La crescita del Prosecco in UK “benedetta” dallo Champagne

Informazioneindipendente

La singolare conclusione di un sito Internet vagamente prosecchista

Vi propongo un piccolo esercizio linguistico e interpretativo molto salutare per chi è appena rientrato dalle ferie ed è ancora intorpidito dagli ozi agostani. Leggete, partendo dal titolo, “Champagne loves Prosecco“, questo corsivo pubblicato lunedì 18 nella news letter quotidiana di un sito Internet che sembrerebbe avere un occhio di riguardo per il mondo del Prosecco e per alcuni produttori importanti in particolare.

Il corsivo si riferisce ad un’analisi della situazione del mercato inglese degli sparkling wines, Champagne in primis e altre “bollicine”, effettuato da una nota Maison de Champagne, Lanson.

Una premessa indispensabile. Il Regno Unito si è confermato nel 2013 il primo mercato export dello Champagne con 30.786.727 bottiglie, ma con un calo da non trascurare di un milione seicentotremila pezzi (1.663.708). Rispetto al 2007, quando si superò quota 39 milioni, il decremento è quasi di otto milioni e mezzo di esemplari e dal 2010 al 2013 di quattro milioni settecento.

TappiChampagne

Tutte le analisi hanno attribuito questo calo alla crisi economica, che ha portato diversi consumatori di Champagne a cercare alternative più risparmiose e più cheap. Che sono rappresentate dal Cava spagnolo, le cui spedizioni in UK (secondo mercato export assoluto) nel primo trimestre 2014 raggiungono quota 5.807.572 milioni di bottiglie (a un milione e mezzo di distanza dalla Germania) con un aumento di 638.956 unità pari al 12,36% rispetto al primo trimestre 2013, e soprattutto dal Prosecco, le cui vendite nel 2013 sono aumentate del 54%.

Se la matematica non è un’opinione se le vendite di Champagne calano e salgono quelle del Prosecco (Doc e Docg) anche i bambini capirebbero che questo decremento avviene in qualche modo, in una percentuale che non sono in grado di stabilire, per merito/colpa del Prosecco, che in qualche modo erode una parte del mercato, la più debole, quella rappresentata dai consumatori occasionali, quelli che scelgono “bubbles”, poco conta quali esse siano, dello Champagne.

MappacompletaterritoriProsecco
Fatta questa doverosa introduzione, leggete con attenzione quello che il sito Internet italiano, anzi toscano, scrive a proposito: “Lo Champagne non ha paura, anzi, accoglie la crescita del Prosecco in terra britannica con piacere, forte di una crescita lenta ma continua, e della consapevolezza che, proprio grazie al boom delle bollicine venete, e più in generale di tutti i vini spumanti, la platea dei consumatori è destinata ad ampliarsi. A dirlo un report di Lanson.

Il limite dello Champagne, infatti, sta proprio nel prezzo, un ostacolo importante, specie per i più giovani che, nei locali e nei pub d’Inghilterra, si focalizzavano su bianchi e rosati. Almeno fino al boom del Prosecco, cresciuto in un solo anno del 54%, e capace di conquistare gli scaffali dei supermercati e i banconi dei bar, rendendo le bollicine improvvisamente giovani e popolari. Un bene anche per lo Champagne, che in futuro potrà contare su una platea più ampia.”.

Se l’italiano ha ancora un senso, dalla lettura della nota si evincerebbe che il mondo dello Champagne in qualche modo “benedica” il successo del Prosecco e lo consideri un “alleato” per ampliare il mercato delle “bollicine” ed il numero di consumatori che le prediligono ai vini fermi. Una benedizione strana alla luce dei numeri di fine 2013 in Uk che vedono il Prosecco salire fortemente e lo Champagne scendere.

A dire il vero quelli della Lanson (la Maison francese che ha diffuso questo rapporto) sono anni che insistono a dire che l’ascesa del Prosecco fa bene allo Champagne (venendo poi smentiti dai numeri) e già nel marzo 2012 su Decanter si poteva leggere una dichiarazione di non ostilità nei confronti dello Charmat veneto.

imagination au pouvoir
Stupefatto che quelli della Lanson possano aver rilasciato dichiarazioni così amichevoli nei confronti di quello che è e resta un competitor (agguerrito) e non si è trasformato in un alleato, ho cercato di saperne di più e ho trovato sul Web tre news relative al Lanson report apparse intorno a ferragosto sulla stampa britannica.

Un articolo di Harpers – leggete qui – uno di The Drinks Business – leggete qui – e uno di The Grocer – leggete qui.

