Trento Doc Brut Valentini di Weinfeld Vivallis

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
7


WeinfeldValentini

Qualche giorno fa, sfogliando l’ancora interessantissimo volume Spumante trentino, pubblicato nel 1999 dal medico (e appassionato di vini) Andrea Andreotti, mi sono imbattuto in un passaggio che ricordavo di avere già letto, ma di cui, a differenza degli amici di Trentino wine blog, che ne hanno parlato giusto due anni fa, non avevo mai scritto.

A pagina 189 si legge che “Arminio Valentini, che fu anche sindaco di Calliano” località della Vallagarina, “si può dire sia stato il primo spumantista del Trentino. Già nel 1899, come documentato da una pubblicità sulla stampa di allora”, esattamente “la Strenna dell’Alto Adige”, “si produceva a Calliano uno Champagne A. Valentini, che, tra l’altro, veniva distribuito da un altro nome famoso, Cesare Battisti. La famiglia Valentini era allora grande proprietaria terriera, fornitrice di vino alla Casa imperiale d’Austria, tanto da essere insignita nel 1760 del titolo nobiliare di Weinfeld”.

Rimando alla lettura dell’articolo di Trentino wine blog per gli aspetti relativi al fatto che il Cesare Battisti citato fosse proprio il celebre patriota, cosa possibile visto, scrivono, che “i genitori dell’eroe irredentista, a Trento erano titolari della nota Drogheria Battisti di via Dordi. La stessa in cui lavorerà, negli anni Venti, anche Bruno Lunelli, geniale capostipite della famiglia che oggi controlla il marchio Ferrari. Verosimile che in una drogheria si vendesse, appunto, anche vino e Champagne. Storie di spumantisti e di pionieri trentini del metodo classico che magicamente si intrecciano in questa città di mezzo“.

ChampagneValentini

Quello che trovo interessante sottolineare è che contrariamente a quanto sostiene l’agiografia corrente, anche se fondamentale nella storia e nello sviluppo della spumantistica metodo classico in provincia di Trento, il mitico Giulio Ferrari (nato nel 1879, ovvero 31 anni dopo Valentini) non fu il primo “champagnista” trentino, ma venne preceduto di qualche anno da Arminio de Valentini di Weinfeld. Giulio Ferrari arrivò dopo, nel 1902, ma rispetto a Valentini seppe andare più lontano e sviluppare, anche grazie alla sua formazione specifica e alle sue indubbie capacità, l’idea vincente di produrre anche in terra trentina un vino “spumeggiante” quale quello prodotto in Francia.

Ma perché ho parlato di questa pagina di storia e dello “Champagne Valentini” prodotto a Calliano, tra Trento e Rovereto, con buon successo sui mercati austriaci? Perché mi è capitato recentemente di bere una bottiglia del Trento Doc Brut Valentini di Weinfeld della cooperativa Vivallis di Nogaredo e mi è piaciuto, volendone scrivere, ricostruire la storia. Che nasce nel 1993 quando l’attuale Vivallis si chiamava ancora SAV, storica cooperativa fondata nel 1908 da Don Giovanni Battista Panizza, e tre persone, esattamente Flavio Salvetti,Leonello Letrari e Mauro Baldessari, suggerirono alla Sav – Vallis Agri di produrre questo metodo classico in omaggio a Valentini. Anche in considerazione del fatto che Vivallis era stata proprietaria, per diversi decenni, della “Cantina Valentini” di Calliano.

Inizialmente, come si legge sul libro di Andreotti, il Brut era una cuvée dove figurava per il 20% del Pinot bianco, oggi invece è uno Chardonnay 100% Vivallis, cooperativa che dispone di oltre 700 ettari di vigneti coltivati da 730 soci, seleziona a circa 400 metri di altezza da vigneti coltivati a pergola trentina semplice sulle colline dei Praolini in località di Volano, una microzona particolare con “accentuata escursione termica”.

ValentiniWeinfeldIntendiamoci, il vino, che trascorre 30 mesi di affinamento sui lieviti (dai 18 iniziali), è buono, tipico ma non straordinario e mi sembra trovare il suo più corretto utilizzo non a tavola, ma servito come aperitivo e bevuto con salatini e stuzzichini vari nel rito dell’happy hour.
Colore paglierino di media intensità con una buona brillantezza, perlage abbastanza sottile, si propone con un naso molto agrumato, con pompelmo in evidenza, e note di fiori e fieno secco in una cornice di apprezzabile freschezza e fragranza, con una certa vena minerale. La bocca è molto lineare, fresca, incisiva, con buona ricchezza di sale, acidità abbastanza bilanciata e una leggera dolcezza probabilmente dovuta ad un dosaggio degli zuccheri che sfrutta fino in fondo i nove grammi litro consentiti alla tipologia del Brut. Ma il vino è decisamente pulito, gradevole, tecnicamente ineccepibile.

Un piccolo rilievo, in conclusione, riservato agli autori dei testi del sito Internet della Vivallis, che nella pagina riservata al Brut Valentini di Weinfeld riescono nel doppio “capolavoro” di definirlo “Trentino DOC Spumante Valentini”. Il che dimostra, una volta di più, come sia complicato convincere i produttori trentini a chiamare Trento Doc i loro metodo classico…

Vivallis
Via Brancolino, 4
38060 Nogaredo – Trento
Tel. +39 0464 412073
e-mail info@vivallis.it
sito Internet www.vivallis.it

1 commento

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Un commento

  1. andrea li calzi

    luglio 14, 2014 alle 10:22 pm

    Un ottimo articolo non c’è che dire, un pezzo di storia del mio amato Trentodoc raccontata con passione e competenza, una bottiglia che spero di stappare perchè mi ha davvero incuriosito sia per le caratteristiche descritte sia per quello che ha rappresentato nella storia del metodo classico, un caro saluto

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