Spedizioni di Cava in forte ripresa in Spagna e sui vari mercati esteri

D.O.CAVA_
Così dicono i dati aggiornati al 31 marzo 2014

Sul lato Champagne siamo informati regolarmente, grazie al Comité Champagne (C.I.V.C.) e ad alcuni blog specializzati francesi su come stiano andando le spedizioni nei primi mesi del 2014 dopo l’esito non completamente favorevole del 2013 con 304 milioni di bottiglie spedite e un lieve calo dell’1,5%. E stiamo vedendo che almeno fino ad aprile (non si conoscono ancora i dati di maggio) si assiste ad una diffusa leggera ripresa, tranne che in Francia, dove le cose vanno male per la bevanda nazionale.

Ma come vanno invece le cose nei primi mesi dell’anno per un competitor oggettivo (soprattutto dal punto di vista prezzi) come il Cava spagnolo? Consultando il sito del Consejo Regulador della D.O. Cava si trovano una serie di dati molto interessanti aggiornati al 31 marzo 2014, che attestano una robusta “remuntada” rispetto ai dati equivalenti di un anno fa. Al 31 marzo 2013 erano state spedite 40.589.118 bottiglie di Cava, di cui 11.611.651 sul mercato interno, 28.977.467 sui vari mercati esteri, 21.746.440 sul mercato della U.E. e 7.231.027 sui mercati terzi.

Al 31 marzo 2014 spedizioni totali ammontano a quota 47.917.818 con un incremento in pezzi di 7.328.700 e in percentuale del 18,06%. Sul mercato interno si è saliti di 5.341.157 unità sino a quota 16.952.808 con un incremento del 45,98%. Sui vari mercati esteri si sono sfiorati i 31 milioni (30.965.009) con quasi due milioni di bottiglie in più e un incremento percentuale del 6,85%. Bene le cose anche sul mercato della U.E. con 23.215.853 ovvero circa un milione e mezzo in più e un incremento del 6,76%. Crescita anche sui mercati terzi, più di mezzo milione di bottiglie, toccando quota 7.749.156 milioni di pezzi e un 7,16% in più.

Su base annua, in una valutazione dall’1 aprile 2012 al 31 marzo 2013, paragonata al periodo 1 aprile 2013-31 marzo 2014, l’aumento è di 7.690.224 bottiglie pari al 3,19%, con un significativo incremento percentuale sul mercato spagnolo del 7,46%.

E’ molto interessante vedere anche come siano andate le spedizioni sui principali 10 mercati esteri, ovvero, procedendo dal primo al decimo, Germania, Regno Unito, Belgio, Stati Uniti, Francia, Giappone, Austria, Finlandia, Svezia e Svizzera. La Germania, che conta su qualcosa come 63 importatori di Cava, nel primo trimestre 2014 rispetto al primo trimestre 2013 perde quasi mezzo milione di bottiglie, con un -6,20%.

CAVA

Al secondo posto il Regno Unito (42 importatori) raggiunge quota 5.807.572 milioni di bottiglie (a un milione e mezzo di distanza dalla Germania) con un aumento di 638.956 unità pari al 12,36%. Al terzo posto con quasi cinque milioni e mezzo di bottiglie cresce del 6,31% il Belgio (95 importatori), al quarto posto gli Stati Uniti (55 importatori) incrementano di sole 108 mila bottiglie il proprio mercato con un aumento del 3,30%.

Al quinto posto, dove non avrei francamente mai pensato di trovarla in questa classifica dei Top 10 Cava importers, la Francia, che conta su 25 importatori, sfiora il milione e mezzo di bottiglie importate con un più duecentomila bottiglie rispetto al primo trimestre 2013 e una crescita in percentuale del 16,69%.

Si mantiene poi stabile con un milione quattrocentomila bottiglie circa il Giappone, mentre su numeri più piccoli Austria, Finlandia, Svezia e Svizzera fanno registrare aumenti percentuali notevoli. L’Austria passa da quota 248.027 a 693.071 con un più 179,43%, la Finlandia cresce dell’8,30%, la Svezia del 33,95% e la Svizzera del 9,59%. L’aumento complessivo in volume nei primi dieci mercati citati è di 1.482.258 pezzi, pari al 5,79% percentuale.

Una cosa è certa: con un prezzo medio decisamente inferiore a quello dello Champagne e dei metodo classico italiani a denominazione il Cava si dimostra, come un noto Charmat aromatico italiano, il vino perfetto per quest’epoca di crisi. Vedremo se anche nel secondo trimestre continuerà a dare decisi segni di riscossa.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

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