Puglia e spumanti: il punto di vista dell’Assessore Fabrizio Nardoni

FabrizioNardoni

A seguito del mio articolo di qualche giorno fa intitolato Ma la Puglia ha davvero bisogno di produrre spumanti? ricevo dall’Assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni questa precisazione che pubblico con grande piacere, convinto che parlandosi, confrontandosi con civiltà, si potrà sempre trovare un punto di incontro e la possibilità di dialogare serenamente. Nell’interesse, istituzionale e umano nel caso dell’Assessore e professionale da parte mia, che da oltre vent’anni mi occupo dell’amata (senza virgolette, lo è davvero) Puglia e dei suoi vini, della loro conoscenza e promozione. Ai quali penso di aver offerto un contributo che è davvero difficile negare e che tanti produttori, ormai diventati amici, mi riconoscono…

Ringrazio l’Assessore per il suo intervento e al piacere di nuovamente incontrarlo presto nella sua terra, auguro buona lettura.

Carissimo Ziliani, leggo sempre con molto piacere gli articoli riportati dal suo blog e dei suoi sentimenti verso l'”amata” Puglia.

Per tale ragione, malgrado un piccolo ritardo dettato più altro da una serie di emergenze che siamo costretti ad affrontare di recente (vedi emergenza Xylella in Salento) ho il piacere di replicare al suo rispettosissimo articolo sul Bando spumantizzazione in Puglia dello scorso 2 ottobre dal titolo “Ma La Puglia ha davvero bisogno di produrre “spumanti”?

La Puglia vitivinicola da sempre è stata caratterizzata, grazie alla sua orografia e al microclima delle differenti aree viticole, dalla presenza di un enorme patrimonio varietale che nei secoli si è naturalmente adattato alla nostra terra. Una terra che, grazie anche alla sapienza e alla maestria dei nostri viticoltori ed enologi, riesce ad offrire vini strutturati, dalle complesse note aromatiche e da differenti caratteristiche qualitative.

In sintesi la mia Terra è un incubatore di qualità per tutte le varietà attualmente ammesse alla coltivazione per i diversi bacini viticoli pugliesi.

Puglia-regionevini

Il lavoro svolto sino ad ora dai viticoltori, dai tecnici e dalle istituzioni hanno portato certamente ad identificare la Puglia come la Terra del Primitivo, del Negroamaro, dell’Uva di Troia. Accanto a questi tre vitigni principali, che caratterizzano i tre diversi bacini viticoli pugliesi (Capitanata, Murgia Centrale, Arco Jonico –  Salentino) vi sono molte varietà autoctone e non, che rafforzano il primato di una delle più importanti regioni viticole italiane.

Ogni anno i nostri vini si affermano sempre più sui mercati nazionali ed esteri ed, insieme con il  prodotto enoico, si impongo all’attenzione di un pubblico sempre più vasto i saperi, la storia e le tradizioni socio – enogastronomiche di  una meravigliosa ed inimitabile regione viticola.

Ebbene la Puglia, oggi, può proporsi anche come produttrice di spumanti e di vini frizzanti. Regione poliedrica, per la caratteristiche pedoclimatiche e per le specialità varietali che coltiva, nel prossimo futuro potrà vantare anche la produzione di vini con le bollicine dai piacevolissimi profili aromatici complessi  e dal sapore equilibrato. Vitigni come Bombino bianco, il Bombino nero, il Negroamaro, la Verdeca, sono senz’altro adatti ad essere impiegati  per la produzione di spumanti di qualità con caratteristiche peculiari proprie, senza, quindi, tentare di “imitare” i pregevoli prodotti che caratterizzano altre importanti zone viticole italiane.

capasoni

Certo la Puglia non ha una tradizione spumantistica come è riscontrabile in altre regioni italiane ma questo non vuol dire che non abbia le potenzialità, le tipologie varietali,  la capacita produttiva e le competenze tecniche per provare a competere anche in un settore enoico che potrebbe rivelarsi foriero di lusinghieri successi. Se è d’obbligo il condizionale per l’evoluzione di uno scenario ancora in fase embrionale, è inconfutabile però il fatto che l’esperienza più che positiva realizzata in Capitanata – come peraltro sottolineato da Ziliani – costituisce un precedente storico affermato e assai incoraggiante.

Daraprì
Né è poi possibile ignorare che una della più significative specialità enoiche della Puglia è la vinificazione in rosato – è ancora Ziliani a evidenziarne l’eccellenza delle produzioni –, rosato che si presta molto bene anche alla spumantizzazione.

Un progetto regionale ambizioso è quello di valorizzare ulteriormente la produzione dei vini rosati pugliesi incrementando certamente la tipologia “bollicine” che incontra il convincente favore del pubblico nazionale e internazionale.

La crescente richiesta di spumante da parte del mercato, inoltre, ha consigliato molti produttori pugliesi – ma anche di altre regioni d’Italia – a inserire nelle proprie offerta al pubblico questa tipologia di vino. Non essendoci, attualmente, sufficienti impianti di spumantizzazione in Puglia, i nostri produttori, quindi, sono costretti a rivolgersi altrove sopportandone conseguentemente i costi.  Perché, dunque, non provare a dotare le nostre cantine di strutture tecnologicamente avanzate per la produzione di spumanti ?

Puglia

Bisogna puntare sulla caratterizzazione della nostra viti-enologia, sul sistema di interazione vitigno – territorio e sull’esaltazione delle peculiarità che ogni varietà è capace di esprimere in campo ed in cantina, puntando principalmente sui vitigni autoctoni pugliesi.

