Franciacorta a prezzi da Prosecco nel cremonese e in provincia di Vicenza

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Qualcuno vuole spiegarci perché possa accadere?

Non si può far finta di niente, nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. I lettori di Lemillebolleblog sono attenti e collaborativi e si fanno sentire.
E ogni tanto, e queste segnalazioni-evidenze fanno terribilmente a cazzotti con l’immagine giustamente alta e ambiziosa che la zona vinicola bresciana della Franciacorta è riuscita a costruirsi in solo poco più di cinquant’anni di storia, mandano brevi note, corredate da fotografie come queste che pubblico oggi, che documentano l’insano costume – per il quale vorrei tanto capire a chi vada attribuita la colpa – di (s)vendere dei vini targati Franciacorta Docg, a prezzi terribilmente bassi. A prezzi ai quali non si trova (quasi) un Prosecco Doc di quelli da battaglia.

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Due lettori, che ringrazio per la segnalazione, hanno documentato la presenza di un “Franciacorta DOCG che ho acquistato SOLO per curiosità in un supermercato della catena Famila, in provincia di Cremona, a 3,90 euro”. L’etichetta porta lo sconosciuto nome di Cella.
E di un altro Franciacorta, con tanto di fascetta Docg, presso il Supermercato della catena Fratelli Lando a Gambarare (VE), targato Vigna del Sole venduto a 3,50 euro. In questo caso sappiamo che sarebbe stato prodotto a Cellatica (c’è il numero ICQR). E figura non se reale o di fantasia, il nome del distributore.

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La domanda, che i consumatori, gli appassionati della e dei Franciacorta si pongono, si pongono è molto semplice: come è possibile che possano essere in commercio dei Franciacorta Docg, non degli “spumantini” qualsiasi, a dei prezzi tanto bassi, tanto ridicoli, tanto pericolosi per la credibilità, pienamente meritata, di quella che con il Trentino è sicuramente la capitale del metodo classico italiano?

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Qualcuno vuole rispondere, farci capire, dare risposte a chi si ritrova sullo scaffale Franciacorta dal prezzo tanto squalificante?

etichetta e controetichettaCella

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

44 commenti

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44 commenti

  1. Alessandro

    agosto 26, 2014 alle 8:29 am

    Capisco il problema ma, egoisticamente, guardo piu al mio, come consumatore, e piu che al prezzo basso sarei interessato a conoscere la qualità di tali bottiglie.
    PS: sig Ziliani, attendo con curiosità un commento sull assaggio dei 2 Cava comprati al discount prima dell’estate (quale?) che aveva promesso…;-)

    Saluti
    Alessandro

  2. Nicola

    agosto 26, 2014 alle 9:50 am

    Segnalo che anche in un supermercato di Villafranca, in provincia di Verona, vi erano Franciacorta DOCG venduti a prezzi simili.

  3. Manuel

    agosto 26, 2014 alle 10:41 am

    Sempre gli stessi con un altro nome di fantasia:
    VINO VIGNA DI CONFINE GRAN CUVEE SATEN D.O.C.G. CL.75 a 6.99€
    http://www.outletdolciario.it/vino-vigna-di-confine-saten-franciacorta-4479.html
    Che stiano consumando i prodotti di un “eccellente” fallimento?

  4. cosimo

    agosto 26, 2014 alle 2:10 pm

    E pensare che io mi preoccupavo dei 7,90 euro di un Franciacorta che si trova regolarmente da un paio d’anni in un noto discount.
    Qui invece si riesce perfino a fare meglio del TRENTO. …Cooperativo. Ebbravi amici lombardi.

    • Franco Ziliani

      agosto 26, 2014 alle 2:16 pm

      metti il dito nella piaga Cosimo, qui si scende più in basso di alcuni Trento Doc. E questo mi fa veramente inca….e

  5. Franco Ziliani

    agosto 26, 2014 alle 2:23 pm

    uno dei due lettori mi ha mandato altre utili informazioni sul Franciacorta Cella:
    “Mi permetto disturbarla per inviarle copia della etichetta e contro etichetta del Franciacorta “Famila”. Confermo che il numero è 6250, è prodotta a Cellatica, cambia il distributore che è Oltrebolla MN”.
    Ora pubblico anche l’immagine

  6. Renato

    agosto 26, 2014 alle 2:48 pm

    ma i produttori franciacortini, il Consorzio Franciacorta ed il suo Cda, non hanno nulla da dire a proposito?
    Possibile che non sappiano di chi sia questo Franciacorta che “sputtana” la loro immagine?

