Franciacorta Brut Cuvée Alma Bellavista: un tribicchierato a 8,90 euro

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Però, che attenzione ad un grande rapporto prezzo-qualità hanno avuto quelli del Gambero rosso e della guida Vini d’Italia decidendo di assegnare un “tre bicchieri” alla cuvée più popolare della Bellavista, quella contraddistinta dalla sgargiante (pare che la scorgano anche i non vedenti) etichetta arancione, la Cuvée Alma.

Ci hanno visto lungo, se si pensa che quel Franciacorta dai colori che sembrano quelli della maglia della nazionale olandese è stato recentemente avvistato – e fotografato – in un supermercato in Franciacorta, zona Rovato, proposto (e siamo ancora lontani dal Natale e dai saldi festivi) nientemeno che a 8 euro e 90….

Non sono i prezzi scandalosi di alcuni Franciacorta purtroppo avvistati nel veronese e nel vicentino (un lettore mi segnalava ieri anche un 2,90…) ma cominciano ad essere prezzi abbastanza bassi. Considerando il lignaggio e l’immagine dell’azienda produttrice…. Mah!
P.S.
Sarebbe interessante sapere dall’azienda quale sia il prezzo giusto, visto che questo pomeriggio, lo stesso vino venduto a Rovato a 8,90, l’ho trovato esposto all’Esselunga a Bergamo a 24,89, come documenta la mia foto…

BellavistaEsselunga

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

 

80 commenti

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80 commenti

  1. Alessandro

    settembre 18, 2014 alle 4:57 pm

    Sig. Ziliani, sa dirmi di che annata è la sboccatura delle bottiglie vendute a 8.90€? Magari da questo si puo’ dedurre una motivazione…

    • Franco Ziliani

      settembre 18, 2014 alle 5:23 pm

      Questa Cuvée é stata commercializzata dalla primavera, mi sembra strano ci possano essere annate o sboccature diverse in circolazione.

  2. benux

    settembre 18, 2014 alle 5:01 pm

    8,90 veramente un gran prezzo per il bellavista!!!!!!!!!!

  3. claudio

    settembre 18, 2014 alle 6:15 pm

    ….e non si può sapere dov’è questo supermercato ??

  4. giacomo

    settembre 18, 2014 alle 7:08 pm

    Sig. Ziliani buona sera
    credo che sia arrivato il momento di fronte a questi prezzi e di fronte ad offerte dei super mercati (pensi che ho acquistato un Castel Faglia dosaggio zero da lei da poco recensito in questo blog in Esselunga a € 12,80 e mi è piaciuto !) di cercare di capire magari con una indagine ad ampio raggio quale sia davvero il prezzo alla produzione di un vino o di un Francaicorta o Trento doc che dir si voglia perchè o i produttori hanno dei margini incredibili da potersi permettere anche vendite di questo tipo o sono svendite particolari in canali che cercano il prezzo a tutti i costi.
    Però in questo modo il disorientamento in noi consumatori (almeno per me ) di fronte a questi prezzi è grande, tanto da non riuscire più a capire se pago ad esempio per un Franciacorta 20 o 30 euro stò letteralmente buttando via i soldi o meno
    Un caro saluto
    Giacomo

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 9:39 am

      complimenti per la lucidità del suo ragionamento. Lei ha perfettamente colto il senso di quello che intendevo dire. Cordialità

    • Luca

      settembre 19, 2014 alle 11:49 am

      Più che disorientamento parlerei di presa per i fondelli del consumatore.

      Partiamo da un paio di presupposti:
      – un commerciante non venderebbe MAI dei prodotti in perdita (al massimo in pareggio per svuotare il magazzino) altrimenti fallirebbe in una settimana.
      – se si vende in perdita (cosa probabile per i Franciacorta al di sotto dei 4 €) è per disfarsi di bottiglie vecchie e/o mal conservate che spesso andrebbero solo versate nel lavandino (ma i vini non hanno la data di scadenza e il consumatore “medio” tanto non se ne accorge).

      Dato che in questo caso si può escludere la seconda ipotesi (come sottolineato da Ziliani la cuvée è stata messa in vendita questa primavera) quale conclusioni se ne possono trarre?
      A) Che il vino prima di finire sullo scaffale fa troppi passaggi tra distributori, trasportatori, portaborse, saltimbanco e “tengofamiglia” vari che devono guadagnarci qualcosa.
      B) Che molti (non tutti) produttori franciacortini e i loro distributori hanno veramente perso la bussola per quanto riguarda la politica dei prezzi e il margine di guadagno.

      C’è una parte di verità in entrambe ma conoscendo anche i prezzi franco-cantina (spesso autoimposti per non entrare in concorrenza diretta con il proprio distributore) propenderei più per l’opzione B. Niente di nuovo: è solo l’ennesima conferma di quello che penso da tempo sul fatto che il rapporto qualità/prezzo di molti (non tutti) i Franciacorta non ha senso. Ma se continuano a vendere hanno ragione loro.

      La fortuna di molte aziende e distributori è l’ignoranza enoica dei consumatori che tipicamente comprano la bottiglia di bollicine in base all’etichetta (o alla fascetta DOCG) per abbinarla a un bel panettone natalizio (basta chiedere a un responsabile commerciale i dati di vendita in base al periodo dell’anno).