In un nuovo contesto normativo che non consente più ai nostri produttori di uve ad Indicazione di Origine Protetta di poter effettuare la presa di spuma fuori dal territorio delimitato dal proprio disciplinare di produzione, con la pubblicazione del bando pubblico per la realizzazione di impianti di spumantizzazione e frizzantatura, abbiamo voluto offrire alle nostre cantine la possibilità di valorizzare e di diversificare le produzioni per rendere ancora più competitiva ed unica la produzione enoica pugliese.

La ringrazio comunque per l’attenzione da sempre riservata alle produzioni di eccellenza della nostra regione e come al solito la invito a tornare in Puglia e a brindare perché no al frizzante comparto vitivinicolo di questa terra con un buon bicchiere di spumante!

Cordialmente

Fabrizio Nardoni

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

 

 

 

 

 

 

11 commenti

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11 commenti

  1. Michele

    ottobre 9, 2014 alle 3:38 pm

    complimenti Ziliani. L’intervento, pacato e non certo contro di lei, dell’Assessore Nardoni mi sembra un giusto riconoscimento al tenace lavoro a favore della Puglia e dei suoi vini che lei conduce da tempo. Un lavoro libero, non al servizio di nessuno, che può averle anche creato dei problemi, ma che resta documentato da centinaia di articolo sui vini pugliesi, da partecipazioni a manifestazioni a favore dei vini pugliesi, e a tante iniziative che l’hanno vista in prima linea. Bravo!

  2. Paolo

    ottobre 9, 2014 alle 3:40 pm

    una cosa appare chiara dalle parole dell’Assessore all’agricoltura della Regione Puglia Nardoni, le sue parole pesano, tanto da muovere un Assessore a risponderle, e che lei viene considerato una risorsa e una minaccia per fare conoscere meglio i vini pugliesi.
    Cosa di cui, seguendola da anni, non avevo mai avuto dubbio

    • redazione

      ottobre 9, 2014 alle 3:49 pm

      Ringrazio Paolo e Michele per le loro gentili parole. Io non ho fatto niente di speciale, ho solo espresso, come ho sempre fatto, le mie opinioni su una materia, i vini di Puglia, su cui penso di poter dire la mia e che conosco bene. Se poi qualcuno si é fatto strane idee, si é spaventato della propria ombra, o voleva essere più realista del re, mi spiace per quel qualcuno, sono problemi suoi, non miei. Io non sarò mai un funzionario, e anche collaborando, come talvolta ho fatto, e ne sono fiero, ad iniziative che intendeva fare conoscere i vini pugliesi (Jancis Robinson, una delle più note e importanti giornaliste del vino al mondo, in Puglia, ed era la prima volta che ci veniva, ce l’ho portata io, come numerosi altri importanti giornalisti e importatori), sono sempre rimasto quello che sarà sempre: un giornalista indipendente che dice quello che pensa. E non può rinunciare a farlo. Ad altri, se fa loro piacere, stare accucciati per timore di turbare il politico di turno. Frequento poco i politici, ma credo che preferiscano le persone franche, quelle che parlano chiaramente e si mettono in gioco, ai timorosi che danno sempre ragione per paura…

  3. Michele (un altro)

    ottobre 9, 2014 alle 4:17 pm

    Il punto è secondo me un altro: è mai possibile che si debbano dare i soldi estorti agli individui a qualcuno per finanziare un impianto di spumantizzazione? Se i produttori pugliesi (come di qualsiasi altro posto) credono di poter produrre e vendere spumanti lo facciano, si finanzino, ma non coi miei soldi. Poi i consumatori vedranno se comprarli o meno..

    • redazione

      ottobre 9, 2014 alle 11:27 pm

      Lei fa affermazioni arrischiate e campate in aria: credo si tratti di contributi di provenienza CEE e non “estorti” a nessuno

      • Michele (un altro)

        ottobre 10, 2014 alle 12:07 am

        mi scusi, senza voler per forza fare polemica, ma i soldi della CE da dove arrivano? Mi pare dalle tasche dei cittadini europei, no? In proporzione anche da me e lei mi pare, addirittura provengono dalle tasche di rubicondi scandinavi bevitori di birra, interessatissimi immagino allo sviluppo degli spumanti pugliesi.
        Per quanto riguarda le affermazioni arrischiate la mia convinzione è quella: le tasse sono estorsione ma se non accetta il termine questa in fondo è casa sua e sono io che sono venuto ad esprimere un’opinione senza essere interpellato, se la infastidisce mi scuso.

        • Paolo

          ottobre 11, 2014 alle 1:11 pm

          Non esiste più la CEE né la CE da un bel pezzo. Da 5 anni esiste solo la UE.

          • redazione

            ottobre 11, 2014 alle 1:44 pm

            Ha ragione ma come diciamo noi in Lombardia “l’è’ istess”. Nothing change only the name id the same thingv

  4. fabry

    ottobre 9, 2014 alle 5:05 pm

    Concordo con Michele…un altro

  5. g. fago golfarelli

    ottobre 15, 2014 alle 7:27 pm

    La modesta Puglia fa passi da leone, all’insegna degli Svevi di Federico. Quale assessore “nordico” si prende cura e briga di rispondere al collega Ziliani? Direi nessuno, dato che nessun politico addetto e autoctono si interessa più di tanto al microcosmo che è la viticoltura e la commercializzazione della sua Regione e delle consorelle. E’ appurato che bollicine “nuove”, rosati di classe e voglia di competere danno solo fastidio alle piccole microeconomie che sopravvivono a sè stesse parlando ancora e sempre di territorio, unicità, qualità e …superlatività dei propri vitigni.
    Sono quelli che a Verona, come nelle illustri Guide, cercano quel po’ di ossigeno che – anche causa dei nuovi tempi – viene gradatamente a mancare a chi gradatamente esce di mercato.

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