 16, 2014 alle 12:03 am

      nessuno é così stolto da affermare che si tratti di un’operazione da “acqua alla gola”, le Cantine Ferrari sono una realtà sicuramente in salute. Ma io dico che si tratta di un’operazione discutibile, della quale i Lunelli e i loro manager “non potevano non sapere”

      • alberto

        dicembre 16, 2014 alle 9:56 am

        Ziliani, non mi ha capito…
        A parte che qualche commento più su pare ventilare l’ipotesi che si trattasse di operazione svuotacantine… ma quando dico: “Insomma, nel caso in cui i Lunelli sapessero, tutto sommato, potrebbero non aver fatto una scelta sbagliata, nè dettata dall’acqua alla gola…. o dal trento doc, riferendoci al caso specifico…”, è evidente che per me trattasi di operazione mirata, e quindi decisa dall’azienda (dove, immagino, che, di tanto in tanto, i Lunelli girino) con uno scopo preciso… ovvero quello di monopolizzare il mercato, almeno quello dei grandi numeri… Forse hanno peccato nel comunicare male il prodotto (anche se si dovrebbe verificare se non è una responsabilità della catena), ma tutto sommato è anche così che certe tipologie di prodotto vengono veicolate al grande pubblico, dunque forse è anche meno grave del previsto, in ottica “conoscenza del trento doc”…

      • sergio

        dicembre 16, 2014 alle 2:56 pm

        certo che non potevano non sapere, anche perchè per fare un contratto del genere il top managment aziendale deve dare l’ok … immagino anche che abbiano festeggiato alla firma, magari con un Riserva del Fondatore … sarebbe interessante capire il pagamento quando avverrà …

  20. Stefano

    dicembre 16, 2014 alle 9:22 am

    Da cliente finale alla fine potrei fregarmene di tutto ciò, ma se io avessi una Enoteca, Ristorante ecc. Perché dovrei comprare per rivedere questi vini, se sono proprio gli stessi che lo producono sono a farmi una concorrenza sleale?

    • alberto

      dicembre 16, 2014 alle 10:00 am

      Secondo me ha due strade: la prima è quella di seguire il “mainstream” ché tanto, quello che vuole Ferrari, perchè è Ferrari, c’è sempre e il prodotto si vende da solo… Se a fianco a lei c’è un supermercato, può scegliere la strada dell’enosnob e sostenere che da lei “la roba di supermercato” non si trova…

    • sergio

      dicembre 16, 2014 alle 2:58 pm

      beh, se ho un enoteca e propongo questi vini vuole dire che non sono un commerciante valido, che non posso dare consigli ai clienti cercando prodotti interessanti e diversificando l’offerta.

      • alberto

        dicembre 16, 2014 alle 10:27 pm

        Ma chi lo dice??? L’enoteca non è un luogo metafisico o ultraterreno… è una attività commerciale… e si regge sul flusso di cassa… ci vogliono le bottiglie che sii vendono con facilità, le chicche, quelle su cui guadagnare qualcosina in più, etc. etc.

        • sergio

          dicembre 17, 2014 alle 11:39 am

          alberto, concordo con te e quindi un’enoteca fatica ad avere un prezzo così basso per quel prodotto, di conseguenza opterà per qualcosa d’altro, sperando anche che la clientela sia orientata a provare qualche cosa di nuovo che magari l’enotecario potrà consigliare … altrimenti perchè vado in enoteca?

  21. Marco

    dicembre 16, 2014 alle 9:32 am

    Io mi sono sempre chiesto se le cantine, almeno le più grandi, producano delle bottiglie espressamente per la GDO, il cui vino ha una qualità inferiore rispetto a quello destinate alle enoteche e ristoranti. Un paio di anni fa durante la visita a ROTARI ci avevano detto che per i supermercati hanno una linea a parte con anche etichette differenti. In questi Giorni l’IPER sta proponendo il Gewurztraminer di Colterenzio a poco più di 6 € ma la bottiglia che si vede in foto sul volantino non ha la solita etichetta. I vari Ferrari e Berlucchi (cosi come Veuve Clicot e altri) che si trovano nei supermercati, contengono lo stesso vino delle bottiglie che trovo in enoteca?

