Trento Doc Ferrari Perlé 2008

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


FerrariPerlé

Ebbene sì, ci sono rimasto male, in verità più per il produttore che per me, quando alla fine della mia degustazione (alla cieca) di 61 Trento Doc che ho fatto a Trento lunedì 22 settembre, una volta scoperte le bottiglie ho saputo che dell’azionista di maggioranza della denominazione, ovvero le Cantine Ferrari di Trento, quelle che sull’insegna che si scorge passandole loro davanti in autostrada riportano ancora la dizione “spumante”, avevo degustato un unico campione, il Blanc de Blanc Perlé. E che le altre cuvée, Giulio Ferrari, Riserva Lunelli, Perlé nero, Perlé Rosé (di cui ricordo un magnum di 1997 degustato in cantina un paio d’anni orsono da andare fuori di testa) erano rimaste in cantina.

Questo perché i simpatici cugini, non ho difficoltà ad immaginare quale tra loro abbia mostrato il pollice verso, avevano deciso di non presentarle alla mia degustazione, come invece fanno solitamente con le varie guide.

E dire che mi ero raccomandato, con il cugino Lunelli enologo, quello che conosco meglio, che Ferrari fosse presente con i suoi vini all’assaggio, pensando si fosse ricomposto lo “strappo” che era si era prodotto, con uno scambio di mail al fulmicotone tra il cugino enologo ed il sottoscritto, dopo che lo scorso anno avevo scritto – qui – che il Perlé 2006 stranamente non mi era piaciuto proprio.

Evidentemente, visto che non ho mai ricevuto notizia stampa del Giulio Ferrari Collezione, lo strappo e un certo quale fastidio dei giovani rampolli Lunelli (i rapporti con Mauro, padre di due dei cugini, e con gli altri fratelli senior sono sempre stati ottimi) continuava a sussistere nei miei confronti.

SpumanteFerrariTrentoDoc

Forse perché a differenza della stampa sempre plaudente e prona, qualsiasi cosa la Ferrari Lunelli faccia e dica, (il servilismo della stampa nei confronti dei ricchi e potenti mi fa sempre più venire il voltastomaco…), io, oltre a scrivere che il Perlé 2006 non mi era proprio piaciuto, avevo avuto l’ardire di criticare apertamente, come potete leggere qui e poi ancora qui, e di esprimere le mie perplessità sulla recente operazione, finanziaria prima ancora che enoica, consistente nel rilevare il 50% delle quote di una delle aziende simbolo del Prosecco superiore Docg, Bisol.

E con ogni probabilità, per dare un segno, se mi è concesso un po’ infantile prima ancora che padronale, della loro irritazione (eufemismo) i cugini Lunelli ed in particolare quello che oggi è al vertice hanno pensato bene di snobbare la mia degustazione ed esserci, ma solo con un vino.

Cosa che non hanno fatto, e li ringrazio, aziende come Letrari, Abate Nero, Pisoni, Revì, Cavit, persino Cesarini Sforza, al cui direttore non sono certo simpatico, che hanno inviato diversi campioni della loro gamma.

Registrato questo incidente di percorso – del resto sono cose che si devono mettere in preventivo quando si fa del giornalismo indipendente e si dice quello che si pensa anche nei confronti dei potenti, senza impecorirsi fantozzianamente come fanno molti – voglio ora parlarvi del Trento Doc Perlé 2008, Chardonnay in purezza, da vigneti di proprietà della famiglia Lunelli posti in alta collina, nelle zone più vocate, da 300 a 700 metri di altezza ed esposti a Sud-est e Sud-ovest, minimo 5 anni di affinamento sui lieviti (la sboccatura dichiarata era 2014).

Marcello_Camilla_Matteo_e_Alessandro_Lunelli

In sintesi direi che ho trovato in questa edizione 2008 tutti i pregi che ho sempre trovato (il vino lo conosco bene) nelle precedenti annate (2006 escluso) equilibrio, finezza, piacevolezza. Quel carattere inconfondibile da Chardonnay trentino di classe, tanta freschezza, armonia, eleganza, che costituisce uno dei segni distintivi di casa Ferrari.

