Merde! expéditions de vins de Champagne en baisse en settembre

nonéchampagne
Sarà che sono tenacemente francisant, e che amo fortemente, come il mio “amico” Zakk la e lo Champagne, ma queste notizie non buonissime, relative alle expéditions de vins de Champagne aggiornate al mese di settembre desunte dall’utilissimo blog transalpino, Champagne, un monde de bulles, mi hanno fatto, comment dire, tourner les bulles

Le statistiche riferiscono infatti per il mese di settembre 2014 un volume delle spedizioni pari a 26,2 milioni di bottiglie, con un calo dello 0,6% rispetto al settembre 2013. Crescono i Paesi terzi, quasi del due per cento, risale, finalmente!, la Francia, con un +1,2%, ma questa volta è in ribasso, sensibile, -6,4%, l’Unione Europea. Crescono del 3,6% le vendite delle grandi aziende, mentre i vini proposti dalle cooperative e dai vignerons sono entrambi in sensibile ribasso, rispettivamente – 10,3% e 13,3%.
vignoble de la champagne

Noi “champagnisti” honoris causa ci risolleviamo però l’umore, oltre che stappando Champagne (e quando non è possibile Franciacorta, Trento e Oltrepò, l’importante è stappare, bere, consumare metodo classico a denominazione, non “spumantini” generici), apprendendo che i dati relativi ai primi nove mesi del 2014 segnano un incoraggiante aumento dell’1,2% rispetto ai primi nove mesi del 2013 e che ormai le spedizioni hanno raggiunto quota 181,4 milioni di bouteilles.

Ma saranno gli ultimi tre mesi dell’anno, mesi cruciali, mesi per antonomasia consacrati alle bulles, a fare la nobilitate e decretare il successo (che ci sarà, lieve ma ci sarà, lo sento) di questo difficile 2014 per l’inimitabile méthode champenoise transalpino. Allons-y!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

 

2 commenti

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2 commenti

  1. gian piero staffa

    novembre 28, 2014 alle 1:49 pm

    Quello che non ho ancora capito e’ perché un Grand Cru esce da cantina a 11 euro ed arriva al dettaglio in Europa a 50 euro. Con i vini fermi nn e’cosi’. La strada per i piccoli Vignerons, ma anche per quelli di MC di casa nostra e’ cercare di arrivare sulle tavole a costi abbordabili. In questo modo le bollicine diventano il vino di tutti i giorni e non solo il vino per le ricorrenze

  2. Zakk

    dicembre 4, 2014 alle 1:13 pm

    Si tranquillizzino in Francia: sto perfezionando ordinone di bolle franzose tale da risollevare le sorti dell’export di tutta la regione 😀 😀

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