Franciacorta Blanc de Noir Nature Riserva 2007 Monzio Compagnoni

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
10


NatureBlancdeNoir2007

Do you believe in coup de foudre? Io ci credo sia nella vita, dove un incontro, ne sono persuaso, può sconvolgere tutto e delineare un percorso diverso del tuo essere, ma anche in quello strano lavoro di cronista e assaggiatore di vini che è il mio.

Io di questo Franciacorta Blanc de Noir Nature Riserva 2007 di Monzio Compagnoni mi sono “innamorato” all’impronta, anche se il suo autore, Marcello Monzio Compagnoni, non è proprio George Clooney ed io continuo a preferire, sarò un vecchio reazionario, “i fimmine”. Innamoramento issin dal primo incontro, avvenuto in quel di Torbiato d’Iseo, nel corso della festosa occasione dell’Aspettando il Festival, organizzato da Vittorio Fusari e consorte alla Dispensa Pani & Vini lo scorso 19 settembre.

L’atmosfera, come ho detto, era festosa, con 30 produttori franciacortini a presentare alle tante, tantissime intervenute, un loro vino e tale, c’era anche un complessino rock-pop di sottofondo, che faceva allegria niente male ma contemporaneamente rompeva i ma…i non poco, e non era certo la situazione ideale per valutare un vino, soprattutto un vino nuovo.

Eppure, anche se prima di quella sosta alla postazione di Marcello avevo già assaggiato (quella sera non c’era modo di “sputare”, nessuno spittoon visibile, è lo spirito della serata era più quello di bere che di assaggiare analiticamente come sono solito fare) diversi ottimi vini, voglio citare in primis il Rosé di Elisabetta Abrami, di cui scriverò presto, il 2008 Brut di Lorenzo Gatti, una riserva 2007 di Colline della Stella, l’Electo 2006 di Majolini, ecc. ecc. quando ho cominciato a vedere dapprima la raffinata etichetta, e l’elegante packaging, quindi il vino nel bicchiere, il calice Franciacorta d’ordinanza, a scrutarne, luci dei faretti permettendo, il colore, la finezza del perlage, ho cominciato a pensare di trovarmi a qualcosa di serio. Poi l’ho assaggiato e bum, coup de foudre.

Naturalmente trovandomi in un luogo popolato di gente festante e dovendomi districare tra persone, tanti amici che non vedevo da tempo, con tanto di bicchiere e di piattini di plastica in mano (dimenticavo: all’Anteprima si poteva anche mangiare e piuttosto bene) non ho pensato certo di azzardarmi a prendere appunti in quell’allegro baillamme. E ho chiesto a Marcello di poter assaggiare il vino a modo mio.

Cosa che è stata possibile in pochi giorni, grazie alla sua disponibilità, e che ho fatto con la preziosa collaborazione della mia Lei, che è tornata a corredare con le sue le mie impressioni di degustazione.

Ma prima di raccontarvi il vino, che è quanto di più complicato si possa azzardare nell’universo del metodo classico, un Pinot nero in purezza, anzi, un Blanc de Noir Nature (meno di tre grammi di zucchero) con permanenza sui lieviti di mesi 60 (five years, please note), con un cinque per cento del vino passato in barrique, due parole sull’azienda.

Monzio Compagnoni comincia la propria avventura enoica, nel lontano 1987, come produttore di vino nella bergamasca, Valcalepio e altro prodotti nella bella cantina, da lui progettata (è un architetto mancato per poco) a Cenate Sotto.

Pur con tutto il rispetto per i vini orobici, che io, residente nella bergamasca, non frequento molto, nel 1995 Marcello intuisce che se voleva fare davvero grande qualità e farsi conoscere meglio doveva per forza passare al di là dell’Oglio e guardare in quella Franciacorta che stava pian piano diventando “the big thing” che oggi conosciamo. Fortuna e capacità lo portano a rilevare uno dei nomi storici della vitivinicoltura in Franciacorta, la Barone Monti della Corte in frazione Nigoline di Corte Franca. La cantina non è granché e la si mette a posto quanto basta per ospitare le uve che daranno vita alla vendemmia d’esordio in Franciacorta, quella del 1995, e alcune altre vendemmie ma nel 2001 si rende necessario un altro passo impegnativo, l’acquisto di una casa colonica nel comune di Adro.

Una cascina, dotata di un ettaro di terreno, posta all’interno delle proprietà dei Signori De Marchant et d’Ansembourg, eredi Monti della Corte, “dove sono situati i nostri vigneti in conduzione diretta. Qui, dopo un’attenta ristrutturazione della struttura edilizia, l’ampliamento e il reimpianto dei vigneti è sorta la nuova sede produttiva.
Nel frattempo l’attuale capacità della cantina, pari a 2300 ettolitri in acciaio inox ed a 100 barriques francesi da 225 litri, ci permette di lavorare le circa 200.000 bottiglie annue totali complessive delle due denominazioni”.

E a completare il puzzle, da qualche anno consulente delle due aziende, quella franciacortina e quella nella bergamasca, è nientemeno che il bravissimo Donato Lanati con il suo wunder team.

Blancdenoir2007

Perché questo Franciacorta Blanc de Noir Nature Riserva 2007 mi è così tanto piaciuto da rappresentare un colpo di fulmine enoico? Per la sua incantevole armonia, la sua delicatezza, una piacevolezza e facilità di lettura, nonostante si tratti di un Pinot nero 100%, straordinarie, sia che lo si provi da solo, sia che lo si porti a tavola abbinandolo a piatti a base di pesce, oppure a carni bianche, salmone, magari un bel salmerino o un luccio di lago.

Splendido il colore, occhio di pernice, oro ramato, splendente e luminoso nel bicchiere, perlage molto sottile e continuo e soprattutto un naso di una finezza e di una complessità davvero rari, con percezioni di nocciola e mandorle fresche, di noce e cioccolato bianco, accenni di agrumi (mandarino soprattutto), glicine e sullo sfondo lampone e ribes, in una cornice ben sapida di grande freschezza che annuncia un vino di grande struttura.

L’attacco in bocca è vivo, ben secco, nervoso, ma ampio e carnoso, di salda struttura, ed il vino si dispone con grande delicatezza sul palato, quasi accarezzandolo, e la persistenza è lunga e salata, anche grazie ad una splendida acidità, che dà energia, mordente, dinamismo al vino.

Una perfetta sintesi di pienezza e delicatezza per il miglior Blanc de Noir oggi in circolazione in Franciacorta. Chapeau!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

4 commenti

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4 commenti

  1. davidao

    ottobre 1, 2014 alle 6:05 pm

    Uh che bella notizia, ne avevo comprata giusto una bottiglia di prova, seppur con diffidenza. Il problema è che adesso lo aprirò solo per un’occasione specialissima e è davvero così buono.

    • redazione

      ottobre 1, 2014 alle 6:12 pm

      errore, lo apra, se lo gusti senza attendere occasioni speciali. E’ un vino confidenziale, che invita a dargli del tu ed entrare in dialogo con lui, non mette soggezione. E non vuole essere messo sugli altari, per le speciali occasioni… 🙂

  2. davidao

    ottobre 1, 2014 alle 7:06 pm

    ottimo, seguirò il consiglio “assolutorio” 🙂

  3. Mario Gagliardi

    ottobre 1, 2014 alle 8:46 pm

    Gentile Franco , buonasera . Pienamente d’accordo sulla qualità di questo Franciacorta. Una vera perla enoica .

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