  7. Namaste

    agosto 27, 2014 alle 2:22 pm

    Secondo me è opera di una cantna sociale.E casualmente a Cellatica-Gussago ne esiste una!

    • Franco Ziliani

      agosto 27, 2014 alle 2:59 pm

      chiunque possa essere é sicuramente qualcuno che fa danno all’immagine tutta della Franciacorta e al lavoro dei tanti produttori seri che ci sono

    • zakk

      agosto 28, 2014 alle 1:27 am

      mi sa proprio che siete fuori mira.
      La cantina è un’altra e la cosa avviene regolarmente: qualcuno fallisce, qualcun altro compra a cifre ridicole le bottiglie del fallimento, le etichetta con il nome di una società creata ad hoc per non mettere in evidenza il proprio nome e le rivende a prezzi ridicoli, ma sufficienti per far soldi facili. Il consorzio non può far niente perché è tutto regolare. E poi se chi compra e rivende le bottiglie del fallimento non aderisse al consorzio? Mica è obbligatorio stare nel consorzio

    • Giuditta

      aprile 23, 2017 alle 3:13 pm

      Io La VIgna DEl Sole di Cellatica Brut 12 Gradi la compero al supermercato Tosano di Orzinuovi e vi Posso garantire che 2,9o euro a bottiglia la trovo veramente gradevole . Jonni

  8. Alessandro

    agosto 27, 2014 alle 3:48 pm

    Sig. Ziliani, mi perdoni se insisto, non lo faccio per semplice spirito di polemica, lo giuro. Ma chiedo ancora: ci interessa di piu la redditività dei produttori o la convenienza dei consumatori? Ribadisco che da consumatore non posso che essere felice se mi viene proposto una bottiglia decente di metodo classico a un basso prezzo. E’ la legge della libera concorrenza, sbaglio? La questione della difesa della immagine la leggo come un modo di difendere prezzi elevati, non pienamente giustificati dai costi. Ripeto…parlo da consumatore. Fossi un produtore la vedrei dicversamente. Ma ognuno ha i suoi interessi, no?
    Ringrazio e saluto

    • Franco Ziliani

      agosto 27, 2014 alle 3:52 pm

      ha ragione, ma io da consumatore che scrive per i consumatori e si rivolge loro, trovo questi fenomeni di svendita e sbracamento preoccupanti e non posso rallegrarmi che un Franciacorta finisca sullo scaffale a 3.50 euro. Io da osservatore non posso che essere allarmato da fenomeni del genere…

      • Alessandro

        agosto 27, 2014 alle 3:59 pm

        Se riuscisse a entrare in possesso di una delle bottiglie “incriminate” (lei o chi ha segnalato il caso), sarei curioso di leggere un commento tecnito sulla degustazione, obiettivo e imparziale come sempre. Questo sarebbe a mio parere una cosa importante, per avere un quadro completo della situazione.

        • Franco Ziliani

          agosto 27, 2014 alle 4:19 pm

          proverò a chiedere ai lettori che mi hanno segnalato i due casi

  9. andrea c.

    agosto 27, 2014 alle 10:20 pm

    Forse è meglio prima assaggiarli ?
    Magari alla cieca ?
    Sono curioso .
    A quei prezzi sarei disposto a tradire i Francesi .

    Oltre a questo, se il prodotto in questione dovesse risultare fuorilegge è bene bastonare e bastonare forte .
    Per funzionari dei consorzi sarebbe una buona occasione per giustificare il loro costo .

    Se disgraziatamente il prodotto dovesse risultare regolare e il vino decente ,mi sembra che certi casi siano sempre meno isolati .Forse qualche cantina , non proprio produttrice di eccellenze , dovrà rivedere i listini .