      Personalmente consumo 1-2 bottiglie di bollicine a settimana e ho smesso di comprare Franciacorta da un paio d’anni semplicemente per un motivo di prezzo (Prosecco mai comprato per gusto personale). Se voglio risparmiare vado su alcune gemme Trento DOC che si trovano intorno ai 8-10 euro, altrimenti compro champagne Grand Cru a 18-20 euro a bottiglia (ovviamente bisogna saltare i vari importatori e distributori e comprare direttamente dalle cantine).

      Se vuole un mio parere personale Giacomo, 20-30 euro per un franciacorta spesso sono soldi buttati (o regalati al produttore/distributore veda lei). Ovviamente ci sono anche le eccezioni.

  5. Stefano

    settembre 18, 2014 alle 11:16 pm

    DAlla foto e dal prezzo direi che sono bottiglie da 375!!!!

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 8:55 am

      Le bottiglie sono da 0.75 e il fattaccio si e’ verificato lo scorso 8 agosto in un supermercato ben noto, di cui conosco nome e ubicazione, di Rovato. Come sia stato possibile qualcuno, forse, ce lo dira’. Intanto la cosa é certa, come mi ha assicurato chi ha scattato la foto e visto con i propri occhi le bottiglie.

  6. Giorgio

    settembre 19, 2014 alle 11:11 am

    si può avere un’idea a che prezzo quel vino viene normalmente venduto alle enoteche, ai ristoranti e alla grande distribuzione?

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 11:16 am

      mi sono informato prima di rispondere: il prezzo di listino della Cuvée Alma dovrebbe essere intorno a 16.50 euro escluso iva. PoI ci sono eventuali sconti: e che il massimo degli sconti ai comuni mortali(non la GDO) è di 6%+3% se poi si paga anticipato
      si ha un ulteriore sconto dal dal 3 al 5% a secondo della tua importanza. Poi enoteche al di sotto dei sei milioni di euro di fatturato devono ricaricare del 40% + iva ( al 22% ovviamente) per un totale a scaffale di euro 24.80. Mentre per i restanti gdo bibitari ecc ecc non esiste un obbligo di ricarico.

  7. Rosanna

    settembre 19, 2014 alle 11:13 am

    sbaglio o nel caso di una vendita sottocosto è obbligatorio dichiararlo?
    Nel caso di quel Franciacorta arancione – ma che brutta quell’etichetta! – il termine sottocosto non compare. Non mi sembra corretto

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 11:17 am

      Ha ragione: se si fa un sottocosto o una promozione esiste un preciso obbligo di dichiararlo e di scrivere poi
      cancellandolo il prezzo che il vino avrebbe dovuto avere non scontato, ovvero a prezzo pieno.
      Nel caso di Rovato nulla di tutto ciò: why?

  8. Tiziana

    settembre 19, 2014 alle 11:42 am

    ma allora il punto di vista della proprietà?
    Non sarebbe il caso, ora che questo caso è saltato fuori, di farsi sentire e provare a spiegare?
    Non capisco proprio questo silenzio

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 11:44 am

      siamo in attesa. Mi era stato promesso un intervento su questo blog, ma si vede che sono super impegnati o stanno misurando le virgole, non le parole… 🙂

    • Luca

      settembre 19, 2014 alle 12:05 pm

      Tiziana non si tratta di un “caso” isolato (come le varie segnalazioni di prezzi eccezzionali confermano) e, cosa da sottolineare, non si tratta solo di Bellavista.
      Ovviamente qualsiasi azienda ti risponderà in modo politicamente corretto. Ma niente mi farà smuovere dall’idea che i margini di molte aziende franciacotine sono esagerati anche alla luce del fatto che non è l’unico negozio (nell’area bresciana) che riesce a spuntare dei prezzi che per noi comuni mortali appaiono inspiegabili, ma che ti assicuro hanno una loro precisa spiegazione (che non sta a me dare).

  9. Carlos Mac Adden

    settembre 19, 2014 alle 1:04 pm

    Buongiorno Franco, intervengo perché Patrizia Signorini, titolare di un’enoteca in quel di Cremona, mi ha reso partecipe della cosa taggandomi (lo so, orrido neologismo) su FB proprio sull’immagine da te riportata. Intervengo inoltre dopo aver letto gli ultimi commenti sul tuo blog. Anch’io non ho spiegazioni da fornire, se non citare il commento che in calce a quel post ha reso l’AD Bellavista Francesca Moretti: «La filosofia di produzione di Bellavista non trova certamente riscontro in siffatta politica di prezzo. … condividiamo alcune riflessioni sulle anomalie dell’attuale distribuzione che danneggiano sia il lavoro delle enoteche, così prezioso per noi, sia l’impegno dei produttori di vino che credono nel valore della qualità.» Di là da questo la riflessione che volevo portare è che ci si dimentica o si minimizzano le politiche di vendita della GDO, che con frequenza crescente di questi tempi, utilizzano articoli di particolare attrazione come richiamo per il consumatore. Che i margini di alcune aziende possano essere ancora tarati su altri momenti può essere ma non considerare la possibilità di azzerarli da parte della realtà distributrice (in grado di spalmarli su migliaia di referenze) è quanto meno riduttivo. Ieri pensavo di riprendere il mio blog, da mesi trascurato, proprio con alcune considerazioni a tale proposito. Grazie per l’ospitalità.