Forse il mio inglese non è oxfordiano e perfetto come quello dei redattori del sito italiano che ha dichiarato apertis verbis che “Champagne loves Prosecco”, ma potete dirmi dove nei tre articoli inglesi trovate testualmente affermato che “Lo Champagne non ha paura, anzi, accoglie la crescita del Prosecco in terra britannica con piacere” e che il boom del Prosecco sarebbe “un bene anche per lo Champagne”?
Io sinceramente non trovo l’equivalente inglese di tali affermazioni tanto perentorie e vagamente filo-prosecchiste, per cui se qualcuno di voi volesse aiutarmi gliene sarei profondamente grato. Per completezza dell’informazione, ovviamente…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

4 commenti

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4 commenti

  1. maurizio gily

    agosto 25, 2014 alle 10:06 am

    a parte l’improbabile interpretazione del “sito toscano”, può anche darsi che a seguito di due annate di produzione scarsa lo Champagne abbia risparmiato su comunicazione e operazioni promozionali, non avendo molte scorte. E’ solo un’ipotesi.

  2. Alessandra Zecchini

    agosto 25, 2014 alle 11:02 am

    Secondo me i produttori di Champagne pensano che chi compra Prosecco ora quando potrà permetterselo passera’ allo Champagne, ma io non ci credo. Sarebbe come passare dal Piave stravecchio al Parmigiano, anche se sono due formaggi invecchiati, di cui uno più famoso, son pur sempre due prodotti diversi! Al prosecco ci si affeziona…. e poi serve per fare lo Spritz!!! 🙂

  3. Nicola Mira

    agosto 25, 2014 alle 7:24 pm

    Ciao Franco, la tua lettura “inglese” è ovviamente correttissima… e direi anche chapeau alla creatività dei PR di Lanson! Da consumatore londinese, confermo che l’impressione è che la crescita (indubbia) delle vendite di Prosecco rubi spazio principalmente ai marchi di champagne meno dinamici nel marketing e con prezzi relativamente meno elevati, i primi ad essere sacrificati al Prosecco negli scaffali della GDO. Ma i ‘piccoli’ recoltants possono però rispondere negli innumerevoli wine shops del paese, quindi la battaglia è aperta…

  4. Gianluca Minozzo

    agosto 29, 2014 alle 1:30 pm

    E’ sicuramente con una buona nota di gelosia che Lanson Champagne cerca di moderare gli evidenti dati statistici per quanto riguarda le vendite di Prosecco e Champagne. Certo il mercato dei vini spumanti in Inghilterra ha visto un notevole favoreggiamneto per le bollicine Venete sin da quando la crisi economica del 2007 si percepi’ cosi’ seriamente da far cambiare il trend nel consumo del settore.
    E’ indubbiamente difficile riposizionarsi sul mercato quando i competitori sono forti. Per questo motivo lo Champagne ha visto un aumento in valuta piu’ che in consumo. Ristilizzare, rivalutare e cercare di riposizionare al top della classifica non e’ di certo lavoro facile; serve tempo, conoscenza e competenza. I Francesi hanno buone potenzialita’ e durante questi periodi di mercato difficili, prodotti come i Cremants e Mousseaux son venuti ancor piu’ in luce visto il notevole rapporto di prezzo e qualita’. Peccato quest ultimi si siano potuti piu’ degustare in territorio francese che non qui oltremanica.
    I Francesi, nel piu’ bel momento del booming dello Champagne, pensarono bene ad allargare la zona di produzione. Trascorsero anni per poterlo produrre e nel momento in cui tutto era pronto per rispondere al mercato globale con la giusta quantita’, la recente crisi economica e “nuovi concorrenti” iniziarono a dare tempi duri al Re delle bollicine.
    In terra Anglosassone da qualche anno a questa parte si degustano degli OTTIMI Spumanti locali. Cosi’ buoni che persino alcuni produttori di Champagne son venuti a sbirciare con l intento di investire per produrre!
    In tutto cio vedo un deja’-vu’ …
    La gran fortuna del Prosecco sta nella sua facilita’ di produzione se paragonata a quella dello Champagne. Il Made in Italy e’ sicuramente un brand di indiscutibile qualita’. Vorrei semplicemente bisbigliare a tutti i bravi produttori di bollicine Venete di continuare a fare il loro lavoro con meticolosa professionalita’, rispetto ed orgoglio.
    L’Italia ha gia visto MOLTE rovine negli ultimi tempi! Vivere all estero ed avere la propria bandiera da difendere non e’ di certo facile sopratutto quando a capo di stato vi son stati ( o vi son ancora? ) ladroni anziche’ governanti!
    Serve ben poco per rovinare un mito; NON fatevi corrompere!!!
    Cin! Cin!

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