    • Franco Ziliani

      agosto 27, 2014 alle 10:23 pm

      Il discorso sulla qualità’ in questo caso non c’entra: un metodo classico, un Franciacorta non possono costare 3.5 euro. Un Prosecco si’

  10. alessandro

    agosto 28, 2014 alle 9:42 am

    Nessun dubbio sulla sua buonafede, sig. Ziliani, ma su sto punto io non la riesco a seguire. Mi pare che lei non ragioni da “consumatore”. E al consumatore, un prezzo basso, non puo’ che fare piacere. Se poi la qualità non sarà all’altezza, sarà il consumatore a deciderlo, non comprando la bottiglia. Altrimenti potremmo estendere il discorso del “prezzo minimo” a tutto, dalle auto, alle mele, alle scarpe. Il prezzo, per me, lo decide il mercato. Non la fascetta con scritto “franciacorta” che attacchi alla bottiglia. Saluto con immutato rispetto.

  11. Giovanni Arcari

    agosto 28, 2014 alle 12:28 pm

    Finché non verranno attuate politiche che mirino a rafforzare i prezzi delle uve (affossati da scelte passate discutibili quali far piantare indiscriminatamente e ovunque) questo fenomeno si propagherà sempre di più. Il consorzio si trincera dietro il fatto che non possano intervenire sui prezzi per via dell’antitrust e alla storia del “prodotto civetta”, rispolverando le basi di economia degli anni del boom. Al contempo però non sono in grado di offrire nemmeno una bozza preliminare di una soluzione. Zonazione (vera,, come in Barolo, e senza disturbare Napoleone) e rese in ettolitri per ettaro sarebbe un bel cominciare.

  12. Nicola

    agosto 28, 2014 alle 1:02 pm

    Se si sono “tirate” troppe bottiglie che rimangono a prendere polvere in cantina mentre i conti aziendali assumono svariate gradazioni di rosso, anche i Franciacorta possono essere venduti a 3.5 Euro. Facendo così magari riduco le perdite.

  13. GiovanniP

    agosto 29, 2014 alle 6:02 pm

    Penso che Zakk abbia centrato il problema e proprio per questo non mi risulta di facile comprensione il nesso proposto da Arcari. In un blog dedicato alle bollicine evidentemente é giusto mettere in rilievo questi prezzi scandalosi del Franciacorta Docg, ma guardate che qualche tempo fa in un grande centro commerciale bresciano , in cui mi ero recato incuriosito proprio per verificare dei prezzi del Franciacorta, campeggiava un grande cartello con Barolo Docg proposto a 4,90 o 5,90€ (purtroppo non ricordo esattamente) a bottiglia.

    • zakk

      settembre 1, 2014 alle 10:38 pm

      bravo Giovanni, darmi ragione è l’unica soluzione 🙂

      • Franco Ziliani

        settembre 1, 2014 alle 10:43 pm

        ce n’era uno in Italia, anni fa, che pensava di avere sempre ragione. E’ finito appeso a testa in giù, Zakk…

      • GiovanniP

        settembre 2, 2014 alle 11:46 am

        Zakk l’ho fatto unicamente per alimentare un po’ la tua autostima

        • Franco Ziliani

          settembre 2, 2014 alle 12:10 pm

          eh già, Zakk ne aveva proprio bisogno, modesto e misurato com’é… 🙂

          • zakk

            settembre 7, 2014 alle 1:36 am

            Ziliani io non sono misurabile.
            e comunque di autostima si ha sempre bisogno

  14. Gugge

    agosto 30, 2014 alle 4:52 am

    Un un noto supermercato veneto si trovano docg a 2,90.
    Preferisco spender poco di piu’ per un buon prosecco Frozza.
    Se vuole le invio una fotografia.
    Gugge

  15. Joseph

    agosto 31, 2014 alle 12:12 pm

    ben gli stà al franciacorta…si stanno ammazzando con le loro mani!