  10. Mario

    settembre 19, 2014 alle 1:31 pm

    guardi Ziliani che una risposta dell’azienda c’è stata, sulla pagina Facebook della Bellavista Winery, dove si possono leggere queste parole:
    “Francesca Moretti ha risposto su questa pagina e anche in alcuni post ove è nata la polemica.
    Internamente all’azienda abbiamo aperto un’indagine e presto verrà pubblicata la risposta ufficiale.
    Condividendo il suo sconcerto, che è anche il nostro, ripubblico anche qui le parole di Francesca Moretti.

    rispondendo ad una persona intervenuta Francesca Moretti poi scrive:
    “Grazie per la segnalazione.
    Condividiamo la sua perplessità e come già comunicato alla signora Patrizia Signorini stiamo prendendo in seria e urgente considerazione l’accaduto.

    La filosofia di produzione di Bellavista non trova certamente riscontro in siffatta politica di prezzo.

    Riteniamo quindi molto utile quanto da lei evidenziato e condividiamo alcune riflessioni sulle anomalie dell’attuale distribuzione che danneggiano sia il lavoro delle enoteche, così prezioso per noi, sia l’impegno dei produttori di vino che credono nel valore della qualità.”

    Francesca Moretti, amministratore delegato Bellavista

    Cosa ne pensa?

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 1:38 pm

      penso che l’Amministratore delegato di Bellavista non potesse usare altre parole. E mi chiedo che razza di richiesta interna possano mai fare se non conoscono il nome del posto, a Rovato, dove é stata (s)venduta la Cuvée dall’etichetta arancione.
      Penso anche che ieri sera ho ricevuto una telefonata dell’addetta alle pubbliche relazioni di Bellavista, che mi prometteva un intervento su questo blog dell’AD dell’azienda di Erbusco.
      L’intervento non c’é stato: si vede che la Signora Moretti non conosce questo blog e giudichi di trascurabile importanza la mia persona, che ho la presunzione di pensare conosca, e non ritenga utile dare su questo blog le spiegazioni che ha dato sulla sua pagina Facebook. Me ne farò una ragione e dormirò tranquillamente lo stesso.
      Comunque grazie Mario, perché non avendo un account (si dice così?) su Facebook, come ho detto alla p.r. di Bellavista, non avrei potuto leggere le parole della Signora Francesca Moretti…

      • Luca

        settembre 19, 2014 alle 2:24 pm

        Vero Ziliani: classiche frasi di circostanza, non ci si poteva aspettare altro.
        Vorrei più che altro capire quali sarebbero le “anomalie dell’attuale distribuzione” condivise dalla sig.ra Moretti e cosa abbia mai fatto Bellavista (ma anche altre aziende) per contrastare tali anomalie.

        Se non altro questi post aiutano l’acquirente che ha voglia di informarsi a capire a che livello di assurdo è arrivata la filiera distributiva. Gli esempi vanno da situazioni in cui anche acquistando in cantina non hai nessun guadagno perché il produttore non vuole rischiare di infastidire il proprio distributore, a distributori che minacciano i produttori se si azzardano a sperimentare canali di vendita alternativi (chiedere a Filippo Ronco di VGM per dei simpatici aneddoti a riguardo) o a vari distributori che si spartiscono il territorio in ambito Ho.Re.Ca. manco fossero dei clan camorristici.
        Sia chiaro la colpa principale non è dei produttori in prima persona, ma di un certo sistema di distribuzione all’italiana (fare mangiare più famiglie possibili, mantenere il controllo del mercato con metodi medievali, ed evitare assolutamente di fare reale concorrenza).

        Quello che si può rinfacciare ai produttori è l’assenza di coraggio (o di interesse) nel contrastare questo sistema.

  11. Luigi Spanone

    settembre 19, 2014 alle 3:05 pm

    Io farei una considerazione di altro tipo:
    A mio parere, la bottiglia in questione è davvero poco interessante.
    Bollicine rade, poco fini. Persistenza ai minimi sindacali e dosaggio inequivocabilmente eccessivo con chiusura su dolcezze raccapriccianti.
    Ragionando in termini di qualità, da consumatore egoista quale sono, il prezzo riportato in foto è per me addirittura eccessivo. Io non spenderei neanche 5 euro per quella bottiglia.
    Eppure è una delle più vendute.
    Ma si sa: quando si vuole piazzare un prodotto non è detto, purtroppo, che si debba puntare sulla qualità. E’ sufficiente un’ottima campagna di comunicazione.

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 3:09 pm

      Come quella che, anche senza volerlo, sta facendo questo blog. Vorrà’ dire che presentero’ regolare fattura a Vittorio Moretti… 🙂

      • Luigi Spanone

        settembre 19, 2014 alle 3:15 pm

        Allora non mi stupirei di scoprire che ci sia parecchio invenduto.
        Magari quel prezzo si è reso necessario per limitare i danni, ovvero per contenere la perdita. Ma sono solo supposizioni.

        PS: secondo lei, il fatto che il sorso della bottiglia in oggetto viri su evidenti dolcezze può essere dovuto dalla volontà di accontentare chi il metodo classico lo beve col panettone 🙂 🙂 🙂

      • Alessandro

        settembre 19, 2014 alle 3:16 pm

        …il quale pagherà la fattura con prodotti propri..che so…3 bottiglie di Brut Alma….;-))

        • Franco Ziliani

          settembre 19, 2014 alle 3:41 pm

          Temo che preferirebbero ripagarmi con flaconi di Guttalax….