Bello il colore, un paglierino brillante e luminoso, fine il perlage, che mi sarebbe piaciuto testare nel fantastico nuovo calice made in Trentino, e un bel naso secco, deciso, assertivo, di nitida definizione, con frutta secca, erbe di montagna, agrumi, un tocco di mela candita in evidenza. E bene la bocca, ricca, ben asciutta, decisa con un’ammirevole secchezza non da Brut, e un carattere da riserva, con continuità, energia, bolla ben croccante e persistenza lunga e salata molto piacevole.

Vogliamo scommettere che questa volta i giovani cugini Lunelli non se la prenderanno più di tanto per questo post?

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

25 commenti

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25 commenti

  1. Roberto

    ottobre 1, 2014 alle 11:45 am

    ho letto il suo post sul Trento Doc Perlé 2008 di Ferrari.
    Le chiedo se fosse necessario raccontare i dettagli dei suoi contrastati rapporti con l’azienda o se non bastasse invece limitarsi a parlare del vino, visto che le è piaciuto tanto.

    • redazione

      ottobre 1, 2014 alle 11:56 am

      rispondo sia a Roberto che Carla. Uno trova eccessivo quanto ho scritto, l’altra invece approva lo stile “cattivo il giusto” utilizzato. Con questo non voglio dire che abbia ragione Carla e torto Roberto. Certo, il pezzo poteva limitarsi a descrivere il Perlé, ma trattandosi di un’azienda importante, anzi simbolo del Trento Doc, come Ferrari, credo fosse giusto raccontare anche il “contorno”, ovvero il fatto che non per mia scelta, ma dei cugini Lunelli e credo di uno in particolare, non ho potuto degustare, come accadeva gli altri anni, anche le altre cuvée più importanti.
      Non la chiamo “ritorsione”, perché la parola é grossa e più adatta a ben altri contesti, ma ne ha tutto l’aspetto

  2. Carla

    ottobre 1, 2014 alle 11:46 am

    divertente il suo articolo di oggi sul Trento Doc Perlé Ferrari.
    E’ questo lo Ziliani che mi piace di più: graffiante, corrosivo, cattivo il giusto.
    Non vorrei trovarmi nei panni di un produttore che si comporta in modo sbagliato con lei, visto che non perdona e non gliela manda a dire…

  3. Giovanni

    ottobre 1, 2014 alle 12:24 pm

    boh, ok sottolineare il concetto di giornalista indipendente, ma a farlo come una “checca isterica” ci si perde e tanto, in immagine

    • redazione

      ottobre 1, 2014 alle 12:31 pm

      Giovanni, intanto “checca isterica” se lo tenga per lei e per chi vuole. Non sono né uno né l’altro. Quanto a lei, abbia il coraggio di non trincerarsi dietro ad un nick name ed un indirizzo e-mail falso. Qui, non siamo in Trentino, può esprimersi liberamente senza che la venga a cercare o la insulti… Chiaro il concetto?

  4. fabry

    ottobre 1, 2014 alle 4:17 pm

    Ziliani non la conosco, seguo solo il suo blog, ma credo che gli attriti arrivino dal suo articolo dove criticava le strategie dell’azienda in termini di acquisizioni.

    • redazione

      ottobre 1, 2014 alle 6:14 pm

      errore. Cronologicamente gli attriti sono iniziati lo scorso anno quando ho pubblicato un articolo non positivo (come i tanti altri dedicati ai Trento Doc Ferrari) sul Perlé 2006. Fede ne fanno una serie di mail diciamo “bollenti” e scarsamente rispettose della mia professionalità, che ricevetti dall’azienda.
      Evidentemente, essendo dei primi della classe, sono abituati ad essere trattati come tali e vogliono essere sempre e comunque riveriti. Con me cascano proprio male. E dire che mi conoscono bene…

  5. fabry

    ottobre 1, 2014 alle 7:32 pm

    Permalosetti allora

    • redazione

      ottobre 2, 2014 alle 10:41 am

      sembrerebbe. Basterebbe che uno di loro intervenisse qui per spiegare la posizione assunta nei miei confronti. Invece silenzio. Un silenzio di tomba che evoca altre latitudini

  6. guggenheim

    ottobre 2, 2014 alle 9:42 am

    Ziliani, suvvia, puo’ sempre acquistarli per provarli.