    • Paolo Perotti

      dicembre 16, 2014 alle 10:18 am

      Il creare una etichetta “diversa” per la GDO è una operazione di marketing 🙂 Cosi l’enoteca, il bar sottocasa o il ristorante ti argomentano che il loro prodotto è DIVERSO e quindi costa di più.
      Infine suggerisco di effettuare un assaggio in doppio cieco :
      1) si compra il MEDESIMO vino in enoteca e presso la GDO, un estraneo anonimizza le bottiglie e poi si degusta, solo alla fine si scoprono le provenienze delle bottiglie .

    • sergio

      dicembre 16, 2014 alle 3:01 pm

      si, è vero. Ad esempio restando in Esselunga, hanno da tempo un Franciacorta allo scaffale, il Castel Faglia sia Brut che Saten. L’azienda produce anche un altra linea solo per enoteche e ristoranti.

    • Giovanni

      dicembre 16, 2014 alle 3:23 pm

      Decisamente si. Minore è il costo della bottiglia maggiore è il ricarico. Sulla fascia alta, invece, hanno gli stessi prezzi

  22. Paolo Perotti

    dicembre 16, 2014 alle 10:04 am

    Voglio sottolineare 2 aspetti
    1)Scade oggi l’offerta de Il Gigan…: Ferrari a 6,85€ (oggi paghi 13,70 ed hai un buono sconto di 6,85 sfruttabile fino al 06/01)
    2)Essel… offre fino al 31/12 Cesarini Sforza (Trento Doc Millesimato 2011, sboccatura 2° semestre 2014) a 6,83 €, se non ricordo male è la 3° offerta del 2014.
    Personalmente mi piacciono i Trento Doc ed ho approfittato delle varie offerte per riempire la mia piccola cantina.
    Condivido l’idea di Franco: i titolari delle cantine hanno organizzato le campagne in collaborazione con Ess.. ed Il Giga…

  23. tommaso

    dicembre 16, 2014 alle 10:25 am

    Mah ! Perché non essere felici di poter bere un buon metodo classico a prezzo interessante ? I quattrini non li trovo sulle piante . Grazie.

  24. Nicola

    dicembre 16, 2014 alle 10:32 am

    Ieri sera passando dall’Esselunga ho visto:
    Magnum Ferrari brut scontato del 33% da 29,90 a 19,80;
    Brut Spumante Berlucchi da 11,90 sconto 33% a 7,90
    Magum Carta Oro La Versa (sboccatura 2014) da 24 a 12 euro.

    Evidentemente le promozioni sono trasversali e “colpiscono” un po’ tutti.

  25. Genesio

    dicembre 16, 2014 alle 10:42 am

    Contenuto cestinato dalla redazione

  26. Ste

    dicembre 16, 2014 alle 11:37 am

    Buongiorno,
    relativamente al suo punto 2, mi sembra evidente che l’azienda non possa non sapere, per logica e per esperienza, che quei numeri in Esselunga non si fanno vendendo a 14 €.
    Poi quanto ci metta Esselunga e quanto l’azienda rimarrà per noi un mistero.
    Trovo però il suo stupore esagerato, ci sono Champagne di marche prestigiose venduti a 17-18 € a Natale (aspettiamo settimana prossima e vediamo) ed a 35 in Enoteca che vengono comunque pagati 80-90€ in carta al ristorante o 200 € in un locale. Quindi forse hanno ragione loro, la coerenza non è così importante se il marchio è forte

    • Giovanni

      dicembre 16, 2014 alle 7:36 pm

      A mio avviso nessun nella gdo ci rimette, perché la gdo compra l’intera produzione; prendiamo un Ferrari Brut e la Coop, può girare il prodotto di volantino in volantino miscelando tutti gli mega iper e super mercati di 7 grandi sorelle, cioè milioni di bottiglie prese dalla coop e vendute. Parlo della Coop perchè avendo un valido sito web è facile riscontrare quello che dico scaricandosi i volantini, ma ovviamente è così anche per tutti gli altri protagonisti della gdo.

  27. Zakk

    dicembre 16, 2014 alle 12:55 pm

    Beh, ma bisogna proprio scoprirlo? Già certe cosiddette prime linee fanno pietà, figuriamoci le eventuali seconde linee x la gdo.

  28. ARDICCIO

    dicembre 16, 2014 alle 1:37 pm

    Di fronte a queste iniziative – come quella sottocosto della Ditta Ferrari – bisognerebbe togliersi tanto di cappello !