  12. Zakk

    settembre 19, 2014 alle 3:30 pm

    Vorrei aggiungere una parola all’intervento di Luigi Spanone: AMEN

    Una piccola considerazione che riguarda distributori e tant’altro: non esistono mafie o ricatti, ma soltanto potere decisionale: vuoi vendere il tuo vino in quel canale distributivo? Accomodati, ma poi non mandarmi il tuo agente di zona a propormelo!

    Io credo che anche in questo caso ci sia di mezzo un fallimento: bottiglie “regalate” al primo che scuce un po’ di liquidi e in più si utilizza quel vino come specchietto x allodole. Giusto degli uccelli accorrerebbero a bere quella cosa.

  13. Zakk

    settembre 19, 2014 alle 3:32 pm

    Sarebbe interessante capire quante bottiglie fossero disponibili a quel prezzo per ramaricarsi di non aver fatto una piccola speculazione alle spalle dei polli disposti a bere quel 3 bicchieri (ih ih ih ih)

  14. Zakk

    settembre 19, 2014 alle 3:35 pm

    Ziliani gioco il carico da 11: si faccia un giro a Montichiari (BS) in un noto supermarket che chiunque le indicherà facilmente. Entri, vada in fondo alle 3/4 corsie e raggiunga il reparto “enoteca” e poi apra il vaso di pandora. Dai che ci facciamo due risate.

    • Franco Ziliani

      settembre 19, 2014 alle 3:39 pm

      Ci andiamo insieme Zakk? Anche domani…. Domenica e lunedì’ no, sono a Trento a provare i concorrenti

  15. francesca moretti

    settembre 19, 2014 alle 5:21 pm

    Carissimo Franco,
    eccomi qui a risponderti. Perdonami il ritardo, ma come immaginerai sono giorni piuttosto impegnativi per noi produttori, visto che siamo in vendemmia e che domani inizia il Festival di Franciacorta.

    Non mi sottraggo di certo alle tue domande e ti rispondo informandoti che la nostra indagine interna sta proseguendo come promesso.

    Ti informo che innanzitutto non si tratta del DESPAR di Rovato.
    Abbiamo per il momento accertato che l’insegna è il FAMILA di Gussago al quale peraltro non vendiamo direttamente. Chi ha venduto al Famila non solo non è un nostro cliente, ma ha commesso un errore di trasmissione del prezzo. Proprio per questo motivo, l’offerta è durata soli due giorni, 8/9 agosto, e il prodotto è andato immediatamente esaurito.
    Quando l’insegna Famila si è accorta dell’errore, ha rivisto il prezzo e qui sotto ne trovi testimonianza.

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    Rispondo così anche alla tua seconda domanda: l’attuale prezzo è conforme all’insegna che lo vende e rientra nel “range” da noi consigliato ovvero dai 25 ai 35 euro.

    Ti ringrazio come sempre per la tua attenta disanima della realtà produttiva.

    Francesca Moretti Bellavista

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2014 alle 10:26 am

      Ringrazio la Signora Francesca Moretti per la sua risposta e per la cordialità nei miei confronti nonostante praticamente non ci si conosca. Prendo atto di quello che dice, ma poiché sono sicuro al 100% che la foto del Bellavista Cuvée Alma a 8,90 euro sia stata scattata in un supermercato di Rovato (che possa trattarsi del Despar lo dice la Signora Moretti, io non l’ho mai scritto) e non in un negozio in altra località, mi viene da chiedermi (perdoni la malizia) se per caso la vendita del vino a prezzo decisamente “ribassato” non sia avvenuta, nello stesso periodo, in due diversi negozi. Perché che sia avvenuta nel Famila di Gussago ce lo dice la patronne di Bellavista, informandoci che detta vendita é durata due giorni, mentre nel supermercato di Rovato é sicuramente avvenuta – me l’ha confermato stamattina chi ha scattato la foto, persona di assoluta affidabilità che conosco e apprezzo da molti anni – l’8 agosto. Questa persona non avrebbe alcun interesse a parlarmi di Rovato e non di Gussago se non avesse visto con i suoi occhi, e documentato con una foto, la vendita a 8,90 euro in un negozio di Rovato e non di altra località.
      Ciò detto ringrazio per l’attenzione e mi auguro che questo antipatico incidente, di cui ovviamente non ha alcuna responsabilità Bellavista, rimanga un episodio e non abbia a ripetersi.
      La Signora Francesca Moretti sa meglio di me come queste cose non facciano bene all’immagine e al prestigio di un’azienda. Tanto più di un’azienda simbolo della Franciacorta come quella creata da suo padre Vittorio.

  16. Zakk

    settembre 19, 2014 alle 8:01 pm

    Non sa dove si trova Montichiari? Ziliani io ho da lavorare, non da farle la guida in un posto che molti enotecari e ristoratori suoi concittadini conoscono e frequentano benissimo.
    Io entro in quel posto raramente e non compro mai perchè ritengo che vada boicottato anche se devo dire che la tentazione di risparmiare è forte. Ma al momento riesco a permettermi le bottiglie che voglio andando in altri canali.
    Vada Ziliani, dai un bel servizio sul campo.

