Altri Franciacorta a prezzi stracciati: ma la vogliamo finire?

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Un altro lettore – i lettori sono la forza di questo blog, contribuiscono a mantenerlo vivo con i loro commenti, le segnalazioni, gli interventi – mi ha mandato altre fotografie che documentano in maniera chiara e incontrovertibile l’esistenza e un mercato non tanto sotterraneo, ma purtroppo emerso alla luce del sole di “Franciacorta” (s)venduti a prezzi ridicoli.

A me che a mo e difendo la Franciacorta, anche se franciacortino non sono, tutto questo fa tremendamente girare le scatole.

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Vorrei capire, vorrei saperne di più, vorrei che qualcuno mi spiegasse il perché di tutto ciò. E vorrei che questo sconcio, che tale é, avesse rapidamente ad aver fine, e che qualcuno, se ha potere di farlo, intervenisse. Perché questi Franciacorta a prezzi da Prosecco sono ridicoli e nuocciono all’immagine della zona vinicola bresciana in maniera incredibile.

Spero che di questa evidenza tutti i produttori siano consapevoli e si facciano parte diligente, una volta tanto dimenticando le preoccupazioni e le fatiche delle proprie singole cantine, i personali problemi, per porre fine ad un qualcosa che li danneggia tutti.
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21 commenti

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21 commenti

  1. Alessandro

    settembre 26, 2014 alle 3:05 pm

    Io credo che prima o poi questi prezzi (5/6/7 €) per i Franciacorta (parlo del basso di gamma, ovvio che poi ci saranno sempre bottiglie da 50 e passa €) diverranno normali e non costituiranno piu’ motivo di indignazione. Perche’? Semplice. Il mercato estero è ormai invaso di Cava spagnoli (sempre metodo classico eh!!) , venduti a quel prezzo. Prima o poi arriveranno anche in Italia (personalmente sono sorpreso da questo ritardo). E il Franciacorta si troverà schiacciato tra il prezzo dello Champagne di bassa gamma e quello di questi vini spagnoli. Nell’impossibilità di competere (quantomeno come immagine, non discuto sulla qualità) con i francesi, dovrà necessariamente confrontarsi con gli spagnoli. Lo stare in mezzo al guado, a mio avviso non paga. Il Franciacorta, a mio avviso , non ha in Italia (per non parlare dell’estero) una immagine sufficiente per potere tenere NECESSARIAMENTE alti i prezzi.

    Ultima riflessione: ma se gli spagnoli riescono a guadagnare, vendendo bottiglie a questi prezzi, perché non dobbiamo riuscirci noi? I costi di produzione del Cava non credo siano molto differenti da quelli del Franciacorta, sbaglio?

  2. zakk

    settembre 26, 2014 alle 7:42 pm

    Ziliani, è evidente che ci sono ancora in giro bottiglie di un noto fallimento, le voci che si sentono parlano di 200000 bottiglie, mica fondi di cantina. Per cui siccome è tutto regolare si metta pure il cuore in pace, finchè non saranno esaurite si troveranno in giro questi prezzi.

  3. Luca

    settembre 27, 2014 alle 12:32 am

    Noto con interesse che il sig. Zakk nonostante affermi di non avere interessi economici nel mondo del vino è molto informato a riguardo… Ziliani d’ora in poi lo tratti con riguardo che il signore potrebbbe curare una rubrica economica sul suo blog… Sempre che non si tratti di pettegolezzi come in altre occasioni.

  4. Luca

    settembre 27, 2014 alle 1:15 am

    Approfitto dell’ennesimo articolo sulla questione per lanciare una provocazione (che poi provocazione non è). Forse 5€ a bottiglia non è il prezzo appropriato per un Franciacorta, ma da consumatore direi che non lo sono nemmeno i prezzi che siamo abituati a vedere. La si pensi come si vuole ma 25€ per una Cuvée Prestige CDB o Cuvée Alma BV per me sono prezzi fuori da ogni logica se non quella del marketing (ma ci sarebbero moltissimi altri esempi). Quello che davvero non capisco è come riescano a rimanere sul mercato con quei prezzi che per forza di cose portano la Franciacorta a competere con la Champagne.
    Tra l’altro leggendo i commenti di questo e alti blog e confrontadomi con amici che hanno un minimo di passione per il vino, pare che il mio pensiero sia abbastanza condiviso. E per quanto riguarda me e i miei conoscenti abbiamo tutti smesso di acquistare Franciacorta per una semplice questione di prezzi eccessivi in rapporto alla qualità (partendo dai base arrivando ai top di gamma)
    Condivido appieno il commento di Alessandro e aggiungo: com’è possibile che il prezzo medio dei Trento DOC sia sensibilmente più basso di quello dei Franciacorta (e a mio parere a fronte di una qualità media più elevata)? Ma, cosa ancora più assurda, com’è possibile che sia facile trovare molti Champagne Grand Cru / Premiere Cru di buona qualità a 14-18 € franco cantina mentre ciò è sempre più difficile in Franciacorta?
    Capisco il suo disappunto Ziliani, ma semplicemente tenendo in considerazione i prezzi di mercato di Champagne e Trento DOC, da consumatore non sono portato a spendere più di 10-12€ per un Franciacorta.
    (i prezzi che riporto fanno riferimento ai prodotti “base” per le mie conoscenze da semplice consumatore).
    Azzardo un’ipotesi (che per quel che mi riguarda ho gia verificato): da una degustazione alla cieca di TrentoDOC/Champagne/Franciacorta dello stesso prezzo, penso proprio che quest’ultima ne uscirebbe con le ossa rotte.

