Trento Doc Rosé Opera Vitivinicola

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
7


RosèValdicembraErano tre anni che non mi capitava di assaggiare i Trento Doc prodotti, in seguito ad un’innovativa operazione imprenditoriale, che prevedeva il progetto architettonico di recupero ed ampliamento della cantina Napoleone Rossi, la più antica in Val di Cembra, fondata nell’800 e chiusa in anni recenti, da Alfio Garzetti e Bruno Zanotelli nella loro azienda denominata Opera Vitivinicola in Valdicembra a Verla di Giovo.

Una cantina che si inserisce in un paesaggio di notevole pregio ambientale, caratterizzato dai vigneti terrazzati che si estendono lungo la gola della vallata, e che si è dotata di un marchio che s’ispira alle diverse accezioni del termine “opera” in latino: lavoro, attività, opera, collaborazione; rappresenta, inoltre, l’acino d’uva ideale: ovvero il culto per la selezione delle migliori uve della Val di Cembra.

Nel 2011 mi era piaciuto, e ne avevo scritto qui, il Brut 2007, un Blanc de Blanc Chardonnay 100%, mentre ero rimasto perplesso di fronte al Rosé da uve Chardonnay 55% e Pinot nero 45%, ottenuto con una vinificazione che prevede caricamento in pressa di uva intera, pressatura soffice in bianco con resa del 60% e utilizzo solo del mosto fiore per lo Chardonnay, macerazione a freddo e successiva lenta pressatura soffice senza fasi di rotazione della pressa per il Pinot nero e fermentazione in acciaio.

Non mi aveva convinto tanto più che nell’articolo, decisamente positivo, sul Brut millesimato avevo inserito queste annotazioni: colore spento e triste, un buccia di cipolla grigiastro che mette malinconia, un naso decisamente più fine ed espressivo con una certa freschezza e sapidità non molto ricco e ampio ma preciso, bocca molle, spenta, senza slancio, monocorde con una vena leggermente dolce da vino prevedibile non di grande personalità e media piacevolezza facile, un po’ “ruffiano” e poco interessante.

Speravo che riassaggiandolo alcuni anni dopo questo Rosé affinato 24 mesi sui lieviti, ottenuto da uve vendemmiate a mano provenienti dai vigneti situati in Val di Cembra ad un altezza compresa tra i 400 e i 600 metri per lo Chardonnay e oltre i 550 metri per il Pinot nero “in modo da raggiungere la corretta maturazione mantenendo un buon tenore acidico”, da vigneti a pergola semplice trentina, con 3500-4500 piante ettaro, mi convincesse di più. E che si ponesse, come fanno tranquillamente alcuni Trento Doc di cui ho scritto, ad esempio quelli di Endrizzi, Balter, il Perlé di Ferrari, il Maso nero di Zeni, Maso Martis, Revì, a livello dei più interessanti Franciacorta Rosé e di qualche Oltrepò Pavese metodo classico Cruasé.

Invece, se si vanno a controllare le mie note di degustazione del 2011 con quelle del recente assaggio dello stesso vino, scritte ovviamente dopo una degustazione alla cieca e senza controllare quanto avessi scritto in precedenza, si ritrovano un po’ gli stessi elementi che mi avevano portato ad essere perplesso di fronte al vino.

Il colore non entusiasmante, rosa pallida con leggera vena tra l’aranciato ed il granato, cui fa fronte (positivo) un perlage fine e continuo, i profumi e poi il gusto tendenti fastidiosamente, secondo il mio personale gusto, al dolce, con il naso un po’ dolcino e confettoso con una vena di mandorla e caramello e poi in secondo piano pompelmo rosa e mandarino e soprattutto la bocca molto dolce e molle, senza tensione e dinamismo, con poca freschezza e nerbo, da vino che definirei confettoso e caramelloso, chiaramente desideroso di piacere, ma che a quelli, piuttosto pretenziosi sui Rosé, come me, non piace affatto. Peccato…

Opera Vitivinicola in Val di Cembra
via Tre Novembre 8
Verla di Giovo TN
tel: 0461 684302
E-mail: info@operavaldicembra.it
Sito Internet http://operavaldicembra.it/
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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

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