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2014 alle 9:25 am

      la solita risposta in “stile” Zakk, condizionata dalla consueta dose di arroganza. Solo lei “ha da lavorare”, mentre gli altri, me compreso, hanno tempo da sprecare e per grattarsi… tutto il giorno? Ma per favore… Comunque vedrò di fare visita a Perini quanto prima. Quanto a Montichiari so benissimo dov’é. Ricordo, anni fa, una divertentissima intervista che feci a casa sua, ad Aldo Busi

      • zakk

        settembre 20, 2014 alle 6:29 pm

        Mi dica dove ho scritto in modo arrogante che “solo io ho da lavorare” e chiedo scusa a tutto il blog.
        Credevo lei facesse il giornalista e fare un giro in questo posto potesse far parte del suo lavoro visto che su questo blog non raramente si parla di prezzi delle bottiglie. Sbagliavo? Me lo dica lei.

        • Franco Ziliani

          settembre 20, 2014 alle 6:32 pm

          si rilegga: “Ziliani io ho da lavorare, non da farle la guida in un posto che molti enotecari e ristoratori suoi concittadini conoscono”.

          • zakk

            settembre 21, 2014 alle 4:38 pm

            manca la parola “solo” che farebbe la differenza a suo favore.

      • zakk

        settembre 20, 2014 alle 6:30 pm

        e aggiungo che io non ho fatto il nome di questo posto, soltanto lei l’ha menzionato.

  17. Luca

    settembre 20, 2014 alle 9:54 am

    Ahahahaha: ci avrei scommesso che sarebbe stato menzionato! Zakk, il noto supermarket lo frequento spesso e ormai è l’unico altro canale che sfrutto oltre all’acquisto diretto dalle cantine. Perché andrebbe boicottato? Se uno riesce a vendere bottiglie a prezzi più bassi del resto della concorrenza ben venga (e di come faccia a proporre quei prezzi m’interessa meno di zero… Ma se vuole lo può spiegare lei ai lettori di questo blog) È la legge del mercato: i più forti e scaltri vincono. Preferisco boicottare la filiera “tradizionale” con distributori che usano metodi da medioevo per evitare la sana concorrenza, o enotecari che applicano ricarichi imbarazzanti (magari su bottiglie comprate proprio in quel supermarket) senza in cambio offrire nessun servizio di consulenza o conoscere la storia del vino che vendono (mi è capitato anche questo).

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2014 alle 9:58 am

      allora visto che anche lei Luca conferma che questo negozio di Montichiari merita una visita vedrò di andarci presto. Sono decisamente curioso

    • zakk

      settembre 20, 2014 alle 6:25 pm

      Luca io boicotto quel posto perché, a differenza tua, mi interesso su come faccia a proporre a certi prezzi. Qualche uccellino direttamente interessato ogni tanto si lascia scappare dei cinguettii molto interessanti per cui io preferisco non alimentare quel tipo di situazione. Chi vuole invece si accomodi.

      Parlando invece in generale, sul fatto che “è la legge del mercato: i più forti e scaltri vincono” posso esser d’accordo, ma a patto che i più forti e scaltri siano anche e soprattutto onesti. Ripeto, facendo un bel discorso in generale e senza particolari riferimenti a fatti e persone.

      • Franco Ziliani

        settembre 20, 2014 alle 6:31 pm

        domanda: ma lo zakk che con questo commento dimostra di saper ragionare lucidamente e di avere dei principi etici che lo guidano sia lo stesso zakk che spesso e volentieri si “distingue” per sbracare e dare prova di una dose non indifferente di arroganza?
        Se fosse così ci troveremmo di fronte ad un caso di doppia personalità decisamente sconcertante

        • zakk

          settembre 21, 2014 alle 4:41 pm

          lo Zakk è sempre lo stesso, secondo me è che lei ha dei filtri rispetto agli argomenti, quando si parla di Franciacorta e di alcune aziende in particolare lei li usa questi filtri, credo sia abbastanza evidente a tutti quelli che leggono qui sopra.

          • Franco Ziliani

            settembre 21, 2014 alle 8:08 pm

            Il solito rilievo già’ sentito che lascia il tempo che trova.. Io uso lo stesso registro con tutti senza privilegi per nessuno se lo metta in testa.le auguro buona serata da…Trento

      • Luca

        settembre 21, 2014 alle 12:13 am

        Signor Zakk, condivido con lei il discorso dell’onestà ma mi domando che cosa le avrà mai fatto di male il negoziante che ha più volte nominato su questo blog (meno male che c’è il “vecchio” Ziliani a ricordarglielo). A leggere i suoi commenti (“Io di querele non ne voglio! Però non ci vuole molto a capire come funziona” o “preferisco non alimentare quel tipo di situazione” o “…a patto che i più forti e scaltri siano anche e soprattutto onesti…senza particolari riferimenti a fatti e persone”) sembra che lei stia cercando di insinuare dei sospetti. Se a ciò aggiungiamo “Io entro in quel posto raramente e non compro mai” (che ci va a fare? passa a salutare le cassiere?) e “Del numero di bottiglie che muove ne so abbastanza” pare che lei abbia un intereresse tutto particolare per quel negozio. Se dovessi scommettere 1000 lire direi che lei è in una situazione di concorrenza (direttamente o per via indiretta) con quel negozio. Ma sia ben chiaro è solo una supposizione.
        Comunque mi stupisco della sua ingenuità: lei pensa che qualche “uccellino” invidioso non abbia già insinuato i suoi stessi dubbi a chi di dovere o a qualche Travaglio di provincia? Chieda in paese… Ma a quanto pare riscontri oggettivi per ora zero: se ce ne volesse dare qualcuno lei (dato che finora ha tralasciato questo piccolo dettaglio)…
        Se può interessare la mia esperienza personale di consumatore mai avuto nessun motivo di dubitare di alcunché, mentre potrei raccontarvi decine di aneddoti di enotecari smemorati che si dimenticano lo scontrino o di grossisti che guardacaso vendono anche al dettaglio (in nero s’intende). Da ciò (e da quello che ho riportato nei commenti precedenti) capirà e spero perdonerà la mia (profonda) antipatia per enotecari e distributori vari e la mia simpatia per chi cerca di rompergli le uova nel paniere. Se poi qualcuno facesse concorrenza “sleale”, comportamento deprecabile ma si sarebbe solo adeguato al sistema.

