Riflessioni sul “Sistema Prosecco” dopo il disastro di sabato sera a Refrontolo

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Mercoledì su Vino al vino ho pubblicato – potete leggere qui – alcune riflessioni sulle contraddizioni del “Sistema Prosecco” alla luce di quanto accaduto sabato sera presso il Molinetto della Croda di Refrontolo in provincia di Treviso, nel cuore della zona di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e alle accuse che sono piovute sul celebre vino veneto ed i suoi vignaioli di avere impiantato troppe vigne con una “coltivazione intensivae massiccia che ha cancellato boschi per fare viti e vino”.
Ho ricordato alcuni articoli di un importante organo di stampa locale, la Tribuna di Treviso che ha denunciato che “tra le ragioni della tragedia vanno messi, con ragione e senza isterismi, l’impianto massiccio di vigneti al posto del bosco e la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua minori”. E in altro articolo ha parlato dello “stato di mala-conservazione ed consumo delle colline del Prosecco. È stato denunciato un sistema territoriale emunto dall’attività di coltivazione intensiva e massiccia che ha cancellato boschi per fare viti e vino. Le conseguenze? Un generale indebolimento dei costoni, l’incapacità del territorio di rispondere alla natura così come faceva una volta”.
Mi auguro che questa tragedia, che ha provocato quattro morti, sia l’occasione giusta per fare chiarezza, per appurare le responsabilità, se ci sono, per riflettere su un sistema produttivo che non può essere portato a modello e mostra pesanti contraddizioni.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

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