Condividi

3 commenti

  1. silvana

    giugno 9, 2014 alle 11:23 am

    Magari ce ne sono parecchi, produttori, che la pensano come questo signore che scrive argomentando bene pro e contro … magari tutti scrivessero: sarebbe già un inizio!
    Certo che se si pensa a questa Italia dei campanili, dei micro cosmi l’un contro l’altro armati, cadono le braccia.
    Ma non sono capaci di pensare a un “ombrello” che racconti il metodo, promuovendolo come uno dei “saperi” del made in Italy, come una parte di un “vantaggio competitivo” comune a tutti quelli che operano in quel modo, con profumi diversi ma con medesimo ingegno?
    I francesi non si farebbero pregare, sono probabilmente più intelligenti.

  2. Giovanni

    giugno 9, 2014 alle 10:15 pm

    Gentile Ziliani, solo una domanda da “non informato”. Non manca l’Alto Adige nella lista delle bollicine doc o docg da lei indicata? lo dico perchè ho avuto la fortuna di assaggiare alcune bottiglie e le ho trovate veramente notevoli. p.s. nel merito mi piacciono molto le aggregazioni, in ogni campo…

    • Franco Ziliani

      giugno 11, 2014 alle 2:09 pm

      ha ragione, mancano i sei – sette produttori altotesini, per un totale di 120 mila bottiglie, generalmente di buona qualità

Lascia un commento

Connect with Facebook