    L’Azienda non fa cose strampalate: applica un sano e coerente dumping in modo da massimizzare i profitti (mortificando e battendo la concorrenza al tempo stesso).

    Vendere sottocosto accresce il reddito aziendale e ne rafforza la solidità sul mercato in quanto , a dicembre, la ditta in oggetto ha già remunerato tutti i fattori produttivi, vendendo il 95 per cento della sua produzione annuale.

    Evviva, allora, all’intelligenza dell’imprenditore che coniuga il business personale con le esigenze di spesa del consumatore !

    Sperando che la qualità del prodotto non sia scemata per effetto di questa saggia e lungimirante scelta imprenditoriale.

    • redazione

      dicembre 16, 2014 alle 5:18 pm

      CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE! Oppure SI’BADRONE…

  29. Giovanni

    dicembre 16, 2014 alle 3:19 pm

    Lo sapevano che si. Qui centro italia, la coop e la conad abitualmnete tutti i natali (e non solo), hanno il prodotto civetta sottocosto e si tratta di champagne Veuve Cliquot (a poco meno di 19eu la bottiglia) e il Ferrari (scarsi 9eu la btgl). Personalemente non ci trovo nulla di male anzi a dir la verità ci leggo pure un non so di sociale, perché molte di quelle bottiglie sono acquistate da persone che abitualmente non frequentano quei marchi e si riservano la bottiglia per il giorno di natale.

    • Giovanni

      dicembre 16, 2014 alle 3:22 pm

      Decisamente si. Minore è il costo della bottiglia maggiore è il ricarico. Sulla fascia alta, invece, hanno gli stessi prezzi

    • redazione

      dicembre 16, 2014 alle 5:19 pm

      la barzelletta dell’anno: il sottocosto dello Spumante Ferrari Brut ha un valore sociale, i Lunelli fanno beneficenza e io sono Babbo Natale! Venga giù dalle piante, Giovanni!

      • Giovanni

        dicembre 16, 2014 alle 7:30 pm

        Di questi tempi, ogni catena, ogni settimana, ha il suo bel spumante sottocosto, il Ferrari, ma anche il Berlucchi e tanti altri marchi noti. E siccome sono tutte cooperative, io non ci vedo nulla di male, le coop (e non solo) da sempre si arricchiscono con la scusa del sociale.

        • redazione

          dicembre 16, 2014 alle 7:44 pm

          Cooperativa Esselunga? Dottor Caprotti, mandi a Giovanni tre rottweiler sotto casa…

  30. ARDICCIO

    dicembre 16, 2014 alle 5:21 pm

    Sig. Giovanni,

    Concordo appieno con le Sue valutazioni.

    Iniziative di questo tipo avvicinano il grande pubblico verso consumi che non avrebbero mai osato fare a causa di prezzi proibitivi ( purtroppo per certi portafogli).

    L’importante, tuttavia, è che il prodotto mantenga ed abbia le stesse caratteristiche di quello che viene ordinariamente venduto a prezzo pieno.

    • redazione

      dicembre 16, 2014 alle 5:46 pm

      ARDICCIO: ARMIAMOCI E PARTITE (VERSO TRENTO, PARDON, LAVINA DI TRENTO…)!

      • ARDICCIO

        dicembre 19, 2014 alle 4:35 pm

        Dr. Ziliani,

        Quando mi armo ( di buone intenzioni ) vado all’ESSELUNGA !

        Se vuole l’accocompagno io stesso e poi – pure Lei – esulterà per i prezzi e per la soddisfazione ricevuta da tanta qualità a prezzi abbordabili.
        E, pure Lei , si ricrederà dopo avere accertato di trovarsi in buona compagnia di tanti estimatori .

        • redazione

          dicembre 19, 2014 alle 4:45 pm

          le rispondo con dei numeri: 0 40041 499311.
          Provi lei, visto che si propone di accompagnarmi all’Esselunga, a chiedersi a cosa corrispondano queste cifre… 🙂
          chissà dove ho scattato le foto che corredano quest post sul sottocosto di Trento Doc e sul Franciacorta storico a prezzi stracciati… Forse a casa mia?

