Trento Doc Siris Gaierhof

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
7


SIRIS___Spumante_4ebbdd45b036dIn ogni parte d’Italia esistono aziende a struttura familiare che si sviluppano nel tempo e assumono un carattere direi onnicomprensivo arrivando a proporre, tramite ettari di proprietà e uve acquistate, una vasta gamma rappresentativa della produzione regionale. In Trentino una di queste aziende è sicuramente la Gaierhof di Roverè della Luna, creata da Germano Togn nel 1943 e proseguita dal figlio Luigi, che l’ha guidata e fatta crescere sino a raggiungere la rispettabile quota di 120 ettari vitati, e oggi è affiancato, nella sua conduzione dalle tre figlie, Romina, Martina, Valentina e dal genero enotecnico Goffredo Pasolli.

Le strutture di cantina sono state ampliate in fasi diverse (ultimo aggiornamento nel 2000) e la Gaierhof, che prende nome da Gaier, il nome della montagna antistante Roverè della Luna, ha solidamente conquistato non solo il mercato trentino, ma quelli esteri, in particolare i mercati di lingua tedesca, con prodotti solidi e senza fronzoli, affidabili e di buon rapporto prezzo – qualità come Pinot grigio, Teroldego, Marzemino, Schiava, Nosiola, Müller Thurgau Moscato giallo e Moscato rosa.

Inoltre i Togn rispetto ad altre aziende concorrenti potevano offrire il plus rappresentato dai vini di Maso Poli, il nome della tenuta familiare, dieci ettari vitati situati a Pressano, piccolo borgo sulle colline avisiane (250-500 m.s.l.m.) che si estendono dal Comune di Lavis in direzione nord sulla sinistra Adige, fino al comune di San Michele A/A. Una zona a particolare vocazione, che ha espresso, negli anni, Pinot nero, Chardonnay, Nosiola, Gewürztraminer, Riesling di particolare pregio.

Con questo modus operandi improntato ad una qualità solida ero certo che qualora Gaierhof avesse deciso di affiancare ai vini fermi bianchi e rossi anche delle bollicine, sarebbero state “bollicine”, targate Trento Doc, di buon valore.

Devo purtroppo riconoscere, da un assaggio fatto recentemente, che le mie aspettative sono rimaste deluse e che il Siris, uno Chardonnay in purezza da uve provenienti da vigneti di alta collina a Sorni, Pressano di Lavis e in Alta Val di Cembra, zone che assicurano escursioni termiche tali da consentire un importante corredo aromatico e una giusta maturazione delle uve, mi ha lasciato piuttosto perplesso.
SirisTrentoDoc

Tecnica di produzione impeccabile, che prevede pressatura soffice delle uve intere, decantazione statica a freddo dei mosti, che vengono avviati alla fermentazione in acciaio a 16 gradi, con lieviti selezionati, per una durata di circa 10 giorni, affinamento sui lieviti che si prolunga per 36 mesi, un periodo lungo che dovrebbe conferire al Trento Doc struttura, eleganza e complessità.

Invece il vino, non millesimato, con sboccatura 2013, che ho avuto modo di degustare mi ha colpito per la carenza di personalità, per la sua magrezza, per una certa quale “timidezza” che mi sembra costituire l’aspetto prevalente del Siris. Colore paglierino scarico-verdognolo, quasi pallido, perlage poco apprezzabile, naso fresco e floreale con una piccola vena agrumata, pulito ma poco espressivo e poi soprattutto una bocca molto semplice, rotonda, morbida, priva di nerbo e dinamismo, come bloccata su se stessa e su una sola dimensione con un finale leggermente dolce e quasi proseccheggiante.

Credo che da un’azienda storica e seria come Gaierhof e dal suo Trento Doc si possa pretendere molto di più…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

4 commenti

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4 commenti

  1. Gianni rodanosse

    agosto 31, 2014 alle 10:57 am

    Il signorinop ziliani deve un poco diventare piu’ umile ,come enologo vale come le tante uno come tanti migliaia di enologi che girovagano per l’italia annusando bicchieri percio’ si dia una calmata invece di voler fare il VERONELLI DEL 2014 .. quello si che era qualcuno!

    • Franco Ziliani

      agosto 31, 2014 alle 1:45 pm

      Ignorante si informi prima di ragliare a vanvera: non sono e non ho mai detto di essere enologo. Sono un giornalista

  2. Gianni

    agosto 31, 2014 alle 2:37 pm

    Ignorante sara’ lei se non capisce un tubo di vini e spumanti passi ad altro

    • Franco Ziliani

      agosto 31, 2014 alle 2:42 pm

      ogni tanto capita un caso umano da sopportare con pazienza: eccone uno. Poiché la cosa ha stancato abbastanza eviti di inviare altri “commenti” come questi, verranno prontamente cestinati

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