        • zakk

          settembre 21, 2014 alle 1:08 pm

          il negoziante in questione a me non ha fatto niente di male.
          Ci vado per motivi miei, tipo vedere a che prezzi girano certe bottiglie e, soprattutto, verificare che altre bottiglie a me care non compaiano sugli scaffali di quel posto. Le commesse tempo fa erano più carine.
          Fortunatamente non ho niente a che fare con il mondo del vino perché preferisco che per me rimanga un passione. Avere interessi economici rovinerebbe la poesia.
          Il tizio in questione non è ne un mio concorrente ne un mio cliente e nemmeno un fornitore.

          La politica del “siccome i grossisti fanno nero con i privati allora mi adeguo anche io per rompergli le uova nel paniere” è veramente da perdenti, scusami ma è quello che penso. L’enotecaro che non fa scontrino va richiamato e boicottato.

          • Franco Ziliani

            settembre 21, 2014 alle 2:51 pm

            Invece sono convinto che lei sia nel mondo del vino zakk ed in particolare nel suo commercio

        • zakk

          settembre 21, 2014 alle 1:13 pm

          io non so se qualche uccellino invidioso abbia fatto delle soffiate. Gli uccellini di cui parlo io sono persone che ci lavorano con quel posto. E ingenuamente raccontano cose molto interessanti, ma decisamente innocue 😛

  18. Luca

    settembre 20, 2014 alle 10:29 am

    Beh meritare una visita non direi proprio… Né piu né meno degli altri negozi che di tanto in tanto sono segnalati su questo blog… A meno che non voglia fare ulteriore pubblicità gratuita (e a questo punto si che dovrebbe cominciare a farsi pagare! 🙂 ) Molto meglio un giro in qualche bella cantina (poi non mi dica che non l’avevo avvisata!)

  19. Giorgio

    settembre 20, 2014 alle 1:28 pm

    Ziliani credo che il suo post sul Bellavista “arancione” cominci a dare fastidio a diverse persone. Ha letto quello che scrivono in merito parlando di lei su Facebook?
    Un agente di commercio scrive: “Sono rimasto fortemente imbarazzato dal tono sarcastico utilizzato dal Sig. Ziliani sul suo blog. Rappresentano, la saccenza e il sarcasmo, ciò che più mi fa ribrezzo in questo mondo”.
    E in un altro intervento la stessa persona dice ancora: “Al di là di questo episodio in particolare, che a parte quello che insinua Ziliani, è palese essere un grossolano errore, c’è da considerare che se ognuno si assumesse la responsabilità di ciò che fa questi episodi sarebbero rarissimi. E’ innegabile che sia gli agenti, sia gli enotecari e non ultime le aziende siano a conoscenza di chi fa questa sorta di parallelo. Provare a mettere i bastoni tra le ruote a loro è un primo passo. Comprendo quanto sia complicato rinunciare ad una richiesta consistente di bottiglie, ma è esattamente ciò che andrebbe fatto. Mi ripeto però, perchè la cosa mi sta particolarmente a cuore. Il suo atteggiamento Patrizia è da lodare e da contrapporre a tutti i mammasantissima del vino, che da blog più o meno famosi e autoreferenziali pontificano su argomenti col rischio di prendere grossi abbagli e creando figure talebane che infestano poi questo mondo. Tant’è, ognuno deve trovare la notorietà come meglio crede”.
    Cosa ne pensa?

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2014 alle 1:37 pm

      non avendo un account Facebook (l’avevo anni fa poi ho preferito cancellarlo) non ho la “fortuna” di seguire quello che talvolta viene scritto su di me da questa o quella persona. La ringrazio di avermi segnalato i “simpatici” giudizi sul mio operato espressi da persona che evidentemente non mi conosce e ha un’idea di me che non corrisponde al vero. Definirmi saccente e “mammasantissima”, mentre a differenza di altri colleghi non ho alcun potere, é ridicolo. Quanto al talebano, beh forse lo sono in qualche modo, o piuttosto sostenitore di un’idea di giornalismo, indipendente, che non guarda in faccia a nessuno, che oggi rischia di apparire sopra le righe perché raro. Quanto alla “notorietà”, beh dopo trent’anni che scrivo di vino, un nome e una credibilità, piaccia o non piaccia a quel signore, penso di essermela conquistata, e un certo seguito. Ed é per questo che dà molto fastidio quello che scrivo…

    • bevo_eno

      settembre 21, 2014 alle 9:14 pm

      è cosi difficile capire il perchè del prezzo?