    • redazione

      ottobre 2, 2014 alle 9:50 am

      sicuramente, ma allora gli altri produttori che hanno partecipato alla degustazione e fornito senza batter ciglio i vini, con grande disponibilità, cosa sono, fessi? No, sono persone che rispettano il mio lavoro e stanno al gioco. Cosa che evidentemente nella potente cantina di Ravina di Trento non sono abituati a fare.

      • guggenheim

        ottobre 2, 2014 alle 12:00 pm

        No non sono fessi, apprezzano il suo lavoro e sperano in una buona “prestazione” di marketing o marketting.
        Ovviamente sugar free.

        Con simpatia
        Gugge

  7. Andrea

    ottobre 3, 2014 alle 3:47 pm

    Il Ferrari Perle’ 2007 e’ Campione del Mondo.
    Conquista il titolo di miglior bollicina italiana e migliore bollicina al mondo, champagne esclusa.
    Sig. Ziliani, da giornalista INDIPENDENTE, come usa definirsi, cosa ne pensa di questo riconoscimento?
    Visto Cher in questo articolo parla solo del Ferrari perle’ 2006 e del 2008 saltando questa annata (2007).
    Pensa che tale riconoscimento ,da prendere con le pinze e con le dovute cautele , non era degno di essere menzionato e commentato nel suo blog?

    • redazione

      ottobre 3, 2014 alle 11:03 pm

      di tale riconoscimento apprendo solo dal suo commento, e anche dopo averlo appreso penso che non cambino i termini della questione.7
      Lo scorso anno mi é stato dato di degustare il Perlé 2006, non mi ha convinto e ne ho scritto. Quest’anno i Lunelli hanno deciso di farmi degustare il Perlé 2008, mi é piaciuto e ne ho scritto molto bene, assegnando quasi il punteggio massimo. Il Perlé 2007 non ho avuto modo di assaggiarlo e con ogni probabilità mi sono perso qualcosa di speciale, visto che, come mi dice con una retorica degna di un dipendente Ferrari, é “Campione del mondo”. E di che, se é lecito saperlo?
      Quanto alla mia indipendenza, ironizzi pure, ma é tale, come dimostra il mio atteggiamento di fronte ai potenti azionisti del Trento Doc, ora anche prosecchisti Docg.

  8. Andrea

    ottobre 4, 2014 alle 10:14 pm

    Sono firmate Ferrari le migliori bollicine al mondo, Champagne a parte.
    Il Trentodoc Ferrari Perlé 2007 è stato infatti incoronato “World Champion Sparkling Wine Outside of Champagne” nella prima edizione del “Champagne & Sparkling Wine World Championships”, concorso internazionale dedicato esclusivamente alle bollicine.

    Lanciata dall’inglese Tom Stevenson, un’autorità mondiale del settore, la competizione ha visto la partecipazione di 650 etichette di 16 paesi. Oltre a questo alloro, che lo consacra tra le migliori etichette del mondo, il Ferrari Perlé 2007 s’è imposto anche come prima bollicina italiana e primo Trentodoc.

    • redazione

      ottobre 4, 2014 alle 11:36 pm

      Andrea, sono andato a rileggermi i suoi commenti e ho notato la strana coincidenza che lei puntualmente interviene quando io scrivo delle Cantine Ferrari di Trento. Non so se sia già un dipendente/collaboratore, ma in ogni caso mi premurerò di segnalare il suo nome ai cugini Lunelli, perché come “velinaro” – il suo ultimo intervento difatti non é un commento, ma una velina aziendale – lei sarebbe perfetto. La ringrazio nuovamente per questa informazione “di servizio”, che non c’entra un tubo con quanto ho scritto e non cambia di una sola virgola i termini della questione, ovvero il fatto che alla mia degustazione, organizzatami dall’Istituto Trento Doc, gli azionisti di maggioranza della denominazione trentina, ora anche prosecchisti (50% di Bisol) hanno ritenuto di inviare un solo vino e non le cuvée più importanti.
      Poi sono veramente singolari: avevano un vino “bomba”, anzi, come dice lei con rara prosopopea “le migliori bollicine del mondo, Champagne a parte”, e alla mia degustazione invece di inviare il fenomenale Perlé 2007 hanno mandato il 2008. Che io ho trovato molto buono. Magari, strano come sono, avrei trovato meno buono il 2007…
      Valli a capire questi trentini… Ma dirlo a lei non serve: per lei hanno comunque ragione e non sbagliano mai. A prescindere…