    • Franco Ziliani

      settembre 27, 2014 alle 12:34 pm

      Luca, registro il suo punto di vista espresso civilmente e articolato nella spiegazione, ma mi permetto di non essere d’accordo, perché ci sono parecchi Franciacorta buoni per bere i quali non occorre svenarsi. Faccio il caso classico di San Cristoforo, o di Gatti o del Mosnel, ma potrei citare parecchie altre aziende.
      Non concordo sul suo giudizio (ero a Trento lunedì e ho degustato 61 vini) secondo il quale la qualità media dei Trento Doc sia più elevata di quella dei Franciacorta. La mia esperienza (il 3 ottobre andrò in Oltrepò a degustare le loro bollicine) non mi dice questo.
      Lei dice che come consumatore “non sono portato a spendere più di 10-12€ per un Franciacorta”.
      Rispetto il giudizio, e la valutazione da consumatore, ma così facendo rinuncia ad una fascia di Franciacorta – e non mi riferisco a certe cuvée da prezzi stellari, non sempre trascinanti nella qualità come il loro costo presupporrebbe – che collocherei tra i 12 ed i 20 euro, che hanno un valore indiscusso.
      Quanto alla degustazione alla cieca che propone, magari potremmo anche organizzarla, ma non sono affatto persuaso che la Franciacorta, come lei sostiene “ne uscirebbe con le ossa rotte”…
      cordialità

  5. zakk

    settembre 27, 2014 alle 12:19 pm

    Luca, commenti come il suo qui sopra sono già stati fatti su questo blog da molti, me compreso (of course my horse), e solitamente le conseguenze sono due:
    1) ci si sente dire che le zone non sono paragonabili in quanto rappresentano terroir diversi. E quindi quando si ha voglia di un Franciacorta si beve Franciacorta e non Champagne o Trento. Peccato che allo scuro delle cantine siano gli stessi produttori che dichiarino “ormai lo facciamo meglio dei francesi”.
    2) da adesso in poi, avendo lei fatto una simile affermazione probabilmente verrà trattato come vengo trattato io per il solo fatto di aver esposto a chiare lettere un giudizio così devastante per la Franciacorta. Devo ammettere che lei usa termini più forbiti e gentili, ma la sostanza non cambia.

    Per quel che riguarda il suo post precedente si metta il cuore in pace: non ho interessi economici nel mondo del vino, ma essendo un mondo che amo, essendo il vino per me una passione smodata mi interesso a tante cose.
    Non nego di aver collaborato in passato a livello “marketing” con un paio di cantine (inutile chiedere i nomi 😀 ), collaborazioni durate pochi mesi così come succede con aziende di altri settori.

    • Franco Ziliani

      settembre 27, 2014 alle 12:28 pm

      Zakk, a differenza da lei, i commenti di Luca sono stati emessi con un tasso di civiltà spesso assente nelle sue apparizioni su questo blog.
      Quanto ai produttori “sboroni” che affermerebbero che i loro Franciacorta siano ormai meglio degli Champagne, se davvero esistono (io non li ho mai sentiti parlare così altrimenti li avrei tirati su da terra) sono degli stupidi non solo dei presuntuosi. Perché i prodotti e le zone sono diverse e paragonare i prodotti o dire che uno é meglio dell’altro é insensato.
      In Franciacorta ci sono già svariati ottimi vini – le segnalo en passant il nuovo Blanc de Noir 2007 di Monzio Compagnoni di cui scriverò presto: un piccolo capolavoro bevuto non più tardi ieri – ma ci sono ancora tanti vini diciamo non certo trascinanti o carenti di personalità. Ma considerato che la zona ha solo poco più di 50 anni di storia e non secoli, io lascerei i giudizi devastanti e le condanne definitive senza appello ad altra causa…

