Il Cava in forte ripresa in Spagna, ma lo Champagne in Francia continua a faticare

D.O.CAVA_
Sono consapevole del rischio di essere smentito quando verranno resi noti i dati relativi alle “expéditions ” de Champagne di maggio e giugno, ma basandomi sui dati relativi al primo trimestre 2014 penso di poter tranquillamente far notare una situazione molto singolare.

La crisi economica, la contrazione della disponibilità all’acquisto, continua a mordere in tutta Europa, forse con la sola eccezione della Germania, che appare in ripresa. Eppure sembra che in un Paese, la Francia, che sembrava più in salute o se vogliamo dire meno in difficoltà rispetto ai colleghi del sud dell’Europa, ovvero Spagna, Italia e Grecia, le cose, almeno secondo un particolare indice, non vadano bene.

Il particolarissimo indice prescelto è rappresentato dall’andamento delle vendite nei primi tre mesi del 2014, sui mercati interni di Francia e Spagna, dei due metodo classico nazionali, lo Champagne ed il Cava.

In Spagna, Paese che credevamo ancora attanagliato da una crisi economica molto grave, il Cava, che ha fatto registrare incrementi complessivi delle vendite pari al 18,06%, ha visto le vendite crescere di 5.341.157 unità sino a toccare quota 16.952.808 con un incremento del 45,98%.

champagnePoster1

In Francia invece, nel primo trimestre 2014, le spedizioni di Champagne, che rappresentano il 49% del totale, hanno registrato un calo del 2,2%, che in aprile è salito al 6,5%. Del resto l’esistenza di un “caso mercato francese” era apparsa evidente anche a gennaio, quando esaminando l’andamento delle vendite del dicembre 2013, che avevano segnano un incremento dell’otto per cento rispetto al dicembre 2012, si era visto che a fronte di una crescita del 18,2 nei Paesi dell’Unione Europea e del 14,9% nel resto del mondo, in Francia la crescita si era limitata ad un 3,2%.

E così può accadere che sia sui mercati esteri che in Francia lo Champagne (i giornali francesi ormai lo scrivono chiaramente) debba far fronte alla concorrenza “des vins effervescents venus d’Espagne (cava) ou d’Italie (prosecco) vendus deux à trois fois moins chers”, degli spumanti spagnoli (Cava) o italiani (prosecco), da due a tre volte meno cari. Si legge anche che in Francia una parte dei tradizionali clienti di Champagne sono passati, oltre che al Cava, quinto posto per la Francia nella classifica dei Top 10 Cava importers, con una crescita percentuale nel primo trimestre 2014 del 16,69% e un milione e mezzo circa di bottiglie importate nel 2013, anche ai vari Crémants (Loire, Bourgogne, Alsace, ecc.) o all’AO Saumur.

Sicuramente le più concrete motivazioni di questo calo delle vendite di Champagne in Francia, (che restano comunque attorno al 55% complessivo) sono di ordine economico e stanno portando una serie di ex clienti dello storico méthode champenoise a cercare, nella produzione francese ed in quella estera, delle alternative più risparmiose, ma forse esistono altri motivi di ordine psicologico relativi ad un’idea dello Champagne come “prodotto di lusso”, che inducono i consumatori a passare dallo Champagne ad altri vini “pétillant”.

E non si può attribuire il calo del consumo della bevanda nazionale in Francia ad un calo del turismo estero, perché le cronache dicono che c’è stato un significativo aumento. Forse di un turismo portato a spendere meno, a bere Crémant, invece che Champagne…

_____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

Lascia un commento

Condividi

Lascia un commento

Connect with Facebook