Franciacorta Dosage Zero 2009 & Cuvée Monogram Rosé Castel Faglia

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8


Franciacorta-giugno2014-1 102Dovrò chiedere, la prossima volta che lo incontro, a Sandro Cavicchioli, grande lambruschista nell’azienda omonima ora proprietà GIV, e ottimo produttore di metodo classico, perché mai continui a mantenere frammentata in due linee per 13 referenze totali la produzione dei Franciacorta che ottiene dalla tenuta, rimasta a proprietà familiare, Castel Faglia posta in frazione Calino di Cazzago S. Martino, 17 ettari, con vigneti in parte su gradoni dominati dal castello dell’antico proprietario che si chiamava Faglia.

Due linee ho detto, quella denominata Castel Faglia, che prevede Brut, Extra Brut, Satèn, Blanc de Blancs, Rosé, Rosé Extra Brut, Dosage Zero, e la linea Monogram cui fanno parte Brut, Satèn e Dosage Zero millesimati, Blanc de Blanc Brut, Satèn e Rosé. Il Brut e il Satèn millesimato si differenziano per la forma della bottiglia.

Leggendo attentamente il sito Internet aziendale mi pare di aver capito che buona parte dei vini della linea Monogram vengano da speciali selezioni di uve poste in Calino di Cazzago S. Martino e che il Satèn Millesimato sia “ottenuto dai migliori cru provenienti dai centenari terrazzamenti di cui dispone l’azienda”, come pure il Monogram Zero, “la Cuvée di prestigio di Castel Faglia” sia “ottenuta dai migliori cru grazie all’ottimale esposizione dei centenari terrazzamenti di cui dispone l’azienda”.

Ma per il resto le mie sono solo congetture e impressioni (può darsi che le due linee siano destinate a differenti canali della distribuzione, con la Monogram appannaggio di Horeca) e comunque fa testo quanto l’azienda afferma sulle proprie pagine Web, ovvero che “per Castel Faglia è di fondamentale importanza la selezione delle uve con le quali produrre i propri Franciacorta. Castel Faglia infatti ricava le proprie uve non da grandi vigneti ma da piccoli appezzamenti coltivati come preziosi giardini, il cui risultato è quello di sviluppare grappoli con caratteristiche aromatiche differenti”. Vini “che siano piena espressione del territorio” e di uno stile “basato sulla continua ricerca dell’armonia tra intensità e freschezza, tra personalità e piacevolezza”.

Precisato tutto questo devo dire che il mio ultimo assaggio, fatto a fine giugno, ha visto un vino per ognuna delle due linee in degustazione e che entrambi mi sono piaciuti e mi hanno convinto mostrando carattere, una padronanza tecnica notevole e una indubbia piacevolezza.

Il primo assaggio è stato quello del Castel Faglia Franciacorta Dosage Zéro Millesimato 2010 ottenuto dall’unione delle migliori cuvée prodotte con uve Chardonnay (80%) e  Pinot Nero (20%), 20% delle uve fermentano in barrique ed il vino sosta 30 mesi minimo sui lieviti. La sboccatura era del 2013. Ovviamente al momento del dégorgement non riceve aggiunte di zuccheri. L’aspetto visivo è stato pienamente soddisfacente, con un colore paglierino di bella trasparenza e limpidezza e vivacità, perlage sottile, naso fresco, complesso, elegante, con note di agrumi, alloro, cioccolato bianco, un accenno di pietra focaia, mandorla e fiori bianchi. Attacco ben secco e deciso in bocca, con nerbo vivo, energia, carattere, una consistenza abbastanza cremosa sul palato e una persistenza lunga che invita a bere.

MonogramRosé

Il secondo vino che ho degustato, alla cieca, in una batteria di una sessantina di rosè franciacortini è stato il Franciacorta Cuvée Monogram Rosé, non millesimato, che l’azienda presenta come “la Cuvée di prestigio di Castel Faglia ottenuta dai migliori cru grazie all’ottimale esposizione dei centenari terrazzamenti di cui dispone l’azienda. Esprime tutto il carattere e l’eccellenza dello stile di Castel Faglia. Uno stile che si sviluppa nell’intensità di sapori ricchi e complessi in perfetta armonia al profumo fine ed elegante. È il risultato di un sapiente assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero in percentuali variabili”. Quale siano esattamente le percentuali non è dato saperlo, non si capisce perché, anche se la mia impressione è che il Pinot nero non sia dominante e che contribuisca per il 30-40% massimo.

Colore molto delicato, un rosa antico molto pallido, brillante, perlage sottile e continuo e naso intensamente agrumato e con note di piccoli frutti rossi in evidenza e una leggera vena floreale molto piacevole, salato aperto e fresco. L’attacco in bocca non ha grande ma il gusto è ben sapido, con acidità che spinge bene e dà verticalità e slancio al vino che ha finale lungo e vivo e si fa bere molto bene. Non un Rosé di grandissimo impegno e struttura, ma un vino equilibrato, elegante, che potrete proporre, oltre che a tavola, come piacevole aperitivo.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

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