Trento Pas Dosè Riserva 2009 Balter

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


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Voglio tornare, e lo faccio centellinando le molte frecce di cui dispongo, sulla bella degustazione di Trento Doc (una sessantina) che ho fatto a Trento a fine settembre. Uno dei vini che più mi ha colpito, e non è una sorpresa, trattandosi di un produttore di cui avevo già scritto, è stato il Trento Pas Dosè Riserva 2009 di Nicola Balter (riprendo la presentazione tratta da un precedente articolo) proprietario di un’azienda agricola di dieci ettari in un unico accorpamento posta sulla sommità di una collina a 350 metri di altezza sopra Rovereto, con una splendida vista sulla Vallagarina. Azienda familiare creata da Francesco Balter nel 1872 e dal 1990 condotta da Nicola e Barbara Balter.
Produttori di apprezzati Sauvignon e poi di rossi base Merlot, Cabernet e Lagrein i Balter hanno progressivamente aumentato la produzione di Trento Doc raggiungendo oggi quota 35 mila pezzi riferiti ad un Brut base affinato tre anni sui lieviti e poi ad un Brut riserva, creato in piccola quantità dal 1995 (3000 esemplari) che fa un lunghissimo affinamento di sette anni.

Balter, past president dell’Associazione dei Vignaioli del Trentino, segue una filosofia che riassume in queste parole: “la raccolta del frutto non è anticipata, il sostegno acido è comunque garantito dal microclima permettendo così di ottenere un grado di maturazione ideale per conferire al prodotto sapore, struttura e miglior predisposizione a lunghi affinamenti. La presa di spuma è ottenuta in un ambito di pressione atmosferica all’interno delle bottiglie leggermente inferiore ai normali standard determinando così caratteristiche di spumante da consumarsi anche a tutto pasto”.

Beh, questo Trento Doc Riserva, cuvée composa all’80% da Chardonnay e per il 20% da Pinot nero, da vigneti coltivati in parte a filare Guyot e in parte a pergola modificata trentina, su terreni collinari di origine morenica, che mostrano una buona presenza di scheletro su rocce calcaree, una tessitura di medio impasto con una buona dotazione di argilla, compie la propria fermentazione parte in acciaio, parte in piccole botti di rovere, dove almeno un quarto si affina, è resta sui lieviti la bellezza di sei anni, attendendo pazientemente il momento buono della maturazione. Senza fretta, senza forzare la mano, con la giusta calma.

Il risultato è davvero un Trento Doc con i fiocchi, colore paglierino di media intensità brillante, perlage fine anche se non molto intenso, profumi di agrumi e fiori bianchi in evidenza, di fieno ed erbe di montagna, a comporre un bouquet molto delicato. In bocca attacco ben secco, incisivo, nervoso, preciso, di bella verticalità mineralità e sale; un Trento Doc pieno di sapore, di grande freschezza molto piacevole e molto persistente.

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www.vinoalvino.org
e
il Cucchiaio d’argento!

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