      VI DO IL MIO PARERE:
      – IL VENDITORE DI VINO TIZIO HA VENDUTO 1 BANCALE DI VINO(NORMALE) ED HA REGALATO 3/4 CARTONI DI BELLAVISTA AL PUNOT VENDITA (PUR DI VENDERE IL FAMSO BANCALE).

      – IL PUNTO VENDITA A QUESTO PUNTO PUO PERMETTERSI QUEL PREZZO ED ORGANIZZARE UNA CESTA CON BEN 13 BOTTIGLIE!!!!!! DA VENDERE AD UN OTTIMO PREZZO

      -OGNI TANTO IN GDO CAPITA DI TROVARE BOTTIGLIE DI CANTINE CONOSCIUTE E DI QUALITà CHE NON HANNO CONTATTI DIRETTI CON LA STESSA GDO

      QUESTO CASO è MOLTO DIVERSO DA QUELLI DEI 2,90 A BOTTIGLIA….

      ad avvalorare la mia tesi c’è anche la foto qui sopra, osservate bene,,,

      • Franco Ziliani

        settembre 21, 2014 alle 10:04 pm

        E’ un’ipotesi non peregrina o fantasmagorica la sua…

  20. Giovanna

    settembre 20, 2014 alle 1:30 pm

    spiacevole questa querelle e questo incidente di percorso proprio in occasione del Festival Franciacorta in cantina…

    • zakk

      settembre 20, 2014 alle 6:34 pm

      davvero c’è il festival di Franciacorta? E io che credevo fosse cantine aperte!!!!

      • Franco Ziliani

        settembre 20, 2014 alle 6:37 pm

        beh, complimenti, é davvero “nuova” come battuta…
        Eh sì, sta proprio invecchiando…

  21. Sergio Veneto

    settembre 20, 2014 alle 3:17 pm

    Il caso si fa sempre più interessante.
    Ora dovrebbe intervenire il suo contatto fidato e dirci quale sia il supermercato, perché tanta “paura” a citare il nome? Non sarà un segreto di stato!

    • Franco Ziliani

      settembre 20, 2014 alle 4:31 pm

      nessun “segreto di Stato” e nessuna paura. Pur conoscendo il nome del negozio di Rovato (non Gussago) dove il mio “contatto fidato” ha scattato la foto lo scorso 8 agosto, non ho ritenuto citarlo, e continuo a non farlo, perché il mio discorso riguardava un corto circuito che ha coinvolto un’azienda molto nota, senza colpevolizzarla e senza voler mettere sul banco degli imputati tantomeno che ha ritenuto di vendere la Cuvée Alma a quel prezzo dopo aver fatto i propri conti. Non cambia nulla se sia stato il negozio X o quello Y a (s)vendere, ma il fatto che sia successo. Cambia invece la sostanza se il fatto sia accaduto in un negozio di Rovato o di Gussago. La foto che per prima ha pubblicato su Facebook Patrizia Signorini dell’Enoteca di Cremona e di cui ho appreso l’esistenza (e avuto copia) solo il giorno in cui ho pubblicato il mio post, non avendo da anni un account su Facebook, é stata scattata a Rovato. Punto e basta.

  22. guggenheim

    settembre 22, 2014 alle 11:58 am

    il supermakert a montichiari lo conoscono tutti.
    Ha prezzi concorrenziali perchè realizza volumi d’acquisto e di vendita “paurosi”, e lo scontrino alla cassa viene sempre fatto (vabbe un po fantasioso a volte…)

    Se all’amico Zakk non sta bene puo’ andare ad acquistare in altri canali, ma le critiche le trovo fuori luogo.

    Prosit
    Gugge

    ps: Relativamente al bellavista, per me sono stati un paio di cartoni ceduti in cambio dell’acquisto di qualche bancalino. Succede spesso.

  23. Zakk

    settembre 23, 2014 alle 11:24 am

    Caspita, volumi notevoli d’acquisto e di vendita….. Sono impressionato da questa disanima.
    Beata ingenuità.

    • Luca

      settembre 23, 2014 alle 3:38 pm

      “Aridaje”… sig. Zakk sto ancora aspettando che risponda nel merito: illumini me e gli altri lettori di questo blog con qualche riscontro oggettivo sul quale dovrebbero essere basate le sue ilazioni. Possibilmente qualcosa di più solido de “l’uccellino mi ha detto” o di “l’ho saputo da un amico del cugino della mia ex moglie”. Sono disposto anche a darle credito ma ci deve dimostrare concretamente che quel posto va “boicottato” per dei motivi precisi. Dato che sono cose “interessanti ma decisamente innocue” penso non dovrebbero esserci problemi a renderle note. In caso contrario potremo archiviare i suoi commenti come banali “pettegolezzi” (e a questo punto tanto vale ascoltare quelli degli amici di Montichiari).