  16. Pingback: E alla fine Fabio Piccoli scoprì il problema delle bollicine sottocosto | Blog di Vino al Vino

  17. Ilario

    settembre 10, 2014 alle 9:47 am

    Io lavoro nel settore GDO. Il mio negozio dispone di reparto vini da prezzo e di una vera e propria enoteca che collabora con l’AIS regionale. Nella mia enoteca i Franciacorta sono sempre meno e quei pochi che ho deciso di tenere sono sempre meno venduti. La cosa bella (per le mie tasche) è che i miei clienti snobbano il Franciacorta non a favore del prosecco o del Trento Doc(per me la vera bollicina italica), ma a favore dello Champagne (30 etichette in assortimento fra grandi maison e piccoli vignerons). Con quella politica dei prezzi, il consorzio del Franciacorta si scava la fossa. E se crolla il mercato interno…bye bye

  18. Cristian

    settembre 11, 2014 alle 12:42 pm

    Veramente un peccato che il metodo classico italiano, franciacorta non sia aprezzato questo povero paese ha un bisogno ne di rilanciare i suoi prodotti ……. Io sono alle prime armi ma trovo che un franciacorta da 15/20€ sia molto ma molto e sottolineo molto meglio di tanti champagnini da solo nome a 30/40€ ……

  19. Zakk

    settembre 15, 2014 alle 10:58 am

    Cristian è possibile sapere i nomi di questi “champagnini” che avrebbero solo il nome?
    Così, x sapere di cosa si parla. E magari anche i nomi dei Franciacorta a 15/20 euro (immagino a scaffale) x sapere cosa ti piace.
    Grazie

  20. Cri

    settembre 27, 2014 alle 7:30 pm

    Per curiosità ho degustato(parola grossa per tale prodotto) il Franciacorta Cella…beh che dire…grande acidità, molto “grezzo”..io penso che sia una partita scadente di qualche media/grande cantina svenduta(per impossibiltà della messa sul mercato)a società creata ad hoc…vedrete che esaurite le bottiglie incriminate tale Franciacorta Cella non si troverà(fortunatamente) in nessuno scaffale.

  21. ARDICCIO

    ottobre 12, 2014 alle 11:22 am

    Se c’è qualcuno che si ACCONTENTA di Frozza è davvero Beato !

    Ma i gusti (ahimè ) non si commentano si accettano e basta.

    L’importante, in certi casi, è prendere distanze chilometriche da certe preferenze.

  22. 123123

    dicembre 9, 2014 alle 10:40 am

    Signori, di fronte a tanti commenti, vi invito a considerare alcuni vocaboli della lingua italiana, nei quali troverete ampia spiegazione di tanti fenomeni che vi fanno strappare i capelli: globalizzazione, crisi economica e culturale e sociale, sistema economico-politico-sociale che premia corruzione e criminalità, cultura massificante che premia l’apparenza e non la sostanza. non vedo termini di miglioramento. per le aziende della franciacorta penso opportuna una seria politica di espansione verso l’estero, avvalendosi di professionisti veri con i piedi per terra e non di pappagalli imbellettati e sgamati che fanno tanto trend ma tanta pena.

    • redazione

      dicembre 9, 2014 alle 10:59 am

      bella questa dei “pappagalli imbellettati e sgamati che fanno tanto trend ma tanta pena”! Io che pure frequento la Franciacorta non conosco fenomeni del genere e se li avessi conosciuti li avrei già mandati a quel paese… Se lei volesse aiutarmi a riconoscerli, anche in privato la mia mail é francoziliani@yahoo.it gliene sarei profondamente grato.

  23. VALTER

    gennaio 22, 2015 alle 10:17 am

    buongiorno, qualcuno mi sa indicare come arrivare ,conoscendo il codice icqrf ,all’azienda produttrice ? in questo caso il codice e ” it bs 3239 . grazie

  24. Cuvee

    luglio 13, 2015 alle 12:07 pm

    Amo e conosco molto bene il metodo classico. Ho provato diverse bottiglie in questione e devo dire invece che sono molto buone!

    Purtroppo c’è sempre chi polemizza!

    • redazione

      luglio 13, 2015 alle 12:58 pm

      ha ragione! Purtroppo c’é gente che ha tempo da perdere e che invece di leggere altri blog si ostina a leggere questo e poi viene a commentare solo con l’obiettivo di rompere le scatole… Ma vada pure altrove… 🙂

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