Champagne Rosé Brut Paul Goerg

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


RoséPaulGoerg

Prendete nota amici miei, appassionati dei rosati con le bollicine. Non è solo l’Italia il bel Paese dove si può tranquillamente, come i disciplinari e gli usi consentono, produrre un Rosé metodo classico con una quota nettamente minoritaria (in Franciacorta basta solo il 25%) di Pinot nero. Questa cosa, apparentemente incongrua, perché io resto dell’idea che un grande Rosé metodo classico pretenda almeno un 50%, se non il 100% di Pinot nero, accade anche in Francia. E non nell’universo dei vari Crémant, ma nientemeno che nella Champagne.

Questa riflessione, vagamente oziosa, mi è venuta alla mente degustando uno Champagne Rosé che mi è piaciuto, averne di Rosé così, ma quando sono andato a controllare la composizione della cuvée mi ha lasciato di stucco, quando ho scoperto che il Pinot noir contribuiva solo per il 15%. Contro un 85% di Chardonnay.

Il colore, un rosa antico salmone pallido, già faceva presagire una presenza di uva rossa borgognona limitata, ma poi assaggiando il vino, che si faceva notare per il suo equilibrio, la vinosità appena accennata e ben calibrata, la freschezza, per la sua piacevolezza, favorita anche da un dosaggio degli zuccheri abbastanza generoso, 8-9 grammi, ho capito bene che a caratterizzare questo Champagne era davvero lo Chardonnay. Un Rosé, come lo definisce la Maison produttrice, Paul Goerg, “ typé Blanc de Blancs”.

Poco Pinot noir dunque, ma lo Chardonnay che viene utilizzato in questa Maison, attiva da oltre mezzo secolo, che prende nome dal quel Paul Goerg che ne fu sindaco nel 1876, non arriva da un posto qualsiasi, bensì da Vertus, – cittadina leggermente a Sud della famosa Côte des Blancs, culla dei più grandi Chardonnay della Champagne, e villaggio classificato Premier Cru. Anzi, con 564 ettari di vigna, piantati per l’85% a Chardonnay, è il secondo più ampio villaggio della Champagne ed il maggiore del dipartimento della Marne.

Alla Paul Goerg, che per inciso è da qualche tempo distribuita in Italia da Ruffino Constellation Brands, è tradizione produrre Champagne Premier Cru che, dicono, “traducono in vino la piena espressione dei terroir di Vertus e dell’uva Chardonnay”, grazie ad un gruppo di vignaioli intraprendenti e appassionati che controllano 120 ettari e realizzano cuvées che vengono affinate lungamente sui lieviti e presentano uno stile specifico.

Oltre al Rosé che ho degustato, si producono un Brut Blanc de Blancs, l’Extra Brut Absolu, il Brut Tradition (dove il Pinot nero pesa per il 40%), e un Brut millesimato. Oltre alla cuvée de prestige denominata Lady, 85% di Chardonnay scrupolosamente selezionati dallo chef de cave.

GoergRosé

Tornando al nostro Rosé, non millesimato, tre anni di paziente affinamento sui lieviti seguiti da 6 mesi di ulteriore riposo dopo il dégorgement, devo dire di averlo trovato, e ho il conforto della mia Lei, equilibrato, ben fatto e ricco di charme. Senza essere spudoratamente charmeur.

Il colore io l’ho già definito e la Maison lo definisce in maniera suggestiva “la couleur des roses d’Antan à des reflets légèrement saumonés“, il perlage è sottilissimo, fluente e a “nuvolette” e il bouquet delicato, dove le note di piccoli frutti rossi di bosco, soprattutto ribes più che lampone o fragola sono presenti, ma dove si colgono con altrettanta evidenza note di pesca bianca, di mela, di melograno e un tocco di crema pasticcera.

L’attacco in bocca è moderatamente secco, direi piuttosto cremoso, suadente, morbido, leggermente burroso, con uno sviluppo più verticale che largo, anche se al vino non fanno certo difetto spalla, struttura salda e bella persistenza, ed il Rosé, perfetto come aperitivo, si fa apprezzare per la sua eleganza, la bolla croccante, la piacevolezza d’insieme.

Quanto agli abbinamenti, la Maison suggerisce un carpaccio di bue, una tartare di salmone, del gaspacho o del jambon de Bayonne. Oppure, ma mi sembra che la struttura non regga, uno squisito gigot d’agneau al latte con cottura rosata.

La mia Lei, che ha folgorazioni con le quali concordo sempre – e non solo perché ne sono innamorato – concorda, ma propone anche mariage con pesce di mare non salsato, gamberetti in insalata, gamberoni e scampi alla griglia.

Insomma, stappatelo questo Rosé e fateci sapere…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

 

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