  9. Andrea

    ottobre 5, 2014 alle 1:11 pm

    Questa non è una velina aziendale bensì un articolo del quotidiano la Stampa. Se vuole le Giro anche quello che hanno scritto su Repubblica o l’Ansa…
    Da giornalista indipendente sig Ziliani dovrebbe informarsi di più . Non l’ho decretato io miglior bollicina al mondo ma bensì persone molto più autorevoli di me e lei… Se ha coraggio di ciò che dice… Può mandare tranquillamente il mio contatto ai Lunelli per vedere se mi hanno sul loro libro paga… Dopo che avrà’ accertato questo l’aspetto a Roma per per una BOLLICINA…
    Quando il culo brucia …. La lingua sparla…

    • redazione

      ottobre 5, 2014 alle 1:41 pm

      beh, poteva anche dirlo che non era un parto della sua fervida fantasia. Io mi informo, non si preoccupi, e in passato ricevevo comunicati anche dai cugini trentini, ora non più. Quanto al nostro incontro a Roma (ma non vive a Trento e dintorni?) non ho certo piacere a incontrare una persona che si esprime come lei nel finale del suo intervento. Infine, per quanto riguarda il mio fondo schiena, non si preoccupi, sto bene e non avendo alcun tipo di bruciore non sono indotto a, come lei dice, sparlare…

  10. Andrea

    ottobre 5, 2014 alle 5:49 pm

    Il giornalista professionista, serio e indipendente… Le notizie se le va a cercare, non aspetta che glie le portano a casa!
    Ma forse dimentico che lei per scrivere di una bollicina glie la debbono offrire o regalare… Così per le notizie…
    Ma non si preoccupi sig Ziliani., dato che spesso deficita con le informazioni, se vuole mi offro da farle da “velinaro”

    • redazione

      ottobre 5, 2014 alle 6:02 pm

      signor velinaro, lezioni di deontologia, da lei, che é un illustre Carneade, e da altri non le accetto. Il suo tentativo di mettere in dubbio non la mia immagine, ma la mia realtà, costruita in trent’anni di lavoro, di giornalista “serio e indipendente”, é patetico e si capisce lontano un miglio che é in funzione, lei sia o meno un loro dipendente, di una certa dinastia trentina…
      Lei vuole essere più realista del re e credo che gli stessi cugini provino fastidio per il suo fare eccessivamente servile

  11. Steve

    ottobre 14, 2014 alle 9:28 am

    Un mio pensiero è che le abbiano dato il perlè per stare nella fascia di prezzo degl altri produttori.poi i concorsi sono relativi , in Italia ci sono tantissimi produttori di metodo classico piccoli che producono dei vini di altissima qualità ma non possono partecipare a certi concorsi perché troppo costosi!

    • redazione

      ottobre 14, 2014 alle 9:33 am

      il mio non era un concorso e partecipare non costava niente: bastava mandare i campioni

  12. Steve

    ottobre 14, 2014 alle 10:04 am

    Infatti hanno ritenuto giusto mandarti quello anche per la fascia di prezzo ! Quello intendo.

  13. Steve

    ottobre 14, 2014 alle 10:07 am

    Lo so che il tuo non era un concorso infatti alludevo ai concorsi in generale e ai vari premi ricevuti dai vini.

  14. Bortolhouse

    ottobre 14, 2014 alle 11:41 pm

    perlè 2006 per me fantastico e pronto da bere. sto ritirando cartoni su cartoni. il 2007 ancora un pelo giovane anche se annata strepitosa. 2008 da provare.

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