  6. zakk

    settembre 27, 2014 alle 12:28 pm

    le rispondo a quello che non capisce: i Franciacortini riescono a mantenere certi prezzi perché tutta la zona è nata grazie ad un’abilissima azione di marketing permanente.
    Che poi col passare del tempo si siano inseriti piccoli produttori che di marketing proprio non ne fanno, ma lavorano onestamente non c’entra niente. I numeri del franciacorta sono fatti da 3 grosse aziende: CDB, BV, FB, agli altri restano le briciole.
    Se lei andasse a pranzo a 300 km di distanza da Erbusco in una qualsiasi trattoria di paese guardando la carta vini potrà constatare che mediamente la Franciacorta non esiste nelle carte dei vini ad eccezione dei 3 sopra menzionati. Ma in quel caso il ristoratore non avrà comprato Franciacorta, ma i vini di una delle 3 aziende. Infatti se Cà del Bosco volesse scrivere in etichetta soltanto cuvée Prestige CDB e non Franciacorta DOCG venderebbe lo stesso il suo SPUMANTE dal gusto dolciastro.

    • Franco Ziliani

      settembre 27, 2014 alle 12:41 pm

      Zakk prima di sparare zakkate ci pensi. Lei sostiene che la Franciacorta sarebbe “nata grazie ad un’abilissima azione di marketing permanente.Che poi col passare del tempo si siano inseriti piccoli produttori che di marketing proprio non ne fanno”. Lei dimentica che alle origini della Franciacorta ci sono aziende agricole come Cavalleri, Uberti, Fratelli Berlucchi, Mosnel, che “grosse aziende” non sono proprio.
      P.S. Nelle trattorie di paese solitamente non si trovano non solo i Franciacorta, ma nemmeno Trento Doc o Champagne.
      Quanto alla Cuvée Prestige non ne vado matto e preferisco di gran lunga i Vintage Collection, però aspetterei un attimo prima di liquidare in maniera sprezzante un prodotto che sta incontrando un tale successo: tutti imbecilli quelli che lo scelgono, tutti condizionati dal packaging e dall’abilità di marketing?
      No, trovano un prodotto che incontra il loro gusto, un gusto medio, non da grande esperti e se lo bevono alla faccia mia, sua e di tutti noi che le “bollicine” amiamo tagliarle in tre discutendone.

  7. zakk

    settembre 27, 2014 alle 3:43 pm

    scusi Ziliani, ho confuso la Fratelli Berlucchi con la Guido Berlucchi.

    “tutti imbecilli quelli che lo scelgono, tutti condizionati dal packaging e dall’abilità di marketing?”
    imbecilli no, condizionati dal packaging decisamente si. Negarlo offenderebbe la sua stessa intelligenza Ziliani

    • Franco Ziliani

      settembre 27, 2014 alle 4:22 pm

      confesso che non ho ben capito il finale della sua risposta. E preferisco non capirlo Marco-Zakk… 🙁

  8. Luca

    settembre 27, 2014 alle 4:43 pm

    (Comunicazione di servizio: pare che da tablet non si possa rispondere direttamente ai commenti)
    Si Zakk, sono consapevole che commenti come il mio siano già stati fatti su questo blog. Anche e soprattutto da parte sua. Potrei azzardare che io e lei condividiamo le stesse riserve sulla zona Franciacorta ma che queste non sono condivise da Ziliani. Si tratta semplicemente di gusto personale, o anche solo di professionalità (per me non è così immediato NON paragonare due vini prodotti con stessi vitigni e stesso metodo). Comunque non ho nessun timore di entrare nel “libro nero” di Ziliani, che potrà avere molti difetti ma (a intuito) direi non quello dell’onestà intellettuale.
    Fatta questa premessa, la questione è piuttosto semplice: da consumatore appassionato a parità di prezzo mi aspetterei parità di qualità. È vero Ziliani che il paragone non andrebbe fatto, ma sorge spontaneo : quando spendo X € per uno champagne mi aspetterei che un Franciacorta allo stesso prezzo avesse la stessa qualità (in termini di eleganza, complessità e raffinatezza). Purtroppo ciò, per il mio gusto personale, accade raramente. Prendere atto della “naturale” (vedi alla voce terreno e clima) differenza tra le due realtà a mio avviso implicherebbe anche adeguare i prezzi di conseguenza. Forse i produttori (anche se direi più i “commerciali”) non sono così presuntuosi da paragonarsi alla champagne, ma vendere una bottiglia di Franciacorta allo stesso prezzo di uno champagne non è un po’ un atto di presunzione?

