A proposito del Prosecco Wine Festival alla Versiliana

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Anche la Versilia “mondana” ed “esclusiva” tira la cinghia….

Con clamoroso ritardo, (colpevolmente mi sono accorto solo in questi giorni di un fatto che risale a oltre un mese fa) voglio dedicare un breve commento all’edizione 2014 dell’evento organizzato da AIS Toscana a Marina di Pietrasanta nei giardini della Versiliana lo scorso 28 giugno.

E’ prassi consolidata che la sezione toscana della principale associazione dei sommelier attiva in Italia dedichi espressamente una manifestazione ai vini con le bollicine. Accade sia per una passione consolidata di alcuni dei suoi principali esponenti per questa tipologia di vini, francesi e italiani, sia perché il periodo estivo è particolarmente adatto a presentarli al pubblico degli appassionati.

Ricordo che in passato, in questa cornice della Versilia che nell’immaginario collettivo equivale per certi versi alla Costa Azzurra, ci furono eventi dedicati allo Champagne e fino allo scorso anno, credo che la prima edizione sia stata quella del 2010, la manifestazione della Versiliana coincideva con il Festival Franciacorta in Versilia.

Era ovvio che dopo quattro anni gli organizzatori decidessero di cambiare e, sempre nel segno delle “bollicine”, pensassero di coinvolgere, sempre con la stessa formula, un altro soggetto produttivo. Ero certo che dopo il Franciacorta il referente naturale, sempre nell’ambito del metodo classico a denominazione d’origine, dovesse essere il Trento Doc, che pure conta su 40 soggetti produttivi e su una produzione stimata attorno agli otto milioni di bottiglie.

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Ho invece scoperto che con una svolta a 360 gradi e una comunicazione che definiva testualmente la manifestazione “l’evento più glamour dell’estate versiliese”, per l’appuntamento con le bollicine alla Versiliana AIS Toscana ha pensato ad un “Prosecco Wine Festival”, organizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela Prosecco DOC. Quello che sponsorizza il mondiale Super Bike.
Si è trattato di un banco d’assaggio aperto al pubblico delle “bollicine più conosciute al mondo per lo “stile tipicamente italiano di bere” che rappresentano”.

Questa la presentazione firmata dai sommelier toscani, dal canto suo il Presidente del Consorzio di Tutela Prosecco DOC Stefano Zanette, ben contento dell’occasione offerta – “troppa grazia Sant’Antonio!” – ha ovviamente accetto con grande piacere “l’invito a creare un evento di questo genere in un territorio che da sempre si identifica come meta esclusiva di vacanze e relax”.

Fin qui tutto normale, poi il linguaggio ha perso anche in questo caso il senso delle proporzioni, arrivando ad ignorare che quanto veniva detto poteva essere letto e interpretato anche in senso opposto: “Il Prosecco si presenta al pubblico in questo appuntamento come lifestyle symbol del made in Italy enologico apprezzato in tutto il mondo accostando la propria immagine a quella dell’AIS Toscana e alla Versilia – luogo fin dagli anni Sessanta di villeggiatura d’élite, con le grandi famiglie dell’industria italiana che qui trascorrevano la villeggiatura – che si presenta ai visitatori con quello speciale allure nato dal perfetto equilibrio tra mondanità ed esclusività”.

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Verissimo quello che viene detto, ma quella Versilia simbolo di una certa “villeggiatura d’élite”, di locali leggendari, di ristoranti di grandissima qualità dove i “cumenda” facevano un po’ i “ganassa” stappando Champagne e non certo Prosecco, oggi evidentemente non c’è più, ed è andata anch’essa in crisi e tira la cinghia, se oggi “l’evento più glamour dell’estate versiliese” si riduce ad essere un Prosecco (Doc, nemmeno il Docg Conegliano Valdobbiadene, la zona storica, la vera zona del Prosecco) Wine Festival.

Mondocrisi

Impeccabile la scelta dei sommelier toscani di interpretare lo “spirito dei tempi”, e di presentare nel loro “evento” dedicato alle bollicine il vino che più di qualsiasi altro simboleggia questi anni difficili, il vino nel quale larga parte del pubblico oggi si riconosce e richiede, ma per favore, profilo basso e niente squilli di trombe, perché sarà pure un realistico adeguarsi allo zeitgeist, ma siamo onesti, sono sempre mala tempora che currunt

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

4 commenti

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4 commenti

  1. Riccardo

    agosto 5, 2014 alle 3:24 pm

    Da aspirante lupo di mare segnalo che una svolta a 360° fa solo venire il mal di testa, la direzione non cambia.

    • Franco Ziliani

      agosto 5, 2014 alle 3:41 pm

      ha perfettamente ragione, diciamo allora a 180 gradi… 🙂

  2. silvana biasutti

    agosto 9, 2014 alle 9:29 am

    Sì, i mala tempora currunt (et currurunt), ma se io fossi un vino mal sopporterei l’idea di essere associato a un momento ‘depressivo’.

  3. andrea c.

    agosto 11, 2014 alle 9:46 pm

    Prosecco = vino dei poveri ?
    Ancora qualche anno di sponsorizzazioni simili e costerà più del Franciacorta …

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