      • Franco Ziliani

        settembre 23, 2014 alle 4:07 pm

        é una specialità di Marco, alias Zakk, lanciare il sasso e nascondere la mano. Comunque in settimana un salto da Perini ce lo faccio, così giudicherò io de visu il fenomeno

  24. Zakk

    settembre 23, 2014 alle 8:32 pm

    Luca lei continui pure a frequentare e spendere i suoi danari in quel posto, io lo boicotto. Posso?
    Non sono cosi stupido da raccontare quello che mi si dice girando in provincia, qui su un blog pubblico.
    At salut

    • Franco Ziliani

      settembre 23, 2014 alle 9:21 pm

      Come sempre lancia il sasso e poi si nasconde…

    • Luca

      settembre 24, 2014 alle 10:38 am

      Come volevasi dimostrare…

      • Franco Ziliani

        settembre 24, 2014 alle 10:41 am

        sa Luca, Marco-Zakk, é fatto così, lo sappiamo da tempo…

  25. Gabriele

    settembre 23, 2014 alle 10:55 pm

    Vada Ziliani e ci dica… guardi nell’entrare sulla sinistra giú dallo scivolo la mole di prodotti che nemmeno rientrano piú nel magazzino!!! So per certo che vende bancali di Champagne il Mitico Claudio é il numero uno!!!

  26. bevo_eno

    settembre 24, 2014 alle 2:12 pm

    le fonti sono importanti…

    zakk i suoi commenti se non argomentati sembrano quelli di un concorrente di Perini…

    • Franco Ziliani

      settembre 25, 2014 alle 10:23 am

      un lettore mi pone questo interrogativo: “Ho una domanda a cui non sono riuscito a trovare una risposta precisa: nel Prosecco Spumante, ma in generale nei metodi Martinotti, il residuo zuccherino è determinato come per il met. classico dal “dosaggio” prima dell’imbottigliamento oppure dal blocco della fermentazione come per gli spumanti dolci? O una combinazione tra le due vie? (so che il termine “spumante” vi provoca l’urticaria ma non saprei come esprimermi diversamente….)”. Prosecchisti in “agguato” mi aiutate a rispondere?

  27. Pingback: Barbaresco a 6 euro in Germania? | Blog di Vino al Vino

  28. Nicola

    settembre 25, 2014 alle 11:56 am

    Dipende. Se parliamo di charmat corto il residuo zuccherino viene determinato in autoclave fermando la fermentazione. Nello charmat lungo tutti gli zuccheri vengono consumati e quindi è necessario procedere al dosaggio.

  29. sistoiv

    settembre 26, 2014 alle 5:25 pm

    Non è esattamente così, è una risposta parziale e quindi inesatta. Innanzi tutto dipende dalla legislazione. Ad esempio, citando l’oggetto principale del quesito, in quel caso l’addizione di sciroppo è vietato (ed è una cosa ben nota). Bisogna aver la briga di studiare un bel po’ di regolamenti, disciplinari, libri (spesso stranieri).
    Quindi dipende, di che territorio/nazione si sta parlando, che produttore, che tipologia di prodotto specifico, e che impianto sta utilizzando.
    Poi, un commento a latere: nel mondo (che non è solo l’Italia) la stra-stra-stra parte di spumante prodotto è CHARMAT (basti pensare al volume mostruoso elaborato in posti insospettabili come la Germania, gli USA, la Russia, ma sono solo esempi, anche in Francia si fa tantissimo charmat). E di questa frazione, la maggior parte è spumante generico, ovvero fuori da denominazioni di sorta. Sono considerazioni che giova ricordare a chi frequenta un blog per amatori/specialisti come questo.
    Negli USA sono utilizzati impianti e tecnologie “new” Charmat che in Valdobbiadene (o a Canelli o a Modena, cioè i posti dove ci insegnano a fare lo charmat) non hanno mai visto. Quelli hanno dosaggio in linea, ma è solo un esempio: in Italia non mi costa che siano utilizzati (almeno quando ho visitato produttori di Valdobbiadene, Asti, varie DOC Lambrusco).
    Per ultimo: di questa frazione, appena sopra la metà è spumante dolce (a base di vitigni aromatici, moscato in testa), cosa che ci si dimentica spesso.
    Lo charmat, volendo, è una tecnologia molto più variegata, complessa e soprattutto diffusa di quanto si pensi (intendo quelli che studiano il vino, cioè noi 2 gatti, al resto della popolazione di tutte queste nostre storie non gliene frega assolutamente nulla..)

  30. Nicola

    settembre 26, 2014 alle 7:55 pm

    Quindi la risposta esatta è?

  31. ARDICCIO

    ottobre 14, 2014 alle 10:19 am

    Mi sembra che tutte le argomentazioni siano Pubblicità redazionale.

    O sbaglio ?

    • redazione

      ottobre 14, 2014 alle 6:38 pm

      lei vuol dire che i miei post sono “marchette”, pardon “pubblicità redazionale”?
      Domanda: ma lei ci é o ci fa? O si fa?

  32. ardiccio

    ottobre 19, 2014 alle 11:34 am

    Le domande finali sono offensive e gratuite.

    E soprattutto offensivo è il fatto di suggerire al lettore cose mai affermate dallo scrivente, ma semplicemente dedotte (ad arte ) !

    Pubblicità redazionale ha un solo significato : lecito, corretto e pienamente spendibile.
    Peraltro espresso con un dubbio che poteva essere liberamente smentito (e senza offese) .

    • redazione

      ottobre 19, 2014 alle 10:01 pm

      Accusare un giornalista indipendente e senza padroni di fare “pubblicita’ redazionale” per me e più’ offensivo che dargli del cretino. Da qui la mia risposta che si e’ andata a cercare

  33. ciccio

    ottobre 25, 2014 alle 2:27 pm

    Ma un poco di questo Bellavista ad euro 8,90 lo si può recuperare ancora?
    Sarei molto contento

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