          • ARDICCIO

            dicembre 19, 2014 alle 5:01 pm

            Capisco che il pregiudio sia duro a morire.

            Colpisce , soprattutto, il fatto che una persona come Lei – un esperto di livello nazionale – si accanisca contro iniziative di tale natura e sminuisca, spero involontariamente, la loro funzione “educativa” (mi lasci passare il termine).

            E’ oltremodo positivo affinare i gusti, vendere prodotti di buon livello a prezzi abbordabili, avvicinare i consumatori verso nuovi ambiti conoscitivi e, magari, nuovi mercati di nicchia.

            Disconoscere questa funzione – che può essere veicolata anche dalle promozioni sottocosto – significa svalutare davvero quel poco o tanto di buono che la GDO è in grado di svolgere.

          • redazione

            dicembre 19, 2014 alle 5:09 pm

            domanda: ma lei sa leggere o é “analfabetico” (come vede mi metto sul suo stesso piano)?
            Ma quale pregiudizio? La GDO ed Esselunga fanno benissimo il loro gioco/business. A me fanno solo girare le palle (rendo l’idea) le Grandi Aziende che si atteggiano a verginelle candide, vittima di quel “cattivone” di Caprotti. Voglio sapere come siano andate le cose, chi abbia deciso quel prezzaccio che, oggettivamente, come ho tentato di spiegare (anche ai tardi di comprendonio come lei) danneggia l’immagine della Franciacorta e di quell’azienda storica.
            Io alla GDO vado regolarmente anzi, sa cosa le dico? Che tra un’ora vado da Esselunga, un altro store, a vedere se c’é ancora quel Franciacorta e ne compro un cartone per una mia amica. Io preferisco bere
            Cavalleri, Cà del Bosco, Il Mosnel, Arcari & Danesi, oppure Jacquesson, Agrapart, Roederer, Deutz o i Cava di Gramona o gli ex Cava di Raventos y blanc. Ne ho giusto qui qualche bottiglia, come la nuova annata di Extra Brut di Brunone Giacosa, che attende di essere stappata. Forse già stasera

    • Giovanni

      dicembre 16, 2014 alle 7:40 pm

      Il prodotto da volantino, di solito non ha la stessa qualità del marchi che rappresenta, ma raggiunge efficacemente il suo scopo, gratifica la gdo, il produttore e chi lo compra (che magari nonha un palato molto affinato)

  31. GiovanniP

    dicembre 16, 2014 alle 8:20 pm

    Se di sottocosto si tratta è bene tener presente la definizione che ne dà l’attuale normativa : “Per vendita sottocosto si intende la vendita al pubblico di uno o piu’ prodotti effettuata ad un prezzo inferiore a quello risultante dalle fatture di acquisto maggiorato dell’imposta sul valore aggiunto e di ogni altra imposta o tassa connessa alla natura del prodotto e diminuito degli eventuali sconti o contribuzioni riconducibili al prodotto medesimo purche’ documentati.” Inoltre vi é l’obbligo di dichiarare i quantitativi e la durata non può essere superiore ai 10 gg. Dimenticavo : oggi all’Autogrill il medesimo prodotto era in vendita a 16,90€ .

    • sergio

      dicembre 17, 2014 alle 11:46 am

      Bè, tutto ciò che viene venduto in autostrada ha un costo maggiorato, a partire dal carburante …

  32. ARDICCIO

    dicembre 19, 2014 alle 6:06 pm

    Dr. Ziliani,

    Grazie il Suo illuminato pensiero mi ha chiarito ogni cosa.

    • redazione

      dicembre 19, 2014 alle 6:16 pm

      come disemm à Milan: ma va’ a scuà el mar!

  33. luigi

    agosto 29, 2016 alle 11:10 am

    Ziliani o come cazzo si chiama, in questo blog lei ha dimostrato a tutti quanto sia ignorante e disinformato riguardo non solo i spumanti ma riguardo il marketing e i rapporti sociali pessimi che dimostra con le sue risposte arroganti e stupide, lo so che non avrà le palle di pubblicare il mio messaggio perchè a lei fa comodo solo pubblicare i messaggi dove risponde come un bambino di 10 anni permaloso e dove in realtà dimostra solo di accettare le provocazioni, le consiglio di chiudere il suo blog penoso in quanto lei non è un giornalista ma solo una grande testa di cazzo.

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