  9. Luca

    settembre 27, 2014 alle 5:03 pm

    “tutti imbecilli quelli che lo scelgono, tutti condizionati dal packaging e dall’abilità di marketing? No, trovano un prodotto che incontra il loro gusto, un gusto medio, non da grande esperti”. Condivido appieno, altrimenti non si giustificherebbero quegli champagne sommersi di liqueur e legno. Poi ovvio Zakk che se di vino non ci capisci una mazza ti fai guidare dal nome o dall’etichetta. PS) Confesso di avere bevuto Dom Perignon, comprato per il nome (e per curiosità) ma di non esserne rimasto entusiasmato (sono l’unico?). Molto buono per carità, ma vale davvero tutti quei soldi?

  10. Stefano

    settembre 27, 2014 alle 8:02 pm

    Questi fantomatici grand e première cru che si nominano spesso a 14-18 € possiamo chiamarli con nome e cognome???…perché io ne ho provati parecchi in quel range ma nemmeno uno che mi sia rimasto impresso…che ho valutato positivamprovato. Ve ne sarei grato forse anch’io sposterei le mie preferenze oltralpe… Fino ad ora su quella fascia di prodotti ” entry level” preferisco giocare in casa

    • bevo_eno

      settembre 28, 2014 alle 9:45 pm

      confermo quanto dice…
      fate i nomi e i prezzi degli champagne in quella fascia perchè io non ne trovo mai in giro… si parte dal 20 in su

      • Luca

        settembre 30, 2014 alle 10:52 am

        Ho già (parzialmente) risposto a entrambi qui sotto.

  11. Luca

    settembre 28, 2014 alle 12:09 pm

    Stefano quei prezzi sono franco-cantina, che io sappia in Italia non si trova molto a quel prezzo (a meno di non essere ammanicato con un importatore). Ti posso fare dei nomi a caso tipo Alain Lallement e Philippe Gonet, ma quelli che più mi piacciono per egoismo li ometto volutamente: preferisco tenere il mio segreto di pulcinella. È come chiedere a un fungaiolo dove va a funghi. In champagne ci vado una volta l’anno col furgone e non immagini le bestemmie quando i produttori dai quali vorrei acquistare mi dicono che non hanno più bottiglie da vendermi e mi tocca ripiegare su altri prodotti.
    Poi i miei consigli conterebbero relativamente: potrei consigliarti dei prodotti che a me piacciono ma che per te sono imbevibili. Non essendo un degustatore professionista ma un semplice appassionato non sono in grado di definire la qualità oggettiva di un vino.

    • Franco Ziliani

      settembre 28, 2014 alle 12:15 pm

      ma lei Luca, usa il criterio di scelta più giusto. Acquistare e bere quello che le piace, la soddisfa, le regala emozioni.
      E chi se ne frega dei consigli, soggettivi, miei, di qualche mio collega o di zakk.
      Torniamo a bere quello che ci piace, che é la strada giusta!

    • bevo_eno

      settembre 30, 2014 alle 11:48 am

      tenga conto che il prezzo di una bottiglia non può essere considerato 15euro se poi ci vuole un viaggio per andare a prenderseli ed un acquisto minimo di 3/4 cartoni,
      detto questo mi son segnato i nomi e la prima volta che andrò in champagne partirò da li…

  12. Andrea C.

    settembre 28, 2014 alle 8:13 pm

    Ancora “scandalo” per i prezzi bassi .
    Mi permetto di ricordare (scolasticamente) che il mercato è il punto di incontro tra domanda ed offerta . Se un vino (come del resto tutti gli altri prodotti) viene proposto ad un determinato prezzo e qualcuno lo acquista significa semplicemente che per qualcuno VALE quel prezzo .
    Indipendentemente che piaccia , non piaccia , sia buono oppure no , abbia un’ immagine blasonata o sputtanata , abbia ottenuto 3 bicchieri o una tazza .
    Per cui produttori e sostenitori di Franciacorta si mettano il cuore in pace , se viene proposto a 1 euro e qualcuno lo compra vuol dire che vale 1 euro , lo stesso dicasi per le bottiglie da 1000 euro .

  13. Zakk

    settembre 30, 2014 alle 1:47 pm

    Sullo scaffale champagne da 14/15 euro è dura trovarli (poi se uno è ammanicato con gli importatori….), ma dai 25 in su non c’è che l’imbarazzo della scelta. A quanto vengono venduti sullo scaffale delle enoteche i vari cuvée prestige di Cà del Bosco, grand cuvée Bellavista, collezione Cavalleri, cabochon, Annamaria Clementi, millesimati vari Franciacortini, i morbidissimi Saten? Non scherziamo, quelli giocano la champions e i nostri manco stanno in serie C.

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